|
Un'altra via per salire da Castel
di Lago a località La Forcella (poco sopra al valico della Forca d'Arrone)
in maniera meno diretta, di quella che passa per la Beata Vergine
dello Scoglio e anche un po' più faticosa, di questa, che già di per
se richiede un discreto impegno nelle ripide rampe iniziali. Ad una
dura prima parte, soprattutto nel periodo troppo secco che
aggiungerebbe alla difficoltà della pendenza, il fondo friabile, si
alterna una parte centrale più abbordabile, mentre il finale, dopo
aver superato l'esame più duro (probabilmente a spinta) di una breve,
quanto micidiale rampa in località S. Pietro e Paolo, sarà costituito
da una divertente serpeggiante traccia in discesa nel bosco.
Lo start del percorso è in prossimità della frazione di Caste di
Lago, provenendo da ovest, per la via sterrata che costeggia il Fosso
di Mezzo, la via asfaltata si divide una prima volta: a destra si
ripiega verso sud, come da percorso C2, dando la possibilità di salire
la ripida cementata per la chiesa della Beata Vergine dello Scoglio,
mentre se si prosegue dritti, si giunge in 300 metri a ridosso del
nucleo principale del borgo, con la possibilità di piegare a sinistra
per la statale Valnerina, o proseguire dritti per Arrone, come infatti
faremo [rif. Percorso C2 - Km. 8.3].
Restiamo sull'asfaltata che aggira il paese di Castel di Lago,
restringendosi nel passaggio tra le case, restando pressochè pianeggiante, lasciandoci questo alle spalle
e
proseguendo in direzione di Arrone
(FOTO), finchè al
km 1.1 abbandoniamo questa via optando per la strada, sempre asfaltata, che
sale sulla destra, verso il locale Cimitero ed ex Convento di San
Francesco. Fatti pochi metri, potremo lasciarla a favore della
sterrata che sulla destra passa accanto all'ex convento, superato il
quale lambiamo un tratto asfaltato e, mantenendo la direzione,
proseguiamo lungo la carrareccia che da lì si origina, prima in lieve
pendenza, ma che poi prenderà a salire più decisa. Superiamo un breve
tratto contrassegnato da cartelli di proprietà privata, continuando
incessantemente a salire, con brevi porzioni anche più severe, a causa
del fondo ciottoloso e friabile; le condizioni ideali per affrontarla
sono quando è un po' umida e si ha perciò la presa ottimale delle
ruote al suolo.
Salendo scartiamo un paio di secondarie sulla destra, mantenendo
perciò la carrareccia principale, che, sempre in salita, ci farà
superare una S e, appena dopo, un paio di vecchie costruzioni, dopo le
quali il fondo sarà migliore e le pendenze più lievi. Dopo un'ansa
sinistrorsa, potremo avere una buona veduta verso il fondo valle e
il paese di partenza
(FOTO)
e superata la via di accesso ad una casa sulla destra, oramai in
località Brisciano, torneremo temporaneamente su asfalto. L'asfaltata
compie un gomito destrorso, dove scarteremo la sterrata che prosegue
dritta, saliremo ancora per un breve tratto, finchè, nel punto dove
prende a scendere, verso la provinciale che porta al valico della
Forca di Arrone, la abbandoniamo a favore di una sterrata che sale
sulla destra; fatti pochi metri, avremo la via ostruita da una sbarra
che va oltrepassata, proseguendo a salire. Più avanti ci sarà di nuovo
la via sbarrata da un cavo di acciaio, anch'esso da superare,
compiendo di seguito uno stretto gomito verso destra, con la via che
si sdoppia, dove dovremo seguire l'opzione di destra, ancora a salire,
almeno fino a raggiungere C. Cimamonte (dist.~4.4 Km – alt.~550 m.),
dopo il quale avremo una porzione più rilassante, semipianeggiante e
immersa nei boschi. Dopo un tratto con continui saliscendi, la
carrareccia punterà in decisa discesa, scendendo decisa verso un casale
con annessi agricoli, loc. S. Pietro e Paolo; giunti in fondo e
piegato leggermente a sinistra, la via si sdoppia:
chi non vuole
soffrire sulla successiva terribile, per quanto breve, asperità,
(consapevole che però perderà anche l'ottimo tratto finale successivo)
può optare per la sinistra, che in tutta facilità e in poche centinaia
di metri sfocerà appena sopra il valico della Forca d'Arrone, ovverso
poco più sotto rispetto al
termine del presente percorso; altrimenti, superato il
cartello di divieto di transito per i mezzi a motore, si sale l'altura
di destra per il tratturo, che con pendenza estrema metterà alla prova
anche i bikers più tenaci, soprattutto se il fondo lo di trova friabile e
quindi poco alleato. Per fortuna che il tratto più terribile è
contenuto in alcune decine di metri (sufficienti ad appiedarci),
seguiti poi da una porzione sicuramente più abbordabile, che andrà
pian piano restringendosi, immergendosi nel bosco. Qui seguiremo il
sentiero nella sua traccia più importante, che ad un certo punto piega
a destra, salendo ancora per un breve tratto, mantenendo sempre la via
facile da individuare, con tratti in cui si allarga divenendo una
comoda mulattiera, scollinando in quella che sarà la quota massima del
percorso (dist.~6.1 Km – alt.~615 m.), superando poco dopo un
traliccio elettrico che ci lasciamo sulla destra, con la traccia
sempre ampia e pulita, molto divertente, priva di insidie tecniche,
con direttrice sud-ovest. Questa sfocerà, in località La Forcella,
sulla carrareccia che qui si divide nei tre rami più importanti: a
destra verso la chiesta della Madonna dello Scoglio, a sinistra verso
la Forca d'Arrone e dritti, come da percorsi
CC o Cd [rif.
Percorso C2 - Km. 13.6].
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
|