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Giro abbastanza classico per gli amanti della mountain bike che
frequentano la bassa val Chisone, con base a Villar Perosa e
sviluppo sull'orografica sinistra del torrente Chisone, fino al
culmine dello spartiacque al Colle del Besso. Per la verità,
rispetto al classico giro dei sette ponti, si propone una versione
con un'appendice che ne aumenta leggermente sviluppo e dislivello (e
aggiunge un ulteriore ponte),
dandogli un po' di pepe in più, sia in termini di fatica che di
tecnicità, per una non semplicissima, ma divertente, discesa che dal
Colle del Besso passa per il rifugio CAI di Pinasca e si ricongiunge
poi al percorso originario appena prima della borgata di Serremoretto. Seguiranno i consueti sette ponti,lungo una lunga e
divertente discesa, un po' accidentata in un paio di tratti, adatta
a chi non è alle prime armi. Meglio evitarla in caso di fondo
bagnato, a causa dei lunghi tratti di fondo costituiti da rocce.
Il punto di riferimento per questo tour è esattamente al km 47
della SS23, proprio in corrispondenza della pietra miliare,
punto in cui si stacca via Piave, a salire.
Risaliamo via Piave che dopo 200 metri si inserisce su altra
asfaltata da seguire verso destra, superando un ponticello,
proseguendo poi in live discesa, tra le case, fino ad una
biforcazione, dove seguiremo il ramo di sinistra. Ci lasciamo
l'abitato alle spalle inoltrandoci sempre di più nel tratto
boschivo, con ascesa contenuta, mantenendo sempre la via principale
e ignorando perciò tutte le secondarie che si staccano da questa per
le varie borgate. La strada continua ad inerpicarsi per tornanti,
portandoci a superare varie frazioni, quali Vincon e Giustetti,
giungendo alle porte di Prietti, che saltiamo, compiendo il gomito
destrorso che continua a salire; appena dopo questo scartiamo una
prima sterrata minore, continuando su asfaltata che sale più
accentuata, per poi lasciarla a favore dell'ampia sterrata che si
disunisce a destra (dist. ~3.3 Km - alt. ~700 m.). Qui ignoriamo un
altro ramo di sterrata che prosegue a destra, proseguendo per quello
di sinistra che dopo pochi metri pianeggianti prende a salire;
superiamo un segnale di divieto di transito, proseguendo in
compagnia delle tracce bianco-rosse della sentieristica locale; dopo
un gomito a destra scartiamo una secondaria che si inerpica a
sinistra, con il fondo che si fa un po' più irregolare per pietre
incastonate al suolo. Ad una successiva biforcazione seguiamo la via
di destra che scende un po' (mentre quella di sinistra sale più
impegnativa) dando un po' di respiro, per un successivo tratto in
saliscendi, lungo il quale si ha un bel colpo d'occhio sulla
sottostante Villar Perosa e una bella porzione della Val Chisone,
per poi riprendere a salire più intensa. La via ci porta a confluire
su una stretta asfaltata (dist. ~5.0 Km - alt. ~810 m.) che compie
un gomito, per lasciarla subito a favore della sterrata che si
stacca a sinistra, con l'asfaltata che prosegue parallela,
continuando a salire in lieve ascesa; scartiamo una minore che si
disunisce a sinistra, mantenendo la principale per Pra Martino, così
come faremo ignorando poco dopo la secondaria a destra. Ad una
successiva biforcazione, optiamo per il ramo di destra a salire,
salita che presenterà poi pendenze più impegnative, per fortuna
su fondo compatto; manteniamo la via principale ancora a salire, compiendo
un gomito sinistrorso, dove scartiamo la secondaria di destra,
mentre 70 metri dopo, abbandoniamo la via maestra per seguire una
sterrata minore che si stacca a sinistra a scendere (dist. ~6.7 Km -
alt. ~950 m.). Dopo aver ignorato una diramazione a sinistra
(proprietà privata) la via si restringe a sentiero per qualche
porzione, poi spiana per un po' finchè inizierà una discesa un po'
sconnessa perchè scalinata dalla presenza di rocce e radici; pur
scendendo decisa, non è eccessivamente complicata, alternando tratti
scorrevoli ad altri accidentati. Dopo aver terminato la parte
discensiva, la via torna agevole risalendo un po' e andandosi ad
