PERCORSO T3

PRECETTO-COLLEOLIVO-ACQUA del TROCCO-M.te ASPRA-VALLE MALPANA-COLLE MARZIOLI-TERRIA-COLLEPONTE-PRECETTO

MONTE CALVO


Lunghezza: ~34.0 Km
Altitudine max: ~1650 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~1560m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~3h 30'
Difficoltà: Difficile (indice 8)


gps

DATA: Settembre 2009 

Varianti possibili: Percorso Td

Giro con chilometraggio contenuto, ma di buon impegno fisico, proponendoci un'ascesa di 1400 metri da fare tutta d'un fiato, con un profilo altimetrico che lascerà pochissime occasioni per riprendere fiato. Dopo una prima porzione di "riscaldamento" su asfalto, fino a Colleolivo, lo sterrato impererà per la quasi totalità della restante parte, portandoci sempre più in quota, con la quale proporzionalmente aumenterà anche il panorama, con le vedute migliore che saranno fruibili dall'altura di Croce d'Aspra. Da qui si può decidere se portare a termine l'ascesa fino alla cima dell'Aspra, con traccia pressoché assente (ma non è indispensabile il gps), oppure infilarci subito nella val Malpana, che dopo la prima porzione più stretta e suggestiva, diverrà più ampia; ultima fatica per superare il bordo occidentale di questa per poi precipitare interamente su sterrata, un po' sdrucciolevole in qualche frangente, fino a Terria, dove segue un comodo rientro a Precetto di Ferentillo.
 

