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Trovandosi appena sopra alla Forca
d'Arrone, giusto a ridosso di località la Forcella, c'è la
possibilità di ripiegare verso ovest, quindi verso Terni, con vari tracciati
un po' per tutti i gusti; questo è uno di essi. Sfruttando le creste
boscose della bassa catena montuosa che si allunga verso ovest, terminando
bruscamente sulla valle del Velino, dove questa si getta a formare la
Cascata delle Marmore, le andremo a percorrere per tutto il loro
sviluppo, fino a scendere con una ripida e in parte difficile discesa
al parco Campacci di Marmore; da qui ci ricollegheremo al percorso
più vicino, poco sotto Miranda.
Lungo il percorso C2, prima di scendere ad attraversare la
provinciale dove questa scollina in località Forca d'Arrone, ci
troveremo ad una confluenza tra più strade [rif.
Percorso C2 - Km. 19.3], a formare una piccola radura, in mezzo
alla quale troviamo una piccola quercia; scegliendo la carrareccia che
sale più accentuata delle altre (a destra, provenendo dalla chiesa
della Madonna dello Scoglio) daremo origine al percorso attuale, per
la prima parte abbinato al percorso Cd.
La carrareccia, tutto sommato agevole, anche se un po' sassosa, si inerpica per un breve tratto
sul colle antistante, sulla cui sommità, ad una radura, il tracciato
si sdoppia, per ricongiungersi appena più sotto (dati e grafica
fanno riferimento al ramo di destra). Scendendo incroceremo quindi
subito l'altro ramo più scosceso, proseguendo per pochi metri,
finchè questo ripiegherà verso destra e si ricongiungerà
definitivamente con lo stesso. Terminata la discesa e ignorando una minore verso destra, segue un tratto in ripida salita su
sconnessa, che terminerà al culmine di questa, proseguendo più
agevolmente su sede leggermente più stretta. Scartando un sentiero
verso destra, seguirà un bel tratto con leggeri sali-scendi nella
macchia che si è andata a fare più fitta e con il tracciato che
diverrà progressivamente un sentiero, supereremo una pineta (in
corrispondenza della quale il sentiero si sdoppia e va mantenuta la
sinistra), alla
quale seguirà un tratto a scendere sconnesso, perchè segnato da
marcate scalinature e poi sassoso a risalire. Terminato la breve
porzione più complicata seguiranno altri tratti in sali-scendi, fino ad
arrivare ad una radura, caratterizzata da cespugli rasati sulla destra
per la presenza di un appostamento di caccia (dist ~3.3 Km – alt.
~570 m.), cosa che permette una discreta visuale su una porzione della
Valnerina. Qui avverrà la separazione dal percorso Cd, la
cui prosecuzione è rappresentata dal sentiero che sulla destra, quasi
in direzione contraria rispetto a quella di provenienza, rientra
nel bosco; noi proseguiremo nella stessa direzione di
provenienza, rientrando nel bosco. Scesi appena pochi metri troveremo
un'altra radura da cui ha origine una sterrata sulla sinistra, che
permetterebbe di scendere nel mezzo del lago di Piediluco,
precisamente in località Mazzelvetta con poco più di due chilometri,
quasi interamente sterrati; superata la radura si
risale appena, con il percorso che torna ad essere rappresentato per
un breve tratto da una carrareccia. Percorse alcune centinaia di metri
su bel tratto facile, ci sarà da affrontare il tratto più
difficoltoso dell'intero tracciato: una discesa tecnica, dove andrà
seguita la traccia più evidente, segnata anche in alcune sue parti da
un marcato solco e ancora più complicata poi quando troveremo anche
alti gradini. Questo tratto scende a margine di un fosso in una zona
recentemente parzialmente disboscata e ci condurrà alla confluenza
con un altro valloncello, percorso da un altro sentiero nel quale ci
inseriremo piegando verso destra e tornando a costeggiare il fosso per
qualche metro, il cui letto sassoso da lì e per alcune successive
centinaia di metri costituirà il percorso da seguire, Detto fosso,
