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Un anello classico per chi vuole raggiungere quota 1500, in
maniera relativamente facile. Meta il Colle Vaccera (con l'opzione
del monte Castelletto, per godere del balcone verso il torinese) un
colle a ridosso dei 1500 metri, che si può raggiungere anche in auto
dal versante sud (tratto automobilistico che in parte utilizzeremo
per semplificare la salita) da Angrogna, oppure dal versante
nord salendo da Prarostino (con ultima porzione di strada sterrata);
noi adotteremo appunto la versione in senso orario, sopportano un
po' di traffico automobilistico (solitamente comunque scarso, salvo
nelle domeniche più assolate, quando il colle è meta di
escursionisti o di chi ha voglia di godere facilmente di un po' di
fresco); salendo da Prarostino, si avrebbe invece meno traffico, a
causa della porzione finale sterrata, ma una salita meno variegata. Salita quindi in gran parte su asfalto, ma con una prima
piacevolissima porzione su sterrate e sentieri in zona Sonagliette -
Pons, abbastanza alla portata di tutti, salvo qualche breve rampa
più severa e brevissimi tratti tecnici che si superano rapidamente
(all'occorrenza) a
spinta. Discesa quasi interamente sterrata con
alternanza di qualche sentiero a volte abbastanza tecnico, ma
comunque per brevi tratti, anche in questo caso (per chi ha una
tecnica più limitata) superabile a piedi in pochi minuti; qualche
difficoltà la possono costituire anche i tratti più scoscesi di
sterrata, a seconda dello stato del fondo (viscido in caso di piogge
recenti o friabile a seguito di periodi molto siccitosi).
Partiamo da San Secondo di Pinerolo, località in zona precollinare,
che ci permetterà di iniziare e concludere questo anello nella
maniera più diretta; punto di partenza fissato nel grande piazzale
(quasi un anfiteatro) di via Bonatto, seguendo poi la via che verso
sinistra punta ad est, seguendo poi le indicazioni stradali per la Val
Pellice su SP165.
Al successivo bivio tra Osasco e Bricherasio, seguiamo la direzione
per quest'ultimo, seguendo le indicazione per Torre Pellice 150
metri dopo, scendendo di quota e andando ad attraversare la ferrovia
all'ingresso del comune di Bricherasio e immettendoci sulla
provinciale proveniente da Pinerolo 200 metri dopo, da seguire verso
destra, che poi lasceremo subito a favore della parallela di destra,
meno trafficata. Giungiamo ad una rotatoria che sfioriamo piegando a
destra puntando verso il nucleo principale di Bricherasio,
attraversando poco dopo nuovamente la ferrovia; 100 metri dopo
lasciamo la strada che sale verso il paese a favore dell'asfaltata
di destra per San Michele e che manteniamo per 1 km, quando la
lasceremo prendendo l'asfaltata di sinistra e immediatamente dopo
un'altra che si stacca destra (strada Basse), che sale più
accentuata per un primo tratto. Dopo aver spianato, ad un successivo
bivio, lasceremo l'asfaltata optando per una sterrata ciottolosa che
si dirama sulla sinistra (dist. ~6.5 Km - alt. ~420 m.), via che poi
si inoltrerà nella boscaglia, giungendo dopo quasi 500 metri ad un
quadrivio, dove seguiremo il ramo di destra, andando a compiere un
guado alcune centinaia di metri dopo, con la via che poi prende a
salire lievemente di più, costeggiando il torrente. Qui scartiamo le
varie secondarie che si diramano ora a destra ora a sinistra,
facendo attenzione al bivio al km 8.1, dove dovremo seguire la via
di destra a salire, mentre 100 metri dopo, al successivo bivio,
seguiremo il ramo di sinistra, che ci mantiene a ridosso del
torrente, salendo sempre in direzione N-O. La salita è tranquilla,
su pendenze contenute e ombreggiata, il che la rende idonea anche
alle giornate più calde. Proseguiamo su questa sterrata
principale fino a superare una stretta ansa sinistrorsa (appena
prima da destra confluisce una secondaria) che ci fa invertire la
direzione verso sud; qui lasciamo la via principale a favore del
viottolo che si stacca a destra e che ci reindirizza verso nord.
