PERCORSO P-N4

VILLAR PEROSA - PRA' MARTINO - COLLE DEL CRO' - COLLE DEL BESSO - SERREMORETTO - TAGLIARETTO - DUBBIONE - VILLAR PEROSA

SETTE PONTI + UNO


Lunghezza: ~35.4Km
Altitudine max: ~1460 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~1220m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~3h 45'
Difficoltà: Medio-Difficile (indice 7)


gps

DATA: Ottobre 2015 

Giro abbastanza classico per gli amanti della mountain bike che frequentano la bassa val Chisone, con base a Villar Perosa e sviluppo sull'orografica sinistra del torrente Chisone, fino al culmine dello spartiacque al Colle del Besso. Per la verità, rispetto al classico giro dei sette ponti, si propone una versione con un'appendice che ne aumenta leggermente sviluppo e dislivello (e aggiunge un ulteriore ponte), dandogli un po' di pepe in più, sia in termini di fatica che di tecnicità, per una non semplicissima, ma divertente, discesa che dal Colle del Besso passa per il rifugio CAI di Pinasca e si ricongiunge poi al percorso originario appena prima della borgata di Serremoretto. Seguiranno i consueti sette ponti,lungo una lunga e divertente discesa, un po' accidentata in un paio di tratti, adatta a chi non è alle prime armi. Meglio evitarla in caso di fondo bagnato, a causa dei lunghi tratti di fondo costituiti da rocce.

