PERCORSO E1

TERNI - PONTE S.LORENZO - FIAIOLA - VASCIGLIANO - VASCIANO - M.te S.PANCRAZIO - M.te COSCE - CONFIGNI - FINOCCHIETO - COPPE - STRONCONE - S.LUCIA - COLLESCIPOLI  - FIAIOLA- PONTE S.LORENZO - TERNI


Lunghezza: ~61.1 Km
Altitudine max: ~1115 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~2000m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~4h 30'
Difficoltà: Difficile (indice 7)


gps

DATA: Maggio 2004 

Varianti possibili: Percorso Ea - Percorso Eb - Percorso Ec

Splendida cavalcata tra Umbria e Lazio, interessando i comuni di Narni, Terni, Stroncone e Configni.
61 chilometri di sviluppo, due volte oltre i 1000 metri, che unito ai ~1900 metri totali di dislivello, ne fanno certamente il percorso più duro presentato su questo sito. E non si può certo dire, come potrebbe suggerire il profilo altimetrico, che le fatiche siano terminate con l'arrivo sulla cima del monte Cosce, visto che i continui saliscendi tra Configni e Stroncone, seppur brevi, ci faranno dar fondo alle energie residue.
Bellissimi i panorami che si possono godere dal monte San Pancrazio e soprattutto dal monte Cosce, che costituisce la terminazione meridionale della dorsale Narnese-Amerina e ne rappresenta anche la massima quota con i suoi 1114 metri, da dove si può spaziare dai monti Martani, verso nord, fino alla capitale, verso sud.
Data la severità del percorso, così come congeniata, nulla vieta di ridurlo, bypassando una delle due cime.
Il tratto più difficoltoso? Al km 45.4, dove mancano letteralmente 10 metri di percorso, ovvero manca una passerella per attraversare un profondo fosso (in secca) che bisogna quindi "copiare" sul fondo (leggere nella descrizione dettagli e avvertenze).

[La grafica relativa al tipo di fondo è da aggiornare in quanto purtroppo a giugno 2005 un altro tratto di sterrata dal km 1 è "caduto" sotto l'asfalto"]

Diversamente dal solito, si è fissata la partenza appena fuori Terni, al limitare della prima periferia ovest, a Ponte San Lorenzo, piccola frazione che giace sul comune di Narni, ma più vicina al capoluogo di provincia che non a quest'ultima. Questa località si può raggiungere con la bici in pochi minuti da Terni (circa 3 km dalla zona Polymer. periferia sud-ovest), più direttamente, anche se con l'inevitabile traffico, percorrendo la Flaminia, oppure attraverso le tante e più tranquille stradine adiacenti quest'ultima. Punto di riferimento per la partenza, il bivio che troveremo lasciata la Flaminia (~ al km 98.500 di questa) per entrare, a sinistra, a Ponte San Lorenzo, al successivo bivio, appena qualche metro dopo aver superato il ponte sul canale Recentino; tra l'altro, come ulteriore riferimento, questo punto giace sul percorso F2 al km ~56.1.
Prendiamo quindi in salita l'asfaltata che ci porta ad attraversare Ponte S. Lorenzo, lasciandoci subito sulla destra la chiesa della frazione. Nell'ultima parte del tratto abitato della frazione, la strada sarà quasi pianeggiante; proprio in corrispondenza dell'inizio di un tratto sterrato,dopo aver percorso nemmeno un chilometro, sulla destra si stacca un'altra strada, anch'essa sterrata, strada di Fiaiola, che dovremo prendere. Questa prenderà a salire, dapprima leggermente, dividendosi dopo circa 200 metri, dove manterremo la sinistra che continua a salire, anche se pure quella di destra permette di raggiungere Fiaiola con un giro più ampio di circa 800 metri; eventualmente va mantenuta la sinistra ai successivi due bivi (prendendoli invece verso destra si uscirebbe sul percorso F2 rispettivamente attorno al km 55 e 53 di questo).
