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Variante al
percorso B2, passando per la piccola frazione di Pincano, che va ad
aumentarne lo sviluppo e anche il grado di difficoltà, grado che è
indicato come elevato, più che per difficoltà tecniche, che comunque
non mancano, per una certa pericolosità nel chilometro iniziale, dove
una traccia ridottissima, su una costa della montagna molto scoscesa,
abbinato alla mancanza di qualsiasi protezione, rende, appunto il
tratto rischioso, se non usata la dovuta prudenza. Tratti scoscesi, ma
più che altro impervi per la solita vegetazione costituita da
rigogliosi cespugli di rovi in crescita con i rami che sporgono
fastidiosamente verso la sede da transitare, nella discesa verso
Pompagnano, per fortuna ancora transitabili senza troppi patemi. Ma anche
porzioni piacevoli e scorrevoli nei boschi, completano il quadro, con un finale
in ascesa su tratto in comune al percorso Bd.
Salendo l'ampia sterrata che da Montebibico porta
verso il piccolo borgo semiabbandonato, ma in fase di recupero, di San
Renzano, appena superata sulla destra, ignorandola, la strada di
accesso a quest'ultimo, si incontrerà circa un centinaio di metri
dopo, sempre sulla destra, una stretta stradina dissestata che si
stacca scendendo, contraddistinta da un segnale di divieto di accesso
per i veicoli a motore: questo è il riferimento dove lasciare il
percorso B2 e origine del percorso
attuale [rif. Percorso B2 - Km. 19.75].
Si imbocca quindi questa stradina in leggera discesa, con fondo
dissestato, che alcune decine di metri dopo si biforca; mentre a
sinistra prosegue tra la vegetazione un ramo da ignorare,
contraddistinto da un fondo acquitrinoso per i tanti rigagnoli d'acqua
che lo solcano, che
porterebbe, opportunamente seguito, a salire fino alla cima del
sovrastante monte della Trocia, a destra prenderemo il ramo con
fondo erboso che costeggia una recinzione, trasformandosi dapprima in
una mulattiera, per poi, restringendosi ancora di più, divenire un
sentiero, stretto tra un campo coltivato sulla sinistra e il fosso
sulla destra. Supereremo presto una piccola costruzione per la
captazione delle acque (sulla destra), proseguendo dritti, sulla
traccia che prosegue a mezza costa sul versante della vallata che si
apre davanti a noi, in cui si va ad incassare, ripido, il fosso che
abbiamo appena prima costeggiato. Questo tratto, più o meno su quota
costante, diverrà da ora e per alcune centinaia di metri, uno stretto
single track abbastanza sconnesso, visto che il fondo è costituito da
rocce, più o meno presenti ed irregolari, dove l'avanzata, cercando
di evitare quelle più sporgenti e di ostacolo, non sarà facile, se
non si è in possesso di un minimo di tecnica e potenza (nonchè
caparbietà), ma anche pericolosa, considerando che la ridotta
sezione, non permette errori: uno sbalzo per una ruota messa male
troppo verso destra (toccatevi pure... ;) ) e non c'è nulla che vi
separa dalla ripida scarpata del versante del monte che precipita
verso il fondovalle! Quindi inutile dire attenzione, prudenza ed...
umiltà (fare un tratto a piedi non ha mai ucciso nessuno, anzi...)
Essendo questa una traccia unica non ci saranno quindi problemi di
orientamento; seguirà il punto più tecnico per questo tratto,
costituito da una doppia stretta curva in discesa abbastanza
accentuata, con fondo ancora più sconnesso per il passaggio credo di
moto, per poi, poco dopo, entrare nel bosco, con tratto che
diverrà presto agevole e filante, fin nei pressi dell'oramai prossimo
paese di Pincano, dove nel tratto finale di discesa, soffermandoci un
po', potremo avere un bel colpo d'occhio sulla stessa frazione e su
quelle immediatamente ad est di questa, sempre del comprensorio
spoletino, con la cornice finale dei monti tra i quali spicca il
Fionchi (FOTO
1).