Il punto di riferimento per questo tour è esattamente al km 47 della SS23, proprio in corrispondenza della pietra miliare, punto in cui si stacca via Piave, a salire.
Risaliamo via Piave che dopo 200 metri si inserisce su altra asfaltata da seguire verso destra, superando un ponticello, proseguendo poi in live discesa, tra le case, fino ad una biforcazione, dove seguiremo il ramo di sinistra. Ci lasciamo l'abitato alle spalle inoltrandoci sempre di più nel tratto boschivo, con ascesa contenuta, mantenendo sempre la via principale e ignorando perciò tutte le secondarie che si staccano da questa per le varie borgate. La strada continua ad inerpicarsi per tornanti, portandoci a superare varie frazioni, quali Vincon e Giustetti, giungendo alle porte di Prietti, che saltiamo, compiendo il gomito destrorso che continua a salire; appena dopo questo scartiamo una prima sterrata minore, continuando su asfaltata che sale più accentuata, per poi lasciarla a favore dell'ampia sterrata che si disunisce a destra (dist. ~3.3 Km - alt. ~700 m.). Qui ignoriamo un altro ramo di sterrata che prosegue a destra, proseguendo per quello di sinistra che dopo pochi metri pianeggianti prende a salire; superiamo un segnale di divieto di transito, proseguendo in compagnia delle tracce bianco-rosse della sentieristica locale; dopo un gomito a destra scartiamo una secondaria che si inerpica a sinistra, con il fondo che si fa un po' più irregolare per pietre incastonate al suolo. Ad una successiva biforcazione seguiamo la via di destra che scende un po' (mentre quella di sinistra sale più impegnativa) dando un po' di respiro, per un successivo tratto in saliscendi, lungo il quale si ha un bel colpo d'occhio sulla sottostante Villar Perosa e una bella porzione della Val Chisone, per poi riprendere a salire più intensa. La via ci porta a confluire su una stretta asfaltata (dist. ~5.0 Km - alt. ~810 m.) che compie un gomito, per lasciarla subito a favore della sterrata che si stacca a sinistra, con l'asfaltata che prosegue parallela, continuando a salire in lieve ascesa; scartiamo una minore che si disunisce a sinistra, mantenendo la principale per Pra Martino, così come faremo ignorando poco dopo la secondaria a destra. Ad una successiva biforcazione, optiamo per il ramo di destra a salire, salita che presenterà poi pendenze più impegnative, per fortuna su fondo compatto; manteniamo la via principale ancora a salire, compiendo un gomito sinistrorso, dove scartiamo la secondaria di destra, mentre 70 metri dopo, abbandoniamo la via maestra per seguire una sterrata minore che si stacca a sinistra a scendere (dist. ~6.7 Km - alt. ~950 m.). Dopo aver ignorato una diramazione a sinistra (proprietà privata) la via si restringe a sentiero per qualche porzione, poi spiana per un po' finchè inizierà una discesa un po' sconnessa perchè scalinata dalla presenza di rocce e radici; pur scendendo decisa, non è eccessivamente complicata, alternando tratti scorrevoli ad altri accidentati. Dopo aver terminato la parte discensiva, la via torna agevole risalendo un po' e andandosi ad inserire su un'ampia via sterrata che seguiremo verso destra a salire; questa dopo alcune centinaia di metri scenderà verso Pra Martino, passando di fronte ad una grande costruzione, dove si torna su asfalto e poco oltre andando ad attraversare un piazzale asfaltato superando un grande edificio abbandonato, oltre il quale imbocchiamo la sterrata che ci troviamo quasi di fronte, appena sulla destra. Scartiamo subito la secondaria che si dirama sulla destra, mantenendo la principale a salire e restando su questa per tutto il suo sviluppo andando a seguire le indicazioni per Gran Dubbione e/o Crò, ignorando perciò tutte le secondarie che si diramano da essa, giungendo dopo uno dei tratti discensivi ad un quadrivio, dove proseguiamo per l'asfaltata di fronte che riprende a salire. Di nuovo proseguiamo sulla via principale (salvo voler optare per un piacevole diversivo su sentiero a destra dopo 200 metri, mettendo in conto alcuni metri a spinta) che tornerà sterrata poco prima di scollinare; al termine della discesa, anzichè proseguire dritti per l'asfaltata che riprende a salire, seguiamo la sterrata di sinistra verso il borgo di Mercateria (mentre a destra giunge la minore da cui proverremmo se abbiamo optato per il by-pass di cui sopra) che ci permetterà di restare altri 400 metri fuori dall'asfalto, andando a salire la costa erbosa a destra appena superata una casa in pietra, per poi scendere sulla sinistra per andare a riprendere la sterrata che ci riporterà sull'asfaltata appena lasciata. Seguiamo questa a sinistra, giungendo, dopo aver oltrepassato un'altra asfaltata che scende a sinistra, al bivio che a destra scende per la Val Lemina, che scartiamo, salendo a sinistra verso il Colle del Crò (dist. ~15.7 Km - alt. ~1160 m.); fatti 100 metri, giunti davanti alla trattoria, lasciamo l'asfaltata che compiendo un gomito sinistrorso gli passa davanti, infilando invece la sterrata che a destra passa tra le case del borgo montano, continuando