PERCORSO Cf
Variante percorso C2
(Collebertone - Villa Pulcini di Leonessa)

MO' PAGA


Lunghezza: ~21.5 Km
Altitudine max: ~1350 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~560m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~1h 45'
Difficoltà: Difficile (indice 8)
DATA: Agosto 2005 

Chi volesse aggiungere un'appendice ancora più in quota al percorso C2, non pago del già lungo sviluppo di quest'ultimo, o semplicemente si trovasse nei pressi di Polino, può provare questo itinerario, che si spinge verso nord fino a sconfinare in territorio laziale, passando per Villa Pulcini. Primo quarto e ultimo non molto attraenti, trovandoci a percorrere monotone strade asfaltate, anche se fortunatamente scarsamente trafficate (avendo cura di evitarle nel giorno di ferragosto), mentre la parte centrale offre tratti per tutti i gusti: comode sterrate a salire e scendere, single track facili o tecnici in discesa. Peccato che lo stato di abbandono abbia reso praticamente impercorribile un sentiero boschivo che dal fosso della Soragna avrebbe portato alla fonte di Camporsentino e da lì (questa ancora esistente come carrareccia praticabile) a scendere all'asfaltata, appena un chilometro e mezzo prima della Forcella delle Sportelle.

Salendo come da percorso C2 per l'ampia sterrata da Buonacquisto, prima che questa esca sulla provinciale SP66, ha origine la traccia che sulla sinistra scende verso uno dei tornanti della medesima provinciale e che il percorso C2 segue; questo punto segna l'origine dell'attuale itinerario, con la sterrata che invece ora viene mantenuta fino alla sua fine [rif. Percorso C2 - Km. 25.5].
Proseguiremo quindi come detto a risalire l'ampio stradone sterrato, con la pendenza che andrà ad affievolirsi fino quasi a spianare e, a ridosso di Colle Minuto, divenire poi asfaltata, appena sotto la cupola dell'osservatorio astronomico, poco sopra di noi. Lungo questo tratto che prende a scendere supereremo anche la pineta e le prime case per villeggiatura estiva della zona. Senza bisogno di percorrere interamente la via asfaltata, bypasseremo le ultime decine di metri di questa, prendendo una brevissima bretellina sterrata a destra che ci porta ugualmente ad uscire sulla SP66 Polino-Collebertone, guadagnando alcune decine di metri e seguiremo la provinciale verso destra in un tratto pressochè pianeggiante. Giungeremo ad un ampio tornante verso sinistra dove, al di là di una staccionata, c'è una grande fontana con dell'ottima acqua sorgiva, Fonte Acquaviva (dist ~2.0 Km – alt. ~1120 m.). Proseguiamo quindi costantemente a risalire la provinciale, con bel panorama tutt'intorno, man mano che si sale, con il monte Tilia che spicca sulla destra, fino al suo apice, in località Collebertone, dove l'asfaltata scollina (dist ~4.9 Km – alt. ~1275 m.), prende a scendere e a destra ha origine un sentiero per trekking che sale verso Monte la Pelosa. Una diversa interessante possibilità lungo questa ultima salita è costituita da un percorso che sulla destra ci permette di collegarci a località Molino di Fuscello (sull'asfaltata per Leonessa), con uno sviluppo di quasi 4,5km (metà comoda sterrata e metà sentiero abbastanza abbordabile).
In questo punto, se vogliamo divertirci con un bel tratto più consono al nostro mezzo, abbandoniamo l'asfalto (che svilupperebbe 900 metri per portarci allo stesso punto, dove andremo a riprenderlo) salendo sulla bassa costa di sinistra che vede sopra ad essa un focolare e un tavolo in legno (il passaggio più facile è qualche metro più avanti appena prima dell'inizio di una staccionata), dove invertendo praticamente la direzione risaliamo puntando verso il tavolo, che però non raggiungiamo, visto che scenderemo declinando verso destra in direzione del palo della corrente e superato questo andremo a prendere la traccia che tra gli alberi discende