Negli ultimi metri di discesa, supereremo una sterrata più ampia
che scende da sinistra per poi salire impercettibilmente, fino ad un
successivo tratto più o meno pianeggiante, dove qualche problema può
darlo, in alcuni periodi dell'anno, nella fattispecie tarda primavera,
l'erba abbastanza alta, che lascia solo una stretta traccia per
passare; problemi che si spera siano oramai solo un ricordo lontano,
visto che nell'ultimo passaggio, del 2008, il transito era
agevolissimo.
Usciremo quindi nella parte superiore di Pincano (~2.2 Km - alt.
~710 m.), su una cementata che esce dalla piccola frazione, per
salire verso i monti, cosa che faremo, prendendo quindi a sinistra in
ripida salita, mentre a
destra c'è la possibilità di fare rifornimento d'acqua ad una
fontanella, oppure attraversando completamente il paesino, di scendere
sulla Statale Flaminia. La cementata terminerà dopo nemmeno
100 metri, lasciando il posto ad una sterrata, di cui dovremo tenere
il ramo più importante di destra, che salirà sempre meno
ripida, finchè diverrà più o meno pianeggiante; si giungerà ad un primo bivio
importante, di fronte ad una coltivazione,
dove prenderemo il ramo di sinistra che scende, per poi dopo un
centinaio di metri, abbandonare la strada che piega verso sinistra,
per seguire un'altra carrareccia che attraversa la parte superiore di
un campo in pendenza
alla nostra destra e che, compiendo un brusco gomito sinistrorso a
scendere dopo 250 metri, aggirerà la coltivazione, portandosi sul
margine inferiore di questo. Lungo questo tratto, imboccheremo la
prima mulattiera sulla destra che scendendo penetra nel bosco, ma che
dopo poche decine di metri, lasceremo, per prendere, sempre sulla
destra una traccia minore, poco evidente fra la vegetazione. Questo
sarà in discesa abbastanza consistente e un po' tecnico, per il fondo
leggermente irregolare. C'è quindi un primo
tratto abbastanza difficile, per la pendenza accentuata e il fondo
irregolare, nonchè, limitatamente, anche per qualche fronda un po'
più sporgente dalla bassa volta che crea la vegetazione, nonchè per
qualche fastidioso ramo di rovi che attraversa la sede da percorrere;
questa diverrà poi meno ripida, ma sempre abbastanza impervia, puntando verso il
fondo valle a margine di un fosso che ci accompagna sulla sinistra.
Dopo circa 500 metri impegnativi, si esce su una strada, decisamente
più facile che si biforcherà dopo poche decine di metri, dove si
opterà per il ramo di sinistra, prendendo a scendere con pendenza
anche accentuata, in un tratto dove potremo scorgere già il paese di Pompagnano quasi di fronte a noi. Manterremo la principale,
costantemente in discesa, fino a giungere oramai al fondo della valle
del Tessino, dove la strada tornerà a dividersi e di nuovo manterremo
la sinistra, che sale leggermente, per uscire appena dopo sulla via
principale (~4.9 Km - alt.
~490 m.), sempre sterrata, che
presa verso destra salirebbe al borgo di Pompagnano, per poi, volendo,
dopo altri 5
chilometri circa raggiungere Spoleto, mentre verso sinistra, ora su
restante tratto in comune con il percorso Bd,
sale verso Catinelli e successivamente
Montebibico o Castagnacupa..
Preso quindi verso sinistra, risaliremo la valle del Tessino, con tratti anche abbastanza duri, su strada però sempre ampia e tutto sommato agevole; al massimo può capitare qualche breve tratto di pochi metri dove è più difficile il grip a causa dell’abbinamento pendenza e ghiaia/ciottoli ammassati.
Per quanto riguarda l’orientamento sul percorso non ci sono difficoltà di sorta, visto che basta semplicemente seguire la strada principale, che risale la valle
tra boschi e piante di castagne, fino a giungere al piccolo e grazioso borgo disabitato (o quasi) di Catinelli
(dist.~8.4 Km – alt.~765 m.)
(FOTO
2) che costeggeremo lasciandocelo alla nostra sinistra.
Proseguendo, appena dopo questo, nella medesima direzione, continuando a salire, sfoceremo sul percorso
B2 [rif. Percorso B2 - Km. 21.7], quando troveremo un’altra stradina che si stacca sulla destra e che rappresenta la fine per questo itinerario: quest’ultima porta verso
Castagnacupa, mentre continuando a salire si andrebbe verso Montebibico.
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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