PERCORSO A1

TERNI - CESI - PORTARIA - MACERINO (bivio) - VAL DI SERRA - ROCCA S. ZENONE - TERNI


Lunghezza: ~43.4 Km
Altitudine max: ~685 m s.l.m.
Tempo percorrenza indicativo: 2h 40'
Difficoltà: Medio-Facile (indice 3)


gps

DATA: Luglio 2001
Aggiornamento: Febbraio 2009
 

Varianti possibili: Percorso Aa - Percorso Ac - Percorso Ai - Percorso Ak

Percorso abbastanza piacevole, anche se in gran parte su asfalto, ma sempre con traffico abbastanza scarso, che permette di compiere un ampio anello a nord della città, tornando verso questa percorrendo la Val di Serra. Un facile classico per i bikers locali (più spesso usato in parte come "trampolino" di lancio verso le cime più elevate e difficili che si diramano da esso), almeno a quelli meno avvezzi ai percorsi montani, ma più propensi a comode stradone sterrate prive di qualsiasi insidia, con un unica porzione meno comoda (tra l'altro opzionale) all'altezza di Rocca San Zenone, che risale di quota attraverso una mulattiera non a tutti conosciuta. Tra l'altro, pur nella sua banalità, questo percorso può tornare utile, quando si è alla ricerca di un tranquillo giro in periodi funestati da piogge incessanti, visto che le poche sterrate, sono del tuoi che assorbono bene l'acqua.

Punto di partenza e arrivo di questo percorso è stato preso a riferimento Largo delle Viole (incrocio tra 5 strade, tra cui strada Piedimonte, via Mascagni), zona periferica a nord della città di Terni, molto poco trafficata al contrario della parallela e più conosciuta via del Rivo.
Si prende verso ovest per via Mascagni, strada che cambierà più volte nome; l'importante è mantenere la direzione per quasi 3 Km, costeggiando per gran parte la ferrovia (Centrale Umbra). Ai successivi tre bivi si mantiene sempre la sinistra: il secondo porta ad un tratto in discesa, mentre appena preso il terzo si passa sotto la suddetta ferrovia. Si percorre qualche centinaio di metri in discesa, fino ad incrociare la strada per il paese di Cesi che si prenderà a destra in salita, riattraversando di nuovo la ferrovia. Si manterrà sempre la strada principale in costante salita, fino a giungere a Cesi (dist. ~8 Km - alt. ~420m.). Si continua per la stessa strada (direzione San Gemini) dove, agli 11 Km, si troverà un bivio: proseguire in direzione Acquasparta. Mantenere la strada principale, in leggera salita prima e in discesa poi.
In alternativa appena dopo il precedente bivio si può approfittare (seguendo l'indicazione verso sinistra) per attraversare la zona archeologica di Carsule, tratto in gran parte sterrato, più pianeggiante del percorso di riferimento e che si ricongiunge a questo poco prima del successivo bivio per Portaria poi descritto; c'è solo da tener presente che potrebbe esserci la necessità di aggirare i due cancelli (e un tratto di recinzione) che delimitano la zona archeologica e che potrebbero essere chiusi (tratto che in futuro non rappresenterà più un'opzione valida, visto che la zona archeologica avrà l'accesso a pagamento).
Dopo un tratto di discesa si troverà sulla destra la strada per Portaria ,che andrà imboccata. Ben presto si arriverà al suddetto paese, (FOTO 1) che si aggirerà in senso orario (dist. ~16 Km - alt. ~450m.). Da qui ci sarà il tratto di salita più impegnativo, ma più che abbordabile (pendenza media 7%).Volendo sia poco prima del paese, sulla sinistra, che appena all'interno di questo, sulla destra, ci sono un paio di fontane dove poter rifornirsi di acqua.
Si lascerà Portaria sulla destra, piegando verso sinistra in corrispondenza dell'ultimo accesso al paese e si salirà verso il valico di Cima Forca; mantenendo questa strada, vi si giungerà dopo pochi chilometri (dist. ~19 Km - alt. ~685m.). Qui termina la salita (interamente asfaltata) e ci si trova ad una biforcazione (prendendo in esame solo i rami più importanti): dritto per Macerino e sinistra per Canepine e Casteldelmonte; tra l'altro da qui si origina il percorso N1.
Per raggiungere ora la prossima tappa, costituita dal paese di Macerino, anche se passeremo da questo a oltre un chilometro, c'è l'ampia e agevole sterrata (asfaltata poi in alcune porzioni, non evidenziate in grafica) che prosegue nella medesima direzione di arrivo, costantemente in discesa, oppure la senz'altro più difficile via Ak, che si può prendere appena poche decine di metri dopo l'inizio della suddetta sterrata, imboccandone un'altra che si stacca verso sinistra. Percorsa nella sua interezza la discesa per Macerino, supereremo il bivio per questa località, lasciandocelo sulla sinistra, dove ricomincerà anche il tratto asfaltato, riprendendo anche a salire.
Volendo si può fare una visita a questo paese, considerando che dal bivio dista poco oltre 1 Km (a quota ~650m.) (FOTO 2) .
Continuando invece il percorso, si può tranquillamente dire che questo non presenta difficoltà di sorta, ne tecniche ne di altro genere, basta mantenere la strada principale e seguire le indicazioni per Terni; i tratti di salita sono molto brevi e le discese non pericolose, e oramai quasi completamente asfaltate. Passeremo ai margini della frazione di Pracchia, continuando a scendere, ci lasceremo sulla destra il bivio per Giuncano per poi attraversare la ferrovia e ritrovarci allo scalo del paese omonimo, appunto Giuncano Scalo. Inizierà ora il percorso della Val di Serra che con lievi ascese e più lunghi tratti di discesa, soprattutto nel finale, ci porteranno alla periferia di Terni, nella frazione di Rocca San Zenone.
Qui posso indicare tre diverse alternative per tornare al punto di partenza:
Se si è stanchi e non preoccupano le strade con traffico e l'aria che ne consegue, c'è la possibilità di continuare dritti in direzione Terni; ad un certo punto si incrocerà la SS 3 Flaminia che si percorrerà fino intorno al Km 100 (in quel punto prende il nome di Via Romagna) dove si prende il ramo di destra, sempre Via Romagna, poi a destra per Via Lombardia, quindi, dopo aver scavalcato le linee ferroviarie della vicina stazione, a sinistra percorrendo interamente il lungo tratto di Via Bramante, dove in fondo, proprio davanti al Garden Hotel, si salirà prendendo la rampa a sinistra per Viale Eroi dell'Aria. Si proseguirà diritti alla rotatoria (Piazzale Marinai d'Italia) imboccando Via del Rivo, per poi, dopo averne percorso il primo tratto, dove questa piega a sinistra continuare ancora dritti per Via del Germano e successivamente Via Toscanini. Si arriva quindi in Largo delle Viole, al punto di partenza.
Seconda scelta (per chi ha ancora energie, ma vuole il fondo asfaltato):
Proprio in corrispondenza del grande viadotto ferroviario che si attraverserebbe subito dopo il cimitero di Rocca San Zenone proseguendo in direzione Terni, si stacca sulla destra una via chiamata Strada di Toano, che correrà parallela a destra del torrente Serra; si percorre per tutto il suo sviluppo, salendo ripidamente nell'ultimo tratto e passando sotto il raccordo Terni-Orte. Si prosegue, al centro abitato si salirà a destra per Strada Fontana della Mandola, scavalcando questa volta il raccordo, in un tratto molto impegnativo di salita fino a passare davanti alla fontana omonima. Per il proseguo rifarsi a quanto successivamente descritto dalla fontana.