Proseguiamo costeggiando il torrente, con qualche brevissima rampa
più severa su lastricato in roccia, per guadarlo una prima volta
dopo 600 metri (qualche metro a spinta appena dopo il guado) e una
seconda volta, dopo essere scesi per il sentiero di sinistra alla
biforcazione, circa 30 metri dopo, riportandoci alla sinistra di
questo (orografica destra). Si prosegue ora su sentiero che
s'impennerà lievemente poco più avanti, andandosi poi ad ampliare
dopo un'ansa sinistrorsa, allacciandosi poi ad una sterrata che
seguiremo verso sinistra (a destra si salirebbe verso Pons). Dopo
alcune centinaia di metri, in corrispondenza di una casa, la via
diviene asfaltata; proseguendo su questa, supereremo una borgata
oltre cui scenderemo per immetterci su un gomito di un'asfaltata che
prenderemo a salire (dist. ~12.2 Km - alt. ~630 m.). Dopo
quasi 700 metri giungiamo alla borgata Castelluzzo, dove l'asfaltata
compie un gomito verso sinistra e qui la lasciamo a favore della
sterrata che prosegue in direzione N-O che si biforca dopo quasi 200
metri, in cui opteremo per il ramo di sinistra che sale costante
abbastanza pendente per alcune centinaia di metri, per poi dare un
breve tratto di tregua e riprendere infine a salire fino a
collegarsi ad un'asfaltata da seguire a sinistra ancora in salita;
qui siamo sui percorsi delle Sonagliette. Proseguiamo su questa che
continua essenzialmente a salire, fino a giungere ad un bivio dopo
300 metri, dove prenderemo a la via di destra che sale, che ci
porterà in breve in loc. Sonagliette, dove si biforca nuovamente;
scartata la via di sinistra che scende asfaltata, saliremo per
quella di destra, sterrata, con fondo un po' roccioso. Dopo un
centinaio di metri, al bivio, prenderemo a destra seguendo la
cartellonistica trekking, proseguendo a destra anche all'immediata
successiva biforcazione (a sinistra prosegue un'alternativa minore),
per un piacevole rilassante sentiero, che sfocia su una sterrata, da
prendere a sinistra in forte pendenza (dist. ~16.0 Km - alt. ~860
m.). Questo tratto impegnativo terminerà abbastanza presto e dopo
che si sarà immessa da destra una secondaria, la via si addolcirà,
immettendosi sull'asfaltata in loc. Porte d'Angrogna, da seguire a
destra in leggera ascesa, che ben presto si immette sulla principale
asfaltata che sale da Angrogna verso il Colle Vaccera, da seguire
ancora verso destra. Ora non resta che seguire questa che sale
pressochè costante, superando le varie borgate, con traffico mai troppo continuo (dipende dai giorni) e
che si supera in sella quindi agevolmente, godendo dei panorami
circostanti; chi vuole può anche optare di salire sul sentiero14 dei
partigiani, certo più consono alla mountain bike, ma senz'altro
anche molto più duro. Alcune centinaia di metri prima di giungere al
colle Vaccera a sinistra si stacca una sterrata, che rappresenta
un'interessante via per tornare verso la valle di Pra del Torno o
per compiere la dura impresa (lungo tratto di portage) di collegarsi
al Colle Lazzarà, passando sotto al Gran Truc. La via torna sterrata
appena prima dello scollinamento al Colle Vaccera; qui abbiamo la
possibilità di rifornirci d'acqua alla fontanella sulla sinistra e
di goderci lo splendido panorama che spazia pressochè a 360°, con
bella vista anche verso il Monviso
(FOTO1). Giunti qui, con un ultimo
piccolo sforzo, seguendo la traccia di percorso lungo il crinale
est, superando i tavoli da pic-nic (salendo costantemente, quindi
occhio a non farsi guidare dalla sterrata che dopo pochi metri
scende a dx), andiamo a sfiorare i 1500 metri di quota, portandoci con quasi
800 metri di percorso, alla piattaforma panoramica in legno che sta appena
sotto il cocuzzolo del monte Castelletto, per una migliore visuale,
(quando le condizioni meteo lo permettono) verso Torino.
