PERCORSO Ay
Colle Penna Vecchia - Giuncano - Pracchia - Le Crete - Cancelli - bv. Sarchiano
I PURILLI


Lunghezza: ~13.4 Km
Altitudine max: ~1010 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~520m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~1h 25'
Difficoltà: Difficile (indice 8)

GUARDA VIDEO


gps

DATA: Aprile 2012 

 

Ancora un bel percorso offerto dai monti Martani, mettendo in fila una discesa discretamente impegnativa, che passando sotto Colle Penna Vecchia termina poco sotto alla frazione di Giuncano,  una faticosa salita che da Pracchia risale fino in località Cancelli e una discesa finale un po' più abbordabile, che fa terminare il percorso al bivio di Sarchiano.  Per quanto concerne la praticabilità, solitamente non ci sono problemi, anche se a volte la trascuratezza in cui versa il sentiero che scende dalle pendici del monte Torre Maggiore, verso la Val Serra, che fa riferimento alla prima parte del percorso, pur essendo un sentiero della rete trekking, può dare qualche problema per presenza ravvicinata di rovi.

Giunti sulle pendici del monte Torre Maggiore, al termine della sterrata che muore davanti al monumento a Cimarelli, sulla destra, nella pineta, inizia un sentiero che, leggermente ondulato, va a tagliare il versante nord del monte, fino a trovare, dopo 800 metri, in corrispondenza di un ometto (non sempre presente) una traccia minore che si stacca sulla sinistra, pressoché pianeggiante, mentre la traccia principale scende piegando sulla destra [rif. Percorso A4 - Km. 15.5].
Proseguiremo sul sentiero di sinistra, pressochè pianeggiante nei primi metri, mentre poco oltre il fondo si fa accidentato per sassi, iniziando poi a scendere, lungo il versante nord del monte Torre Maggiore, con due bruschi cambi di direzione fuori da bosco, il secondo più tecnico (da destra arriva una traccia secondaria) proseguendo a scendere e rientrando poi nella macchia, con il fondo che torna scorrevole, piegando a sinistra per poi aggirare una pozza d'acqua (spesso in secca), tratto a volte infestato da qualche ramo di rovi, oltre la quale il sentiero piega a sinistra e si amplia. Si scende ora su una sorta di vecchia carrareccia, con fondo prevalentemente sassoso, anche se si ricava spesso una traccia più agevole a margine di questa, che termina di fronte a Colle Penna Vecchia
(dist. ~1.1 Km - alt. ~880 m.), inserendosi sulla carrareccia che sale a loc. Le Prata, verso destra, direzione che seguiremo e che in questo frangente scende invece di quota. Restiamo su questa carrareccia per meno di 400 metri, lasciandola nel punto in cui questa si amplia inglobando un albero, prendendo a sinistra per una mulattiera che prosegue a scendere lievemente, in direzione nord, contraddistinta da tracce bianco-rosse della sentieristica trekking. Restiamo sullo sviluppo principale di questa, ancora su fondo abbastanza facile, mentre, a seconda dei periodi e più che altro della manutenzione a cui è soggetta, qualche ramo di rovi può dare fastidio nel passaggio che si fa più stretto in qualche porzione. Superata una pozza d'acqua (quasi perennemente in secca) la via risale lievemente, per scoprire poi una bella visuale sulla sottostante Valserra , con la via che torna a farsi più ampia, iniziando ora una lunga diagonale discensiva su fondo abbastanza tecnico, prima roccioso e poi, una volta rientrati nel bosco, molto sassoso. Segue una brusca svolta a destra, con il percorso che prosegue sulla stessa falsariga per altri 150 metri, dopodiché la traccia si sdoppia per un brevissimo tratto, con una traccia più esile di destra e una più ampia di sinistra, con pendenza e difficoltà che aumentano temporaneamente fino a superare il sottostante traliccio elettrico, dopodiché si prosegue per alcune decine di metri su carrareccia che scende ora decisamente più abbordabile, per poi piegare a sinistra continuando per 300 metri su fondo buono, ma molto ondulato, in un ambiente simil-lunare, caratterizzato da terreno marnitico, che si conclude su una selletta, dove superato un cancello, la via si divide; scartate la via più importante di destra e quella che prosegue di fronte, seguiamo il sentiero che scende a sinistra, costeggiando la recinzione in filo spinato. Questa scende con fondo un po’ irregolare per alcune decine di metri, fino a giungere in corrispondenza di un’apertura sulla recinzione, dove lasciamo la traccia che prosegue dritta, a favore di un’altra che lì si origina oltrepassando la recinzione; seguiamo ora la traccia principale, ancora su fondo marnitico, via che più volte si sdoppia, ricongiungendosi però sempre pochi metri dopo. Scartato un altro sentiero che scende da destra, proseguiamo sulla traccia che piega a sinistra, tagliando la costa con un tratto in cui occorre fare attenzione, in caso di fondo bagnato, per la forte contropendenza, scendendo poi definitivamente fino all’impluvio di valle (dist. ~4.1 Km - alt. ~400 m.), dove si piega a destra, andando a superare poi il valloncello, dove necessariamente sarà necessario scendere per qualche metro di sella, per superare un paio di ripide rampe. Da lì si origina poi un sentiero sull’orografica sinistra della valle, che poi prende a salire ampliandosi e impennandosi notevolmente subito di seguito; superiamo una casa e alla successiva biforcazione proseguiamo sul ramo di sinistra, ancora in forte ascesa, che poi pian piano si fa più umana, spianando anche. La via ci porta al piccolo borgo di Giuncano, dove questa si diviene asfaltata