PERCORSO C2

TERNI - CASTELDILAGO - B.V. DELLO SCOGLIO - FORCA D'ARRONE - BUONACQUISTO - (POLINO) - F.TE MORICONI - COLLE VENTOSO - F.TE CARPIO - C. LA FORCA - (PRECETTO) - ARRONE - CASTELDILAGO - TERNI

SENSO CONTRARIO


Lunghezza: ~59.9 Km
Altitudine max: ~1110 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~1450m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~4h
Difficoltà: Difficile (indice 7)


gps

DATA: Maggio 2005
Aggiornamento: Maggio 2007

Varianti possibili: Percorso Ce - Percorso Cf - Percorso Cl - Percorso Cm - Percorso Cn

Impegnativo giro a ridosso delle cime più elevate della provincia di Terni, con un lungo tratto centrale nei dintorni di Polino, che ci porterà più volte oltre i mille metri ed un computo totale di salite che si aggira sui 1400, anche se i metri più ripidi saranno quelli delle prime salite.
Tecnicamente abbordabile, dal momento che ci troveremo a percorrere strade agevoli e ben tenute per la quasi totalità del tracciato, con un unico breve tratto più difficoltoso su single track in discesa.
Data la notevole lunghezza, avendo la possibilità di spostarsi in auto, si può adottare come punto di partenza /arrivo un qualunque punto dei primi 8 chilometri, tratto che coincide con la via di ritorno, anche se si tratta poi della parte più facile.

