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Varianti possibili: Percorso
Aj - Percorsi An -
Percorsi Au
Bel percorso, soprattutto nei 10 km
centrali di sterrato, che
permette di toccare i 1000 metri, con una breve
appendice, cosa abbastanza rara per i monti che fanno da cornice a Terni,
raggiungibili con una
certa relativa facilità per mezzo di una ampia e comoda strada, almeno
nell'ascesa, che ci porterà fino ai piedi di monte Torre Maggiore
(con l'ovvia e appagante scelta di salirvi in cima e poi...
ridiscendervi in sella). Piacevole e divertente anche il resto, con la
discesa a fianco del Fosso dell'Eremita, che ci ricondurrà a ridosso
della zona archeologica di Carsule, concludendo con un finale...
inedito (in "superstrada"!).
La partenza proposta in Largo delle Viole ha il solo scopo di offrire
una prima fase più dolce, di riscaldamento, di quanto possa essere
invece una partenza direttamente dalla zona di Cesi Scalo, punto
minimo di chiusura dell'anello, tanto più che il chilometraggio è
abbastanza contenuto. (La traccia gps, contempla in effetti una
diversa partenza, compromesso tra le due possibilità, più vicina a
Cesi Scalo e quindi che riduce leggermente il chilometraggio totale).
Punto di partenza e arrivo di questo percorso è stato
preso a riferimento Largo delle Viole (incrocio tra 5
strade, tra cui strada Piedimonte, via 5 strade, via
Mascagni), zona periferica a nord della città di Terni,
molto poco trafficata al contrario della parallela e più
conosciuta via del Rivo. Si prende verso ovest per via
Mascagni, strada che cambierà più volte nome;
l'importante è mantenere la direzione per quasi 3 Km,
costeggiando per gran parte la ferrovia (Centrale Umbra).
Ai successivi tre bivi si mantiene sempre la sinistra: il
secondo porta ad un tratto in discesa, mentre appena
preso il terzo (via delle Madonnine) si passa sotto la
suddetta ferrovia. Si percorre qualche centinaio di metri
in discesa, fino ad incrociare la strada per il paese di
Cesi che si prenderà a destra in salita, riattraversando
di nuovo la ferrovia. Si manterrà sempre la strada
principale in costante salita, fino a giungere a Cesi
(dist. ~8.1 Km - alt. ~420 m.).
Dopo 400 metri di discesa si stacca sulla destra in
ripida salita la strada con l'indicazione per S. Erasmo,
che dovremo percorrere. I 300 metri di salita che
seguiranno saranno abbastanza duri; l'importante è non
lasciarsi spaventare in quanto sarà il tratto di salita
più ripida di tutto il percorso. Può essere utile per
riprendere fiato giunti alla fine di questo breve tratto
di proseguire per il percorso
"automobilistico", che consiste
nell'addentrarsi per 100 metri nella parte alta del
centro abitato e compiere una rotatoria di 360° in
corrispondenza di una piazzetta che farà quindi compiere
una inversione ad U per la strada di provenienza. Proprio
in corrispondenza di questa piazzetta, in fondo a
sinistra, si può approfittare per fare rifornimento di
acqua ad una fontanella; un'ultima occasione si avrà in
ogni caso dopo qualche chilometro. Si lascerà quindi il
paese di Cesi prendendo verso S. Erasmo.
Ora non ci sono più possibilità di sbagliare; in breve si raggiungerà
la zona del campo di tiro al
volo (dist. ~11.6 Km - alt. ~660 m.) dove, proprio in corrispondenza del
piccolo bar sulla destra, sulla sinistra, ai margini del
bosco c'è una fontanella dove poter rifornirsi di acqua.
Si continuerà su questa unica strada superando,
lasciandola sulla destra in corrispondenza di un curvone
a sinistra (dist. ~13 Km - alt. ~775 m.), la sovrastante
chiesa di S. Erasmo, continuando l'ascesa su strada che diverrà dopo un
po' sterrata, ma sempre più che praticabile, infilando i tratti tra i vari sassi che
possono sporgere dal terreno.
