PERCORSO Ak
(Variante al percorso A1 per il fosso di Macerino)

COMPLICHIAMOCI LA VITA


Lunghezza: ~3.7  Km
Altitudine max: ~680  m s.l.m.
(disl. tot. salite ~100m)
Tempo percorrenza indicativo: 25'
Difficoltà: Difficile (indice 7)


gps

DATA: Dicembre 2004 

Breve variante che rappresenta un classico per i bikers locali, anche se prevalentemente battuta in senso contrario a quello di seguito descritto, visto che il tratto che sale verso Macerino è decisamente e ovviamente più duro che farselo in discesa (che in ogni caso non è una passeggiata).
Gran parte del suo sviluppo va a "copiare" i due rami di fossi che unendosi, diverranno poi il torrente Maroggia, immissario del lago di Firenzuola, con il primo fosso che ha origine da Cima Forca, da farsi esclusivamente in discesa, con tratti anche all'interno del letto (ciottoloso, ma non complicato) ed un secondo che ha origine proprio nel punto di congiunzione dei due, da farsi invece in salita, abbandonandolo nel tratto di mulattiera più ripida, ma ritrovandolo proprio nel punto in cui termina il percorso, al bivio di Macerino (lungo la strada Portaria-Giuncano).
Particolarmente indicato nel periodo estivo, visto che la gola del fosso è sempre abbastanza di refrigerio.

Riferimento per l'origine del tracciato è a Cima Forca, precisamente nel punto in cui, lungo l'ampia sterrata che da questa località scende direttamente verso Macerino, prima che questa entri nel bosco, si stacca una sterrata minore verso sinistra, tagliando il prato; in pratica sono nemmeno 100 metri dopo il valico o se si preferisce il bivio per Canepine e Casteldelmonte [rif. Percorso A1 - Km. 19.2].
Presa la sterrata verso sinistra, la lasceremo dopo circa 50 metri, per tagliare la sottile striscia di prato alla destra di questa, per vedere ricomparire, dopo pochi metri, una debole traccia di strada da seguire, che subito torna evidente e si sdoppia, per ricongiungersi pochi metri sotto (il percorso attuale fa riferimento all'opzione di sinistra), carrareccia che incanalandosi poi lungo l'impluvio, presenterà prevalentemente in questo primo tratto, fondo erboso. Al km 0.650 ci troveremo ad una biforcazione,
con il ramo di destra (che in pratica mantiene la direzione che abbiamo, che prende a salire e ci riporterebbe con un breve tratto sulla via principale che porta a Macerino (l'ampia sterrata lasciata all'origine), mentre noi seguiremo il ramo che piega verso sinistra, che compiendo una S prosegue sul fondo valle. Ignorata una sterrata secondaria che subito dopo si stacca sulla sinistra, proseguiremo senza problemi di orientamento, dal momento che ci farà da guida il fosso che ci troveremo ora all'immediata nostra sinistra ora con l'alveo (quasi perennemente in secca) che farà per qualche breve segmento da tracciato, con tratti che quindi, pur in generale non difficoltosi, richiedono un minimo di cautela, per solchi che ne segnano il fondo e altri sassosi. Da segnalare al km 1.3 un trivio, dove noi manterremo sempre quella più vicina al fosso, ovvero quella di sinistra. Qui si potrà scorgere sulla destra una spianata priva di vegetazione, chiusa su due lati da alti costoni che gli amanti del trial sfruttano come "palestra" naturale di allenamento; volendo da qui, si può allungare di alcune decine di metri il percorso compiendo un piccolo anello, prendendo il ramo più a destra del trivio, attraversando la spianata e piegando alla fine di questa a sinistra, tornarvi sfruttando il ramo mediano.
Il tracciato segue a scendere in compagnia del fosso con tratti sempre abbastanza agevoli, tranne qualche metro con rocce affioranti, fino a giungere nel punto in cui lasceremo l'ampia via principale che piega verso sinistra, sdoppiandosi successivamente, per imboccare un breve single track che proseguendo la direzione si riallaccerà a questa dopo 120 metri, dove il fondo diverrà ora per un breve tratto in roccia e un po' scalinato
(2.1 Km - alt. ~525 m.); sull'altura boscosa che si staglia in alto di fronte a noi potremo scorgere il campanile della chiesa di Macerino.
Segnalo comunque che la via principale appena precedentemente lasciata, riprende a salire in direzione opposta a quella da noi intrapresa e permette di uscire, a seconda delle opzioni scelte successivamente, su due diversi punti del percorso Ad, all'altezza del primo chilometro o nel tratto terminale della discesa da Le Cese; meglio comunque prenderlo in considerazione in senso opposto. 
Proseguendo attraverseremo un secondo fosso tramite un ponte, supereremo un primo breve tratto di salita, uno successivo ancora più breve pianeggiante, per poi prendere definitivamente a salire, con una prima parte alla destra di un fosso incassato nella roccia. La salita sarà molto difficile e impegnativa, ripida e con fondo irregolare, roccioso e scalinato in alcuni tratti più ostici, soprattutto se affrontato nei periodi "umidi", quando potremo trovarlo ancora più viscido e dove quindi la presa della ruota posteriore ne risulterà compromessa.
Mantenendo sempre il ramo principale del tracciato (c'è solo da ignorare una secondaria sulla sinistra che va a servire un campo) giungeremo dopo alcune centinaia di metri, con l'ultima porzione più abbordabile, ad uscire sull'asfaltata che sale verso Macerino
(2.9 Km - alt. ~615 m.), distante oramai poche centinaia di metri, verso destra, mentre noi andremo a concludere il percorso prendendo qui verso sinistra e al vicino successivo bivio a destra, per scendere fino alla strada Portaria-Giuncano [rif. Percorso A1 - Km. 22.4].


Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).

 


  

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