A riferimento per la partenza è stata presa la zona periferica di Terni Cervara, in corrispondenza dell’ingresso di una centrale Enel, al Km 3.5 della SS 209.
Qui si percorre la SS209 Valnerina allontanandoci ulteriormente da Terni, in leggera salita, salita che si farà appena più accentuata fino ad arrivare alla Cascata delle Marmore, dove, subito dalla breve galleria, la strada sarà molto più pedalabile. Proseguendo, pochi metri dopo il bivio che si stacca sulla sinistra per Collestatte, lasceremo la SS209 (dist ~4.2 Km – alt. ~220 m.) prendendo sulla destra una stradina che passa in mezzo alle case in leggera discesa, per attraversare poco dopo il fiume Nera, mentre subito dopo la strada inizierà un po’ a salire piegando nel suo ramo principale sulla sinistra. Appena al culmine del breve tratto di salita inizierà un tratto recentemente asfaltato in leggera discesa e percorsi quasi 500 metri di questi si incontrerà un bivio, dove prenderemo verso sinistra, percorrendo un tratto pianeggiante ai margini di un bosco, mentre sulla sinistra scorre il Nera. Al Km 6.1 si stacca sulla destra una stradina da ignorare, mentre poche decine di metri dopo la strada piegherà a sinistra puntando verso un piccolo borgo in riva al Nera, che però non raggiungeremo, dal momento che appena prima di attraversarlo prenderemo a destra la strada che lo costeggia, strada che inizierà ora ad essere sterrata, sempre ampia e comoda. Il Nera ci farà ora compagnia proprio da vicino, con la sponda destra confinante con la strada che percorreremo su un tratto pressoché pianeggiante, fino a giungere nei pressi del paese di Castel di Lago, dove tornerà l’asfalto; appena qualche metro e la strada si immetterà su quella che dalla SS209, alla nostra sinistra, porta in paese e che quindi va presa verso destra, fino a giungere  proprio di fronte a Castel di Lago, dove si biforca, con il ramo di sinistra che rappresenta il proseguimento dei percorsi Cb e Cl (nonché il ritorno dell'attuale percorso), mentre noi opteremo per la destra (dist ~8.3 Km – alt. ~225 m.).
Termina qui la parte di riscaldamento del percorso dal momento che dopo aver seguito l'indicata via di destra per 400 metri, lasceremo questa nel punto in cui sulla sinistra si staccano coincidenti, ma con direzione opposte, una coppia di ripide stradine cementate, delle quali sceglieremo quella di destra. Porzioni sterrate e cementate si alterneranno successivamente, con un primo tratto ad attraversare zone coltivate ad ulivo e una successiva boscosa. Dopo poco oltre un chilometro, supereremo una fonte sulla sinistra, con il tracciato che piega verso destra e si sdoppia (una terza strada ha origine con un cancello alle nostre spalle, facilmente aggirabile se fosse chiuso: altra alternativa valida, più breve e diretta, ma più tosta, per raggiungere la chiesa): delle due di fronte, scartiamo la minore di sinistra che sale molto ripida, (consentirebbe di raggiungere la chiesa della Beata Vergine dello Scoglio in meno di un chilometro, ma troppo ripida per essere presa in considerazione in salita; teniamola a mente perché la menzioneremo giunti alla chiesa, come via di di un possibile ritorno se si scendesse) e manteniamo la destra in leggera discesa, avendo così la possibilità di riprendere fiato. Dopo aver ripreso a salire con decisione, la sterrata compie un gomito verso sinistra; qui la lasceremo per imboccare la via di fronte che torna nuovamente cementata. Un altro gomito lo avremo dopo 650 metri, sempre a sinistra, questa volta da seguire, con una strada privata che punta verso un casolare (questa, ma ripeto si tratta di una via privata, rappresenta un'alternativa per salire, bypassando la chiesa della B.V. dello Scoglio). La via sarà ora univoca, fino a raggiungere la chiesa della B.V. dello Scoglio, pochi metri prima della quale si ricongiunge, salendo da sinistra, l'altra sterrata riferita alle alternative precedentemente menzionate; quella passante per il cancello e la seconda descritta, valida solo come veloce via di ritorno verso il fondo valle, nonché più piacevole, nel tratto nel bosco (eventualmente dopo 400 metri scendere per il ramo di sinistra e poi seguire sempre la discesa, appena un po' tecnica; a destra sale la prima alternativa); bella vista della caratteristica chiesa, sovrastata dall'imponente roccia (ciò spiega il nome) (FOTO) e altrettanto bello il panorama da questo balcone naturale sulla porzione terminale della Valnerina, sui suoi paesi adagiati sul versante nord di questa e sul lembo sud dei monti Martani, dominati dal monte Torre Maggiore (dist ~12 Km – alt. ~470 m.).
