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Specifico subito che si tratta di
una serie di 4 brevi sentieri, tra l'altro non consecutivi, quindi a
meno di tornare un po' a ritroso in salita, in un unica discesa se ne possono
abbinare al massimo una coppia.
Localizzati lungo la strada che sale da Cesi fino alle pendici del
monte Torre Maggiore (porzione del percorso A2),
via che pur in gran parte asfaltata, rappresenta un classico per i
bikers locali. Questi tracciati (da prendere in considerazione solo a
scendere, quindi in senso contrario all'andamento di A2) vanno ad
arricchire tale via altrimenti un po' monotona, soprattutto se la si
percorre in discesa, bypassandone alcuni tratti, con vari gradi di
difficoltà. Tra i tanti presenti in questa zona, in questa scheda ne
vengono descritti quattro, in pratica i più abbordabili, pur con
diverso impegno tecnico.
Quattro ingredienti per condire una
via altrimenti un po'... insipida.
RIFERIMENTI E INDICAZIONI
UTILI:
Al contrario delle altre schede percorso, qui, non è riportata ne
cartina (data la brevità di ogni tratto, quindi molto circoscritto),
ne profilo altimetrico (essendo quasi esclusivamente in discesa).
Vi
è invece una mappa schematica a corredo, utile per ricavare la
dislocazione di ogni tratto nel contesto della via principale e per
seguire in dettaglio l'andamento.
Per ogni tratto è disponibile altresì:
Lunghezza
Dislivello
(inteso come differenza netta tra i punti di inizio e fine)
Riferimenti chilometrici:
assoluto riferito al percorso A2, (quindi a
salire)
e a scendere [rif. a scendere ], considerando come
punto di riferimento (chilometro 0 ) per questo la confluenza della sterrata
proveniente dall'eremita sulla sterrata
principale, che sale da Cesi (km 15.1 del percorso
A2).
La sequenza con cui sono descritti è in base
all'ordine in cui si incontrano scendendo lungo la sterrata per Cesi.
Tranquillo tracciato, liscio come l'olio appunto, adatto un po' a
tutti, con un 40% di sentiero ben mantenuto e il resto su
carrareccia quasi sempre facile e ben livellata, tanto che è l'unico
dei quattro che si può prendere in considerazione anche in salita.
L'attacco del percorso è, scendendo, nel pieno della prima curva
verso destra della sterrata principale, dove sulla sinistra si stacca
un'ampia carrareccia in salita (verso Cisterne Nuove). Fatta la breve rampa, seguiamo la
quasi impercettibile traccia tra l'erba, piegando leggermente verso
destra, a seguire in saliscendi i crinali prativi di fronte. La
carrareccia tornerà a farsi più evidente dopo alcune decine di
metri; attenzione a lasciarla all'incirca appena oltre i 300 metri
dall'inizio, ovvero poche decine di metri prima che la carrareccia si
sdoppi (con un ramo a
destra che sale e uno a sinistra che piega entrando nel bosco, altra
alternativa quest'ultima che ci porterebbe ad uscire nello stesso
punto del tracciato attuale, ma con percorso decisamente più
scalinato e ostico di questo, nonchè più breve) per declinare verso sinistra
andando a cercare l'imbocco del sentiero nel bosco, cosa che dovrà
avvenire a km 0.370 (i sentieri che hanno origine in quella porzione
di macchia sono due: il primo è quello che dobbiamo seguire, mentre
il successivo si stacca 20-30 metri dopo, proprio all'altezza della
biforcazione delle carrareccie; se per sbaglio si prendesse questo,
appena dopo essere entrato nel bosco lo vedremmo prendere un po' a
salire, a questo punto basta ripiegare su quello giusto che scorre
appena pochi metri sotto sulla sinistra).
Seguiamo la traccia principale, sempre più marcata nel tempo anche
per il passaggio di moto, che dopo un centinaio di metri supera una
zona di bassa vegetazione, per poi riaddentrarsi nel bosco. Ad un
certo punto sempre facendo attenzione a seguire la traccia principale,
all'incirca al km 0.540 la vedremo piegare verso sinistra a scendere
un tratto di costa un po' ripida, fino a guadagnare l'impluvio
sottostante, dove affiancheremo il versante orografico destro di un
fosso.