a salire. Giunti in breve all'altezza della chiesetta degli alpini, dove di fronte si può approfittare di una fonte d'acqua, saliamo per la ripida sterrata di sinistra che ci porta a superare le ultime case, scollina e scende per un breve tratto, lungo il quale ignoriamo il divertente sentiero che a destra scende verso Colle Ciardonet, andando a inserirsi su ampia sterrata di cui seguiamo il ramo a salire. La via è ora univoca e sale mediamente intensa, con fondo quasi interamente ben compatto e livellato; solo nell'ultima porzione prima di scollinare al Colletto, ci saranno alcune decine di metri con fondo abbastanza irregolare, ma sempre pedalabili. Da qui si scenderà poi per la via di fronte, ignorando perciò quella che prosegue pianeggiante a sinistra, scartando lungo la discesa una sterrata minore che si disunisce a destra e porta alla sommità del monte Sette Confini (volendo può essere un opzione che impegna pochi minuti) giungendo in poche centinaia di metri in loc. Pra' l'Abbà (dist. ~18.5 Km - alt. ~1310 m.), dove saltiamo la sterrata che scende a destra, proseguendo per la via di sinistra che dopo essere salita lieve per una breve porzione, spiana e poi scende fino ad un bivio; qui a sinistra si scende per il Gran Dubbione, proseguendo per il percorso classico dei Sette Ponti, saltando quindi l'impegnativo tratto per il Colle del Besso, per il quale noi invece ci cimenteremo, optando per la via che sale a destra. La via ora sale abbastanza decisa, con pendenze medie oltre il 10%, con fondo favorevole per i primi 500 metri, mentre successivamente molto dipenderà dalla stagione: a seguito di piogge recenti o peggio ancora di lunghi periodi siccitosi, non sarà facile guadagnare il valico del Colle del Besso, indenni, perchè data la forte pendenza ci troveremo ad affrontare rispettivamente tratti viscidi oppure estremamente friabili che si sfaldano al nostro passaggio. Le porzioni più critiche sono comunque circoscritte a 2/300 metri, lungo le quali si è in ogni caso ripagati dallo splendido scenario da questo balcone naturale, con viste spettacolari verso la catena del Monviso  (FOTO1). Superata la parte più critica, la via scenderà per un breve tratto, giungendo ad uno slargo, dove si prosegue a destra per una via più esile e un po' sassosa, che termina dopo 150 metri, lasciando il posto ad un sentiero, che potrà appiedarci per qualche metro, seguendo il quale con andamento ondulato e alternanza di porzioni scorrevoli a passaggi su rocce, ci condurrà finalmente alla quota massima dello spartiacque del Colle del Besso (1466 metri). D'obbligo qui godersi l'ottimo panorama e un po' di riposo, mentre è opzionale la conquista della cima del monte Cristetto (1612 metri) da farsi necessariamente a piedi. Il percorso prevede ora un bel tratto di sentiero in discesa, più o meno impegnativo, che vedremo proseguire in direzione Nord-Ovest, agevole per la prima porzione, sebbene da subito ci si trovi ad affrontare qualche scalinatura; i primi 400 metri si possono riassumere comunque come agevoli, sebbene la pendenza sia rilevante, mentre poi si affronterà una porzione un po' più impegnativa per qualche passaggio tecnico più ravvicinato su tratto un po' più scosceso. Sostanzialmente la traccia è univoca, quindi facile da seguire in termini di orientamento, mentre in termini tecnici, si andrà a fare più complicata mano mano che scende, con tornantini sempre più ravvicinati e fondo più accidentato, fino a giungere al termine della parte più pendente, dove la presenza di grosse rocce rende praticamente impossibile avanzare in sella, specie nei 100 metri prima del guado e nei metri subito dopo questo; si proseguirà per un tratto a fianco del torrente con fondo ancora roccioso, alternando però poi porzioni percorribili in sella, avvicinandoci all'oramai prossimo rifugio CAI di Pinasca, in cui potremo rifornirci d'acqua (dist. ~22.6 Km - alt. ~1180 m.). Da qui ripartiamo proseguendo sul sentiero che torna ad infilarsi nel bosco agevole per un centinaio di metri, facendosi poi più tecnico per rocce che lo rendono scalinato e con un susseguirsi di porzioni scorrevoli che si alterneranno ad altre più accidentate (una in particolare prevede un salto di dislivello tra rocce che ci appiederà per poche decine di metri, con il sentiero che ci condurrà senza possibilità di errori fino al ponte in legno di Vincent (ponte aggiuntivo che farà salire a 8 il conteggio totale) che torna a farci scavalcare il torrente immettendoci sull'asfaltata, da seguire in discesa (questa è l'asfaltata che scende dalla borgata Carla, che costituisce il percorso classico del giro dei Sette Ponti, quello che non prevede il passaggio per il Colle del Besso); manteniamo l'asfaltata principale che scendendo supera alcune case, per poi scavalcare nuovamente il torrente e prendere a salire verso Serremoretto (appena prima del ponte si stacca a sinistra un sentiero che rappresenta una ulteriore alternativa per scendere per la Comba dei Traversi verso Traversi e Tagliaretto) a cui giungiamo dove