Riprendendo a salire seguiranno subito due tornanti dove in corrispondenza del secondo scartiamo una minore che si stacca sulla sinistra, puntando quindi in direzione sud. Al km 13.6, dopo un ultimo tratto pressoché pianeggiante, giungeremo ad una confluenza tra più strade, a ridosso di loc. la Forcella, con la strada che si dirama in due direzioni principali: verso sinistra a scendere che sarà la direzione verso cui proseguire, verso destra a salire come da alternativa percorsi Cc e Cd; una terza via è rappresentata da un'altra sterrata che, un po' nascosta troviamo sulla destra sotto di noi. Questa rappresenta una possibile via per tornare (molto più difficile da usare per salire) verso la zona di Castel di Lago in appena più di 2 chilometri e mezzo di sterrate e divertenti, seppur brevi, single track nel bosco.
Si mantiene quindi la via che scende per un po' e poi risale, mantenendo la direzione, fino a giungere ad un tratto cementato che piegando verso destra scende ripido fino a sfociare sulla SP4 Arronese, proprio nel punto in cui questa scollina, nel valico conosciuto come Forca d'Arrone, con un bel colpo d'occhio sul lago di Piediluco (dist ~14.8 Km – alt. ~510 m.). Ci inseriamo in questa che percorriamo solo per pochissimi metri mantenendo la direzione di provenienza, dal momento che riprenderemo subito sulla sinistra la cementata che in senso contrario si stacca salendo (altrimenti c'è la possibilità di raggiungere Buonacquisto su asfalto proseguendo a scendere verso Piediluco per 2.2 km e seguendo poi l'indicazione per la frazione; un chilometro più lunga). Il cemento lascerà il posto ad un lungo tratto sterrato, che seguiamo nel suo tratto principale, salendo appena a nord del colle del Forcone e del Monte Poro, ignorando qualsiasi via palesemente secondaria che si dirama da questa, sempre ampia ed agevole, con qualche breve tratto nella parte terminale appena scalinato per rocce affioranti: un unico bivio maggiore si incontrerà al km 17.2 dove occorre seguire la via di destra che sale (a sinistra si riscende invece nella zona di Arrone, precisamente a Castiglioni in 3 km e mezzo di sola discesa), così come faremo quasi un chilometro dopo ad un'altra diramazione sempre verso sinistra. Al km 19.3, dopo un tratto di salite più dolci, giungeremo ad una radura sulla destra della strada, con questa che prosegue piegando verso sinistra, come da percorso Ce, un'altra minore più aspra che va a scalare il Colle Valentino, di fronte a noi (scorciatoia che si riallaccia all'ampia sterrata a ridosso del colle del Pagliaio, bypassando  Buonacquisto e ed sicuramente più impegnativa) e una piccola traccia che più o meno pianeggiante, ha origine ancora più a destra (direz. sud-est), seminascosta tra cespugli di ginestre e ginepri (dist ~19.3 Km – alt. ~840 m.)... oops... dall'inizio del 2007 questa divertente porzione su single track non esiste più, sostituito da un'autostrada: una sterrata che ha squartato il fianco del monte e il bosco e scende decisa per portarci a livello del paese di Buonacquisto. Questa terminerà su una sterrata più ampia, in località le Stalle, che percorreremo, andando a superare il passaggio su una recinzione e costeggiando successivamente un vigneto, per poi, riprendendo a salire, confluire su un'altra sterrata dove manterremo la direzione; costeggeremo una vecchia casa diroccata e lasciandoci il nucleo principale di Buonacquisto più in basso rispetto a noi, con il lago di Piediluco che gli si staglia dietro, supereremo le ultime case della zona periferia più alta del paese per poi, mantenendo la principale, che vedrà anche un brevissimo tratto cementato, uscire sull'asfaltata che sale oltre Buonacquisto (dist ~21.3 Km – alt. ~765 m.). Questa sarà presa verso sinistra in un breve tratto pianeggiante, che vedrà subito una biforcazione, in corrispondenza del locale cimitero, dove opteremo per il ramo di sinistra che diverrà sterrato, prendendo a salire; in lontananza sulla destra potremo scorgere  il suggestivo borgo di Labro.