Progressivamente la salita si farà più accentuata, soprattutto in alcuni tratti che sono stati cementati proprio a causa della loro ripidezza (in ogni caso non eccessiva), fino a superare un vecchio e grande casolare che ci troveremo sulla sinistra, dopodichè avremo un breve tratto semipianeggiante, per poi, giungendo a località Fiaiola (dist. ~2.8 Km - alt. ~250 m.),  piegare a sinistra, prendendo leggermente in discesa (in questo punto si ricongiunge da destra la strada alternativa sopra descritta). Lungo questo tratto in cui ci troveremo a percorrere la sommità di una zona collinare, potremo scorgere alla nostra sinistra la catena di monti a nord della conca ternana, da cui svetta monte Torre Maggiore, mentre alla nostra destra la dorsale Narnese-Amerina che termina proprio con i due monti, caratterizzati da una serie di antenne e tralicci sulla loro sommità, che saranno la nostra prossima meta: monte San Pancrazio e Monte Cosce.
Al km 3.350, dopo aver ripreso a salire e appena prima di giungere a quello che è il nucleo più nuovo della piccola frazione di Fiaiola, lasceremo questa che è la strada principale, per prendere a destra in discesa Strada della Cantinetta (anche proseguendo, dopo un breve tratto asfaltato, ci si potrà riallacciare al nostro percorso piegando a destra e riprendendo la sterrata che ci farà scendere sulla SP64, allungando di alcune centinaia di metri il percorso). Scendendo, la strada compirà subito una S, terminata la quale, prima di giungere ad una casa, lasceremo anche questa (proseguendo invece ci ritroveremmo su percorso Ed) per prendere sulla sinistra un tratturo che corre, più o meno pianeggiante, a margine di alcuni campi coltivati recintati; questo tratto "campestre" terminerà reimmettendosi sull'ampia sterrata che scende da Fiaiola, da prendere verso destra (dist. ~4.2 Km - alt. ~245 m.). Non resta che seguire questa, costantemente in discesa, con il San Pancrazio e il Cosce ora di fronte a noi in lontananza, fino a giungere ad un quadrivio, dove dovremo proseguire dritti, visto che la stradina di sinistra porta ad un'abitazione e quella di destra ad un laghetto di pesca sportiva; qui la discesa si farà molto più accentuata e sarà caratterizzato inoltre da due bruschi tornanti. Mantenendo il tratto principale si scenderà fino al fondo valle dove ci aspettano due guadi: il primo senza difficoltà, su fondo livellato e consistente, di un piccolo e basso ruscello e il secondo dopo circa 200 metri, del torrente Aia, dove le difficoltà saranno senz'altro maggiori, soprattutto nella stagione meno secca, dato che le fredde acque possono arrivare a lambire le scarpe durante la pedalata di attraversamento e il fondo composto da grossi ciottoli non semplifica certo il compito. Suggerisco di cimentarsi in questo guado in estate, quando i piedi a mollo possono costituire un bel refrigerio, cosa da fare in ogni caso con un rapporto cortissimo; qualche metro prima di questo guado tra l'altro, c'è sulla destra un piccolo sentiero tra la vegetazione, che ci permetterebbe di attraversare il torrente su una comodissima passerella, allungando il percorso di appena qualche metro. Dalla parte opposta si esce su asfalto, sulla SP64, che congiunge Narni al comune di Stroncone e che dovremo proseguire verso sinistra (dist. ~6 Km - alt. ~145 m.). Un'altra alternativa, che allunga ulteriormente questo percorso, è costituito dalla sterrata che prendendo verso destra in direzione Narni, ci troveremo a salire sulla sinistra, che dopo aver attraversato le frazioni di Castelvecchio e Collesecco ed essere tornata asfaltata, scende sulla SP21 riprendendo l'attuale percorso intorno al km 8.5.