il sottostante valloncello, appena qualche metro all'interno della striscia boschiva (a destra c'è un residuo filo spinato che ci separa da una striscia di prato); traccia tutto sommato agevole anche se lo strato di fogliame e qualche ramo può appena complicare il primo tratto. Più sotto, nella zona che costeggia il letto di un torrente, la traccia è più marcata e pulita, quindi filante, anche se una brevissima porzione, sarà costituita dallo stesso letto del torrente e perciò appena sconnessa. Giungeremo nella zona della Fonte la Posta, dove il letto si fa molto più ampio e dove passeremo in mezzo ad una serie di opere idriche in cemento; qui hanno origine due sterrate: una che sale sulla destra, che è quella da seguire per continuare il percorso attuale e una che prosegue a scendere sul letto del torrente e rappresenta una divertente alternativa per andare a riprendere l'antica strada romana, recentemente interamente asfaltata, a ponte Millemetri; lo sviluppo è di poco superiore ai due chilometri, con la prima metà su ampia e filante sterrata e la seconda metà (alla biforcazione tenere la destra in modo da lasciarci il torrente sulla sinistra) su single track con tratti anche tecnici. Merita veramente, a costo di dover poi riguadagnare il 4° tornante e rifarsi la salita fino a Collebertone!
Dopo essere saliti per un breve tratto, il tracciato si livellerà, attraversando un tratto erboso per poi rientrare nel bosco e riprendere a salire per riallacciarsi, solo per pochi metri,  all'asfaltata precedentemente lasciata, da prendere verso sinistra, dove, trovandoci all'imbocco di un piccolo piazzale asfaltato, a margine del quale c'è l'ingresso ad un bar ristorante, taglieremo ancora per sterrate, o meglio per prati, visto che andremo a solcare in due quello che declina alla nostra destra, o se si preferisce si può scendere per alcune decine di metri per la sterrata che corre sul margine destro di questo, anche se poi, trovandoci all'ingresso di una casa, torneremo sempre sul tratto prativo.
Vedremo ricomparire la traccia di sentiero nella parte in basso del prato, dove questo si restringe; seguendola, questa ci riporta sulla stessa asfaltata, che presa verso destra risale, biforcandosi (manteniamo la sinistra) per giungere alla piazzola asfaltata adibita a parcheggio, dal 2005 con tanto di parchimetro (dist ~6.9 Km – alt. ~1190 m.). Volendo (altra variante, ma più complicata, per scendere sulla strada romana Polino-Leonessa), qui , superata la staccionata, si può nuovamente tagliare l'ampia striscia prativa attrezzata per pic-nic, a scendere (oppure imboccare il sentiero sul margine destro a fianco della staccionata) per giungere fino in fondo e risalire l'altura che ci troveremmo di fronte, tramite una ripida sterrata, dove potremo scorgere anche le tracce della sentieristica di zona; opportunamente seguita questa termina a Fonte Moriconi.
Superiamo longitudinalmente la slargo asfaltato lasciandoci una preziosa fontanella sulla sinistra e riprendiamo a salire, con una nuova biforcazione della strada: ora seguiamo il ramo di destra che diviene poi sterrato. Non resta che seguire incessantemente la sterrata che salendo ci porterà a scollinare sulla quota massima del percorso, nei pressi di Fonte del Persico (a destra), a ridosso di Colle Persico (dist ~8.9 Km – alt. ~1350 m.); qui uno stupendo panorama merita una sosta: subito di fronte a noi, quasi a indicarci il nord c'è la Cima del Carpellone (antico confine tra Regno di Napoli e Stato della Chiesa), appena dietro ancora più imponente c'è l'Aspra e  proseguendo con lo sguardo verso destra, in lontananza, i Sibillini, con il Vettore (FOTO). Sulla destra c'è invece la prosecuzione su sentiero le Monte la Pelosa.
