PERCORSO Cc
Collegamento percorsi C2-D1
(Parco Campacci Marmore)

CAMPACCI


Lunghezza: ~8.7 Km
Altitudine max: ~620 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~300m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~50'
Difficoltà: Difficile (indice 8)


gps

DATA: Luglio 2005 

Trovandosi appena sopra alla Forca d'Arrone, giusto a ridosso di località la Forcella, c'è la possibilità di ripiegare verso ovest, quindi verso Terni, con vari tracciati un po' per tutti i gusti; questo è uno di essi. Sfruttando le creste boscose della bassa catena montuosa che si allunga verso ovest, terminando bruscamente sulla valle del Velino, dove questa si getta a formare la Cascata delle Marmore, le andremo a percorrere per tutto il loro sviluppo, fino a scendere con una ripida e in parte difficile discesa al parco Campacci di Marmore; da qui ci ricollegheremo al percorso più vicino, poco sotto Miranda.

Lungo il percorso C2, prima di scendere ad attraversare la provinciale dove questa scollina in località Forca d'Arrone, ci troveremo ad una confluenza tra più strade [rif. Percorso C2 - Km. 19.3], a formare una piccola radura, in mezzo alla quale troviamo una piccola quercia; scegliendo la carrareccia che sale più accentuata delle altre (a destra, provenendo dalla chiesa della Madonna dello Scoglio) daremo origine al percorso attuale, per la prima parte abbinato al percorso Cd.
La carrareccia, tutto sommato agevole, anche se un po' sassosa, si inerpica per un breve tratto sul colle antistante, sulla cui sommità, ad una radura, il tracciato si sdoppia, per ricongiungersi  appena più sotto (dati e grafica fanno riferimento al ramo di destra). Scendendo incroceremo quindi subito l'altro ramo più scosceso, proseguendo per pochi metri, finchè questo ripiegherà verso destra e si ricongiungerà definitivamente con lo stesso. Terminata la discesa e ignorando una minore verso destra, segue un tratto in ripida salita su sconnessa, che terminerà al culmine di questa, proseguendo più agevolmente su sede leggermente più stretta. Scartando un sentiero verso destra, seguirà un bel tratto con leggeri sali-scendi nella macchia che si è andata a fare più fitta e con il tracciato che diverrà progressivamente un sentiero, supereremo una pineta (in corrispondenza della quale il sentiero si sdoppia e va mantenuta la sinistra), alla quale seguirà un tratto a scendere sconnesso, perchè segnato da marcate scalinature e poi sassoso a risalire. Terminato la breve porzione più complicata seguiranno altri tratti in sali-scendi, fino ad arrivare ad una radura, caratterizzata da cespugli rasati sulla destra per la presenza di un appostamento di caccia (dist ~3.3 Km – alt. ~570 m.), cosa che permette una discreta visuale su una porzione della Valnerina. Qui avverrà la separazione dal percorso Cd, la cui prosecuzione è rappresentata dal sentiero che sulla destra, quasi in direzione contraria rispetto a quella di provenienza, rientra nel bosco; noi proseguiremo nella stessa direzione di provenienza, rientrando nel bosco. Scesi appena pochi metri troveremo un'altra radura da cui ha origine una sterrata sulla sinistra, che permetterebbe di scendere nel mezzo del lago di Piediluco, precisamente in località Mazzelvetta con poco più di due chilometri, quasi interamente sterrati; superata la radura si risale appena, con il percorso che torna ad essere rappresentato per un breve tratto da una carrareccia. Percorse alcune centinaia di metri su bel tratto facile, ci sarà da affrontare il tratto più difficoltoso dell'intero tracciato: una discesa tecnica, dove andrà seguita la traccia più evidente, segnata anche in alcune sue parti da un marcato solco e ancora più complicata poi quando troveremo anche alti gradini. Questo tratto scende a margine di un fosso in una zona recentemente parzialmente disboscata e ci condurrà alla confluenza con un altro valloncello, percorso da un altro sentiero nel quale ci inseriremo piegando verso destra e tornando a costeggiare il fosso per qualche metro, il