Seguendo questa per poco oltre un chilometro, ci immetteremo su un'atra provinciale (SP21), in zona Vascigliano, da prendere ora verso destra, direzione Vasciano e S. Urbano. Questa sale leggermente, più o meno costante e va mantenuta fino al km 4 (della SP21), dove invece di fare il curvone verso destra continuando a salire, prendiamo sulla sinistra la sterrata che qui si stacca e va a costeggiare dopo un po' un ruscello. Segnalo comunque che anche la provinciale ci porterebbe a destinazione (Vasciano), salendo senz'altro più dolcemente e con uno sviluppo di  appena qualche centinaio di metri più lungo della sterrata di seguito descritta, che costituirà invece, poco più avanti, degno assaggio dell'irta salita che ci aspetta dopo Vasciano. Il tratto che costeggia il piccolo torrente (Fosso di Vasciano) sarà facile e con tratti in leggera salita, finchè, dopo aver superato la stradina che scende da sinistra e che rappresenta l'estremità finale del percorso Ea, al km 10.7 la lasceremo per piegare in ripida salita verso destra, prendendo quella con indicazione Sacro Speco. Come detto questa costituirà il primo assaggio alle ripide salite verso le cime della dorsale, che in pratica ha da qui l'origine, per questo percorso, nel suo versante nord. Giunti alle prime case della frazione Ville di Vasciano, la strada tornerà ad essere asfaltata, per poi confluire di nuovo sulla provinciale, che dovremo seguire ora verso sinistra, in salita, ma senz'altro più "respirabile" (nell'eventualità si volesse fare rifornimento d'acqua, segnalo un antico fontanile in questa frazione; dopo alcune decine di metri va presa la stradina asfaltata che si stacca tra le case sulla destra, piega a sinistra e superato il fontanile diviene sterrata e si riallaccia al nostro percorso in corrispondenza del bivio per Lugnola). Supereremo poco dopo, ignorandolo, il bivio per Lugnola, mentre imboccheremo la successiva diramazione sulla sinistra per Vasciano, con la strada che seppur asfaltata tornerà ad impennarsi considerevolmente; dopo mezzo km abbondante giungeremo all'altezza del paese di Vasciano, con il ramo asfaltato che prosegue scendendo verso lo stesso, mentre un ramo sterrato e ampio prosegue per i monti, contraddistinto dalle insegne in legno della sentieristica locale per le due cime (dist. ~12.9 Km - alt. ~450 m.).
Non resta che mantenere ora la strada costantemente in salita nei primi chilometri (pendenza media appena superiore al 10%), lasciandoci il paese di Vasciano sulla sinistra sotto di noi, superando, dopo alcune centinaia di metri,  una sbarra talvolta chiusa (aggirabile facilmente tramite il passaggio sulla sinistra) e affrontando i ripidi, ma anche ripidissimi tratti cementati (uno anche superiore al 20%!), rinfrancati però dal bel panorama che sempre di più si godrà salendo, sia verso il fondovalle con i paesi di Lugnola e Configni, che potremo scorgere progressivamente, sia sui monti Reatini e di Stroncone, i più prossimi a noi sull'altro lato della vallata. Alla fine di un tratto cementato, con la strada che piega a 90° verso destra e spiana temporaneamente, saremo giunti al bivio tra le due cime: Monte San Pancrazio dritti e Monte Cosce verso sinistra a margine del bosco (dist. ~15.750 Km - alt. ~765 m.); qui, come detto nell'introduzione, si può fare un'eventuale scelta tra le due, a seconda del proprio stato di forma e delle proprie possibilità: l'una, l'altra, entrambe (o nessuna!). Si optasse eventualmente di bypassare il S.Pancrazio, puntando al Cosce, si dovrà saltare direttamente al km 25.75 della grafica.
