PERCORSO Ch
Variante al  percorso C2
(Pentima - La Romita - San Liberatore - M.te Pennarossa)

FREERIDE


Lunghezza: ~12.2 Km
Altitudine max: ~520 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~490m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~1h 10'
Difficoltà: Medio-alta (indice 6)


gps

DATA: Novembre 2007 

Quando qui in zona si parla di freeride, si sottintendono in particolare le piste di Parco Batteria. Il percorso attuale va infatti ad incastonare, inglobandola, una delle entusiasmanti piste di questa specialità, realizzate con uno stupendo lavoro da alcuni appassionati della zona. Il percorso ha origine dalle porte della città di Terni e si snoda lungo la zona collinare ad est di questa, tra Pentima e la Romita, per poi compiere uno strano anello, utile a fruire di alcuni ottimi sentieri attorno al monte Pennarossa. Poi il fantastico finale lungo la pista di freeride, saltando naturalmente tutti gli ostacoli artificiali posti lungo il tracciato a meno che non si vada attrezzati a dovere; tratto però sconsigliato nei periodi "bagnati", perchè lo si può trovare estremamente viscido.


Punto di riferimento per l'origine del percorso attuale è rappresentato dal termine del tratto rettilineo di Viale Brin, che conduce fuori città (verso la Valnerina) compiendo una semicurva verso destra; qui si stacca sulla sinistra l'asfaltata da seguire, che porta verso la zona collinare di Pentima.
Seguiamo la via asfaltata, che costeggiando il muro di cinta della sede universitaria, prende a salire con media intensità, snodandosi lungo le pendici del tratto collinare, caratterizzato da una serie di tornanti (ne conteremo 8) che ci portano nel tratto culminate di questa prima asperità; seguirà un tratto pressoché pianeggiante, poi una discesa che termina con l'attraversamento di un'altra asfaltata, dove riprendiamo a salire di fronte con la via, ancora asfaltata, che si inerpica attraverso un uliveto. Nemmeno 100 metri della nuova salita e in corrispondenza di un cartello di divieto di accesso per strada privata, abbandoniamo l'asfaltata per seguire un tratturo che sulla sinistra si inoltra tra gli ulivi, prendendo a salire sempre più, con una breve porzione più ostica, costituita da una rampa di poche decine di metri su fondo friabile non compattato. Questa ci porta ad inserirci su una sterrata (dist.~2.2 Km – alt.~290 m.) da seguire verso sinistra, che subito si sdoppia; seguiamo il ramo di destra. Si prosegue a salire, ma con pendenza meno severa dell'ultima appena superata, pur su fondo ancora ciottoloso e mantenendo la principale, superiamo in rapida successione due diversi tralicci dell'alta tensione; terminata la salita segue un tratto con profilo più variegato, finche poco dopo aver attraversato una piccola pineta in leggera salita, scendiamo per confluire dopo 150 metri sull'asfaltata della Romita. Seguiamo questa in salita, ma per soli 150 metri, quando, lasceremo l'asfaltata scartando sulla destra, dove si origina una sterrata che sale parallela alla via precedente, che ci farà superare un cancello metallico, poi con traccia minore nel bosco in poche decine di metri va ad intercettare un viottolo che si inerpica verso destra, da fare probabilmente per 10-20 metri con bici a spinta.
Superata la ripida costa e usciti dalla sottile zona boschiva che la caratterizza, seguiamo la traccia che corre a margine di una striscia di bassa vegetazione, per poi immergersi in questa, con fondo sassoso e qualche ramo che può dare un po' fastidio, ma ancora fattibile senza troppe difficoltà (sperando la situazione non peggiori...), sentiero che ci porta a superare qualche metro più difficoltoso per una ripida discesa resa complicata da una rapida S; manteniamo la traccia di sentiero fino ad uscire a margine di un campo, dove si noterà sulla destra la traccia che subito rientra tra la vegetazione, ma essendo questa porzione particolarmente ostica e impervia (quasi occlusa dai rami di traverso), la bypasseremo, aggirando sulla sinistra un terrapieno appena a sinistra di questa, portandoci su margine opposto di fronte a noi, dove vedremo un varco tra la vegetazione con una traccia che subito si reinserisce nel sentiero che sale da destra. Proseguiamo nella salita nel bosco, molto dura inizialmente, ma che andrà pian piano ad addolcirsi, fino ad uscire dal bosco e, passando tra due cancelli ai lati, continuare sulla strada cementata che ci porta ad inserirci sull'asfaltata da seguire verso sinistra (dist.~4.2 Km – alt.~390 m.). Seguiamo l'asfaltata che ci farà salire ancora di quota, da lasciare non appena questa spiana, prendendo l'ampia sterrata che si origina a destra, contrassegnata dall'indicazione "Belvedere Pennarossa". Manteniamo la facile sterrata che scende, per circa 1.7 km, punto in cui la via si divide, con un ramo più ampio che scende sulla destra, mentre una coppia di altre alterative si staccano sulla sinistra; di questa, scartiamo quella più a sinistra che sale più ripida, seguendo quella appena più sulla destra. Questa si lascia risalire più agevolmente nel primo tratto, sgombra di sassi, che invece segnerà una seconda parte, anche se una sottile traccia più pulita, permette di proseguire la salita senza eccessivi affanni. Rientrati nel bosco più fitto, al culmine del tratto di salita, giungeremo ad una sorta di rotatoria (dist.