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Chi volesse aggiungere un'appendice
ancora più in quota al percorso C2, non pago del già lungo sviluppo
di quest'ultimo, o semplicemente si trovasse nei pressi di Polino,
può provare questo itinerario, che si spinge verso nord fino a
sconfinare in territorio laziale, passando per Villa Pulcini. Primo
quarto e ultimo non molto attraenti, trovandoci a percorrere monotone
strade asfaltate, anche se fortunatamente scarsamente trafficate
(avendo cura di evitarle nel giorno di ferragosto), mentre la parte
centrale offre tratti per tutti i gusti: comode sterrate a salire e
scendere, single track facili o tecnici in discesa. Peccato che lo
stato di abbandono abbia reso praticamente impercorribile un sentiero
boschivo che dal fosso della Soragna avrebbe portato alla fonte di
Camporsentino e da lì (questa ancora esistente come carrareccia
praticabile) a scendere all'asfaltata, appena un chilometro e mezzo
prima della Forcella delle Sportelle.
Salendo come da percorso C2 per
l'ampia sterrata da Buonacquisto, prima che questa esca sulla
provinciale SP66, ha origine la traccia che sulla sinistra scende
verso uno dei tornanti della medesima provinciale e che il percorso C2
segue; questo punto segna l'origine dell'attuale itinerario, con la
sterrata che invece ora viene mantenuta fino alla sua fine [rif.
Percorso C2 - Km. 25.5].
Proseguiremo quindi come detto a risalire l'ampio stradone
sterrato, con la pendenza che andrà ad affievolirsi fino quasi a spianare
e, a ridosso di Colle Minuto, divenire poi asfaltata, appena sotto la
cupola dell'osservatorio astronomico, poco sopra di noi. Lungo questo
tratto che prende a scendere supereremo anche la pineta e le prime
case per villeggiatura estiva della zona. Senza bisogno di percorrere
interamente la via asfaltata, bypasseremo le ultime decine di metri di
questa, prendendo una brevissima bretellina sterrata a destra che ci porta
ugualmente ad uscire sulla SP66 Polino-Collebertone, guadagnando
alcune decine di metri e seguiremo la provinciale verso destra in un
tratto pressochè pianeggiante. Giungeremo ad un ampio tornante verso
sinistra dove, al di là di una staccionata, c'è una grande fontana
con dell'ottima acqua sorgiva, Fonte Acquaviva (dist ~2.0 Km – alt.
~1120 m.). Proseguiamo quindi costantemente a risalire la provinciale,
con bel panorama tutt'intorno, man mano che si sale, con il monte Tilia che spicca sulla
destra, fino al suo apice, in località Collebertone, dove l'asfaltata
scollina (dist ~4.9 Km – alt. ~1275 m.), prende a scendere e a
destra ha origine un sentiero per trekking che sale verso Monte la
Pelosa. Una diversa
interessante possibilità lungo questa ultima salita è costituita da
un percorso che sulla destra ci permette di collegarci a località
Molino di Fuscello (sull'asfaltata per Leonessa), con uno sviluppo di
quasi 4,5km (metà comoda sterrata e metà sentiero abbastanza
abbordabile).