cui letto sassoso da lì e per alcune successive centinaia di metri costituirà il percorso da seguire, Detto fosso, che si sdoppia per un tratto, andrà lasciato riprendendo una prima mulattiera agevole che si può vedere staccarsi verso sinistra; dal momento che questa poi presenterà un tratto decisamente difficile da superare, seppur breve, sarebbe da preferire optare per una seconda alternativa (dist ~4.8 Km – alt. ~470 m.), rappresentata da un secondo ramo di mulattiera (quindi proseguire nel letto del fosso per un centinaio di metri ancora) che lascia il letto verso sinistra (proprio dove il primo ramo si immette in questo secondo). Non resta ora che proseguire su questa ampia mulattiera, che, anche se dissestata, è decisamente più abbordabile del tratto precedente e terminerà confluendo in una comoda sterrata da proseguire nella direzione di provenienza, che dopo 150 metri uscirà su asfalto. Questo è il parcheggio del parco Campacci di Marmore e del belvedere superiore della Cascata delle Marmore, che va in pratica solo attraversato per 20-30 metri, prendendo verso sinistra solo per puntare nel varco che si apre sull'altro lato, quindi destra, della staccionata che ci permetterà di entrare nella zona prativa del parco. Puntando verso la zona dei giochi per bambini e lasciandoci questi sulla sinistra, potremo giungere ad una fontanella situata appena sotto un muro di contenimento di una zona rialzata, dove potersi rifornire d'acqua (dist ~5.4 Km – alt. ~385 m.); qui tra l'altro intersechiamo e ci soprapporremo successivamente a questo in direzione contraria, andando ad attraversare l'abitato di Marmore, al percorso Dq, che è possibile prendere in considerazione per scendere rapidamente sul fondo della Valnerina.
Lasciata la fontanella alle spalle si riprende come riferimento la zona giochi per bambini, da lasciarsi ancora sulla sinistra, al fine di attraversare longitudinalmente l'intero parco, puntando verso dei grandi abeti, dove troveremo una nuova apertura nella staccionata per prendere l'asfaltata, che seguita verso destra si reimmette con poche decine di metri sulla SS79 ,che verso sinistra porterebbe al lago di Piediluco, anche se noi la seguiremo in direzione opposta, ovvero verso destra. Attraverseremo quindi l'intero abitato di Marmore, superando anche il passaggio a livello della linea ferroviaria Terni-l'Aquila, con la strada che piegando leggermente verso destra vedrà staccarsi sulla sinistra la SP3 di Repasto (arriva da qui il percorso Da). Ignorando questa proseguiremo dritti, direzione Terni, ma solo per 300 metri per prendere sulla sinistra una stradina, sempre asfaltata, che sale tra le case.
Proseguendo invece dritti, per scendere direttamente verso Terni, in poco più di due chilometri si tornerebbe anche in questo caso sul percorso D1, all'altezza del chilometro 4.4 di questo, ma nel tratto peggiore della provinciale, dove questa è un susseguirsi di strette curve, che solitamente non costituiscono un gran problema, salvo... ci si imbatta nel Niki Lauda alla guida di un camion che ci affiancasse per superarci (meglio fermarsi!).
Appena iniziata la salita si dividerà, con il ramo principale da seguire verso sinistra; lo stesso avverrà poco dopo e ancora andrà mantenuta la sinistra. Seguirà una lieve discesa per poi divenire con fondo sterrato, proprio in corrispondenza di una nuova biforcazione, dove dovremo salire verso destra, con un primo tratto ad attraversare un tratto boscoso. La strada principale va mantenuta, ignorando qualche altra stradina palesemente secondaria, continuando a salire sempre di più, soprattutto nei metri finali, dove, dopo essere ritornata asfaltata, ci si immetterà su un'altra strada da prendere verso sinistra per terminare dopo poche decine di metri sulla più ampia strada che salendo da Terni (da destra) porta alla frazione Miranda (verso sinistra) [rif. Percorso D1 o F1 - Km. 6.6]

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

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