PERCORSO P-N5

TAVERNETTE - OREGLIA - RAVERA - VERNA - TRUC FARO - BERGA

PISTINO CUMINANA


Lunghezza: ~37.2Km
Altitudine max: ~930 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~1000m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~3h 20'
Difficoltà: Media (indice 5)


gps

DATA: Giugno 2018 

Molte sono le vie che offre la zona di Cumiana. Il tour proposto va a collegare alcune di queste per realizzare un anello di media intensità che vede come meta principale il cosiddetto pistino di Cumiana, un single-track che scende dal punto di massima quota raggiunto verso Cumiana, sempre ben tenuto, arricchito con qualche passaggio artificiale (rampe per salti), per chi vuole osare di più. Vari i tratti asfaltati, comunque su strade tranquille con poco traffico. Possibilità di accorciare e semplificare nel finale puntando e attraversando direttamente Cumiana, saltando l'appendice finale che passa per la frazione di Berga, opzionale, per chi vuole aggiungere un po' di chilometraggio e altimetria dando più sostanza al giro.

Il punto di riferimento per questo tour è lungo la ciclabile Pinerolo-Piossasco, all'altezza di un ristorante/pizzeria nei pressi della Torre di C.ne San Giacomo, dove c'è un ampio parcheggio di fronte.
Seguiamo l'ampia sterrata che in direzione nord-ovest porta verso la vicina pista di motocross, che lasciamo dopo 350 metri a favore di una sterrata minore che si disunisce sulla destra che si assottiglia man mano che sale a ridosso di un piccolo torrente. Seguendo lo sviluppo principale di questa, con fondo che si fa un po' più irregolare, scartiamo una diramazione secondaria verso sinistra proseguendo dritti in salita. Dopo una piega a destra il viottolo scende per un breve tratto, per poi appiedarci, perché dovremo risalire una ripida ma breve costa (non più di 20-30 metri) su traccia che si sdoppia per riunirsi appena terminata la costa, dove ci troveremo di fronte ad un groviglio di tracce di cui seguiremo quella di destra che scende, per poi proseguire guidati da quella centrale un po’ più marcata che sale in direzione est, per poi piegare verso nord facendosi ondulata. Segue tratto ancora più ondulato e divertente con vari cambi di direzione, frequentato da moto a giudicare dai segni lasciati, con varie gobbe e qualche gradino, finchè su una porzione facile che porta verso una proprietà, si lascia a favore di un altro sentiero che si stacca a destra scendendo (dist. ~2.0 Km - alt. ~370 m.). Siamo di nuovo su un single track tortuoso con curve e controcurve, da seguire nel suo sviluppo principale essenzialmente a scendere, fino a presentarci una piega a destra che ci fa salire una breve rampa più accentuata, oltre la quale si continua a salire con una certa pendenza. Il sentiero confluisce su una sterrata da seguire a sinistra ancora a salire che dopo 250 metri diviene asfaltata e che in corrispondenza di un’edicola votiva sfocia su altra asfaltata su cui proseguire mantenendo la direzione, andando ad attraversare una piccola frazione dove si incrocia un’altra asfaltata da seguire a destra a scendere. Seguiamo questa per 200 metri circa che dopo alcuni gomiti lasciamo a favore di una sterrata che si origina sulla sinistra in corrispondenza di un grande caseggiato in pietra, contrassegnata da segni bianco-rossi. Seguiamo questa nel suo sviluppo discensivo, mantenendo il ramo di destra al bivio dopo 400 metri, continuando a scendere per alcune decine di metri ancora, per poi risalire; mantenendo questa nel suo ramo principale giungeremo all’ingresso di un santuario, dove lambiamo appena una via asfaltata sulla destra, seguendo la sterrata di sinistra in leggera salita, contraddistinta da un cartello di divieto per i mezzi motorizzati. Seguiamo la via maestra segnata da tracce bianco-rosse, che si va ad assottigliare leggermente e si fa sinuosa con gomiti e contro gomiti e continui saliscendi, per poi restringersi ulteriormente fino a mulattiera, scendendo per poco più di un centinaio di metri e poi piegare a sinistra salendo ripida. Il sentiero termina dopo poche centinaia di metri su uno slargo scendendo poi come sterrata che diviene presto con fondo asfaltato, inserendosi dopo poco su altra asfaltata maggiore da seguire a sinistra a salire. Fatti pochi metri avremo un bivio in cui seguiremo la via S.Gervasio di destra, ancora segnata con tracce bianco-rosse, tornando presto con fondo sterrato e proseguendo sul sentiero di fronte a scendere che subito ci presenta uno stretto gomito destrorso per poi risalire altrettanto ripido che potrebbe costringerci a qualche metro a piedi. Continuiamo su percorso che pare per ciclocross salendo su sterrata da proseguire in salita su ramo di sinistra abbastanza ripida che giunge ad un bivio: la via di sinistra porta al cimitero di S.Gervasio, mentre da destra arriva una sterrata e