inserire su un'ampia via sterrata che seguiremo verso destra a
salire; questa dopo alcune centinaia di metri scenderà verso Pra
Martino, passando di fronte ad una grande costruzione, dove si torna
su asfalto e poco oltre andando ad attraversare un piazzale
asfaltato superando un grande edificio abbandonato, oltre il quale
imbocchiamo la sterrata che ci troviamo quasi di fronte, appena
sulla destra. Scartiamo subito la secondaria che si dirama sulla
destra, mantenendo la principale a salire e restando su questa per
tutto il suo sviluppo andando a seguire le indicazioni per Gran
Dubbione e/o Crò, ignorando perciò tutte le secondarie che si
diramano da essa, giungendo dopo uno dei tratti discensivi ad un
quadrivio, dove proseguiamo per l'asfaltata di fronte che riprende a
salire. Di nuovo proseguiamo sulla via principale
(salvo voler optare per
un piacevole diversivo su sentiero a destra dopo 200 metri, mettendo
in conto alcuni metri a spinta) che tornerà sterrata poco
prima di scollinare; al termine della discesa, anzichè proseguire
dritti per l'asfaltata che riprende a salire, seguiamo la sterrata
di sinistra verso il borgo di Mercateria (mentre a destra giunge la
minore da cui proverremmo se abbiamo optato per il by-pass di cui
sopra) che ci permetterà di restare altri 400 metri fuori
dall'asfalto, andando a salire la costa erbosa a destra appena
superata una casa in pietra, per poi scendere sulla sinistra per
andare a riprendere la sterrata che ci riporterà sull'asfaltata
appena lasciata. Seguiamo questa a sinistra, giungendo, dopo aver
oltrepassato un'altra asfaltata che scende a sinistra, al bivio che
a destra scende per la Val Lemina, che scartiamo, salendo a sinistra
verso il Colle del Crò (dist. ~15.7 Km - alt. ~1160 m.); fatti 100
metri, giunti davanti alla trattoria, lasciamo l'asfaltata che
compiendo un gomito sinistrorso gli passa davanti, infilando invece
la sterrata che a destra passa tra le case del borgo montano,
continuando a salire. Giunti in breve all'altezza della chiesetta degli
alpini, dove di fronte si può approfittare di una fonte d'acqua,
saliamo per la ripida sterrata di sinistra che ci porta a superare
le ultime case, scollina e scende per un breve tratto, lungo il
quale ignoriamo il divertente sentiero che a destra scende verso
Colle Ciardonet, andando a inserirsi su ampia sterrata di cui
seguiamo il ramo a salire. La via è ora univoca e sale mediamente
intensa, con fondo quasi interamente ben compatto e livellato; solo
nell'ultima porzione prima di scollinare al Colletto, ci saranno
alcune decine di metri con fondo abbastanza irregolare, ma sempre
pedalabili. Da qui si scenderà poi per la via di fronte, ignorando
perciò quella che prosegue pianeggiante a sinistra, scartando lungo
la discesa una sterrata minore che si disunisce a destra e porta
alla sommità del monte Sette Confini
(volendo può essere un
opzione che impegna pochi minuti) giungendo in poche
centinaia di metri in loc. Pra' l'Abbà (dist. ~18.5 Km - alt. ~1310 m.),
dove saltiamo la sterrata che scende a destra, proseguendo per la
via di sinistra che dopo essere salita lieve per una breve porzione,
spiana e poi scende fino ad un bivio; qui a sinistra si scende per
il Gran Dubbione, proseguendo per il percorso classico dei Sette
Ponti, saltando quindi l'impegnativo tratto per il Colle del Besso,
per il quale noi invece ci cimenteremo, optando per la via che sale
a destra. La via ora sale abbastanza decisa, con pendenze medie
oltre il 10%, con fondo favorevole per i primi 500 metri, mentre
successivamente molto dipenderà dalla stagione: a seguito di piogge
recenti o peggio ancora di lunghi periodi siccitosi, non sarà facile
guadagnare il valico del Colle del Besso, indenni, perchè data la
forte pendenza ci troveremo ad affrontare rispettivamente tratti
viscidi oppure estremamente friabili che si sfaldano al nostro
passaggio. Le porzioni più critiche sono comunque circoscritte a
2/300 metri, lungo le quali si è in ogni caso ripagati dallo
splendido scenario da questo balcone naturale, con viste
spettacolari verso la catena del Monviso
(FOTO1).
