PERCORSO Bj
Colle Licino - San Bartolomeo - Cecalocco - Valle San Martino - Strettura
LA LAVORATA


Lunghezza: ~12.7 Km
Altitudine max: ~660 m s.l.m.
(disl. tot. discese ~640m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~1h 30'
Difficoltà: Difficle (indice 7)
 


gps

DATA: Marzo 2012 

 

Trovandoci in zona Terni nord-est, c’è la comoda statale Flaminia per raggiungere la frazione di Strettura, ma per qualcosa di più consono al nostro mezzo, possiamo invece mettere in fila 3 diversi tratti montani dell’estremo lembo meridionale dei Martani, a formare un faticoso, ma avvincente percorso, che dopo essere salito a ridosso del monte Cecalocco e averlo aggirato, passa per la frazione omonima, scendendo poi verso Valle San Martino, scavalcato il quale si scende per una tormentata e difficile mulattiera fino a Strettura; il tutto perciò contraddistinto da due salite, la prima più lunga e faticosa e da due discese, mediamente tecnica la prima e più complicata la seconda..

 

Lungo la statale Flaminia, giunti al km 104.5, troviamo il bivio per Collelicino, punto di origine per l’attuale percorso[rif. Percorso B1 - Km. 1.0]. Lasciando la statale, ci inerpichiamo per la stradina asfaltata, che dopo un paio di gomiti, si addolcisce andandosi ad inserire su un’asfaltata più ampia da seguire verso destra, ancora a salire, via che dopo alcune centinaia di metri piega a destra impennandosi sensibilmente, fino a raggiungere l’abitato di Collelicino, all’interno del quale, in una sorta di piccola piazzetta, con una fontanella a destra, la via si sdoppia; ne seguiamo il ramo di sinistra che sale poi con meno intensità. Uscendo dal minuscolo borgo e lasciando sulla sinistra il cimitero, vedremo staccarsi sulla destra una carrareccia da ignorare, salendo su via di San Bartolomeo, ora cementata per qualche decina di metri, che poi spiana trasformandosi in sterrata. Seguiamo questa nel suo sviluppo principale, che esce dal lembo di bosco e va ad attraversare un uliveto, con recinzioni ai lati della strada, che poco oltre torna asfaltata; scartata una asfaltata minore che si stacca a destra, proseguiamo fino ad inserirci su un’altra asfaltata, oramai in località San Bartolomeo, da seguire a destra, in salita. La salita si intensificherà subito notevolmente quando la via piegherà a sinistra, uno dei rari casi in cui non ci si rammaricherà che la via sia stata asfaltata, pochi anni addietro. Poco sopra su un gomito destrorso dove si stacca a sinistra una minore sterrata da scartare, l’asfalto lascerà il posto al fondo sterrato, sostanzialmente compatto, salvo alcune porzioni dove lo si troverà un po’ irregolare, il che non aiuterà certo la progressione. Continuando a salire la pendenza, seppur ancora rilevante, diminuirà un po’; supereremo uno slargo sulla sinistra, origine di una sterrata da ignorare, proseguendo a salire nella medesima direzione, così come faremo poi poco oltre per un’altra sterrata minore sempre a sinistra, oltrepassando poi un piccolo dossetto, dove si riuscirà a respirare qualche secondo, oltre il quale si stacca a sinistra l’ennesima via secondaria da scartare (dist. ~3.3 Km - alt. ~490 m.), via da cui proviene il percorso Bb. Si sale poi in maniera meno intensa, almeno per il momento, con la via che piega verso est e proseguendo ad ignorare tutte le minori che si staccano ai lati, con la pendenza che però torna presto a farsi rilevante in un tratto con due gomiti in rapida successione. Finalmente ci sarà una porzione dove la salita si addolcirà, lasciando il posto anche ad un breve tratto pianeggiante, al termine del quale la via si divide; a destra prosegue una carrareccia che solca un'ampia radura, che non prenderemo in considerazione (provenienza del percorso Bg), mentre seguiremo  la traccia di sinistra costituita da un evidente sentiero che s'inerpica un po' faticosamente, a causa del fondo irregolare, appena a sinistra della radura. Dopo alcune decine di metri, il sentiero pare allargarsi piegando sulla destra e impennandosi, ma è qui che lo lasceremo, a favore di un sentiero minore sulla sinistra, pressochè pianeggiante, un po' intricata nei primi metri per vegetazione, in qualche periodo dell'anno. La traccia prosegue nel bosco per alcune centinaia di metri, senza possibilità di errori di orientamento, prevalentemente in salita, con fondo sostanzialmente