noi proseguiamo dritti sull’asfaltata di fronte. Si incrocia una sterrata da oltrepassare proseguendo dritti per regione Martinetto, con l’asfaltata che diviene più stretta salendo più intensamente e che lasciamo a favore della sterrata di destra contraddistinta ancora da segni bianco-rossi che dopo pochi metri ci fa guadare il sottostante torrente, proseguendo poi i falso piano un po’ più stretta, scendendo e facendosi più sinuosa fino ad immettersi su asfaltata da seguire verso a sinistra a salire. Manteniamo questa per poco più di 200 metri, optando per la sterrata di destra (via Villanova), pianeggiante, ancora segnata con segni bianco-rossi. La via salendo gira attorno alla recinzione di una villa isolata, mentre 100 metro dopo lascio la via principale che piega a sinistra salendo ci più segnata da segno giallo-celesti, scendendo su traccia di destra segnata da segni bianco-rossi, su single-track che subito si divide e dove manterremo il ramo di sinistra. Il sentiero ci offre uno scampolo divertente su traccia dal profilo variegato, tutta pedalabile, salvo qualche metro da fare a piedi per aggirare una grossa roccia proprio in mezzo al sentiero, che seguiremo nel suo sviluppo principale in leggera salita che poi vedremo correre parallela ad una sterrata poco sotto sulla destra su cui confluiremo, mantenendo la direzione, verso nord. Superata un'edicola la via spiana, divenendo asfaltata dopo poche centinaia di metri, strada che poi si inserisce su altra asfaltata più grande dopo 300 metri, di cui seguiamo il ramo di destra a scendere (frazione Oreglia). Restiamo su questa per 350 metri, lasciandola poi a favore di una sterrata che si stacca verso sinistra  (dist. ~9.0 Km - alt. ~460 m.), pianeggiante, ma che dopo 250 metri s'impenna con fondo che è tornato asfaltato (borgata Gonteri) e che s'innesta su altra asfaltata da seguire a destra in leggera discesa. Fatti nemmeno 200 metri, in corrispondenza di un gomito destrorso, lasciamo questa per seguire una asfaltata secondaria che a sinistra e che dopo alcune centinaia di metri sfocia sulla lunga asfaltata che salendo ci porterà in quota; unico bivio dopo circa 200 metri, dove manterremo la sinistra, per salire verso Ravera e Verna. Mantenendo la via maestra e superato il paese di Ravera, continueremo a salire lasciandoci sulla sinistra, in corrispondenza del borgo di Bastianoni, la via trekking per salire verso Pra l'Abbà, proseguendo a salire verso Verna, dove passiamo davanti ad una chiesa, bel punto panoramico da quota 900 metri verso la sottostante vallata. Segue una porzione pressochè pianeggiante, per poi scendere verso la frazione di Moncalarda, dove però non arriveremo, perchè appena iniziata la discesa lasciamo l'asfaltata a favore della sterrata che si stacca a sinistra  (dist. ~17.0 Km - alt. ~880 m.) e che sale tenendosi sulla destra di una costa prativa, per poi proseguire su sentiero, non troppo evidente nei primi metri ma che poi torna ben evidente e ripido addentrandosi nella boscaglia. Il sentiero scollina pochi metri a nord del cocuzzolo di Truc Faro, per poi proseguire iniziando a scendere, in direzione nord-est, a parte una brevissima leggera risalita nel primo tratto, superando una porzione dove c'è un cartello di proprietà privata, andando a costeggiare una recinzione. La via si amplia divenendo un viottolo che si porta a lambire il piccolo borgo di Moretti, oltre il quale superiamo una leggera depressione iniziando poi con la discesa, con il fondo che poco dopo diverrà sconnesso, con un primo bivio dove tagliamo verso sinistra, immettendoci poi su sterrata da seguire verso sinistra, ma da lasciare subito riprendendo il pistino che scende sulla destra, pendente, ma ancora agevole come fondo. Presto però inizia la parte tecnica, sconnessa perché più scalinata, con divertenti curve in appoggio, anche salti artificiali che si possono però bypassare, con la traccia che ci porta ad attraversare dopo poche centinaia di metri l'asfaltata, riprendendo il pistino sul lato opposto, oltre cui la traccia pare sdoppiarsi e andremo a seguire il ramo di sinistra, mantenendo la via più evidente, anche perchè segnata dai passaggi artificiali che i bikers locali hanno apportato per renderla più divertente, con ancora una porzione sconnessa, ma già meno complicata, che dopo essersi sdoppiata in un duplice sentiero che si riunirà dopo poche decine di metri, sfocia su una sterrata da seguire verso destra, inizialmente pianeggiante. La via scende in direzione est e la manteniamo per poco più di 200 metri, quando seguiremo la traccia di sentiero che si disunisce sulla sinistra, agevole malgrado salti e rampe e una pendenza consistente con curve e controcurve ravvicinate che gli danno un andamento sinuoso. Si andrà a compiere uno stretto gomito destrorso, per poi proseguire poco sopra ad un torrente