Superata la parte più critica, la via scenderà per un breve tratto,
giungendo ad uno slargo, dove si prosegue a destra per una via più
esile e un po' sassosa, che termina dopo 150 metri, lasciando il
posto ad un sentiero, che potrà appiedarci per qualche metro,
seguendo il quale con andamento ondulato e alternanza di porzioni
scorrevoli a passaggi su rocce, ci condurrà finalmente alla quota
massima dello spartiacque del Colle del Besso (1466 metri).
D'obbligo qui godersi l'ottimo panorama e un po' di riposo,
mentre è opzionale la
conquista della cima del monte Cristetto (1612 metri) da farsi
necessariamente a piedi. Il percorso prevede ora un bel
tratto di sentiero in discesa, più o meno impegnativo, che vedremo proseguire
in direzione Nord-Ovest, agevole per la prima porzione, sebbene da
subito ci si trovi ad affrontare qualche scalinatura; i primi 400
metri si possono riassumere comunque come agevoli, sebbene la
pendenza sia rilevante, mentre poi si affronterà una porzione un po'
più impegnativa per qualche passaggio tecnico più ravvicinato su
tratto un po' più scosceso. Sostanzialmente la traccia è univoca,
quindi facile da seguire in termini di orientamento, mentre in
termini tecnici, si andrà a fare più complicata mano mano che
scende, con tornantini sempre più ravvicinati e fondo più
accidentato, fino a giungere al termine della parte più pendente,
dove la presenza di grosse rocce rende praticamente impossibile
avanzare in sella, specie nei 100 metri prima del guado e nei metri
subito dopo questo; si proseguirà per un tratto a fianco del
torrente con fondo ancora roccioso, alternando però poi porzioni
percorribili in sella, avvicinandoci all'oramai prossimo rifugio CAI
di Pinasca, in cui potremo rifornirci d'acqua (dist. ~22.6 Km - alt.
~1180 m.). Da qui ripartiamo proseguendo sul sentiero che torna ad
infilarsi nel bosco agevole per un centinaio di metri, facendosi poi
più tecnico per rocce che lo rendono scalinato e con un susseguirsi
di porzioni scorrevoli che si alterneranno ad altre più accidentate
(una in particolare prevede un salto di dislivello tra rocce che ci
appiederà per poche decine di metri, con il sentiero che ci
condurrà senza possibilità di errori fino al ponte in legno di
Vincent (ponte aggiuntivo che farà salire a 8 il conteggio totale) che torna a farci
scavalcare il torrente immettendoci sull'asfaltata, da seguire in
discesa (questa è l'asfaltata che scende dalla borgata Carla, che costituisce il
percorso classico del giro dei Sette Ponti, quello che non prevede
il passaggio per il Colle del Besso); manteniamo l'asfaltata
principale che scendendo supera alcune case, per poi scavalcare
nuovamente il torrente e prendere a salire verso Serremoretto
(appena prima del ponte si stacca a sinistra un sentiero che rappresenta una
ulteriore alternativa per scendere per la Comba dei Traversi verso
Traversi e Tagliaretto) a cui giungiamo dove l'asfaltata scollina,
punto in cui la lasciamo per addentrarsi tramite il ramo sterrato di
destra verso il grazioso borgo
(FOTO2).