Questa dovrà essere mantenuta nel suo evidente tracciato principale, sempre molto ampia e agevole, salita a parte e ci porterà a superare colle del Pagliaio e successivamente a scollinare il tratto più elevato di questo percorso (~1110 metri), passando tra tra le sommità del colle delle Centelle e la Forca. Si scende per un breve tratto per riprendere a salire poi più agevolmente, scorgendo sulla sinistra il paese di Polino con dietro ad esso il monte Petano; avvicinandosi al km 25.5 è consigliabile portarsi verso il margine sinistro della strada, cosa che ci agevolerà a scorgere la sottile striscia di sentiero (una piccola quercia ci è di ulteriore aiuto per individuarla) che tra il ciottolame di riporto della sede stradale, taglia la costa di questa e pare puntare immaginariamente proprio verso il paese di Polino (dist ~25.5 Km – alt. ~1105 m.); altrimenti se si vuole proseguire sul velluto, manteniamo l'ampia sterrata (ultimi 400 metri asfaltati), come da percorso Cf, che dopo 1.6 km si inserirebbe sulla SP 66 che sale da Polino (proprio in corrispondenza dell'osservatorio astronomico) e ripresa verso sinistra scende riallacciandosi al nostro percorso al 4° tornante (in realtà contrassegnato come 3° se si sta scendendo); a destra si sale invece verso Colle Bertone.
Prestare molta attenzione ai primissimi metri di questo single-track, con il fondo che è costituito da ciottolame ammassato e una sede decisamente ridotta che non ammette sbagli (ma il tutto è circoscritto a meno di 20 metri); segue poi un tratto essenzialmente facile sempre single-track, ma su più agevole terra battuta o erboso, ma segnato in grafica come sconnesso per l'alternanza con brevissimi tratti sassosi. Una parte intermedia sarà sicuramente più agevole e filante per poi terminare con un ultimo tratto più impegnativo, a cominciate da un difficile passaggio tra le rocce, da fare con cautela se si vuole rimanere in sella (limitato ad una decina di metri) e una successiva parte finale dove lo spesso strato di graniglia e ciottolame non compattati consiglia ancora molta attenzione, soprattutto negli ultimi 20 metri a cui si aggiunge un certo serpeggiare del sentiero. La discesa terminerà su una radura in zona Fonte della Fuga, dove tra le due alternative che ci troveremo davanti sceglieremo quella di destra (potrebbe esserci l'eventualità di superare un cancello in filo spinato) che quasi pianeggiante ci porterà al 3° tornante della SP66 che sale da Polino verso Colle Bertone; questo è il punto del percorso più vicino al piccolo e caratteristico comune ternano, poco distante più sotto scendendo. Prendendo la destra saliremo giungendo in breve al 4° tornante dove lasceremo la provinciale per imboccare sulla sinistra l'antica strada romana che va verso Leonessa, fino a pochi anni addietro sterrata, ma oramai completamente asfaltata. Salendo supereremo, senza nemmeno accorgercene il fosso della Sargiola, giungendo successivamente a Fonte Moriconi (dove scende da destra un sentiero trekking da Colle Bertone per Polino), per poi prendere a scendere verso località Capocroce e giungere quindi al bivio per il Salto del Cieco (dist ~32.1 Km – alt. ~970 m.) dove abbandoneremo la via asfaltata per Leonessa, per prendere sulla sinistra una buona sterrata che fatte poche centinaia di metri compie una stretta ansa verso destra e proseguirebbe per il Salto del Cieco (come da percorso Tb) o Castellonalto, mentre noi proseguiremo dritti sull'altra che si stacca in leggera salita; la via di destra è un'alternativa per raggiungere il fondovalle, suggestiva per certi aspetti naturalistici, con lo strapiombo della zona del Salto del Cieco (ciò non evita una puntata opzionale in zona, vista la vicinanza) ma anche un po' noiosa, ancor di più dall'estate 2005, che l'ha vista asfaltare interamente, alla quale quindi personalmente preferisco la via di seguito descritta, che prevede sole sterrate per scendere a fondo valle.
Andiamo quindi a risalire la bella vallata prativa, punteggiata da qualche abitazione montata, lasciandoci dietro la zona di Casali le Vaglie e puntando verso la forcella a nord del monte Petano, andando a superare colle il Monte. Seguirà una parte che scendendo attraverserà con un tratto rettilineo una striscia prativa un po' sassosa, con una S finale che termina su un bivio: da sinistra scende la via dal monte Petano (su cui si può salire tramite percorso Cn); noi prenderemo a scendere verso destra (dist ~35.8 Km – alt. ~1030 m.).