Partenza da Precetto, che praticamente rappresenta una propaggine di Ferentillo che si estende sulla sinistra orografica del fiume Nera e della statale Valnerina; il riferimento per la partenza è dato nel piccolo parcheggio del borgo, dove c'è anche una fontana, al di là del ponte che scavalca il Fosso del Castellone, punto di passaggio del percorso Cb (al km 15.0).
Partiti da qui, andremo subito a oltrepassare il ponte sul fosso e dall'altra parte ci immettiamo sulla provinciale 74 Ferentillo-Castellonalto, da seguire verso destra a salire. Superiamo presto la parete rocciosa di arrampicata sportiva e appena dopo una suggestiva grossa roccia tagliata per il passaggio della strada, raggiungendo Monterivoso in circa un chilometro. Ci manteniamo sulla provinciale fino a raggiungere il bivio per Colleolivo, sulla sinistra, indicazione che seguiremo, risalendo la contorta asfaltata che in poco più di 2 chilometri e mezzo ci farà raggiungere la piccola frazione, appena prima della quale c'è una biforcazione dove va tenuto il ramo di sinistra che sale all'interno del borgo. Giunti alla minuscola piazzetta, dove c'è anche una fontana, seguiamo la prosecuzione naturale della via, che piega a sinistra, divenendo, dopo pochi metri cementati, sterrata, ciottolosa, ma in buono stato, che si inerpica (bel colpo d'occhio verso Castellonalto) verso una sovrastante selletta (dist. ~5.7 Km - alt. ~730 m.), dove, scartata una secondaria che si dirama verso destra, proseguiremo sulla via maestra. Manteniamo l'ampia carrareccia che ci porta in quota, tralasciando le secondarie che si staccano da questa verso sinistra, per scendere sul fondo della Valnerina, come in corrispondenza del km 7.2. a cui segue uno strappo più intenso. Il fondo, come si evince dalla grafica si può considerare agevole, anche se brevi tratti sono un po' sconnessi, nel periodo piovoso per solchi provocati dalle piogge più intense e in estate da una certa friabilità. Proseguendo a salire, il lato di valle si scopre dalla vegetazione mostrandoci un bel panorama sulla media Valnerina e sul suo sviluppo settentrionale, mentre ancora oltre giungeremo a loc. Acqua Micciola, dove troveremo sul margine destro della carrareccia degli abbeveratoi e più di un sentiero che scende dalla costa di destra, provenienti essenzialmente dal monte Berretta. Un ultimo (quasi) sforzo ci permetterà di raggiungere poi la sovrastante fonte di Acqua del Trocco, col suo bel fontanile a cascata dove potremo rifornirci di fresca acqua sorgiva, dopodiché la via ci presenterà ancora una severa rampa, costituita da una stretta S sconnessa; giunti al culmine di questa asperità, ottimo punto panoramico, la via si divide (dist. ~9.0 Km - alt. ~1100 m.): dritti a mezza costa si procederebbe come da percorso T2, noi invece saliremo a destra, lungo la costa del monte, seguendo la traccia più a destra della coppia che sale affiancata. Pendenze subito aspre ci faranno dar fondo a tutte le nostre energie e si può dire che difficilmente ci sarà chi sarà in grado di coprire l'intera ascesa fino alla cima interamente in sella; tuttalpiù si spinge, oppure, dove sarà possibile (spesso sulle coste interamente prative) si zigzagherà per addolcire la pendenza. Superata la prima severa rampa, con l'attraversamento di una pineta avremo la possibilità di riprendere fiato, a seguito della quale ci aspetta però una nuova dura rampa, terminata la quale seguirà un tratto più abbordabile su ampia costa prativa. Nuova porzione impegnativa per guadagnare la sommità del monte Piano (e questo sarà uno di quei casi dove serpeggiando un po' sarà sufficiente per continuare a salire pedalando), così come a seguire. Approssimandoci a Croce d'Aspra (dist. ~11.9 Km - alt. ~1430 m.) vedremo la carrareccia arrampicarsi lungo una ripida propaggine di questa, con il bosco a lato; qui, anzichè seguirla, ce la prenderemo più comoda, aggirando l'altura tramite un sentiero che gli gira in parte attorno a destra (veramente i sentieri che potremo scorgere sono due; noi seguiamo quello più a monte). Giunti sul crinale, il sentiero tende a scomparire; qui ripiegheremo verso sinistra per riallacciarci alla carrareccia che saliva diretta, seguendo il crinale a salire e ripiegando quindi leggermente a destra, sempre a salire, seguendo il profilo di quest'ultimo, dato che la via sul manto prativo si riesce a distinguere con difficoltà. Più avanti la traccia torna un po' più evidente, specie quando affiancherà la costa boschiva (sulla sinistra), lambendo la prominenza di Croce d'Aspra; qui, anzichè seguire la traccia più ampia, ci terremo a margine della macchia, individuando un sentiero che prosegue a salire proprio a margine del bosco e che seguiremo almeno fino al punto in cui va a penetrare al suo interno (dist. ~13.0 Km - alt. ~1550 m.). Qui dovremo decidere (in base anche