Tra le case seguiremo il viottolo di sinistra che scende per
Rocceria, tralasciando quindi quello che prosegue all'interno
dell'abitato a salire, trasformandosi in un piacevole breve sentiero
che ci porta a superare il primo ponte "ufficiale", in legno
(Ponte Rocceria Quota 1020) oltre il quale ci immettiamo su una
sterrata da seguire nel ramo discensivo, che a sua volta confluisce
dopo poche centinaia di metri su asfaltata che proseguiamo nel senso
d'imbocco, via che diverrà poi sterrata e infine cementata, per poi
inserirsi su asfaltata da seguire per soli 50 metri a destra, in
leggera ascesa, dove la lasceremo a favore del viottolo che si
stacca sulla sinistra. Questo scende in maniera un po' complicata a
causa del fondo lastricato da rocce (sconsigliabile quindi se
bagnato perchè estremamente viscido), che ne caratterizzeranno buona
parte dello sviluppo e ci porterà a superare i vari ponti che ci
faranno scavalcare più volte il Rio Gleisassa, ponti per la maggior
parte in legno, mentre un paio sono stati recentemente ricostruiti
in stile sospeso con tiranti
(FOTO3),
perchè spazzati via dalle piene del torrente. Sostanzialmente il
fondo sarà per gran parte accidentato, ma il sentiero si riesce
comunque a percorrere più o meno tutto in sella (come al solito
dipende dalle proprie capacità e dal livello di prudenza che si
vuole adottare); supereremo in rapida successione i vari ponti,
sempre a margine del torrente, il cui corso è suggestivo
in alcuni tratti, scendendo la stretta valle profondamente incassata
tra le alte sponde in parte rocciose, lambendo in particolare una costa rocciosa
usata come palestra di arrampicata per gli appassionati del genere,
punto in cui la valle si amplia lievemente e dove è stata ricavata
una fresca area pic-nic. Scavalcato l'ultimo ponte ci si immette in
una sterrata (dist. ~27.3 Km - alt. ~830 m.) che seguiremo nel ramo
di destra in leggera ascesa, mentre alla biforcazione appena dopo si
opta per la sinistra, seguendo l'indicazione Tagliaretto, per un tratto di tutto relax verso la
Cappella di Serforan. Alla cappella si svolta obbligatoriamente a destra,
per un sentiero che subito si biforca; dopo essersi disuniti
torneranno a congiungersi, ma noi optiamo per quello di destra
pianeggiante che ci permetterà di passare per il suggestivo borgo di Tagliaretto e le sue molteplici meridiane
(FOTO4). Manteniamo quindi il
sentiero, scartando la sterrata che si stacca a sinistra, sentiero
sostanzialmente agevole, salvo sporadici gradini non complicati, che
salirà appena prima di giungere alla parte alta della minuscola
frazione, dove avremo la possibilità di rifornirci alla fonte;
scendiamo poi il ripido viottolo serpeggiante tra le poche case,
prima su fondo selciato, poi erboso (vale la pena soffermarsi
qualche secondo per gustarsi le belle e precise meridiane che ornano
le varie case), fino a sfociare su sterrata che seguiremo per pochi
metri verso destra, abbandonandola subito a favore del ripidissimo
sentiero che si disunisce a sinistra per Borgata Gaido, Ponte
Annibale. Superato il non facile ma breve sentiero che dopo aver
piegato bruscamente a destra si immette su sterrata, proseguiremo
questa nel senso d'imbocco, via che dopo essersi ridotta come
ampiezza prende a scendere, con un primo tratto agevole, seppur in
presenza di qualche breve porzione rocciosa, proseguendo poi con
lievi saliscendi, che vedranno aumentare i tratti rocciosi, che poi
prenderanno il sopravvento, fino a divenire abbastanza accidentata
per rocce, almeno per una porzione di un centinaio di metri. Dopo
essere risalita per una breve porzione (per qualche metro potrebbe
rendersi necessario spingere a piedi), torna a scendere, dapprima
agevole, poi un po' ostica per il fondo interamente roccioso e
scalinato, alternando più o meno per tutto il resto della discesa su
sentiero, tratti scorrevoli ad altri più complicati su rocce
(viscide e pericolose se umide!). Lungo questa via troveremo un paio
di biforcazioni in cui manterremo il ramo di sinistra su entrambe,
proseguendo per il Ponte d'Annibale, andando ad uscire su asfaltata
dopo aver percorso un ultimo facile tratto bordato da un muro a
secco; qui scendiamo su ripido ramo di sinistra, che penetra
nell'abitato di Dubbione, via che poi spiana e appena dopo, su
selciata da seguire a sinistra, ci porta a oltrepassare il Ponte
d'Annibale. Al successivo bivio manteniamo la destra, verso la Fonte
dell'Orsa che superiamo, andando ad incrociare un'altra asfaltata,
dove proseguiamo dritti, andando poi ad inserirci su altra asfaltata
che ci riporta in breve sulla SS23 che scorre sulla destra, che
seguiamo in direzione sud e in circa 2 km ci riporta a Villar Perosa,
al punto di partenza.
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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