Scendiamo per gli 800 metri fatti a salire
(ma possiamo anche
proseguire sulla stessa via che piega a sinistra verso un'altra
piattaforma in legno per poi scendere al valico di Colle Vaccera), tornando al valico
stradale, seguendo ora la sterrata principale che inizia a scendere,
in direzione nord-est, facendoci compiere vari gomiti nel bosco, da
mantenere pressochè univoca per 4 km (c'è solo da ignorare una
diramazione di una secondaria a sinistra dopo circa 3km), quando
nel pieno dell'ennesimo gomito sinistrorso, lasceremo la sterrata principale a
favore di una secondaria che si stacca a destra, facendoci
proseguire praticamente dritti (dist. ~30.5 Km - alt. ~1180 m.). Ora
la discesa cambia sostanza, dato che si farà molto più pendente e
alcune porzioni potranno presentare un minimo di difficoltà se
bagnate (perchè viscide) o troppo aride (perchè friabili) e ai lunghi
traversi si sostituirà un andamento abbastanza tormentato di anse e
controanse. La via, seguita nel suo sviluppo principale, ci porta al
piccolo borgo di Saretto, dove a sinistra si scenderebbe su
asfaltata, mentre noi puntiamo verso le case e poi tra queste,
superate le quali giungeremo ad un quadrivio, ove proseguiremo
dritti, su complicato sentiero che dopo aver piegato a destra,
abbina ad una certa pendenza un fondo molto scalinato su pietre, che
comunque si risolve in uno sviluppo contenuto in un centinaio di
metri, concludendosi in un guado più ansa verso sinistra; superata
questa e un paio di metri ripidissimi causa frana, il sentiero
prosegue ora facile e di tutto relax nel pieno del bosco. Scendiamo
verso una borgata e proseguiamo oltre, oltrepassando presto un altro
guado, subito dopo il quale si piega a sinistra e ci si troverà ad
una biforcazione dove si scenderà a sinistra, su traccia ora un po'
più complicata perchè "lastricata" di radici affioranti e più avanti
più sconnessa, per un brevissimo trattosassoso.
Tornata presto agevole, supereremo un altro guado, con vicino una
cascatella e proseguendo oltre, con andamento ondulato, la via si
amplierà, divenendo di tutta tranquillità; da destra si inserisce
un'altra via, noi manteniamo la direzione e scendendo decisi andiamo ad
attraversare un'asfaltata, dove proseguiamo oltre su piccola
asfaltata che ci porta ad attraversare la frazione di Garossini,
all'interno della quale la via piega a destra tornando sterrata.
Dopo 100 metri, al bivio, seguiremo il ramo di sinistra, a scendere,
mentre dopo altri 250 metri ignoriamo la via che si dirama sulla
sinistra, che possiamo
prendere in considerazione per saltare un passaggio che alla
successiva borgata può risultare un po' ostico; dopo quasi
400 metri infatti giungiamo ala frazione di Burno, dove, superata la
prima casa in pietra di destra, abbandoniamo la strada, infilando il
viottolo che scende a sinistra, facendoci invertire la direzione,
che ci presenterà qualche metro un po' tormentato, per via dello
stato un po' d'abbandono, con qualche metro su fondo franato e un
po' nascosto dalla vegetazione, ma fatti nemmeno 10 metri torna un
facile sentiero che scende per una prima parte, piegando poi a destra fino a risalire all'altezza di un paio di case, dove si
torna momentaneamente su asfalto, riprendendo a scendere. La stretta
via asfaltata scende ripida con una serie di tornanti ravvicinati:
giunti al terzo (destrorso) lasciamo l'asfaltata a favore della
sterrata di sinistra per un'ultima porzione su terra, che in meno di
un chilometro, fatto a fianco del ruscello Turinella, termina su
un'asfaltata da seguire verso destra in discesa e dopo 100 metri
inserirsi su altra asfaltata da seguire verso sinistra
(a meno che non si
voglia mettere un po' di pepe finale al giro, risalendo la ripida
asfaltata di fronte, per la borgata Dondainera; appena prima di
giungere alle case della piccola frazione, con segnale di proprietà
privata, si prende a sinistra per ripida e in parte accidentata
sterrata/sentiero che ci riporta sull'asfalto di fondovalle,
all'altezza di Ponte Palestro). Si scende quindi fino a
raggiungere l'asfaltata principale in loc. Ponte Palestro,
prendendola a destra, sull'orografica destra del fiume Chisone e
seguendone lo sviluppo per i successivi 4.2 km si giunge al bivio
tra Pinerolo a sinistra e San Secondo, a destra, in leggera salita,
dove andremo per chiudere l'anello.
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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