Al Km. 15.1 si staccherà sulla sinistra in discesa la
stradina che rappresenterà poi il proseguimento del
nostro percorso, riconoscibile anche per un segnale di
divieto di transito per i veicoli a motore (anche se per
un periodo era stato abbattuto). Eccezionalmente infatti
ho inserito in grafica l'ascesa fino ai piedi del Monte
Torre Maggiore, invece che lasciarlo facoltativo:
l'ulteriore piccolo sforzo (poco oltre 1 Km di percorso
più altrettanti per ridiscendere) è più che
giustificato; i 1000 metri (e anche qualcuno in più) e il panorama che ne consegue
sono così a portata di mano che non vi si può
rinunciare! (FOTO 1)
Si manterrà perciò l'ampia sterrata per giungere quindi alla max altezza per
l'attuale percorso (1020 metri); punto di ritorno per
avere corrispondenza con la grafica è stata scelta una
sbarra in metallo che si incontrerà continuando la stessa strada (che negli ultimi cento metri sarà molto
sconnessa), che costeggerà la pineta, all'altezza di un
pluviometro sulla destra, proprio a ridosso della pineta.
Nulla vieta in ogni caso di
compiere qualche divagazione sulle alture di fronte o, per i più
ardimentosi, salire fin sulla vetta di monte Torre Maggiore (1121
metri): panorama molto bello o, in alcuni casi, quando la natura ci
mette del suo, estremamente suggestivo (vedere, TOP
IMAGES la sezione effetto nebbia)
Chi invece volesse tagliare questa
parte è sufficiente che sottragga dallo sviluppo del
percorso circa 2.250 Km.
Si tornerà quindi indietro per poco oltre 1.100 Km, dove
si incontrerà, questa volta sulla destra la stradina prima citata, che questa volta andrà imboccata. Dopo un
breve tratto di discesa, si passerà tra una pozza
d'acqua (sulla destra) e un abbeveratoio (sulla sinistra)
(dist. ~17.7 Km - alt. ~925 m.), per poi salire
leggermente, e ridiscendere successivamente costeggiando
il fianco dell'altura da cui si ridiscenderà sui prati
sotto compiendo un'ampia curva a sinistra, mentre poco
dopo, dove la strada riprenderebbe a salire, si piegherà
a 90° seguendo la prima sterrata sulla destra che
punterà verso un traliccio della corrente (dritti invece si origina il
percorso Ax), da dove
proseguendo in direzione N-E inizierà una ripida discesa
(dist. ~18.8 Km - alt. ~900 m.). Questo tratto in discesa
lungo circa 500 metri sarà molto impegnativo nella prima
metà, essendo, oltre che ripido, anche molto dissestato, anche se di
tanto in tanto viene un po' livellato.
Al termine di questo fare attenzione alla direzione da
prendere, in quanto ci si immetterà su una strada in cui
non bisognerà continuare dritti nella direzione di
provenienza, ma compiendo una sorta di inversione ad U si
prenderà verso destra (dist. ~19.3 Km. - alt. ~835 m.).
Se si continuasse invece dritti (o
se si preferisce a sinistra), si giungerebbe dopo 1.700
Km (alt. ~760 m.) al convento dell'Eremita di Cesi
(conosciuto anche come la Romita di Cesi) (FOTO 2), dove
dai resti di un convento abbandonato, per opera di un
volenteroso frate è risorta una nuova struttura, non
solo conventuale, dove vengono ospitati settimanalmente
ragazzi italiani e stranieri che hanno voglia di
trascorrere una vacanza-lavoro in maniera diversa.
Continuando invece per il percorso indicato in grafica
sulla destra, in breve si giungerà ad una radura (poco
prima di arrivarvi, noterete un casolare ristrutturato
sull'altura di fronte), dove la strada si biforcherà: a
destra sale verso il casolare sopra descritto (termine
del percorso Ab), mentre a sinistra scende, anche
ripidamente per un primo tratto e rappresenterà il seguito del
nostro attuale percorso. Fino all'uscita sulla strada
asfaltata Carsulana non si saranno più possibilità di
errore essendo la strada unica, quasi costantemente in
discesa e, almeno fino a parte del 2009, con tratti anche abbastanza impegnativi a causa
del fondo costituito da pietrame e ghiaia, mentre appunto nella seconda
parte del 2009 la via ha visto una consistente opera di riassestamento
per cui (salvo stravolgimenti dovuti a passaggio di mezzi pesanti e/o
fenomeni meteo particolarmente violenti) il fondo è ora liscio e ben
battuto come (quasi) una pista di pattinaggio. La strada
bianca terminerà appunto 200 metri dopo aver costeggiato
il parcheggio per gli scavi di Carsule (dist. ~23.9 Km. -
alt. ~450 m.) sulla Carsulana, da prendere a sinistra in
direzione Terni.