l'asfaltata scollina, punto in cui la lasciamo per addentrarsi tramite il ramo sterrato di destra verso il grazioso borgo (FOTO2). Tra le case seguiremo il viottolo di sinistra che scende per Rocceria, tralasciando quindi quello che prosegue all'interno dell'abitato a salire, trasformandosi in un piacevole breve sentiero che ci porta a superare il primo ponte  "ufficiale", in legno (Ponte Rocceria Quota 1020) oltre il quale ci immettiamo su una sterrata da seguire nel ramo discensivo, che a sua volta confluisce dopo poche centinaia di metri su asfaltata che proseguiamo nel senso d'imbocco, via che diverrà poi sterrata e infine cementata, per poi inserirsi su asfaltata da seguire per soli 50 metri a destra, in leggera ascesa, dove la lasceremo a favore del viottolo che si stacca sulla sinistra. Questo scende in maniera un po' complicata a causa del fondo lastricato da rocce (sconsigliabile quindi se bagnato perchè estremamente viscido), che ne caratterizzeranno buona parte dello sviluppo e ci porterà a superare i vari ponti che ci faranno scavalcare più volte il Rio Gleisassa, ponti per la maggior parte in legno, mentre un paio sono stati recentemente ricostruiti in stile sospeso con tiranti (FOTO3), perchè spazzati via dalle piene del torrente. Sostanzialmente il fondo sarà per gran parte accidentato, ma il sentiero si riesce comunque a percorrere più o meno tutto in sella (come al solito dipende dalle proprie capacità e dal livello di prudenza che si vuole adottare); supereremo in rapida successione i vari ponti, sempre a margine del torrente, il cui corso è suggestivo in alcuni tratti, scendendo la stretta valle profondamente incassata tra le alte sponde in parte rocciose, lambendo in particolare una costa rocciosa usata come palestra di arrampicata per gli appassionati del genere, punto in cui la valle si amplia lievemente e dove è stata ricavata una fresca area pic-nic. Scavalcato l'ultimo ponte ci si immette in una sterrata (dist. ~27.3 Km - alt. ~830 m.) che seguiremo nel ramo di destra in leggera ascesa, mentre alla biforcazione appena dopo si opta per la sinistra, seguendo l'indicazione Tagliaretto, per un tratto di tutto relax verso la Cappella di Serforan. Alla cappella si svolta obbligatoriamente a destra, per un sentiero che subito si biforca; dopo essersi disuniti torneranno a congiungersi, ma noi optiamo per quello di destra pianeggiante che ci permetterà di passare per il suggestivo borgo di Tagliaretto e le sue molteplici meridiane  (FOTO4). Manteniamo quindi il sentiero, scartando la sterrata che si stacca a sinistra, sentiero sostanzialmente agevole, salvo sporadici gradini non complicati, che salirà appena prima di giungere alla parte alta della minuscola frazione, dove avremo la possibilità di rifornirci alla fonte; scendiamo poi il ripido viottolo serpeggiante tra le poche case, prima su fondo selciato, poi erboso (vale la pena soffermarsi qualche secondo per gustarsi le belle e precise meridiane che ornano le varie case), fino a sfociare su sterrata che seguiremo per pochi metri verso destra, abbandonandola subito a favore del ripidissimo sentiero che si disunisce a sinistra per Borgata Gaido, Ponte Annibale. Superato il non facile ma breve sentiero che dopo aver piegato bruscamente a destra si immette su sterrata, proseguiremo questa nel senso d'imbocco, via che dopo essersi ridotta come ampiezza prende a scendere, con un primo tratto agevole, seppur in presenza di qualche breve porzione rocciosa, proseguendo poi con lievi saliscendi, che vedranno aumentare i tratti rocciosi, che poi prenderanno il sopravvento, fino a divenire abbastanza accidentata per rocce, almeno per una porzione di un centinaio di metri. Dopo essere risalita per una breve porzione (per qualche metro potrebbe rendersi necessario spingere a piedi), torna a scendere, dapprima agevole, poi un po' ostica per il fondo interamente roccioso e scalinato, alternando più o meno per tutto il resto della discesa su sentiero, tratti scorrevoli ad altri più complicati su rocce (viscide e pericolose se umide!). Lungo questa via troveremo un paio di biforcazioni in cui manterremo il ramo di sinistra su entrambe, proseguendo per il Ponte d'Annibale, andando ad uscire su asfaltata dopo aver percorso un ultimo facile tratto bordato da un muro a secco; qui scendiamo su ripido ramo di sinistra, che penetra nell'abitato di Dubbione, via che poi spiana e appena dopo, su selciata da seguire a sinistra, ci porta a oltrepassare il Ponte d'Annibale. Al successivo bivio manteniamo la destra, verso la Fonte dell'Orsa che superiamo, andando ad incrociare un'altra asfaltata, dove proseguiamo dritti, andando poi ad inserirci su altra asfaltata che ci riporta in breve sulla SS23 che scorre sulla destra, che seguiamo in direzione sud e in circa 2 km ci riporta a Villar Perosa, al punto di partenza.


Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

 
Il profilo altimetrico scaturisce da un rilevamento con GPS, pertanto si discosta leggermente dalla reale progressione chilometrica 

www.mbike.it