Per il Monte San Pancrazio si proseguirà la comoda sterrata principale, con un ultimo tratto cementato dove supereremo un ovile con all'interno una costruzione in pietra, a cui seguirà finalmente un lungo e scorrevole tratto semipianeggiante, lungo un bell'altipiano appena sopra quota 800 metri, località I Campi, caratterizzato da una lunga striscia di prati che andremo a percorrere per gran parte del loro sviluppo, aggirando in pratica in senso antiorario Colle di Vasciano, tra una serie di vecchie costruzioni in pietra e allevamenti di maiali allo stato libero, a cui si consiglia di prestare attenzione, non tanto per la ferocia di questi, quanto per la possibilità di vederseli all'improvviso tagliare la strada, impauriti dalla nostra presenza.Qui è sufficiente mantenere il tracciato principale; segnalo comunque per maggior chiarezza un bivio al km 17.4, dove va mantenuta la sinistra e un altro, dopo aver imboccato un dual track lungo il prato che ci farà passare sotto alla linea elettrica, al km 17.9 dove ancora si mantiene la sinistra in leggera salita (a destra ha origine il percorso Eg). Sulla sinistra in alto possiamo scorgere i tralicci e le antenne che evidenziano la nostra meta oramai non troppo lontana. Riprenderà la salita, anche se meno ripida che nei chilometri precedenti, superando un'altra stradina palesemente secondaria che si stacca sulla sinistra, mentre la principale sale piegando verso destra, per poi proseguire con un tratto pressoché pianeggiante, dove passeremo in mezzo a una ulteriore coppia di costruzioni in pietra. Seguirà un ultimo tratto in salita leggermente più difficoltoso per il fondo ciottoloso-mobile, a cui seguirà un tratto finale praticamente pianeggiante, con l'ampia carrareccia trasformata in un single track leggermente ondulato che ci farà uscire sulla strada asfaltata che sale da Calvi per il Monte San Pancrazio, anche se qualche metro prima dell'asfalto, va superata la recinzione (ci si passa facilmente sotto) per accedere alla strada (dist. ~19.5 Km - alt. ~900 m.). Non resta che seguire in costante salita la comoda strada asfaltata per il chilometro o poco più che ci separa dalla vetta, dove, oltre alle tante antenne, troveremo la chiesa che da il nome al monte, nonchè il bel panorama, soprattutto verso nord, l'intera conca ternana e i Monti Martani (FOTO 1). Il riferimento di arrivo è a ridosso di uno dei principali tralicci situati in fondo alla stradina, sterrata nelle ultime decine di metri (dist. ~20.750 Km - alt. ~1025 m.), anche se la sommità massima del monte (1027 m.) la si potrà raggiungere solo a piedi con pochi passi sulla prominenza di fronte a noi.
I successivi 5 chilometri non necessitano di descrizione, dovendo ripercorrere a ritroso la corrispondente via di andata, fino al sopracitato bivio tra i due monti situato al km 15.750, che, una volta scesi e tornati lì, diverrà ora il km. 25.750. Si lascia ora la principale che scendendo ci riporterebbe a Vasciano, per imboccare sulla destra una sterrata minore, che sale a margine del bosco, a risalire una valletta leggermente incassata tra il versante del S. Pancrazio, sulla destra, e una piccola altura Colle Prata, sulla sinistra, e che dopo aver superato una breve rampa più accidentata e ripida, pur rimanendo di ampiezza pari ad una carrareccia, rimane percorribile solo in una stretta striscia di sentiero, visto che la parte centrale è stata erosa e scavata in profondità dalle piogge; questa tra l'altro ci introdurrà in territorio laziale. Giunti ad attraversare una zona di prato (circa 200 metri dopo l'inizio del tratto) potremo scorgere a poche decine di metri alla nostra sinistra un cancello in metallo che interrompe una lunga fila di rovi che fanno da cappello alla recinzione in filo spinato; questo va raggiunto, lasciando la traccia e attraversando il prato, e superato (o lì, appena sulla sinistra dove si può sfruttare un passaggio nella recinzione, o poco più avanti sempre attraversando la stessa dove la mancanza di rovi lo permette), per raggiungere, una volta attraversata la restante parte di prato, l'evidente sterrata che ci troveremo di fronte e che prenderemo verso sinistra in un breve tratto di leggera discesa. Volendo si può altrimenti prendere una variante, tagliando il prato in leggera salita proprio di fronte al cancello, oltre questa strada, oppure prendendo per poche decine di metri questa verso destra e lasciarla per imboccarne un'altra che sale verso sinistra; questa con uno sviluppo inferiore al chilometro ci porterebbe a riallacciarci al percorso originale quasi alla fine del primo successivo tratto asfaltato di questo (cosa non da poco!).