Seguendo le indicazioni stradali
per Cesi ci si ritroverà a questo paese, da dove sarà
semplice ripercorrere all'inverso il tratto iniziale del
percorso, per tornare al punto di partenza (largo delle
Viole). Questo è il percorso più semplice e ovvio.
Io segnalo invece un alternativa un po' diversa, che non
molti conoscono, non tanto per evitare la strada per
Cesi, già scarsamente trafficata, quanto per portare a
conoscenza un tratto che ci permetterà di costeggiare il
paese di San Gemini su un percorso più consono al mezzo
da noi scelto, anche se avverto, un breve tratto iniziale
di strada bianca può risultare difficoltoso.
Per fare questo dopo aver preso la Carsulana verso
sinistra, si incontrerà dopo nemmeno 2 Km l'indicazione
che a destra ci permetterà di scendere alla sottostante
Fonte di San Gemini (dist. ~27.1 Km. - alt. ~365), da
dove si prenderà al successivo bivio a sinistra per il
paese di San Gemini. Prima di giungere a questo, subito
dopo aver superato lo scalo ferroviario del paese, (dopo
un curvone a sinistra), si potrà scorgere sulla sinistra
una la via di accesso ad un complesso abitativo di recente costruzione (via Mulino Vecchio),
che subito si sdoppia e dove manterremo il ramo alto che diviene
sterrato e passa alla sinistra della schiera di case. Giunti in fondo
(poche centinaia di metri) si dovrà necessariamente
piegare a destra, verso un tratto scosceso e ciottoloso che
punterà a destra verso i piloni del cavalcavia della sovrastante
superstrada E45. In pratica da qui il percorso sarà
dettato dalla E45; la sterrata che percorreremo, prevalentemente in
discesa, infatti sarà l'ombra della suddetta superstrada per un
bel tratto, ora alla sommità dei successivi colli, allo
stesso livello di questa, ora alla base dei piloni di
sostegno, girando anche intorno a questi. Questo fino a
giungere al termine del tratto sterrato. Giunti sul tratto asfaltato, si piegherà a
sinistra in discesa, lasciando quindi la compagnia della
E45, si costeggerà un piccolo laghetto artificiale e si
proseguirà per meno di un chilometro, attraversando sulla destra un
piccolo ponte con i parapetti in metallo e salendo per
immettersi ben presto sulla vecchia strada di San Gemini,
(di nuovo di fianco alla E45) da prendere a sinistra
(dist. ~31.7 Km. - alt. ~190 m.).
Si proseguirà in discesa attraversando la zona di
Acquavogliera, per poi immettersi sulla strada che
riporterà verso Terni: strada di Gabelletta. Questa è
una strada densamente trafficata, da lasciare quindi
appena possibile, risalendo una delle vie a sinistra che
ci riporteranno in una delle parallele sovrastanti. Una
di queste stradine che si staccano sulla sinistra è Via
del Mesale (appena dopo il numero civico 59, sulla destra, di Strada di
Gabelletta) che ci riporterà nella zona di Cesi scalo (anche se va
percorso con cautela essendo per un tratto a senso unico);
terminato il breve tratto in salita che costituisce
questa via infatti, sarà sufficiente prendere a sinistra
per ritrovarci ai piedi della salita che inizialmente ci
ha portato a Cesi. A questo punto appena prima di questa
salita basterà prendere a destra Via delle Madonnine,
che salendo brevemente ci farà ripercorrere all'inverso
il tratto iniziale del percorso fino al punto di origine:
Largo delle Viole.
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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