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Quando capita che non si ha tempo o voglia di portare a termine
l'intero anello dei 7 ponti, o quando le condizioni meteo non
permettono di salire oltre quota 1000, o per qualsiasi altra ragione
richieda di tornare verso il fondo della Val Chisone dall'area ci
Case San Giuliardo, questa variante lo accorcia
decisamente, trasformandolo in un facile e breve circuito da un paio
di ore e quote massime contenute poco oltre i 1000 metri di
elevazione.
Asfalto ridotto ai minimi termini, caratterizzato quindi essenzialmente da sterrate
nella prima metà, mentre nella seconda si fa più divertente,
sfruttando un lungo sentiero dopo la frazione di Giborgo, che compie
una sorta di lunga ansa verso nord, con il solo scopo di mettere le
ruote su un sentiero in ottimo stato, facile, ma comunque piacevole, accessibile
più o meno a tutti. Dopo la borgata Anselm un finale ancora su
sentiero, breve, che scende direttamente a Dubbione.
Lungo il percorso P-N4 [rif.
Percorso P-N4 - Km. 11.1], ci troveremo a girare attorno ad
un grande appezzamento prativo (Case S. Giuliardo) con la sterrata che
si biforca ad un angolo di questo; mentre sul ramo di destra prosegue il
percorso per Colle del Crò, noi seguiremo quello di sinistra,
seguendo l'indicazione per Sartetti, e Ciardossini, proseguendo a
lambire l'appezzamento prativo, a fianco della staccionata.
Dopo 200 metri ignoriamo la sterrata che si stacca sulla sinistra a
scendere, proseguendo per la via principale in leggera ascesa ancora
per un po', per poi, dopo un gomito sinistrorso, prendere a
scendere. Manteniamo la principale che dopo circa un chilometro,
per chi volesse metterci
un po' di pepe in più, offre sulla sinistra un viottolo che corre
quasi parallelo, ma con fondo certamente più ostico e complicato,
per poi ricollegarsi al percorso originario dopo poche centinaia di
metri; mantenendo la facile sterrata principale si giunge dopo circa 400 metri ad uno stretto gomito verso sinistra,
punto in cui lasciamo la sterrata a favore di quella che si stacca a
destra, in salita. Ascesa breve, ma intensa in alcune rampe, che ci
porta ad una biforcazione, dove scartata la via di destra che
continua a salire lieve, seguiremo quella di sinistra che scende e
che mantenuta nel suo sviluppo principale, dopo un breve ultimo
tratto con fondo sconnesso si inserisce su una sterrata più ampia,
da seguire verso destra (dist. ~2.9 Km - alt. ~940 m.). Seguiamo
questa che prima pianeggiante, poi in leggerissima ascesa compie una curva sinistrorsa per
poi salire appena più pendente, lasciandola (dist. ~3.7 Km - alt.
~970 m.) a favore di un viottolo che
si disunisce sulla sinistra in discesa (dopo averne ignorato un
altro circa 400 metri prima) e che in 200 metri ci porta ad
attraversare una costa prativa dove la via compie un'ansa e ci porta
all'interno delle poche case della frazione di Giborgo. Restiamo
sulla via, che per alcuni metri sarà con fondo in cemento, che esce
dal borgo per immettersi su asfaltata da seguire nel ramo discensivo
di sinistra, rimanendo su questa e compiendo tre gomiti per un
totale di 500 metri, lasciandola poi per una sterrata che si origina
sulla destra, in direzione opposta alla nostra; i prossimi 3.5 km
sono una lunga ansa, su vie sterrate, che di protende verso nord, un
po' fine a se stessa, dal momento che ci reimetterà sulla stessa
asfaltata che stiamo lasciando, poco sotto, fatta al solo scopo di
divertirci, soprattutto nella prima porzione in larga parte su
sentiero. Dopo poche centinaia di metri superiamo alcune vecchie
case, oltre le quali la via si sdoppia; ignorato il viottolo che
scende sulla sinistra, seguiamo il sentiero di destra, con
indicazioni per Ponte di Annibale. Il prossimo chilometro sarà la
parte più piacevole dell'itinerario, tutto su sentiero
essenzialmente abbordabile a chiunque, con rari tratti appena piùcomplicati (qualche contropendenza e qualche scalinatura), sentiero spesso con continui saliscendi, che si
segue facilmente, sempre abbastanza ben marcato; dove è meno
evidente ci verranno in soccorso i segni bianco-rossi di
segnalazione della sentieristica. Un tratto più variegato, in
leggera contropendenza, costeggiando un muro a secco, ci fa scendere
su una breve porzione sinuosa e un po' scalinata per pochi metri, a
cui segue una frazione esposta in cui può mettere un po' di
soggezione l'esile traccia, soprattutto quando la si trovasse
viscida, ci porta verso il finale dove più si perderà quota e che vede l'attraversamento della
traccia di alcuni vecchi ruderi in pietra (dist. ~5.9 Km - alt. ~750
m.); qui il sentiero si sdoppia: va seguito il ramo di sinistra che
ci riporta da ora in direzione sud, scartando quello che prosegue
verso destra, che scende poi verso il torrente del Gran Dubbione.
Gli ultimi metri di sentiero sono quelli più complicati (ma si
tratta di poche decine di metri), decisamente scoscesi, che
segnano la fine del sentiero, in corrispondenza di un guado con un
ripido ruscelletto e l'inizio del viottolo sterrato, che andrà ben
presto ad ampliarsi fino a divenire una sterrata, sostanzialmente
pianeggiante e di tutta tranquillità, che corre parallela al
sottostante Gran Dubbione e che ci riporterà in un paio di
chilometri, all'asfaltata abbandonata poco sopra. Seguiamo questa a
scendere per 300 metri, fino a giungere ad un bivio, dove
proseguiremo a scendere completando il tornante destrorso,
approssimandoci al successivo poche decine di metri dopo, che invece
non termineremo (a meno
che non si voglia seguire una breve pista fatta apppositamente per
le bici con salti e curve in
appoggio, che si origina pochi metri più avanti, imboccando il
sentiero sul margine destro), dato che seguiremo l'asfaltata
che si stacca a destra per la borgata Anselm, che raggiungeremo in
leggera salita in pochi metri. All'interno della frazione
termina l'asfalto; passando in pratica sotto il porticato di una
casa ci teniamo sulla sinistra, seguendo la via verso nord che
oltrepassa il borgo, lambendo una costa prativa, fino a giungere ad
un sentiero che subito presenta un bivio; ignorato il ramo di destra
con le indicazioni "Tagliaretto, Gran Dubbione, Sette ponti",
scendiamo su quello di sinistra che torna verso la costa prativa.
Qui ci teniamo sulla destra, a margine della boscaglia, dove
troveremo di nuovo l'imbocco del sentiero, che si infila nel bosco
confluendo presto in un'altra traccia da seguire verso sinistra.
Single track tranquillo ma che costituisce un divertente finale;
manteniamo il ramo principale di questo, costantemente a scendere e
sempre agevole, appena un po' più tecnico nella seconda parte (dove
da sinistra vedremo confluire il breve pistino bike sopra
descritto), che ci porta alla periferia di Dubbione. Alle prime case
di fronte prosegue una via selciata, che non seguiremo, girando a
destra per un ultimo tratto di sterrata che confluirà sull'asfaltata
che si inserirà sul percorso dei sette ponti proprio in prossimità
del ponte di Annibale [rif. Percorso
P-N4 - Km. 32].
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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