In questo punto, se vogliamo divertirci con un bel tratto più
consono al nostro mezzo, abbandoniamo l'asfalto (che
svilupperebbe 900 metri per portarci allo stesso punto, dove andremo a
riprenderlo) salendo sulla bassa costa di sinistra che vede
sopra ad essa un focolare e un tavolo in legno (il passaggio più
facile è qualche metro più avanti appena prima dell'inizio di una
staccionata), dove invertendo praticamente la direzione risaliamo
puntando verso il tavolo, che però non raggiungiamo, visto che
scenderemo declinando verso destra in direzione del palo della
corrente e superato questo andremo a prendere la traccia che tra gli
alberi discende il sottostante valloncello, appena qualche metro
all'interno della striscia boschiva (a destra c'è un residuo filo spinato che
ci separa da una striscia di prato); traccia tutto sommato agevole
anche se lo strato di fogliame e qualche ramo può appena complicare
il primo tratto. Più sotto, nella zona che costeggia il letto di un
torrente, la traccia è più marcata e pulita, quindi filante, anche
se una brevissima porzione, sarà costituita dallo stesso letto del
torrente e perciò appena sconnessa. Giungeremo nella zona della Fonte
la Posta, dove il letto si fa molto più ampio e dove passeremo in
mezzo ad una serie di opere idriche in cemento; qui hanno origine due
sterrate: una che sale sulla destra, che è quella da seguire per
continuare il percorso attuale e
una che prosegue a scendere sul letto del torrente e rappresenta una divertente
alternativa per andare a riprendere l'antica strada romana,
recentemente interamente asfaltata, a ponte Millemetri; lo sviluppo è
di poco superiore ai due chilometri, con la prima metà su ampia e filante sterrata
e la seconda metà (alla biforcazione tenere la destra in modo da lasciarci il
torrente sulla sinistra) su single track con tratti anche tecnici.
Merita veramente, a costo di dover poi riguadagnare il 4° tornante e
rifarsi la salita fino a Collebertone!
Dopo essere saliti per un breve tratto, il tracciato si
livellerà, attraversando un tratto erboso per poi rientrare nel
bosco e riprendere a salire per riallacciarsi, solo per pochi
metri, all'asfaltata precedentemente lasciata, da prendere verso
sinistra, dove, trovandoci all'imbocco di un piccolo piazzale
asfaltato, a margine del quale c'è l'ingresso ad un bar ristorante,
taglieremo ancora per sterrate, o meglio per prati, visto che andremo
a solcare in due quello che declina alla nostra destra, o
se si preferisce si può scendere per alcune decine di metri per la
sterrata che corre sul margine destro di questo, anche se poi,
trovandoci all'ingresso di una casa, torneremo sempre sul tratto
prativo.
Vedremo ricomparire la traccia di sentiero nella parte in basso del
prato, dove questo si restringe; seguendola, questa ci riporta sulla
stessa asfaltata, che presa verso destra risale, biforcandosi
(manteniamo la sinistra) per giungere alla piazzola asfaltata adibita
a parcheggio, dal 2005 con tanto di parchimetro (dist ~6.9 Km – alt.
~1190 m.). Volendo (altra
variante, ma più complicata, per scendere sulla strada romana
Polino-Leonessa), qui , superata la staccionata, si può nuovamente
tagliare l'ampia striscia prativa attrezzata per pic-nic, a scendere
(oppure imboccare il sentiero sul margine destro a fianco della
staccionata) per giungere fino in fondo e risalire l'altura che ci
troveremmo di fronte, tramite una ripida sterrata, dove potremo
scorgere anche le tracce della sentieristica di zona; opportunamente
seguita questa termina a Fonte Moriconi.
Superiamo longitudinalmente la slargo asfaltato lasciandoci una preziosa fontanella sulla sinistra e riprendiamo a salire, con una
nuova biforcazione della strada: ora seguiamo il ramo di destra che
diviene poi sterrato. Non resta che seguire incessantemente la
sterrata che salendo ci porterà a scollinare sulla quota massima del
percorso, nei pressi di Fonte del Persico (a destra), a ridosso di
Colle Persico (dist ~8.9 Km – alt. ~1350 m.); qui uno stupendo
panorama merita una sosta: subito di fronte a noi, quasi a indicarci
il nord c'è la Cima del Carpellone (antico confine tra Regno di Napoli e
Stato della Chiesa), appena dietro ancora più imponente c'è l'Aspra
e proseguendo con lo sguardo verso destra, in lontananza, i
Sibillini, con il Vettore (FOTO).
Sulla destra c'è invece
la prosecuzione su sentiero le Monte la Pelosa.