Seguendo questa, con altimetria abbastanza regolare, ci immetteremo, dopo meno di un chilometro, sulla strada che sale al Cosce da Configni (dist. ~26.9 Km - alt. ~790 m.). Questa andrà presa naturalmente in salita, quindi verso destra, (a meno che non si opti per la rinuncia a questa tappa scendendo subito a Configni) superando subito un primo tratto recentemente riasfaltato. Non resta ora che seguirla senza possibilità di sbagliare: salendo ad un secondo tornante verso sinistra si ricongiungerà la stradina alternativa che sale descritta poco sopra, proprio in un punto dove ci ritroveremo di fronte in lontananza il San Pancrazio, mentre, riprendendo quasi definitivamente per un successivo lungo tratto direzione S-S-E davanti a noi potremo scorgere le antenne che segnano la nostra nuova meta. Superata una piccola recente costruzione con vicino un sottile e alto palo con anemometro, si inizierà anche ad avere qualche bello scorcio sul versante laziale, pur trovandoci già oramai in questa regione, nella provincia di Rieti. Superata località Piano Lago, ci aspetta l'ultimo tratto, quasi interamente asfaltato nel chilometro e mezzo conclusivo (anche se l'asfalto non deve incutere timore di trovare mezzi a motore, se non, sempre comunque abbastanza raramente, nei periodi si caccia aperta), con la pendenza più aspra, dove supereremo un abbeveratoio e un capannone sulla destra in corrispondenza di un altura contraddistinta da una croce in metallo e la superficie disseminata di piccole rocce aguzze; vale la pena "affacciarsi" per godere del bel panorama. Nel tratto conclusivo, vedremo allacciarsi da sinistra un'altra stradina che sale dal paese di Vacone, che eventualmente si può prendere in considerazione come via per scendere a questo paese, sconsigliato invece risalirlo; con un ultimo tratto sterrato e gli ultimissimi metri di nuovo su asfalto giungeremo fino alla massima altitudine pedalabile (dist. ~30.3 Km - alt. ~1115 m.), in corrispondenza del cancello che da accesso all'imponente ripetitore Telecom (alto 75 metri), praticamente nei pressi della sommità di Cima Fosso d'Inselmo, che rappresenta poi la cima più elevata. Anche in questo caso, se si vuole raggiungere la cima (quella sud) del monte Cosce c'è da farsi un po' si strada a piedi, appunto verso sud; sull'altura alla nostra destra, c'è il cippo IGM in cemento, con incastonata sulla sommità la relativa placca in metallo, essendo questo un caposaldo di riferimento (per gli interessati Punto IGM95 138903 Latitudine 42° 24' 20" - Longitudine 12° 37' 59"). Qui il panorama è assolutamente eccezionale (quando le condizioni meteo lo permettono): tutta la conca ternana e i monti Martani verso nord; la catena dominata dal Terminillo ad est; la piana romana e il monte Soratte verso sud (FOTO 2), con la possibilità, nelle giornate più terse, purtroppo rare, di scorgere anche la capitale e (qualcuno dice) anche la cupola di San Pietro!
Ok... quando sarete paghi... dietrofront. C'è ora da farsi a ritroso tutto quanto fatto finora in salita, fino al bivio e oltre questo, proseguendo dritti verso la prossima tappa, Configni, costantemente in discesa su ampio stradone ben battuto, anche se di tanto in tanto c'è qualche solco che lo segna e qualche tratto con fondo ciottoloso che invita a moderare la velocità, cosa che invece la lunga discesa ispira. Il ritorno su asfalto all'altezza delle prime case del comune laziale ci segnalerà la fine della discesa (per il momento), in corrispondenza dell'immissione sulla strada che entra in paese, nella piazza, dove giungeremo con poche centinaia di metri (dist. ~36.4 Km - alt. ~560 m.).
Qui attraverseremo la piazza, (oppure andremo a fare rifornimento alla fontanella a poche decine di metri, prendendo la strada che dalla piazza va verso destra), puntando appena alla destra della croce artistica in metallo e infilando la stretta via tra le case, strada che lasceremo appena prima di passare sotto un arco, per prenderne a destra un'altra in ripidissima discesa che in breve uscirà su un'altra ancora, da prendere ora verso sinistra in piana. Seguendola, dopo circa 200 metri questa piegherà a destra riprendendo a scendere, fino ad uscire sulla SS313 in corrispondenza del bivio per Passo Corese, Roma, Poggio Mirteto, statale che andrà in pratica solo attraversata, per proseguire su altra strada di fronte a noi, in falso piano, che andrà mantenuta per circa 850 metri, quando, in località Colli di Configni, ne imboccheremo sulla sinistra un'altra che scende, asfaltata per poche decine di metri, poi sterrata (dist. ~38.1 Km - alt. ~460 m.). Questa, proseguirà a scendere, ampia e scorrevole, fino a giungere ad una quota minima di 380m, poi dopo aver ripreso a salire, al km 39.2, avremo un bivio dove dovremo prendere il ramo di destra che compiendo un'inversione a U verso destra prende a salire molto ripido. Continueremo a seguire questa via, che con vari saliscendi (più sali che scendi), spingendosi sempre più verso nord, ci riporterà in territorio umbro. Da segnalare che al km 40.4, alla fine di un tratto di ripida salita, contraddistinta dai cavi dell'alta tensione che corrono sopra di essa, si può trovare la strada sbarrata da una recinzione che racchiude dei bovini al pascolo; va naturalmente oltrepassata, aprendo e richiudendo il cancello, cosa che andrà fatta anche dopo 150 metri (tratto acquitrinoso nei periodi piovosi), all'altro lato della stessa per uscire (dist. ~40.5 Km - alt. ~465 m.).