al residuo di energie, anche se il più è sicuramente passato) se andare a conquistare la cima dell'Aspra, oramai prossima, superando un altro centinaio di metri scarsi di dislivello, per poi tornare a questo punto, oppure proseguire subito per il sentiero che ci porterà ad aggirare il fianco nord del monte per poi infilare la Val Malpana. Chi vuole l'Aspra, proseguirà a salire a vista, dato che da qui il sentiero è praticamente assente, ma basta puntare alla sommità boschiva che ci troviamo di fronte  (FOTO). Si andrà a coprire quindi l'ultimo lembo prativo a salire, lungo il crinale che corre a margine del bosco, che ci porterà a penetrare la porzione boschiva che ci separa dalla vetta. Anche qui si "naviga" a vista, non avendo una traccia di sentiero da seguire; ma la macchia abbastanza rada permette di scegliere la via che si preferisce, con l'unica prerogativa che sarà quella di guadagnare metri di dislivello (in parole povere: seguire la salita); va solo prestata un minimo di attenzione alla via che si fa, memorizzandola un minimo, visto che sarà la medesima da fare poi per tornare all'ingresso del bosco, precedentemente citato. La prima porzione boschiva sarà tuttavia severa a causa della rilevante pendenza e fondo un po' sporco di fogliame e rami secchi, che non agevola certo l'ascesa; tuttavia ben presto si addolcirà per l'ultimo tratto che ci separa dal culmine e si farà più agevole, pur dovendoci muovere tra radici affioranti, continuando costantemente a salire, fatta eccezione per un lieve avvallamento del profilo che ci annuncia l'apice del monte: una radura circolare di alcune decine di metri, proprio in corrispondenza del cocuzzolo. Peccato che la rilevante fatica non venga premiata da una vista panoramica superba, visto che la vegetazione tutta intorno ci negherà questo, permettendoci solo qualche scorcio sulle catene montuose più alte in lontananza.
Torniamo quindi sui nostri passi (spero più che altro siano state pedalate); scendendo lungo il tratto boschivo, possiamo pure compiere una breve divagazione di poche decine di metri verso sinistra, potendo raggiungere una zona scoperta di vegetazione che permette una buona visuale verso sud, con la cima del Carpellone in primo piano, la Pelosa fino ai monti Reatini. C'è da tornare poi al punto di ingresso nel bosco, a circa 300 metri da Croce d'Aspra, dove, dopo un'ultima occhiata al bellissimo panorama offerto verso ovest (FOTO) e verso nord (FOTO), piegando a destra, seguiamo ora il sentiero che entra nel bosco. Tale sentiero, in leggera contropendenza verso sinistra, risalirà lievemente per poche centinaia di metri, prendendo poi a scendere sempre dolcemente, andando a tagliare la costa nord dell'Aspra; la traccia rimane un po' celata sotto lo strato di fogliame, ma si riesce tuttavia a distinguerla. Tutto il tratto di sentiero si può fare interamente in sella, fatta eccezione per un paio di brevissimi passaggi tra le rocce, di qualche metro. Un ultima porzione di discesa più ripida ci preannuncia la fine del single-track, oramai giunti nei pressi di Forchetta di Motola (FOTO), con una via che si collega da destra, proveniente dal versante est, (la via che sale dalla zona di Ruscio, come da percorso Tb), da scartare, proseguendo a scendere per alcune altre decine di metri, fino a giungere all'imbocco della Valle Malpana (o Pagana), dove si piegherà a sinistra per inserirci in questa, (dist. ~15.6 Km - alt. ~1490 m.) mentre dritti si va a salire per il monte Motola, come da percorso Tc. Dopo circa un chilometro di via tutto sommato agevole, supereremo un cancello, che segnerà l'inizio di una porzione più complicata, visto che la via sarà costituita ora dallo stesso letto del fosso, incassato nella stretta valle, dove ci terremo inizialmente sulla destra, seguendo una traccia anche divertente, seppur un po' tecnica, per poi ritrovarci ad attraversare più volte il letto del fosso, compito non sempre agevole, in ogni caso nulla a che fare con lo stato che si sarebbe trovato solo un paio di anni fa, quando il percorso era stato letteralmente sconvolto dalle piogge torrenziali (non è detto che tale situazione non possa ripetersi; quindi si deve andare un po' preparati a trovarlo di anno in anno in stati diversi). Si susseguono quindi tratti scorrevoli alternati ad altri più tecnici, con porzioni anche suggestive, dove la gola si stringe. Questa porzione più ostica sarà comunque limitata a circa 600 metri, ovvero fino ad incontrare una carrareccia che si origina sulla destra che ci farà saltare la successiva porzione di fosso, altrimenti da qui non più praticabile. Seguendo questa in 500 metri ci ritroveremo nell'impluvio della valle, che però ora ci farà più ampia e facile, proseguendo. discendendola, a farci facendoci rilassare per quasi 2 chilometri, ovvero fino ad incontrare sulla