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Varianti possibili: Percorso
Aa - Percorso Ac
- Percorso Ai
- Percorso Ak
Percorso abbastanza piacevole,
anche se in gran parte su asfalto, ma sempre con traffico abbastanza
scarso, che permette di compiere un ampio anello a nord della città,
tornando verso questa percorrendo la Val di Serra. Un facile classico per i bikers locali
(più spesso usato in parte come "trampolino" di lancio verso le cime
più elevate e difficili che si diramano da esso), almeno a quelli meno
avvezzi ai percorsi montani, ma più propensi a comode stradone
sterrate prive di qualsiasi insidia, con un unica porzione meno comoda
(tra l'altro opzionale) all'altezza di Rocca San Zenone, che risale di
quota attraverso una mulattiera non a tutti conosciuta. Tra l'altro,
pur nella sua banalità, questo percorso può tornare utile, quando si è
alla ricerca di un tranquillo giro in periodi funestati da piogge
incessanti, visto che le poche sterrate, sono del tuoi che assorbono
bene l'acqua.
Punto di
partenza e arrivo di questo percorso è stato preso a
riferimento Largo delle Viole (incrocio tra 5 strade, tra
cui strada Piedimonte, via Mascagni), zona
periferica a nord della città di Terni, molto poco
trafficata al contrario della parallela e più conosciuta
via del Rivo.
Si prende verso ovest per via Mascagni, strada che
cambierà più volte nome; l'importante è mantenere la
direzione per quasi 3 Km, costeggiando per gran parte la
ferrovia (Centrale Umbra). Ai successivi tre bivi si
mantiene sempre la sinistra: il secondo porta ad un
tratto in discesa, mentre appena preso il terzo si passa
sotto la suddetta ferrovia. Si percorre qualche centinaio
di metri in discesa, fino ad incrociare la strada per il
paese di Cesi che si prenderà a destra in salita,
riattraversando di nuovo la ferrovia. Si manterrà sempre
la strada principale in costante salita, fino a giungere
a Cesi (dist. ~8 Km - alt. ~420m.). Si continua per la
stessa strada (direzione San Gemini) dove, agli 11 Km, si
troverà un bivio: proseguire in direzione Acquasparta.
Mantenere la strada principale, in leggera salita prima e
in discesa poi.
In alternativa appena dopo il
precedente bivio si può approfittare (seguendo
l'indicazione verso sinistra) per attraversare la zona
archeologica di Carsule, tratto in gran parte sterrato,
più pianeggiante del percorso di riferimento e che si
ricongiunge a questo poco prima del successivo bivio per
Portaria poi descritto; c'è solo da tener presente che
potrebbe esserci la necessità di aggirare i due cancelli
(e un tratto di recinzione) che delimitano la zona
archeologica e che potrebbero essere chiusi (tratto che in futuro non
rappresenterà più un'opzione valida, visto che la zona archeologica
avrà l'accesso a pagamento).
Dopo un tratto di discesa si troverà sulla destra
la strada per Portaria ,che andrà imboccata. Ben presto
si arriverà al suddetto paese,
(FOTO 1) che si
aggirerà in senso orario (dist. ~16 Km -
alt. ~450m.). Da qui ci sarà il tratto di salita più
impegnativo, ma più che abbordabile (pendenza media 7%).Volendo
sia poco prima del paese, sulla sinistra, che appena
all'interno di questo, sulla destra, ci sono un paio di
fontane dove poter rifornirsi di acqua.
Si lascerà Portaria sulla destra, piegando verso sinistra in
corrispondenza dell'ultimo accesso al paese e si salirà verso il
valico di Cima Forca; mantenendo questa strada, vi si giungerà dopo pochi
chilometri (dist. ~19 Km - alt. ~685m.). Qui termina la salita
(interamente asfaltata) e ci si trova ad una biforcazione (prendendo
in esame solo i rami più importanti): dritto per Macerino e sinistra
per Canepine e Casteldelmonte; tra l'altro da qui si origina il
percorso N1.
Per raggiungere ora la prossima tappa, costituita dal paese di
Macerino, anche se passeremo da questo a oltre un chilometro, c'è
l'ampia e agevole sterrata (asfaltata poi in alcune porzioni, non
evidenziate in grafica) che prosegue nella medesima direzione di
arrivo, costantemente in discesa, oppure
la senz'altro più difficile via Ak,
che si può prendere appena poche decine di metri dopo l'inizio della
suddetta sterrata, imboccandone un'altra che si stacca verso sinistra.
Percorsa nella sua interezza la discesa per Macerino, supereremo il
bivio per questa località, lasciandocelo sulla sinistra, dove
ricomincerà anche il tratto asfaltato, riprendendo anche a salire.
Volendo si può fare una visita a
questo paese, considerando che dal bivio dista poco oltre
1 Km (a quota ~650m.)
(FOTO 2)
.