Seguirà una breve discesa, su tratto leggermente sconnesso, per poi risalire fino ad uscire dalla boscaglia su un piccolo appezzamento di terreno, che costeggeremo girandogli intorno, prendendo a destra al bivio dopo averne percorso il primo lato e a sinistra, seguendo la principale che scende, alla fine del secondo lato. Seguirà una discesa, che andrà però lasciata appena dopo che si farà molto ripida, per prendere (rif. km 41.4) la stradina che staccandosi sulla sinistra taglia trasversalmente la costa del monte a margine di alcuni terreni coltivati. Proseguendo invece la ripida discesa c'è la possibilità di raggiungere ugualmente Finocchieto, uscendo nella zona alta della frazione, con un tratto finale di salita molto ripida. Nell'attraversare la zona "campestre" scorgeremo l'abitato di Finocchieto alla nostra destra, dall'alto del suo colle; mi preme segnalare che questo tratto e i successivi 700 metri circa sono terribilmente fangosi , in alcune parti, nel caso di periodi molto piovosi, con tratti acquitrinosi in cui si affonda anche per 20-25 cm. Ben presto si rientrerà nella boscaglia, dove si proseguirà, superando al km 42.1, ignorandola, una sterrata minore che si stacca in salita verso destra, cosa che bisognerà fare anche dopo 100-150 metri, lungo il tratto di discesa, ignorando la stradina proveniente da sinistra da Lugnola (punto di arrivo del percorso Eb), ma continuando invece a scendere dritti. La discesa terminerà con l'attraversamento di un piccolo ruscello, da dove inizierà l'ultima salita per Finocchieto; ci lasceremo infatti sulla destra una stalla, lungo un primo tratto di salita più dura, per proseguire fino ad uscire, con gli ultimissimi metri su cementata, sull'asfaltata che porta alla frazione, proprio di fronte al piccolo cimitero di questa (dist. ~43.3 Km - alt. ~365 m.).
Si prenderà l'asfaltata verso destra (scendendo a sinistra invece si può comodamente tornare verso Terni tramite la statale 313, fruibile al termine della discesa dopo pochi chilometri), salendo ancora in modo abbastanza ripido, che andrà però abbandonata dopo appena 250 metri scarsi, senza quindi salire fino al nucleo del paese (da dove scende il percorso Df), prendendo un'altra stradina asfaltata che si stacca sulla sinistra al termine di un muro in cemento. Questa dopo essere salita un po' prende a scendere divenendo poi sterrata, puntando verso il fosso Fara, il cui ampio letto andrà attraversato appena sotto uno dei muraglioni di contenimento, ignorando quindi quella che si stacca prima e sale verso destra, attraversando al contempo, subito appresso,  anche una stradina che scende parallela al fosso (che nel ramo di sinistra, rappresenta l'origine del percorso Ec, alternativa da prendere seriamente in considerazione per bypassare il successivo tratto, che sarà successivamente prima impervio e poi pericoloso) e proseguendo quindi dritti. La strada prenderà a salire, dapprima leggermente, costeggiando un fosso che corre sulla sinistra parallelo a noi, poi con un ultimo tratto più duro, finchè al km 44.6 lasceremo questa che continua a salire, per imboccarne invece un'altra che scende sulla sinistra, lungo la stretta valle sottostante; davanti a noi potremo già scorgere in lontananza la nostra prossima meta: Coppe di Stroncone. La discesa, accompagnata dai pali della linea elettrica, pur essendo abbastanza ripida non presenta rilevanti difficoltà perché su fondo buono anche se un po' solcato; al termine di questa, con breve tratto dissestato, ci immetteremo su un'altra stradina da prendere verso destra, compiendo subito una S e attraversando il fosso e la valle che hanno accompagnato la nostra discesa.