immettendosi dopo un centinaio di metri su una carrareccia in cui mantengo la direzione e che dopo poche decine di metri va ad attraversare di nuovo l'asfaltata, proseguendo sull'altro lato sul sentiero tortuoso che va in slalom tra gli alberi e che corre pressochè parallelo all'asfaltata a sinistra che scende verso fondovalle, su cui confluiamo dopo un po', ma solo per attraversarla e riprendere il sentiero sul lato opposto dopo una ripida rampa di un paio di metri, che dopo nemmeno 200 metri torna definitivamente sull'asfaltata. proseguiamo si questa a scendere Fatti circa 400 metri l'asfaltata si immette su un'altra più ampia, da seguire verso sinistra, ancora a scendere (strada Canali Alti) che dopo altri 250 metri si immette nell'asfaltata principale SP 193 che presa a destra scende verso Cumiana e quindi punta a chiudere più direttamente il giro, mentre noi la risaliamo verso destra per una piccola appendice che ne arricchisce un po' lunghezza e dislivello.
Risaliamo la provinciale in leggera salita lasciandola dopo appena 70 metri a favore dell'asfaltata che sulla destra sale per la frazione di Berga, salendo per un'asfaltata che sale abbastanza intensamente a fianco di un ruscello, che passiamo compiendo uno stretto gomito destrorso, oltre il quale c'è una fonte in cui potersi rifornire d'acqua; scartiamo la diramazione di destra per borgata Faraudi e proseguiamo a salire, poi meno ripida, andando a scollinare dopo circa 500 metri, oltre cui scartiamo una via trekking che si disunisce sulla sinistra, proseguendo in falso piano fino alla borgata Berga, seguendo ancora la via asfaltata che in leggera discesa attraversa la frazione, divenendo sterrata e immettendosi dopo un centinaio di metri su altro viottolo sterrato (anello di San Giacinto), da seguire verso destra a scendere. Il viottolo si divide dopo nemmeno 300 metri, dove seguiremo la destra, andando ad aggirare un casolare 200 metri dopo, su breve porzione prativa con traccia poco evidente, sbucando su asfaltata da seguire nel ramo di sinistra a salire, ma da lasciare dopo poche decine di metri per borgata Franchini a favore della sterrata che si origina a destra, che costeggia alcune case, tratto che in alcuni periodi dell'anno e un po' a rischio per vegetazione abbastanza invasiva, ma poi si amplia entrando nel bosco. Poche centinaia di metri e questa sfocia su asfaltata da seguire nel ramo discensivo, che confluisce in 400 metri su altra asfaltata da seguire verso sinistra, prima pianeggiante, poi a salire. Dopo aver spianato e preso a scendere scartiamo una prima diramazione a destra, per poi affrontare un nuovo bivio dove seguiamo il ramo di sinistra, pianeggiante che dopo nemmeno 300 metri ci porta ad un'altra biforcazione, dove seguiremo la sterrata che sale a sinistra (strada Canalassa); dopo 1.2 km ulteriore bivio, dove seguiremo il ramo di destra che scende ripido, andando a costeggiare una casa e poi ad attraversare vari campi. Seguiamo il ramo principale dei vari tratturi, andando a piegare verso destra entrando nel bosco al termine di questi. Dopo quasi un chilometro incrociamo altra sterrata proseguendo oltre, per poi proseguire su stretta asfaltata 300 metri dopo. Questa si inserisce su altra asfaltata più ampia dopo 100 metri, che seguiremo verso destra, salendo tra le case di Allivellatori e piegando presto a sinistra in discesa in direzione sud. Dopo essere scesa per un po' risale, facendoci anche un po' più ripida successivamente e, mantenuta nel suo sviluppo principale (strada Truc Levrino), sempre procedendo verso sud, giunge ad una rotatoria, dove si incrocia la SP 193, in cui proseguiremo oltre, ora direzione sud-ovest, su via Chisola, che superata un'altra piccola rotatoria e lasciandoci a sinistra gli impianti sportivi di Cumiana, oramai alla periferia del paese, seguiamo sulla sinistra via Pugnani, che confluita in pochi metri su SP 146 di Cumiana, ne seguiamo lo sviluppo di sinistra in leggera discesa. Restiamo su questa per quasi un chilometro, lasciandola, per un finale più tranquillo, a favore di strada Pieve, che si stacca sulla destra e che dopo 250 metri lasciamo per prendere verso sinistra strada Madonna della Neve, che corre parallela alla provinciale, ma su percorso senz'altro più consono al nostro mezzo, dato che dopo poco si torna su fondo sterrato. Dopo 1.3 km la sterrata termina, proprio in corrispondenza della chiesa che gli assegna il nome, confluendo sulla pista ciclabile Piossasco-Pinerolo che seguita verso destra in 3 km , aggirando la Torre di C.ne San Giacomo ci riporta al punto di partenza.


Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

 
Il profilo altimetrico scaturisce da un rilevamento con GPS, pertanto si discosta leggermente dalla reale progressione chilometrica 

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