Continuando invece il percorso, si può tranquillamente
dire che questo non presenta difficoltà di sorta, ne
tecniche ne di altro genere, basta mantenere la strada
principale e seguire le indicazioni per Terni; i tratti
di salita sono molto brevi e le discese non pericolose, e oramai quasi completamente asfaltate. Passeremo ai margini
della frazione di Pracchia, continuando a scendere, ci lasceremo sulla destra
il bivio per Giuncano per poi attraversare la ferrovia
e ritrovarci allo scalo del paese omonimo, appunto
Giuncano Scalo. Inizierà ora il percorso della Val
di Serra che con lievi ascese e più lunghi tratti di
discesa, soprattutto nel finale, ci porteranno alla
periferia di Terni, nella frazione di Rocca San Zenone.
Qui posso indicare tre diverse alternative per tornare al
punto di partenza:
Se si è stanchi e non preoccupano
le strade con traffico e l'aria che ne consegue, c'è la
possibilità di continuare dritti in direzione Terni; ad
un certo punto si incrocerà la SS 3 Flaminia che si
percorrerà fino intorno al Km 100 (in quel punto prende
il nome di Via Romagna) dove si prende il ramo di destra,
sempre Via Romagna, poi a destra per Via Lombardia,
quindi, dopo aver scavalcato le linee ferroviarie della
vicina stazione, a sinistra percorrendo interamente il
lungo tratto di Via Bramante, dove in fondo, proprio
davanti al Garden Hotel, si salirà prendendo la rampa a
sinistra per Viale Eroi dell'Aria. Si proseguirà diritti
alla rotatoria (Piazzale Marinai d'Italia) imboccando Via
del Rivo, per poi, dopo averne percorso il primo tratto,
dove questa piega a sinistra continuare ancora dritti per
Via del Germano e successivamente Via Toscanini. Si arriva quindi in
Largo delle Viole, al punto di partenza.
Seconda scelta (per chi ha ancora energie, ma vuole il
fondo asfaltato):
Proprio in corrispondenza del grande viadotto ferroviario
che si attraverserebbe subito dopo il cimitero di Rocca
San Zenone proseguendo in direzione Terni, si stacca
sulla destra una via chiamata Strada di Toano, che
correrà parallela a destra del torrente Serra; si
percorre per tutto il suo sviluppo, salendo ripidamente
nell'ultimo tratto e passando sotto il raccordo
Terni-Orte. Si prosegue, al centro abitato si salirà a
destra per Strada Fontana della Mandola, scavalcando
questa volta il raccordo, in un tratto molto impegnativo
di salita fino a passare davanti alla fontana omonima.
Per il proseguo rifarsi a quanto successivamente
descritto dalla fontana.
Infine c'è la terza alternativa (quella
rappresentata nella grafica), che io prediligo, per un
ultimo contatto ravvicinato della giornata con la natura,
sostanzialmente non troppo difficile: appena dopo il centro abitato di Rocca San Zenone (e
prima del Cimitero) si stacca sulla destra una stretta
mulattiera sterrata, contraddistinta dalla segnalazione
di sentiero "Monte Torricella" e da una catena che impedisce l'accesso dei
mezzi, anche se di tanto in tanto viene tolta. Prima di proseguire,
ci tengo a precisare che, malgrado almeno per me questo
percorso sia da preferire perché in mezzo al bosco per
un tratto e più consono al mezzo che guidiamo, ci
sono da "superare" due-tre sbarramenti (la
catena all'imbocco, una sbarra più sopra e un'ultima catena all'apice
della salita) e che in
alcuni periodi dell'anno, subito dopo il tratto boscoso,
ci si potrebbe ritrovare a percorrere qualche centinaio
di metri in mezzo all'erba abbastanza alta, tanto da
nascondere molto il sentiero (che in ogni caso non è difficile mantenere). Si percorre quindi il tratto in salita
nel bosco, abbordabile, con il fondo tutto sommato buono, con i vari tornantini, e il tratto finale
leggermente più dolce, dopo 1.75 Km dall'inizio dello
sterrato, bisognerà svoltare sulla sinistra, risalendo un evidente
tratturo che attraversa un campo, il tratto più ripido dell'intero
percorso, comunque molto breve, per poi piegare ancora a sinistra (intorno ad
una pianta di noce) e salire ancora leggermente verso una villa
(quest'ultima porzione è stata segnata in grafica come sconnessa, anche
se si voleva evidenziare più che altro il tratto
"campestre"). Giunti all'altezza di questa si supererà
l'eventuale terza catena, proseguendo costeggiandone il muro di cinta e si prenderà in discesa la
strada che tornerà ad essere asfaltata e ci porterà ben
presto, dopo qualche saliscendi, a passare davanti alla
Fontana della Mandola e a percorrere la via omonima mantenendo la direzione
ovest; si
proseguirà quindi per la strada principale che sarà ora
Strada di Piedimonte, salendo ancora un po', fino, dopo una ripida discesa, alla
sua origine, che sarà appunto il punto da cui siamo
partiti: Largo delle Viole.
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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