Proseguendo la strada ci troveremo ad attraversare un uliveto fino a giungere ad un tombino in cemento (iniziano ora i 200 metri "problematici"); qui la strada tende a scomparire tra la vegetazione e nell'impossibilità di proseguire (nell'attesa, speriamo non vana, che qualcuno la riapra, anche perchè continuando così, entro pochi anni tale percorso andrà perso, con anche questa piccola successiva variante interrotta da cespugli e arbusti) andrà quindi lasciata per essere bypassata sulla destra, attraversando l'uliveto parallelamente e vicino ad essa e puntando in pratica verso un rudere in pietra che potremo scorgere di fronte a noi, molto nascosto tra la vegetazione. Prima di giungere a questo, riprenderemo però a sinistra facendoci un po' largo tra le fronde dell'eventuale vegetazione (ginestre soprattutto, ma anche qualche eventuale ramo di rovi) che occluderà il passaggio e reimmettendoci quindi, dopo un piccolo salto di qualche decimetro, sulla stessa strada prima lasciata, dopo averne quindi saltato un tratto di ~50metri. Questa, stretta in questo tratto, andrà proseguita su tratto pianeggiante (ignorare quindi il sentiero che si stacca in discesa sulla sinistra), incassata tra un profondo fosso (sulla sinistra) e una bassa costa rocciosa (sulla destra), fino a giungere dopo poche decine di metri ad un altro tombino, da dove si stacca una grossa tubazione in metallo che, sospesa nel vuoto, attraversa il fosso, indicandoci in pratica il punto, sull'altra sponda, dove riparte la strada che rappresenta la prosecuzione del nostro percorso. Doverose e indispensabili alcune considerazioni e avvisi: fate attenzione! (nella speranza che a nessuno venga la malsana idea di fare l'equilibrista su questo). Il fosso, sempre in secca, è abbastanza profondo e quindi se siete da soli consiglierei di evitarlo, a meno che non si disponga di qualche metro di corda, utile per calare la bici da una sponda e recuperarla dall'altra, visto che altrimenti farlo, "trascinandosela" dietro, visto che mani e piedi servirebbero per scendere prima e arrampicarsi poi, non è affatto facile, ne soprattutto privo di pericoli. Se si va in comitiva, beh, il discorso cambia un po', perchè ci si può passare le varie bici a mo' di catena umana. Sempre però con attenzione, perchè resta un minimo di alpinismo sa dover praticare (e la suola in plastica di tanti scarpini da ciclista qui non sono molto l'ideale). Ok? Proseguiamo quindi (chi è rimasto).
Per attraversare il fosso bisogna  proseguire la sterrata superando il tombino di qualche metro, fino, appena dopo essere passati agevolmente sotto un alto filo spinato, ad incontrare un altro fosso, più piccolo, che scende da destra e si immette nel principale: questo si può sfruttare come miglior punto (secondo me) per l'attraversamento, scendendo sul fondo del letto e risalendo la sponda opposta (dist. ~45.4 Km - alt. ~345 m.). Da qui ripartirà la strada, anche se, a causa della pendenza e del suolo disseminato di pietre, ma anche bassa vegetazione, difficilmente si potrà subito risalire in sella, ma si potrà fare comunque dopo al max 50-70 metri. Ignorando subito un'altra stradina che si stacca scendendo sulla sinistra, proseguiremo a salire sempre su ripido per alcune centinaia di metri; finchè, terminata questa, il percorso si farà molto più abbordabile. Al km 46.1 supereremo, lasciandolo sulla sinistra, un vecchio casolare abbandonato, casale Balduino, scartando la strada che porta verso esso che rappresenta il termine del percorso Ec e che volendo porta anche ad uscire sulla SS313,  mantenendo la destra e ignorando un'altra sterrata che si stacca in salita verso destra dopo ulteriori 400 metri (che scende da località Crocemicciola, come da percorso Di), così come si farà poco dopo, quasi al termine di un tratto di discesa, per un'altra si stracca verso destra e una ulteriore che qualche metro dopo giunge da sinistra. Proseguendo in direzione nord non ci sono più ora possibilità di errore; la strada diverrà asfaltata all'altezza delle prime case della zona di Coppe, strada che seguiremo nella medesima direzione, dapprima in ripida discesa, poi, dopo essersi immessa su un'altra che sale dalla zona di Vascigliano e che rappresenta l'inizio del percorso Ea, in salita, superando un fontanile e giungendo sulla strada che congiunge Coppe a Stroncone, proprio di fronte ad una piccola chiesa esterna al nucleo principale della frazione (dist. ~47.7 Km - alt. ~370 m.). Lasciandoci il piccolo borgo sulla sinistra, arroccato sul suo colle (raggiungibile con il ramo di sinistra), questa prevedrà ancora pochi metri di salita  per poi divenire ancora più ampia e prendere in leggera discesa, in un primo tratto ed equivalente salita in un secondo; alle nostre spalle si allontanano sempre di più Coppe e ancor di più i due monti scalati (FOTO 3).
