|
Un classico per i bikers della
zona, sulla propaggine meridionale dei monti Martani, per scendere in
Val Serra dalle pendici del monte Torre Maggiore, passando per
localita Le Prata e buttandosi poi sulla ripida costa della valle che
digrada rapidamente verso il fondo valle, con sbocco su questa in
località Colgiacone. Percorso caratterizzato da una buona porzione di
single track, molto variegati nel loro andamento, con tratti anche
ripidi e tecnici e altri più sinuosi e altrettanto impegnativi, che
proporranno una sorta di divertente gimkana tra i paesaggi marnitici
che caratterizzano questa fascia inferiore della vallata.
Giunti sulle pendici del monte
Torre Maggiore, al termine della sterrata che muore davanti al
monumento a Cimarelli, sulla destra, nella pineta, inizia un sentiero
che quasi pianeggiante vi si addentra e che rappresenta anche l'inizio
del percorso Ae, che scende a località
Le Prata [rif. Percorso A2
- Km. 16.1],
tratto nel bosco non troppo difficile, ma precauzionalmente
indicato come sconnesso a causa di pietre, rami e conformazione del
terreno (anche abbastanza viscido nel periodo umido).
Prenderemo questo che nel primo tratto sarà in pratica
pianeggiante, con un po' di contropendenza verso sinistra, per poi,
dopo aver lasciato sulla destra un piccolo riparo in pietra (o quel
che ne resta), scendere un po' e successivamente salire per poche
decine di metri appena; è possibile anche trovare qualche traccia bianco-rossa al suolo. Dopo nemmeno un chilometro ci troveremo ad un
bivio, con un ramo che prende verso sinistra pressochè pianeggiante
che dovremo seguire e uno che
invece scende sulla destra, che rappresenta il proseguimento per il
percorso Aj, in questa occasione da
ignorare. Il sentiero prosegue un po' sconnesso per sassi al suolo,
con bella vista sulla sottostante zona di Le Prata, proponendoci poche
centinaia di metri più avanti un brusco gomito destrorso e poco dopo
un altro opposto, a cui segue un tratto più scorrevole nel bosco, che
porta ad aggirare una pozza d'acqua stagionale, passaggio che può però
rappresentare un punto ostico, dovuto ad alti cespugli di rovi, che
possono occludere almeno parzialmente il passaggio, anche se si tratta
di 20/30 metri; è un po' una questione di fortuna trovarsi a passare
quando il sentiero è stato ripulito o meno. La via vedrà poi la sede
ampliarsi, anche se, almeno per un primo tratto, di percorribile
facilmente ci sarà solo una sottile striscia tra i sassi, che poi
andrà ad ampliarsi più sotto, sempre in un contesto abbastanza sassoso
e sconnesso. Questa via terminerà inserendosi su una carrareccia più
importante, nel punto in cui questa svalica su una selletta,
(dist. ~1.9 Km - alt. ~890 m.), che seguiremo verso destra, mentre il
ramo di sinistra continua come da percorso
Ae scendendo verso Pracchia. Ora la via
si può considerare agevole, pur con un fondo abbastanza deformato;
ignoriamo un paio di vie minori che si staccano a sinistra e con una
breve rampa a salire ci troviamo in località Le Prata, sulla testa di
valle di Lecino, dove ci teniamo sulla sinistra, seguendo la traccia
che si distingue sull'erba, puntando verso un grande traliccio della
corrente prima e uno più piccolo di seguito. Appena appresso la via
si divide; scartato il ramo di destra che discende la valle, seguiremo
quello di sinistra, che subito diviene un single-track, marcato dai
segni bianco-rossi trekking, che penetra nel bosco, molto scorrevole
in questa prima porzione, dove l'unica insidia la dà una certa contropendenza verso sinistra, dove digrada la ripida costa del monte,
con la traccia da seguire che è molto esigua. La corsa sarà interrotta
da un paio di brevissimi passaggi in due punti rocciosi, avvisaglia
del sopraggiungere di una porzione più ostica, dopo aver compiuto una
netta piega verso destra a seguire il profilo del monte, dove
si scopre un’ottima visuale verso la Valserra. Superata questa seguirà
un tratto molto pendente, con alternanza di tratti scorrevoli ad altri
sassosi, con un passaggio difficoltoso dovuto ad una doppia brusca
svolta ravvicinata, a cui fa seguito una porzione sinuosa, ma
scorrevole, che porta a passare a fianco ad un traliccio della linea
elettrica. La via prosegue scorrevole, in un tratto di bassa
vegetazione, via che si va poi ampliando per trasformarsi un una
mulattiera con fondo un po’ accidentato, fino a sfociare su una
carrareccia (dist. ~4.7 km - alt. ~590 m.), da seguire verso sinistra,
invertendo in pratica la direzione (dritti invece si andrebbe ad
intercettare dopo alcune centinaia di metri, il percorso
Ap, con il bivio per salire verso la
Croce o scendere verso Appecano).
La stradina ci porta ad una radura caratterizzata da marna, da cui si
originano due tracce, di cui seguiremo quella di sinistra, con fondo
disagevole essendo questa segnata da un profondo solco prodotto dalle
acque piovane, sentiero che corre in leggera discesa su una bella
pineta, per poi ampliarsi, farsi più pendente, ma ora agevole. Il
prosieguo sarà un’alternanza di tratti scorrevoli, ad altri sconnessi,
sulla falsa riga di quanto precedentemente descritto; nel complesso
però si tratta di una divertente, seppur impegnativa, variegata via,
che costituirà una piacevole gimkana nel bosco, sostanzialmente
scorrevole, inframmezzata da brevissimi passaggi tecnici, quasi sempre
rampe di qualche metro a salire tra le rocce, che possono costituire
comunque una bella sfida, da fare in sella. La via salirà poi su una
selletta che si può scavalcare direttamente o aggirare sulla destra,
per poi ripiegare a sinistra, sempre su single-track, ora
semipianeggiante, che ci porta a scavalcare una nuova sella, con un
passaggio in una zona marnitica, dall’aspetto quasi lunare (dist. ~5.8
Km - alt. ~470 m.). Poco dopo aver superata questa ha inizio il tratto
finale, quasi esclusivamente discensivo, con sentiero nuovamente
profondamente segnato da un solco, che però più avanti lascia il posto
ad una carrareccia più facile, seppur con fondo con sagoma abbastanza
deformata. Un breve tratto di questa per la verità mi è capitato di
trovarla impercorribile in sella, talmente era sconnessa e deformata,
ma penso/spero si tratti di una situazione momentanea ed eccezionale,
tratto che sfocia su una confluenza tra più strade, dove noi
proseguiamo su quella centrale, ancora con sagoma deformata, ma
percorribile in sella, che più avanti ci propone il superamento di una
brevissima asperità, oltre la quale ci sono le prime case della
frazione di Colgiacone, con la via che diviene asfaltata. Seguiamo lo
sviluppo maestro di questa che in discesa, tra le case, ci porta ad
uscire sulla provinciale della Valserra [rif. Percorso A1 - Km.
29.5].
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
|