Seguiamo quindi ora questa evidente traccia senza possibilità di
sbagliare che con un tratto pianeggiante ed uno finale che sale
brevemente ci porta a superare una pozza d'acqua al km 0.980 che ci
lasciamo sulla sinistra, proseguendo su ampia mulattiera che scende
agevole allargandosi ancora un po' più sotto, fino a terminare
confluendo sulla sterrata che sale da Cesi di fronte ad un'area attrezzata
per pic-nic.
Via un po' ostica nel finale, la più lunga
delle quattro presentate, che ci porta ad uscire all'altezza
dell'osservatorio e del tiro al volo, con una seconda parte scoscesa e
scalinata, dove mantenere l'equilibrio non sarà facilissimo.
Inizio del tracciato appena più in basso di quello precedente, alla
successiva curva verso destra, dove all'interno di questa troviamo una
traccia di mulattiera che entra nel bosco.
Manteniamo la quota tenendoci sulla destra, in modo da andare subito a
guadagnare la sponda opposta del fosso, che attraversiamo quindi a
0.120 km. su tratto un po' roccioso con il sentiero che, evidente tra
i cespugli, corre pressoché pianeggiante, anche se un po' ondulato, a
lato del fosso e in leggera contropendenza verso esso. A 0.400 km
usciamo dal bosco con un breve tratto in leggera ascesa sul crinale un
po' scalinato per rocce. Nemmeno 100 metri dopo si sdoppia: qui
optiamo per la sinistra, ancora scalinato, ma ora a scendere; la
traccia tende a scomparire, ma è sufficiente seguire lo sviluppo
longitudinale della stretta radura, mantenendo la sinistra, dove
troviamo facilmente un varco tra la vegetazione che ci fa quindi da
guida. Prima degli 800 metri di percorso ha inizio un primo tratto
più complicato molto sassoso e anche più scosceso, dove occorrerà
fare attenzione ad una porzione di questo per fondo molto friabile.
Superato il chilometro segue un tratto prativo facile in leggera
discesa, che ci porterà a superare anche una piccola pozza d'acqua,
dopo la quale la traccia si fa ampia e torna a scendere sassosa.
Scendendo si sdoppia, con il ramo di destra da seguire, abbastanza complicato perché sempre sassoso nonché scosceso e scalinato. Nella
porzione finale il fondo migliorerà pur rimanendo ancora un po'
scalinato; un'ampia S sarà di avviso dell'approssimarsi del termine
dell'itinerario, che avverrà uscendo sull'asfalto all'altezza
dell'osservatorio astronomico.
Sentiero che, decisamente tortuoso
nei 150 metri iniziali e finali, ci porterà da poco sotto la zona
dell'osservatorio fino alle porte di Cesi, eludendo quindi quasi 2 km
di asfalto. Volendo si possono bypassare i primi metri molto
serpeggianti e tecnici, attaccandolo, dal sottostante stretto gomito
destrorso dell'asfaltata che si incontra scendendo dopo alcune
centinaia di metri. Purtroppo con il passare del tempo si sta
perdendo questo tracciato: la vegetazione (anche si tratta solo di
erba più o meno alta) e sempre più di intralcio nella porzione
campestre iniziale; un albero caduto di traverso sulla via e una
porzione di sentiero di qualche metro trascinata via da forti piogge
torrenziali, nella seconda parte, la rendono sempre più complicata.
[Aggiornamento gennaio 2018: oramai lo si
può considerare perso, a causa della vegetazione che lo ha invaso,
degli alberi abbattuti e la mancanza di manutenzione (del resto
l'aceto con il pinzimonio c'entra poco... :-) ]
L'origine del sentiero è circa una ventina di metri prima
di un accentuato gomito verso sinistra (a 600 metri circa
dall'osservatorio), dove sulla sinistra si scorge un evidente sentiero
che si dirama in direzione sud.