Seguiamo la sterrata che scende verso Casal Feroni, costantemente in discesa, quasi sempre nel
bosco e con fondo agevole (anche se qualche breve tratto può essere
segnato da solchi), per 3.1 km, quando, senza percorrere l'ultima porzione di
discesa, scorgeremo sulla destra una traccia di sentiero da prendere,
che pochi metri più avanti, vediamo infilarsi tra cespugli di
ginestre e successivamente proseguire pianeggiante sul crinale della gobba di
fronte; giunti su essa, pieghiamo verso sinistra, girando attorno ad un
acero e scendendo quindi sul fianco erboso di sinistra di questa, per
poi ripiegare verso destra dopo pochi metri, puntando verso l'impluvio
del torrente che lì ha origine, dove troveremo un varco per
attraversare il piccolo letto e, appena dall'altra parte, la traccia
di sentiero che presa verso destra lo va a costeggiare (dist ~12.3 Km – alt.
~1090 m.). Appena qualche metro pianeggiante, poi si inizia a scendere
su sconnessa, sempre in compagnia del fosso della Soragna, sul
versante orografico sinistro di questo, con qualche tratto iniziale
più ostico per presenza di fondo roccioso o più sotto per fogliame e
rami ammassati che non rendono facile l'avanzata. Questo ultimo tratto
comunque è circoscritto a meno di 200 metri (quindi semmai superabili
a piedi in poco tempo) con origine in corrispondenza di una stretta S,
con una prima piega a destra e una subito a seguire a sinistra; qui il
tracciato si sdoppia in un doppio canalone, con entrambe le
alternative difficilmente percorribili, come si diceva, per rami e
fogliame. Appena
poche decine di metri prima della S, su un precedente gomito verso
destra, aveva origine sulla sinistra un interessante sentiero nel
bosco che a mezza costa attraversava il bosco per condurre in 7-800
metri fino a Fonte di Camporsentino e da lì una ampia carrareccia di
un chilometro ci avrebbe permesso di uscire all'omonima località,
sull'asfaltata che sale da Villa Pulcini verso la Forcella delle
Sportelle (un chilometro e mezzo prima), eliminando quindi la maggior parte di asfalto da Villa
Pulcini. Purtroppo lo stato di abbandono del sentiero e la
manutenzione nulla, lo a reso talmente impervio da sconsigliarne la
percorribilità.
Terminato il tratto impervio e scosceso, ci troveremo con un nuovo
gomito verso destra (qui i due rami si ricongiungono) ad attraversare
il fosso della Soragna; appena qualche metro di salita e poi,
trasformatasi in carrareccia, di nuovo in discesa, sempre a seguire la
via principale sulla vallata che va ad aprirsi, con la sterrata ben
battuta e filante, fino a raggiungere prima il cimitero di Villa
Pulcini, dove la strada diviene asfaltata e poi, dopo poche centinaia
di metri, la stessa località: Villa Pulcini di Leonessa, avendo la possibilità di fare
rifornimento d'acqua ad una fonte appena entrati in paese (dist ~15.2 Km – alt.
~845 m.).
Lasciamo il paese prendendo una delle vie di sinistra (che al limitare
del paese si congiungono), mentre
quella di destra porta in direzione di Leonessa, (entrambe
asfaltate) trovando dopo poche centinaia di metri, con la strada che
prende a salire piegando a sinistra, anche un'indicazione stradale indicante TERNI che
ci aiuta. Seguiamo ora questo monotono nastro d'asfalto a salire,
incontrando due sterrate minori che si innestano da sinistra, entrambe provenienti da Fonte Camporsentino, la prima al km
17.2, più scoscesa ed impervia, la seconda all'altezza di un
traliccio dell'alta tensione, al km 18.6, senz'altro più agevole.
Continuando a salire giungeremo con un altro piccolo sforzo a
scollinare alla Forcella delle Sportelle, prendendo poi a scendere
fino al termine, dove giungeremo a riallacciarci al percorso C2 in
corrispondenza della diramazione della sterrata, sulla destra, per
Salto del Cieco, Monterivoso, o Fonte Carpio (come da percorso C2) [rif.
Percorso C2 - Km. 32.1].
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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