buono, salvo rari e brevi tratti accidentati, fino a giungere al suo epilogo, dopo aver costeggiato una recinzione in filo spinato, quando lascerà il posto ad una carrareccia che continua con direttrice nord, dapprima pianeggiante, poi leggermente ascendente, che dopo un po' di divide (dist. ~5.6 Km - alt. ~660 m.); scartata la carrareccia che si inerpica sulla destra per il monte Cecalocco, che rappresenta comunque una variante un po' più faticosa per raggiungere ugualmente l'omonima frazione, scendiamo per quella di sinistra, iniziando quindi la discesa verso Cecalocco. Oltrepassiamo subito dopo un quadrivio, proseguendo sulla via di destra che pare rappresentare il naturale proseguimento della nostra carrareccia, che prosegue nella discesa e dopo alcune centinaia di metri, appena dopo essersi trasformata in cementata, si conclude sull'asfaltata che collega Cecalocco a Battiferro, da seguire verso destra. La seguiamo per 250 metri, lasciandola scendere verso Terni e la Flaminia, prendendo sulla sinistra la via che penetra la frazione di Cecalocco, con possibilità di rifornirsi d'acqua ad una fontanella sulla sinistra. Penetriamo il piccolo borgo, con la via che all'interno di questo piega a sinistra scendendo ripida, fino ad un successivo bivio, dove, terminando l'asfalto, si originano due carrarecce, di cui seguiamo quella di destra, così come faremo pochi metri dopo, in una successiva biforcazione. La via inizialmente pianeggiante, sale poi un po' fino a scollinare, quando lascerà il posto ad un sentiero che prenderà a scendere con fondo irregolare e un po' scalinato e sassoso. La discesa sarà pertanto costituita da una mulattiera che scende costante ed univoca nel suo sviluppo, mediamente tecnica nel suo complesso, anche se si alterneranno tratti più abbordabili ad altri più ostici, via che, approssimandosi al fondo valle, dopo essersi ampliata, torna con fondo agevole, collegandosi nell'impluvio, alla carrareccia che solca questo, da seguire verso sinistra. Scartata subito la via che si stacca a destra, per il paese di Valle San Martino (FOTO), proseguiamo nel risalire l'impluvio, tramite una buona e ampia sterrata, che sale con pendenza abbordabile e più o meno costante, fino a compiere un'ansa di 180° nell'attraversare il corso del torrente, proseguendo poi a salire, fino a collegarsi, con un finale un po' più intenso, alla carrareccia che congiunge Valle San Martino a Montebibico (dist. ~10.2 Km - alt. ~570 m.). Seguiamo questa nuova via verso destra, per scendere verso valle San Martino, anche se momentaneamente si risalirà; ignoriamo una secondaria di sinistra lungo la breve ascesa e un'altra a destra sulla sommità del crinale, nell'attraversamento di un castagneto, dove ben preso piega a sinistra scollinando e iniziando finalmente a scendere verso la piccola chiesa della Madonna della Rosa, che raggiungeremo dopo quasi 800 metri. All'altezza della chiesetta, termina la sterrata che lascia il posto all'asfalto, che arriveremo appena a lambire, dato che piegheremo tutto a sinistra per imboccare la mulattiera che lì si origina e che ben presto si rivelerà nella sua difficoltà, con un primo tratto molto ciottoloso a cui ne segue un altro molto scalinato ed irregolare. Il tratto più complicato è comunque circoscritto a poche centinaia di metri; la via nel frattempo si porta ad affacciarci sulla valle solcata dal Tescino (e dalla nuova e vecchia Flaminia), scoprendo pian piano la frazione di Strettura, mentre in alto, davanti a noi si staglia la sommità del monte Fionchi. Il fondo poi migliorerà, facendosi più abbordabile e filante, salvo una nuova breve parentesi un po' sassosa; da sinistra vedremo collegarsi un'altra via e noi proseguiremo a scendere verso nord, sbucando a fianco del cimitero di Strettura dove seguiremo la destra, andando a passare davanti all'ingresso di questo, punto in cui si infila sull'asfaltata che presa nel ramo discensivo, ci porta a lambire la statale Flaminia, che ci lasciamo sulla destra e con una veloce discesa gli passeremo poi sotto, oltrepassandone il viadotto, infilandoci poi tra le case di Strettura ed infine sbucando sul tracciato della vecchia Flaminia che attraversa la frazione [rif. Percorso N3 - Km. 28.6]..

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).  



 

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