PERCORSO P-S1

SAN SECONDO DI PINEROLO-SONAGLIETTE-COLLE VACCERA-M.te CASTELLETTO-COMBINA-GAROSSINI-PORTE

RAVE PARTY


Lunghezza: ~43.1 Km
Altitudine max: ~1490 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~1250m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~3h 45'
Difficoltà: Medio (indice 5)


gps

DATA: Ottobre 2014 

Un anello classico per chi vuole raggiungere quota 1500, in maniera relativamente facile. Meta il Colle Vaccera (con l'opzione del monte Castelletto, per godere del balcone verso il torinese) un colle a ridosso dei 1500 metri, che si può raggiungere anche in auto dal versante sud (tratto automobilistico che in parte utilizzeremo per semplificare la salita) da  Angrogna, oppure dal versante nord salendo da Prarostino (con ultima porzione di strada sterrata); noi adotteremo appunto la versione in senso orario, sopportano un po' di traffico automobilistico (solitamente comunque scarso, salvo nelle domeniche più assolate, quando il colle è meta di escursionisti o di chi ha voglia di godere facilmente di un po' di fresco); salendo da Prarostino, si avrebbe invece meno traffico, a causa della porzione finale sterrata, ma una salita meno variegata. Salita quindi in gran parte su asfalto, ma con una prima piacevolissima porzione su sterrate e sentieri in zona Sonagliette - Pons, abbastanza alla portata di tutti, salvo qualche breve rampa più severa e brevissimi tratti tecnici che si superano rapidamente (all'occorrenza) a spinta. Discesa quasi interamente sterrata con alternanza di qualche sentiero a volte abbastanza tecnico, ma comunque per brevi tratti, anche in questo caso (per chi ha una tecnica più limitata) superabile a piedi in pochi minuti; qualche difficoltà la possono costituire anche i tratti più scoscesi di sterrata, a seconda dello stato del fondo (viscido in caso di piogge recenti o friabile a seguito di periodi molto siccitosi).
 