sinistra (dist. ~19.6 Km - alt. ~1090 m.) la stretta via, non troppo evidente, che risalirà il bordo ovest della valle. La stretta carrareccia, incassata nel terreno, salirà presto molto ripida, comunque pedalabile se le condizioni del suolo, in terra, lo consentono, ovvero se non sarà troppo umido da renderlo viscido; comunque il tutto è circoscritto a poche centinaia di metri, ovvero fin dove si esce dal tratto boschivo, piegando bruscamente a destra, con fondo che ora torna quello classico "breccioso" delle carrarecce di montagna, che andrà a guadagnare con un'ascesa più umana, il crinale sovrastante, scollinando e iniziando una leggera discesa verso Colle Marzioli. La via è univoca, almeno fino a scendere ai 1100 metri, dove sulla sinistra si stacca, più o meno pianeggiante, la via per la fonte del Trocco, provenienza del percorso T2 e origine della variante Td all'attuale percorso, che ignoreremo proseguendo dritti a scendere su via che prosegue abbastanza ripida e ciottolosa. A questo punto fino a Terria ci sono possibilità di errore quasi nulle; dopo 200 metri la via si sdoppia, per ricongiungersi appena dopo, mentre subito di seguito si scarta una minore che si stacca a destra in corrispondenza di un accentuato gomito sinistrorso, mantenendo la principale, che ci offre un bel panorama su un'ampia fetta della sottostante Valnerina e la catena montuosa che la cinge nel versante opposto, con il Solenne e il Fionchi in bella vista. Un chilometro più avanti, si giunge a Fonte Servanice (dist. ~22.7 Km - alt. ~880 m.), dove si prosegue su carrareccia che scende sempre abbastanza decisa, a meno che non ci si voglia avventurare per il sentiero "Dentro Valle", che staccandosi sulla destra va a guadagnare dopo 500 metri il versante orografico destro, per scendere poi nei pressi di Terria, sentiero abbastanza tecnico e leggermente franato in un paio di punti. Ancora 3 chilometri scarsi di carrareccia sempre in perenne discesa, che non è mai ostica, salvo considerarla nel suo assieme un po' impegnativa, proprio appunto per i chilometri da fare tutti di un fiato sempre in costante discesa, con pendenze anche discrete e fondo per alcuni lunghi tratti sassoso/sdrucciolevole; si giungerà ad un punto in cui ci si innesta in un'altra carrareccia, in una confluenza tra più strade (di fronte si collega il sentiero di Dentro Valle") dove c'è praticamente da invertire la direzione di 180°, prendendone il ramo di sinistra che scende molto pendente, fino a portarci con un paio di centinaia di metri sull'asfaltata, alle porte di Terria. Qui seguiamo l'asfalto verso sinistra a scendere, lasciandoci quindi il nucleo principale del vecchio paese alle spalle e aggirando la parte bassa; 200 metri dopo aver superato uno stretto tornante sinistrorso (totale di 1.2 km di asfaltata) possiamo saggiare ancora una nuova porzione di sterrata, seguendo quella che si stacca sulla destra, che scende per poche centinaia di metri, andandosi quindi a collegare alla via pianeggiante che solca la Valnerina, proveniente da Ferentillo, nostra destinazione, verso sinistra. Dopo 300 metri attraverseremo l'asfaltata di Terria (dist. ~27.7 Km - alt. ~275 m.), precedentemente abbandonata, riprendendo la sterrata sul lato opposto. Non resta che seguire questa oramai di tutto relax, rispetto a quanto percorso finora; un chilometro e mezzo e siamo a loc. Colleponte, dove la via diviene asfaltata, inserendosi subito su un’altra asfaltata da seguire verso destra per pochi metri, perché poi, senza quindi attraversare il ponte sul Nera, piega a sinistra, attraversando il piazzale (a margine di questo c’è una fontanella), per poi risalire per alcune decine di metri, lasciandola a favore di un’altra asfaltata pianeggiante (dist. ~29.5 Km - alt. ~275 m.), contraddistinta dai cartelli giallo/blu della via dei Papi, che, poi diverrà sterrata, risalendo per alcuni metri un po' ripidi, fino al bivio per il paese abbandonato di Umbriano; qui, a meno che non si voglia seguire la ripida via per quest’ultima località, seguendo il ramo di sinistra (come da percorso Ta), opteremo per la via di destra che prosegue pressoché pianeggiante e facile, superando subito una fonte sulla sinistra.
Non resta che mantenere il facile sviluppo di questa bella carrareccia, quasi interamente in ombra, con leggeri sali-scendi, che ci riporterà a Precetto; alle porte del paese la via tornerà asfaltata e ignorato il ponte di destra che ci porterebbe sulla statale Valnerina, manteniamo la direzione, fino a terminare sulla provinciale 74 che ha costituito la prima parte del percorso. La seguiamo verso sinistra in leggera salita, fino ad intercettare il ponte che sulla destra ci riporta al parcheggio di origine percorso.


Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

 
 

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