PERCORSO Aw
Le Prata - S.Angelo - Col Giacone
MARNITICO


Lunghezza: ~7.3 Km
Altitudine max: ~1020 m s.l.m.
(disl. tot. discese ~720m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~45'
Difficoltà: Difficile (indice 7)


gps

DATA: Agosto 2010 

 

Un classico per i bikers della zona, sulla propaggine meridionale dei monti Martani, per scendere in Val Serra dalle pendici del monte Torre Maggiore, passando per localita Le Prata e buttandosi poi sulla ripida costa della valle che digrada rapidamente verso il fondo valle, con sbocco su questa in località Colgiacone. Percorso caratterizzato da una buona porzione di single track, molto variegati nel loro andamento, con tratti anche ripidi e tecnici e altri più sinuosi e altrettanto impegnativi, che proporranno una sorta di divertente gimkana tra i paesaggi marnitici che caratterizzano questa fascia inferiore della vallata.

Giunti sulle pendici del monte Torre Maggiore, al termine della sterrata che muore davanti al monumento a Cimarelli, sulla destra, nella pineta, inizia un sentiero che quasi pianeggiante vi si addentra e che rappresenta anche l'inizio del percorso Ae, che scende a località Le Prata [rif. Percorso A2 - Km. 16.1], tratto nel bosco non troppo difficile, ma precauzionalmente indicato come sconnesso a causa di pietre, rami e conformazione del terreno (anche abbastanza viscido nel periodo umido).
Prenderemo questo che nel primo tratto sarà in pratica pianeggiante, con un po' di contropendenza verso sinistra, per poi, dopo aver lasciato sulla destra un piccolo riparo in pietra (o quel che ne resta), scendere un po' e successivamente salire per poche decine di metri appena; è possibile anche trovare qualche traccia bianco-rossa al suolo. Dopo nemmeno un chilometro ci troveremo ad un bivio, con un ramo che prende verso sinistra pressochè pianeggiante che dovremo seguire e uno che invece scende sulla destra, che rappresenta il proseguimento per il percorso Aj, in questa occasione da ignorare. Il sentiero prosegue un po' sconnesso per sassi al suolo, con bella vista sulla sottostante zona di Le Prata, proponendoci poche centinaia di metri più avanti un brusco gomito destrorso e poco dopo un altro opposto, a cui segue un tratto più scorrevole nel bosco, che porta ad aggirare una pozza d'acqua stagionale, passaggio che può però rappresentare un punto ostico, dovuto ad alti cespugli di rovi, che possono occludere almeno parzialmente il passaggio, anche se si tratta di 20/30 metri; è un po' una questione di fortuna trovarsi a passare quando il sentiero è stato ripulito o meno. La via vedrà poi la sede ampliarsi, anche se, almeno per un primo tratto, di percorribile facilmente ci sarà solo una sottile striscia tra i sassi, che poi andrà ad ampliarsi più sotto, sempre in un contesto abbastanza sassoso e sconnesso. Questa via terminerà inserendosi su una carrareccia più importante, nel punto in cui questa svalica su una selletta,
(dist. ~1.9 Km - alt. ~890 m.), che seguiremo verso destra, mentre il ramo di sinistra continua come da percorso Ae scendendo verso Pracchia. Ora la via si può considerare agevole, pur con un fondo abbastanza deformato; ignoriamo un paio di vie minori che si staccano a sinistra e con una breve rampa a salire ci troviamo in località Le Prata, sulla testa di valle di Lecino, dove ci teniamo sulla sinistra, seguendo la traccia che si distingue sull'erba, puntando verso un grande traliccio della corrente prima e uno più piccolo di seguito. Appena appresso la via si divide; scartato il ramo di destra che discende la valle, seguiremo quello di sinistra, che subito diviene un single-track, marcato dai segni bianco-rossi trekking, che penetra nel bosco, molto scorrevole in questa prima porzione, dove l'unica insidia la dà una certa contropendenza verso sinistra, dove digrada la ripida costa del monte, con la traccia da seguire che è molto esigua. La corsa sarà interrotta da un paio di brevissimi passaggi in due punti rocciosi, avvisaglia del sopraggiungere di una porzione più ostica, dopo aver compiuto una netta piega verso destra a seguire il profilo del monte, dove si scopre un’ottima visuale verso la Valserra. Superata questa seguirà un tratto molto pendente, con alternanza di tratti scorrevoli ad altri sassosi, con un passaggio difficoltoso dovuto ad una doppia brusca svolta ravvicinata, a cui fa seguito una porzione sinuosa, ma scorrevole, che porta a passare a fianco ad un traliccio della linea elettrica. La via prosegue scorrevole, in un tratto di bassa vegetazione, via che si va poi ampliando per trasformarsi un una mulattiera con fondo un po’ accidentato, fino a sfociare su una carrareccia (dist. ~4.7 km - alt. ~590 m.), da seguire verso sinistra, invertendo in pratica la direzione (dritti invece si andrebbe ad intercettare dopo alcune centinaia di metri, il percorso Ap, con il bivio per salire verso la Croce o scendere verso Appecano).
La stradina ci porta ad una radura caratterizzata da marna, da cui si originano due tracce, di cui seguiremo quella di sinistra, con fondo disagevole essendo questa segnata da un profondo solco prodotto dalle acque piovane, sentiero che corre in leggera discesa su una bella pineta, per poi ampliarsi, farsi più pendente, ma ora agevole. Il prosieguo sarà un’alternanza di tratti scorrevoli, ad altri sconnessi, sulla falsa riga di quanto precedentemente descritto; nel complesso però si tratta di una divertente, seppur impegnativa, variegata via, che costituirà una piacevole gimkana nel bosco, sostanzialmente scorrevole, inframmezzata da brevissimi passaggi tecnici, quasi sempre rampe di qualche metro a salire tra le rocce, che possono costituire comunque una bella sfida, da fare in sella. La via salirà poi su una selletta che si può scavalcare direttamente o aggirare sulla destra, per poi ripiegare a sinistra, sempre su single-track, ora semipianeggiante, che ci porta a scavalcare una nuova sella, con un passaggio in una zona marnitica, dall’aspetto quasi lunare (dist. ~5.8 Km - alt. ~470 m.). Poco dopo aver superata questa ha inizio il tratto finale, quasi esclusivamente discensivo, con sentiero nuovamente profondamente segnato da un solco, che però più avanti lascia il posto ad una carrareccia più facile, seppur con fondo con sagoma abbastanza deformata. Un breve tratto di questa per la verità mi è capitato di trovarla impercorribile in sella, talmente era sconnessa e deformata, ma penso/spero si tratti di una situazione momentanea ed eccezionale, tratto che sfocia su una confluenza tra più strade, dove noi proseguiamo su quella centrale, ancora con sagoma deformata, ma percorribile in sella, che più avanti ci propone il superamento di una brevissima asperità, oltre la quale ci sono le prime case della frazione di Colgiacone, con la via che diviene asfaltata. Seguiamo lo sviluppo maestro di questa che in discesa, tra le case, ci porta ad uscire sulla provinciale della Valserra [rif. Percorso A1 - Km. 29.5].

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).  



 

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