Infine c'è la terza alternativa (quella rappresentata nella grafica), che io prediligo, per un ultimo contatto ravvicinato della giornata con la natura, sostanzialmente non troppo difficile: appena dopo il centro abitato di Rocca San Zenone (e prima del Cimitero) si stacca sulla destra una stretta mulattiera sterrata, contraddistinta dalla segnalazione di sentiero "Monte Torricella" e da una catena che impedisce l'accesso dei mezzi, anche se di tanto in tanto viene tolta. Prima di proseguire, ci tengo a precisare che, malgrado almeno per me questo percorso sia da preferire perché in mezzo al bosco per un tratto e più consono al mezzo che guidiamo, ci sono da "superare" due-tre sbarramenti (la catena all'imbocco, una sbarra più sopra e un'ultima catena all'apice della salita) e che in alcuni periodi dell'anno, subito dopo il tratto boscoso, ci si potrebbe ritrovare a percorrere qualche centinaio di metri in mezzo all'erba abbastanza alta, tanto da nascondere molto il sentiero (che in ogni caso non è  difficile mantenere). Si percorre quindi il tratto in salita nel bosco, abbordabile, con il fondo tutto sommato buono, con i vari tornantini, e il tratto finale leggermente più dolce, dopo 1.75 Km dall'inizio dello sterrato, bisognerà svoltare sulla sinistra, risalendo un evidente tratturo che attraversa un campo, il tratto più ripido dell'intero percorso, comunque molto breve, per poi piegare ancora a sinistra (intorno ad una pianta di noce) e salire ancora leggermente verso una villa (quest'ultima porzione è stata segnata in grafica come sconnessa, anche se si voleva evidenziare più che altro il tratto "campestre"). Giunti all'altezza di questa si supererà l'eventuale terza catena, proseguendo costeggiandone il muro di cinta e si prenderà in discesa la strada che tornerà ad essere asfaltata e ci porterà ben presto, dopo qualche saliscendi, a passare davanti alla Fontana della Mandola e a percorrere la via omonima mantenendo la direzione ovest; si proseguirà quindi per la strada principale che sarà ora Strada di Piedimonte, salendo ancora un po', fino, dopo una ripida discesa, alla sua origine, che sarà appunto il punto da cui siamo partiti: Largo delle Viole.

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



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