Partiamo da San Secondo di Pinerolo, località in zona precollinare, che ci permetterà di iniziare e concludere questo anello nella maniera più diretta; punto di partenza fissato nel grande piazzale (quasi un anfiteatro) di via Bonatto, seguendo poi la via che verso sinistra punta ad est, seguendo poi le indicazioni stradali per la Val Pellice su SP165.
Al successivo bivio tra Osasco e Bricherasio, seguiamo la direzione per quest'ultimo, seguendo le indicazione per Torre Pellice 150 metri dopo, scendendo di quota e andando ad attraversare la ferrovia all'ingresso del comune di Bricherasio e immettendoci sulla provinciale proveniente da Pinerolo 200 metri dopo, da seguire verso destra, che poi lasceremo subito a favore della parallela di destra, meno trafficata. Giungiamo ad una rotatoria che sfioriamo piegando a destra puntando verso il nucleo principale di Bricherasio, attraversando poco dopo nuovamente la ferrovia; 100 metri dopo lasciamo la strada che sale verso il paese a favore dell'asfaltata di destra per San Michele e che manteniamo per 1 km, quando la lasceremo prendendo l'asfaltata di sinistra e immediatamente dopo un'altra che si stacca destra (strada Basse), che sale più accentuata per un primo tratto. Dopo aver spianato, ad un successivo bivio, lasceremo l'asfaltata optando per una sterrata ciottolosa che si dirama sulla sinistra (dist. ~6.5 Km - alt. ~420 m.), via che poi si inoltrerà nella boscaglia, giungendo dopo quasi 500 metri ad un quadrivio, dove seguiremo il ramo di destra, andando a compiere un guado alcune centinaia di metri dopo, con la via che poi prende a salire lievemente di più, costeggiando il torrente. Qui scartiamo le varie secondarie che si diramano ora a destra ora a sinistra, facendo attenzione al bivio al km 8.1, dove dovremo seguire la via di destra a salire, mentre 100 metri dopo, al successivo bivio, seguiremo il ramo di sinistra, che ci mantiene a ridosso del torrente, salendo sempre in direzione N-O. La salita è tranquilla, su pendenze contenute e ombreggiata, il che la rende idonea anche alle giornate più calde. Proseguiamo su questa sterrata  principale fino a superare una stretta ansa sinistrorsa (appena prima da destra confluisce una secondaria) che ci fa invertire la direzione verso sud; qui lasciamo la via principale a favore del viottolo che si stacca a destra e che ci reindirizza verso nord. Proseguiamo costeggiando il torrente, con qualche brevissima rampa più severa su lastricato in roccia, per guadarlo una prima volta dopo 600 metri (qualche metro a spinta appena dopo il guado) e una seconda volta, dopo essere scesi per il sentiero di sinistra alla biforcazione, circa 30 metri dopo, riportandoci alla sinistra di questo (orografica destra). Si prosegue ora su sentiero che s'impennerà lievemente poco più avanti, andandosi poi ad ampliare dopo un'ansa sinistrorsa, allacciandosi poi ad una sterrata che seguiremo verso sinistra (a destra si salirebbe verso Pons). Dopo alcune centinaia di metri, in corrispondenza di una casa, la via diviene asfaltata; proseguendo su questa, supereremo una borgata oltre cui scenderemo per immetterci su un gomito di un'asfaltata che prenderemo a salire  (dist. ~12.2 Km - alt. ~630 m.). Dopo quasi 700 metri giungiamo alla borgata Castelluzzo, dove l'asfaltata compie un gomito verso sinistra e qui la lasciamo a favore della sterrata che prosegue in direzione N-O che si biforca dopo quasi 200 metri, in cui opteremo per il ramo di sinistra che sale costante abbastanza pendente per alcune centinaia di metri, per poi dare un breve tratto di tregua e riprendere infine a salire fino a collegarsi ad un'asfaltata da seguire a sinistra ancora in salita; qui siamo sui percorsi delle Sonagliette. Proseguiamo su questa che continua essenzialmente a salire, fino a giungere ad un bivio dopo 300 metri, dove prenderemo a la via di destra che sale, che ci porterà in breve in loc. Sonagliette, dove si biforca nuovamente; scartata la via di sinistra che scende asfaltata, saliremo per quella di destra, sterrata, con fondo un po' roccioso. Dopo un centinaio di metri, al bivio, prenderemo a destra seguendo la cartellonistica trekking, proseguendo a destra anche all'immediata successiva biforcazione (a sinistra prosegue un'alternativa minore), per un piacevole rilassante sentiero, che sfocia su una sterrata, da prendere a sinistra in forte pendenza (dist. ~16.0 Km - alt. ~860 m.). Questo tratto impegnativo terminerà abbastanza presto e dopo che si sarà immessa da destra una secondaria, la via si addolcirà, immettendosi sull'asfaltata in loc. Porte d'Angrogna, da seguire a destra in leggera ascesa, che ben presto si immette sulla principale asfaltata che sale da Angrogna verso il Colle Vaccera, da seguire ancora verso destra. Ora non resta che seguire questa che sale pressochè costante, superando le varie borgate, con traffico mai troppo continuo (dipende dai giorni) e che si supera in sella quindi agevolmente, godendo dei panorami circostanti; chi vuole può anche optare di salire sul sentiero14 dei partigiani, certo più consono alla mountain bike, ma senz'altro anche molto più duro. Alcune centinaia di metri prima di giungere al colle Vaccera a sinistra si stacca una sterrata, che rappresenta un'interessante via per tornare verso la valle di Pra del Torno o per compiere la dura impresa (lungo tratto di portage) di collegarsi al Colle Lazzarà, passando sotto al Gran Truc. La via torna sterrata appena prima dello scollinamento al Colle Vaccera; qui abbiamo la possibilità di rifornirci d'acqua alla fontanella sulla sinistra e di goderci lo splendido panorama che spazia pressochè a 360°, con bella vista anche verso il Monviso (FOTO1). Giunti qui, con un ultimo piccolo sforzo, seguendo la traccia di percorso lungo il crinale est, superando i tavoli da pic-nic (salendo costantemente, quindi occhio a non farsi guidare dalla sterrata che dopo pochi metri scende a dx), andiamo a sfiorare i 1500 metri di quota, portandoci con quasi 800 metri di percorso, alla piattaforma panoramica in legno che sta appena sotto il cocuzzolo del monte Castelletto, per una migliore visuale, (quando le condizioni meteo lo permettono) verso Torino.