Seguiamo la sterrata che scende verso Casal Feroni, costantemente in discesa, quasi sempre nel bosco e con fondo agevole (anche se qualche breve tratto può essere segnato da solchi), per 3.1 km, quando, senza percorrere l'ultima porzione di discesa, scorgeremo sulla destra una traccia di sentiero da prendere, che pochi metri più avanti, vediamo infilarsi tra cespugli di ginestre e successivamente proseguire pianeggiante sul crinale della gobba di fronte; giunti su essa, pieghiamo verso sinistra, girando attorno ad un acero e scendendo quindi sul fianco erboso di sinistra di questa, per poi ripiegare verso destra dopo pochi metri, puntando verso l'impluvio del torrente che lì ha origine, dove troveremo un varco per attraversare il piccolo letto e, appena dall'altra parte, la traccia di sentiero che presa verso destra lo va a costeggiare (dist ~12.3 Km – alt. ~1090 m.). Appena qualche metro pianeggiante, poi si inizia a scendere su sconnessa, sempre in compagnia del fosso della Soragna, sul versante orografico sinistro di questo, con qualche tratto iniziale più ostico per presenza di fondo roccioso o più sotto per fogliame e rami ammassati che non rendono facile l'avanzata. Questo ultimo tratto comunque è circoscritto a meno di 200 metri (quindi semmai superabili a piedi in poco tempo) con origine in corrispondenza di una stretta S, con una prima piega a destra e una subito a seguire a sinistra; qui il tracciato si sdoppia in un doppio canalone, con entrambe le alternative difficilmente percorribili, come si diceva, per rami e fogliame. Appena  poche decine di metri prima della S, su un precedente gomito verso destra, aveva origine sulla sinistra un interessante sentiero nel bosco che a mezza costa attraversava il bosco per condurre in 7-800 metri fino a Fonte di Camporsentino e da lì una ampia carrareccia di un chilometro ci avrebbe permesso di uscire all'omonima località, sull'asfaltata che sale da Villa Pulcini verso la Forcella delle Sportelle (un chilometro e mezzo prima), eliminando quindi la maggior parte di asfalto da Villa Pulcini. Purtroppo lo stato di abbandono del sentiero e la manutenzione nulla, lo a reso talmente impervio da sconsigliarne la percorribilità.
Terminato il tratto impervio e scosceso, ci troveremo con un nuovo gomito verso destra (qui i due rami si ricongiungono) ad attraversare il fosso della Soragna; appena qualche metro di salita e poi, trasformatasi in carrareccia, di nuovo in discesa, sempre a seguire la via principale sulla vallata che va ad aprirsi, con la sterrata ben battuta e filante, fino a raggiungere prima il cimitero di Villa Pulcini, dove la strada diviene asfaltata e poi, dopo poche centinaia di metri, la stessa località: Villa Pulcini di Leonessa, avendo la possibilità di fare rifornimento d'acqua ad una fonte appena entrati in paese (dist ~15.2 Km – alt. ~845 m.).
Lasciamo il paese prendendo una delle vie di sinistra (che al limitare del paese si congiungono), mentre quella di destra porta in direzione di Leonessa, (entrambe asfaltate) trovando dopo poche centinaia di metri, con la strada che prende a salire piegando a sinistra, anche un'indicazione stradale indicante TERNI che ci aiuta. Seguiamo ora questo monotono nastro d'asfalto a salire, incontrando due sterrate minori che si innestano da  sinistra, entrambe provenienti da Fonte Camporsentino, la prima al km 17.2, più scoscesa ed impervia, la seconda all'altezza di un traliccio dell'alta tensione, al km 18.6, senz'altro più agevole. Continuando a salire giungeremo con un altro piccolo sforzo a scollinare alla Forcella delle Sportelle, prendendo poi a scendere fino al termine, dove giungeremo a riallacciarci al percorso C2 in corrispondenza della diramazione della sterrata, sulla destra, per Salto del Cieco, Monterivoso, o Fonte Carpio (come da percorso C2) [rif. Percorso C2 - Km. 32.1].

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

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