Subito avremo un assaggio del primo breve tratto che sarà una sorta
di gimkana (qualcuno potrebbe trovarla divertente) dove si dovranno
superare gradini naturali, sassi, strettissime anse del tracciato,
angusti passaggi tra le rocce. Il tutto in circa 150 metri, quando poi
la traccia va di nuovo a tangere la via asfaltata, in un gomito di
questa, che può rappresentare un possibile alternativo punto di
imbocco, se si volesse evitare quanto sopra. Senza uscire sull'asfalto
proseguiamo sul sentiero che con un ultimo passaggio complicato tra i
sassi, si sdoppierà subito dopo, con la traccia più bassa e marcata
che sarà quella da seguire; superata una stretta S seguirà un tratto
facile e filante. Ai 350 metri dall'inizio incontriamo una
biforcazione: qui lasciamo il sentiero principale che prosegue in
leggera discesa, per prendere una diramazione di questo sulla sinistra
che sale appena, anche se si consiglia di scalare a rapporti agevoli
dato che pochi metri dopo una brevissima, ma ripida rampa potrebbe
appiedarci. Seguirà a salire pochissimo, in una zona di alberi radi,
quando mantenendo ancora la traccia di destra più evidente ad una
successiva biforcazione, il sentiero tenderà a spianare anche se
sarà leggermente ondulato. Appena superati i 500 metri, passando di
fianco ad una piccola quercia il sentiero punta decisamente a
scendere, entrando nella macchia. Segue una porzione filante su buona
traccia e un nuovo breve tratto più scosceso che ci porta ad
inserirci agli 800 metri in una traccia più ampia dove manteniamo la
direzione. Si può procedere in velocità, facendo sempre attenzione
per l'esigua sede a disposizione, con l'asfaltata che potremo scorgere
parallela alla destra ad alcune decine di metri sotto di noi. A 1.1 km
passiamo di fianco ad una grossa roccia ed appena dopo il sentiero si
sdoppia: la traccia
principale prosegue più alta, prevedendo dei passaggi più
complicati, mentre noi scenderemo per quella di destra, che in
ogni caso non sarà molto più agevole; le due si ricongiungono poco
sotto, dove manteniamo quindi la destra per percorrere gli ultimi
metri ondulati e una breve porzione scoscesa che va a confluire su un
sentiero che scende lungo la gola di sinistra, da seguire, una volta invertita
la direzione per inserirci in questo, in discesa verso destra.
Passati sotto l'imponente muraglione di contenimento usciamo
sull'asfaltata oramai alle porte di Cesi.
L'ultimo dei sentieri che si
possono fare scendendo è anche il più breve, ma non per questo meno
interessante. Un inizio abbastanza scosceso, ma un andamento poi
abbastanza facile, che tagliando il fianco ovest del monte ci porta
poco sopra l'abitato di Cesi.
L'inizio si ha in corrispondenza dell'ultimo accentuato
gomito verso sinistra che si incontra scendendo, in corrispondenza del
quale è situata anche una panchina in metallo, dalla cui ansa si
staccano due mulattiere: una a destra a salire (verso I Prati) e una a
scendere, che darà origine all'itinerario attuale.
Primo tratto di 150 metri che scendono decisi e con fondo irregolare
anche se poco sassoso. Giungiamo sul letto di un piccolo fosso quasi
perennemente in secca, dove invertiamo la direzione piegando verso
sinistra, passando di fianco ad un vecchio fontanile semi-abbandonato
e prendendo appena dopo a salire leggermente per pochi metri. Si
riprende a scendere lievemente con la vegetazione che tende
leggermente ad invadere il passaggio e con il fondo che si fa un po'
scalinato per rocce e leggermente tecnico. Ai 550 metri circa una
debole traccia che si perde appena pochi metri dopo, quindi da
ignorare, si dirama sulla destra; proseguendo dritti a scendere segue
qualche passaggio un po' più ostico in pendenza fino ad un successivo
tratto pianeggiante che ci porta a superare ai 650 metri il tracciato
di un altro piccolo fosso che porta acqua solo in caso di forti
piogge. Risalirà poi appena, dove scartiamo una traccia di sentiero
minore che sale ripida sulla sinistra, per poi proseguire oramai senza
problemi ne di orientamento ne di percorrenza, visto che il sentiero
prosegue con un andamento abbastanza livellato e con un unico
passaggio appena più difficoltoso per un paio di metri rocciosi.
Mantenendo quindi la traccia principale, attraversando una porzione di
pineta, confluiamo senza problemi sull'asfaltata che sale da Cesi in
corrispondenza di un grosso pino, con il paese 600 metri più sotto.
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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