e si sdoppia: a sinistra (che costituisce un’alternativa decisamente più breve, quanto più dura, con finale da fare a spinta) ridiverrà subito sterrata riprendendo poi a salire intensa e opportunamente seguita permetterà di scavalcare l’abitato di Pracchia; quella di destra, che adotteremo, oltre che per la sua intera pedalabilità, anche per dare possibilità di rifornirsi poi di acqua, scende invece e in meno di 200 metri si inserisce sull’asfaltata che sale dalla Valserra verso Pracchia e Macerino, via che poi seguiremo nel suo ramo ascendente. Si sale ora in maniera graduale; scartiamo dopo 600 metri una minore asfaltata a sinistra, che permetterebbe di abbreviare leggermente il percorso, salendo sulla via principale, che ci porterà alla frazione di Pracchia, all’altezza della quale sul piccolo giardino sulla destra, oltre la staccionata. c’è la fontanella dove ci sarà la possibilità di rifornirsi d’acqua. Ignorata la via di sinistra che porta all’interno del borgo, subito oltre la via si sdoppia; scartando la strada di destra (strada dei Venti), seguiremo quella di sinistra (strada di Valle Nocchie), che manterremo salendo ancora costantemente e, su un tratto pianeggiante, vedremo a sinistra ricongiungersi l’alternativa prima segnalata che saliva da Giuncano. L’asfaltata piegherà a destra, dove ignoreremo una sterrata che si stacca a sinistra, riprendendo a salire e lasciandola poi dove vedremo sulla sinistra originarsi una sterrata che prenderà a salire con una certa severità (dist. ~7.3 Km - alt. ~590 m.). Dopo quasi un chilometro, una porzione finale in falso piano ci permetterà di riprendere fiato in vista della successiva dura ascesa per Cancelli; vedremo infatti staccarsi un primo sentiero verso destra a margine della pineta, che possiamo saltare, andando ad imboccare il successivo, un centinaio di metri oltre, sempre a destra, nel punto in cui la carrareccia inizia a scendere, costituito dapprima da un'ampia traccia, che però dopo pochi metri si assottiglia a mulattiera, vedendo congiungersi da destra il primo sentiero, proseguendo a salire con fondo, non certo agevole, costituito in parte da rocce. Risaliremo l'intero sentiero, per uno sviluppo di circa 1.4 km, senza possibilità di sbagliare, che rappresenterà un'ascesa estremamente impegnativa, su fondo accidentato per alcune porzioni, alternate ad altre abbastanza agevoli e altre ancora, comunque rare e brevissime, dove sarà necessario scendere di sella. L'ultima porzione sarà al limitare di una recinzione in filo spinato, sulla destra, su pendenza ora abbordabile, con la traccia che si esaurisce su una carrareccia da seguire verso destra, superando un cancello solitamente aperto, oltre il quale si sdoppia per poche decine di metri, con il ramo di sinistra più facile, che torna poi con fondo più severo una volta che le due alternative si ricollegano, per gli ultimissimi metri di salita, che ci portano in loc. Cancelli, giungendo all'altezza del vecchio casale all'interno di una recinzione, sulla sinistra. Qui la via si sdoppia, con un ramo che sale ancora duro verso il monte Vagliamenti, da scartare (a meno che non si voglia aggiungere un'ulteriore appendice di salita, con la possibilità poi di scendere per prendere il successivo sentiero segnalato poco oltre..), mentre noi seguiremo quello principale di destra, che scende lieve e che conduce al bivio di Sarchiano. La via ora facile, salvo brevi porzioni un po' scalinate, sarà essenzialmente in discesa, a parte qualche breve tratto in cui si risale di qualche metro e va mantenuta per 650 metri, ovvero fin dove vedremo da sinistra scendere una debole traccia dal monte Vagliamenti, che prosegue a scendere sulla destra della carrareccia, che andremo a seguire (dist. ~11.0 Km - alt. ~850 m.). Seguiremo questa nel suo sviluppo principale, sempre abbastanza evidente, che inizialmente scenderà serpeggiando tra alberi e cespugli, superando poi un breve tratto roccioso, oltre il quale la via si sdoppia; scartato il ramo di sinistra, proseguiremo per quello di destra, dapprima pianeggiante, lasciandoci una radura a destra, per poi risalire un po'. Terminata la breve ascesa, la traccia piega a destra in direzione est, scendendo, con fondo sempre abbastanza buono, salvo rari tratti scalinati, mentre gli unici fastidi possono essere dati da qualche ramo più invadente sul percorso; pian piano il sentiero ripiegherà verso nord andando ad attraversare una breve porzione di boscaglia, fino ad esaurirsi su una carrareccia da seguire verso sinistra in leggera discesa. Questa ci porterà agevolmente in circa 800 metri a riprendere la carrareccia principale lasciata precedentemente, con l'ultima porzione che scende un po' più accentuata su fondo accidentato ricollegandosi appunto alla carrareccia menzionata, appena superato un traliccio elettrico. Seguiamo l'ampia sterrata verso destra, optando dopo un centinaio di metri, per la variante di destra di questa che abbrevia leggermente il percorso principale, a cui si ricollega poco sotto, che seguiremo a questo punto fino al suo epilogo, con un ultimo tratto con fondo buono ma molto ondulato, tipico dei terreni marnitici che abbiamo imparato a conoscere in  questo percorso, terminando sullo scollinamento dell'asfaltata che sale dalla Valserra (a destra) a Macerino (a sinistra), proprio in corrispondenza del bivio per la frazione di Sarchiano [rif. Percorso A1 - Km. 22.9].

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).  



 

www.mbike.it