Scendiamo per gli 800 metri fatti a salire (ma possiamo anche proseguire sulla stessa via che piega a sinistra verso un'altra piattaforma in legno per poi scendere al valico di Colle Vaccera), tornando al valico stradale, seguendo ora la sterrata principale che inizia a scendere, in direzione nord-est, facendoci compiere vari gomiti nel bosco, da mantenere pressochè univoca per 4 km (c'è solo da ignorare una diramazione di una secondaria a sinistra dopo circa 3km), quando nel pieno dell'ennesimo gomito sinistrorso, lasceremo la sterrata principale a favore di una secondaria che si stacca a destra, facendoci proseguire praticamente dritti (dist. ~30.5 Km - alt. ~1180 m.). Ora la discesa cambia sostanza, dato che si farà molto più pendente e alcune porzioni potranno presentare un minimo di difficoltà se bagnate (perchè viscide) o troppo aride (perchè friabili) e ai lunghi traversi si sostituirà un andamento abbastanza tormentato di anse e controanse. La via, seguita nel suo sviluppo principale, ci porta al piccolo borgo di Saretto, dove a sinistra si scenderebbe su asfaltata, mentre noi puntiamo verso le case e poi tra queste, superate le quali giungeremo ad un quadrivio, ove proseguiremo dritti, su complicato sentiero che dopo aver piegato a destra, abbina ad una certa pendenza un fondo molto scalinato su pietre, che comunque si risolve in uno sviluppo contenuto in un centinaio di metri, concludendosi in un guado più ansa verso sinistra; superata questa e un paio di metri ripidissimi causa frana, il sentiero prosegue ora facile e di tutto relax nel pieno del bosco. Scendiamo verso una borgata e proseguiamo oltre, oltrepassando presto un altro guado, subito dopo il quale si piega a sinistra e ci si troverà ad una biforcazione dove si scenderà a sinistra, su traccia ora un po' più complicata perchè "lastricata" di radici affioranti e più avanti più sconnessa, per un brevissimo trattosassoso. Tornata presto agevole, supereremo un altro guado, con vicino una cascatella e proseguendo oltre, con andamento ondulato, la via si amplierà, divenendo di tutta tranquillità; da destra si inserisce un'altra via, noi manteniamo la direzione e scendendo decisi andiamo ad attraversare un'asfaltata, dove proseguiamo oltre su piccola asfaltata che ci porta ad attraversare la frazione di Garossini, all'interno della quale la via piega a destra tornando sterrata. Dopo 100 metri, al bivio, seguiremo il ramo di sinistra, a scendere, mentre dopo altri 250 metri ignoriamo la via che si dirama sulla sinistra, che possiamo prendere in considerazione per saltare un passaggio che alla successiva borgata può risultare un po' ostico; dopo quasi 400 metri infatti giungiamo ala frazione di Burno, dove, superata la prima casa in pietra di destra, abbandoniamo la strada, infilando il viottolo che scende a sinistra, facendoci invertire la direzione, che ci presenterà qualche metro un po' tormentato, per via dello stato un po' d'abbandono, con qualche metro su fondo franato e un po' nascosto dalla vegetazione, ma fatti nemmeno 10 metri torna un facile sentiero che scende per una prima parte, piegando poi a destra fino a risalire all'altezza di un paio di case, dove si torna momentaneamente su asfalto, riprendendo a scendere. La stretta via asfaltata scende ripida con una serie di tornanti ravvicinati: giunti al terzo (destrorso) lasciamo l'asfaltata a favore della sterrata di sinistra per un'ultima porzione su terra, che in meno di un chilometro, fatto a fianco del ruscello Turinella, termina su un'asfaltata da seguire verso destra in discesa e dopo 100 metri inserirsi su altra asfaltata da seguire verso sinistra (a meno che non si voglia mettere un po' di pepe finale al giro, risalendo la ripida asfaltata di fronte, per la borgata Dondainera; appena prima di giungere alle case della piccola frazione, con segnale di proprietà privata, si prende a sinistra per ripida e in parte accidentata sterrata/sentiero che ci riporta sull'asfalto di fondovalle, all'altezza di Ponte Palestro). Si scende quindi fino a raggiungere l'asfaltata principale in loc. Ponte Palestro, prendendola a destra, sull'orografica destra del fiume Chisone e seguendone lo sviluppo per i successivi 4.2 km si giunge al bivio tra Pinerolo a sinistra e San Secondo, a destra, in leggera salita, dove andremo per chiudere l'anello.


Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

 
Il profilo altimetrico scaturisce da un rilevamento con GPS, pertanto si discosta leggermente dalla reale progressione chilometrica 

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