Ha inizio quindi una lunghissima e veloce discesa dove manterremo sempre la via principale (da ignorare quindi un'altra via che si stacca sulla destra dopo poco più di un chilometro), che ci porterà dopo pochi chilometri a superare Fonte Carpio (dist ~39.3 Km – alt. ~750 m.), con la strada che qui compie un ampio gomito verso destra proseguendo a scendere e lasciandoci alle spalle anche le indicazioni di alcuni sentieri trekking. L'ultimo tratto della strada che andremo a percorrere, pur sempre agevole, è abbastanza scalinato essendo in parte lastricato in pietre, finchè, piegando verso sinistra, termina la discesa con il fondo che diverrà in terra battuta. E' giunto il momento di lasciare la strada, che seguita porterebbe verso Tripozzo (punto d'incontro con l'arrivo del percorso Ce), per compiere un gomito verso destra, a prendere un'altra sterrata che scende abbastanza ripida, da seguire ignorando le vie secondarie. Questa dopo poco più di un chilometro ci porterà all'altezza di un casolare (C. La Forca), dove avremo una diramazione tra più strade, con la via principale che piega verso destra a scendere a Monterivoso, (raggiungibile in poco meno di 2 km, con le ultime centinaia di metri che tornano asfaltate), mentre noi opteremo per la via minore più a sinistra, lasciandoci quindi il casolare sulla destra (cosa che ci ci garantirà l'arrivo a fondovalle interamente su sterrato) (dist ~42.3 Km – alt. ~500 m.).
Questa nuova via si sdoppia già dopo pochi metri; seguiremo il ramo di sinistra andando ad attraversare prima un uliveto e poi rientrando nella macchia, dove si riprenderà a scendere con tratto abbastanza ripido. Ancora più ripido e sconnesso per alcuni metri sassosi, sarà il tracciato dopo il successivo bivio, prendendo il ramo di destra che scende a margine di un uliveto. Non resta ora che proseguire a scendere (a parte pochi metri di risalita), ignorando eventuali diramazioni che invece risalgono, zigzagando per un tratto sotto le linee dell'alta tensione, finchè si giungerà in vista del cimitero di Ferentillo, che costeggeremo girandogli attorno per un tratto (ignoriamo la minore che scende sulla sinistra), finchè quasi arrivati sull'altro lato delle mura e prima di giungere all'entrata di questo, lasceremo la via che stiamo percorrendo per prenderne un'altra, ancora sterrata, che si stacca in direzione contraria sulla sinistra. Segue un tratto ripido a costeggiare un campo e giunti in fondo, alla biforcazione seguiamo la destra andandoci ad allacciare appena dopo, giunti oramai a fondovalle, sulla via che percorre questa in senso longitudinale e porta a Precetto, verso destra (proseguimento del percorso Cb) e Arrone verso sinistra, via quest'ultima da seguire (dist ~45.8 Km – alt. ~250 m.), costeggiando in un primo tratto il Fosso di Forma Quattrini. Sarà sufficiente ora seguire la facile e rilassante via che prosegue verso sud-ovest, fiancheggiando il Nera (sulla destra), ignorando le vie secondarie che si staccano di tanto in tanto, soprattutto sulla sinistra; la via tornerà ad essere asfaltata appena prima di inserirsi su un'altra asfaltata da prendere verso destra e che ci porterà, costeggiando ora da vicino il Nera, dopo poco più di un chilometro ad Arrone. Giunti nell'abitato la strada piega verso sinistra salendo ed attraversando la principale via di accesso al paese (dist ~49.7 Km – alt. ~240 m.), proveniente dalla statale Valnerina alla nostra destra (in ogni caso la statale sarebbe la via più breve e diretta, ma anche trafficata, per tornare al punto di partenza), per poi ridiscendere dalla parte opposta, verso gli impianti sportivi del paese. Entriamo in un ampio piazzale mantenendo la destra per così imboccare il cancello d'ingresso e subito dopo piegare a sinistra, puntando verso una rampa cementata, lasciandoci il piccolo parco attrezzato per bambini alla nostra destra. Giunti in cima del breve strappo pieghiamo a destra, dove una porzione della sede è scalinata, per poi proseguire fino a confluire sulla via di collegamento tra Arrone e Castel di Lago, che prenderemo a destra andando a passare sotto ad un piccolo cavalcavia. Seguiamo ora l'asfaltata principale, ignorando la via che sulla sinistra porta al locale cimitero, che con meno di un chilometro si porterà a Castel di Lago, in corrispondenza del quale la via si sdoppia e noi manterremo il ramo basso che restringendosi nella sede va a superare le case più periferiche della frazione. Ancora pochi metri e ci ritroveremo ad innestarci sulla via di andata: a sinistra c'è  quanto già percorso nella medesima direzione, mentre noi dovremo seguire la via di destra, fatta precedentemente in senso contrario, che va quindi lasciata dopo un breve tratto (altrimenti dritti si finisce anche in questo caso sulla statale Valnerina) per prendere l'altra asfaltata sulla sinistra che diverrà presto sterrata e costeggiando il Nera ci riporterà dopo alcuni chilometri (dopo essere tornata asfaltata) sulla statale Valnerina e ripresa questa verso sinistra e superata la Cascata delle Marmore, al punto di partenza.

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

 

www.mbike.it