che si sdoppia per un tratto, andrà lasciato riprendendo una prima
mulattiera agevole che si può vedere staccarsi verso sinistra; dal
momento che questa poi presenterà un tratto decisamente difficile da
superare, seppur breve, sarebbe da preferire optare per una seconda
alternativa (dist ~4.8 Km – alt. ~470 m.), rappresentata da un
secondo ramo di mulattiera (quindi proseguire nel letto del fosso per
un centinaio di metri ancora) che lascia il letto verso sinistra
(proprio dove il primo ramo si immette in questo secondo). Non resta
ora che proseguire su questa ampia mulattiera, che, anche se dissestata,
è decisamente più abbordabile del tratto precedente e terminerà
confluendo in una comoda sterrata da proseguire nella direzione di
provenienza, che dopo 150 metri uscirà su asfalto. Questo è il
parcheggio del parco Campacci di Marmore e del belvedere superiore
della Cascata delle Marmore, che va in pratica solo attraversato per
20-30 metri, prendendo verso sinistra solo per puntare nel varco che
si apre sull'altro lato, quindi destra, della staccionata che ci
permetterà di entrare nella zona prativa del parco. Puntando verso la
zona dei giochi per bambini e lasciandoci questi sulla sinistra,
potremo giungere ad una fontanella situata appena sotto un muro di
contenimento di una zona rialzata, dove potersi rifornire d'acqua (dist
~5.4 Km – alt. ~385 m.); qui tra l'altro intersechiamo e ci
soprapporremo successivamente a questo in direzione contraria, andando
ad attraversare l'abitato di Marmore, al percorso
Dq,
che è possibile prendere in considerazione per
scendere rapidamente sul fondo della Valnerina.
Lasciata la fontanella alle spalle si riprende come riferimento la
zona giochi per bambini, da lasciarsi ancora sulla sinistra, al fine
di attraversare longitudinalmente l'intero parco, puntando verso dei
grandi abeti, dove troveremo una nuova apertura nella staccionata per
prendere l'asfaltata, che seguita verso destra si reimmette con poche
decine di metri sulla SS79 ,che verso sinistra porterebbe al lago di
Piediluco, anche se noi la seguiremo in direzione opposta, ovvero
verso destra. Attraverseremo quindi l'intero abitato di Marmore,
superando anche il passaggio a livello della linea ferroviaria
Terni-l'Aquila, con la strada che piegando leggermente verso destra
vedrà staccarsi sulla sinistra la SP3 di Repasto (arriva da qui il
percorso Da). Ignorando questa proseguiremo dritti, direzione Terni,
ma solo per 300 metri per prendere sulla sinistra una stradina, sempre
asfaltata, che sale tra le case.
Proseguendo invece dritti,
per scendere direttamente verso Terni, in poco più di due chilometri
si tornerebbe anche in questo caso sul percorso D1, all'altezza del
chilometro 4.4 di questo, ma nel tratto peggiore della provinciale,
dove questa è un susseguirsi di strette curve, che solitamente non
costituiscono un gran problema, salvo... ci si imbatta nel Niki Lauda
alla guida di un camion che ci affiancasse per superarci (meglio
fermarsi!).
Appena iniziata la salita si dividerà, con il ramo principale da
seguire verso sinistra; lo stesso avverrà poco dopo e ancora andrà
mantenuta la sinistra. Seguirà una lieve discesa per poi divenire con
fondo sterrato, proprio in corrispondenza di una nuova biforcazione, dove dovremo salire verso destra, con un primo
tratto ad attraversare un tratto boscoso. La strada principale va
mantenuta, ignorando qualche altra stradina palesemente secondaria,
continuando a salire sempre di più, soprattutto nei metri finali,
dove, dopo essere ritornata asfaltata, ci si immetterà su un'altra
strada da prendere verso sinistra per terminare dopo poche decine di
metri sulla più ampia strada che salendo da Terni (da destra) porta
alla frazione Miranda (verso sinistra) [rif.
Percorso D1 o F1 - Km. 6.6]
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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