La leggera salita culminerà sulla provinciale che collega Stroncone, a poche centinaia di metri salendo sulla destra, al capoluogo Terni, proprio in corrispondenza del convento di San Francesco dove sono custodite le Sacre Spoglie del protettore di Stroncone il Beato Antonio Vici. La provinciale (e questo sarà in pratica il tratto dove si potrà trovare un minimo di traffico dell'intero percorso) andrà presa nel ramo di sinistra che scende verso Terni e mantenuta per 1.3 km, ovvero fino al bivio con la frazione di Santa Lucia, in corrispondenza di una curva a 180° verso destra, dove, a metà di questa, prenderemo sulla sinistra la strada che attraversa quest'ultima località (la provinciale invece come detto ci riporterebbe direttamente a Terni). Dopo 600 metri incontreremo il bivio per località Montemaggio, dove noi manterremo il ramo di destra, per giungere ad un nuovo bivio dopo ulteriori 800 metri: dritti di risalirebbe il piccolo colle tagliando quello che è il nucleo principale della frazione per poi ridiscenderlo dalla parte opposta ricollegandosi alla strada principale, mantenendo invece questa, si aggirerà il colle in senso orario con un andamento altimetrico più regolare, scendendo poi fino al punto dove si riallaccia da destra l'alternativa precedentemente descritta, per poi risalire per alcune centinaia di metri sull'ultima asperità, località Sant'Antimo (dist. ~53.6 Km - alt. ~330 m.).
Si scenderà quindi sulla SS313 che prenderemo o verso destra, se si vuole raggiungere Terni, in zona San Valentino, oppure, se si vuole completare questo percorso, verso sinistra, ma per sole poche decine di metri, dato che subito sulla destra si stacca la SP19 per Collescipoli. Percorsi circa 800 metri c'è da fare un'ultima scelta: dritti si prosegue verso Collescipoli e quindi subito dopo la periferia sud-ovest di Terni, ma, volendo, anche al punto di origine del percorso, interamente su asfalto, mentre se si vuole tornare al punto di partenza di Ponte San Lorenzo tramite alcuni chilometri di facili e scorrevoli sterrate, che sono in pratica le stesse fatte ad inizio percorso, si prende qui la stradina asfaltata che si stacca sulla sinistra in leggera discesa (strada di Contea). Questa va mantenuta per quasi 2 km, quando incontreremo un bivio, da prendere nel ramo di destra, leggermente in salita (a sinistra invece porta a riallacciarsi al km 4.2), per poi ridiscendere divenendo presto sterrata, finchè dopo poche centinaia di metri ci ritroveremo al già conosciuto bivio per strada della Cantinetta (dist. ~57.8 Km - alt. ~240 m.).
Non resta che ripercorrere a ritroso i 3.3 km iniziali, passando nuovamente per località Fiaiola e riscendendo tramite la già conosciuta ampia sterrata a Ponte San Lorenzo, uscendo sull'asfaltata da prendere verso sinistra per tornare al punto di origine del percorso.

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



www.mbike.it