~7.3 Km – alt.~435 m.) con più vie che da qui si staccano; qui c'è da scegliere: o prendere subito la prima via che girando in senso antiorario si stacca in ripida discesa sulla destra (l'imbocco della pista di freeride), oppure, consigliato, saltare per ora questa via, prendendo invece la mulattiera successiva, che ci porterà a compiere un anello che ci farà doppiare località San Liberatore, godendo di un bel tratto boschivo non difficile e un ulteriore porzione di ottima discesa dalla cima del monte Pennarossa. Imboccata la mulattiera quindi la manteniamo per tutto il suo sviluppo, confortati dalle tracce bianco-rosse con cui è marcata (tracce un po' rade per la verità); c'è solo da tenere la destra alla biforcazione dopo 200 metri e ignorare più avanti una successiva e più difficile pista di freeride che scende verso destra, finchè poco dopo si giunge in vista delle prime case di San Liberatore. La via si allarga e diviene asfaltata e un centinaio di metri dopo si immette in uno slargo della via che sale da Collestatte, che seguiremo verso sinistra, quasi compiendo un gomito di 180°,  in leggera salita, risalendo quindi strada dell'Ontiera. Questa presenterà pendenze anche consistenti, per poi addolcirsi, compiere una S e terminare sulla radura che contraddistingue la sommità del monte Pennarossa, al cui imbocco c'è una fontanella d'acqua e più avanti caminetti per cucinare. Seguendo la traccia che attraversa la radura, ci portiamo al culmine dell'area (dist.~9.5 Km – alt.~520 m.), scorgendo di fronte le indicazioni per un altro percorso freeride, mentre noi piegheremo verso destra a 90° portandoci al margine del bosco dove si originano due diverse mulattiere che penetrano al suo interno, optando per quella più a destra.
Inizia il divertimento, con la traccia che si fa subito più stretta, facilmente percorribile perchè pulita e divertentissima; subito la via si sdoppia, manteniamo la sinistra, proseguendo a scendere scorrevolissima. Occhio agli ostacoli artificiali, sempre però adeguatamente segnalati da una doppia freccia: giallo si fa il salto, mentre il verde segnala la mano da tenere per bypassarlo. Al km 9.8 incrociamo un'altra traccia e 100 metri dopo una ulteriore si inserisce da sinistra; proseguiamo a scendere con il sentiero che diviene nell'ultima porzione un po' più tecnico perchè scalinato, finchè ci ritroveremo alla "rotatoria" del km 7.3. Ora è arrivato il momento di inserirci invece sulla discesa prima segnalata (scartando quindi la prima di destra da cui siamo precedentemente arrivati), che rappresenta il più divertente percorso freeride del comprensorio, almeno per quanto riguarda le possibilità offerte da un mezzo standard; poi è ovvio che altri mezzi più adeguati e altre capacità farebbero apprezzare diversamente le varie possibilità offerte dai diversi gradi di difficoltà delle altre piste di discesa presenti in zona.
Non resta quindi che seguire l'andamento della pista, più scosceso e difficile nei primissimi metri, con un primo salto bypassabile sulla destra e una successiva porzione dove il percorso di sdoppia, con la pista che segue la traccia di destra (via più impegnativa), mentre quella di sinistra è un'alternativa che semplifica un po' il tratto di ripida discesa. Successivamente non resta che seguire l'andamento del fosso, nel cui letto è stato ricavato l'entusiasmante percorso che ci troveremo a percorrere, da interpretare come meglio si crede; fare o meno i salti (poco consigliabili senza un mezzo adeguato!), "copiare" tutte le sinuosità proposte da chi ha modellato la pista o semplificare il percorso prendendo una via più diretta: l'importante e divertirsi e qui ce n'è veramente la possibilità. Giunti nella parte bassa del tracciato si esce temporaneamente dal fosso e poi anche dal bosco (dist.~11.0 Km – alt.~290 m.), trovandoci alle prese con altri ostacoli artificiali (occhio a non arrivare in velocità su quello che può sembrare un dosso, ma che in realtà ha in mezzo una piccola fossa che lo taglia in due, (bypassabile anche questo tenendo la sinistra), finchè, dopo aver superato delle fantastiche paraboliche entriamo nuovamente nel letto del fosso (da sinistra arriva un altro percorso freeride) seguendone l'andamento in leggera discesa, il che ci porterà ad uscire sull'asfaltata che dalla statale Valnerina sale verso Collestatte, nel punto in cui questa compie un tornante. La seguiamo verso destra e dopo 800 metri ci ritroviamo sulla statale SS209; a destra si torna verso Terni, mentre a sinistra ci si inoltra lungo la Valnerina [rif. Percorso C2 - Km. 4.2].



 

www.mbike.it