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Mettendo assieme un paio di vie,
costituite da sentieri e carrarecce, imperniate attorno a località
Capocroce, avremo la possibilità di inventarci una nuova possibilità
per godere delle bellissime zone, oltre i 1000 metri, a ridosso del
monte la Pelosa e tra questo e il monte Petano. Accesso tramite la
provinciale (quindi asfaltata) che da Polino sale verso Colle Bertone,
eliminandolo altrimenti con un'alternativa che lo rende più severo,
risalendo per la Valle del Fosso della Sargiola. Poi seguono
praticamente solo carrarecce, mulattiere e sentieri, solcando
bellissimi boschi e altrettanto belle zone prative.
Il riferimento per l'origine del percorso è dato lungo la
provinciale SP66 che sale da Polino verso Colle Bertone, scandita da 6
tornanti, precisamente all'altezza del quarto, salendo, al km 2.1 di
questa, (terzo tornate se si sta scendendo) dove si
origina l'asfaltata per Leonessa e Cascia [rif.
Percorso C2 - Km. 27.5].
Segnalo subito un'alternativa ai successivi 5 km abbondanti che
si hanno seguendo la provinciale, anche se è sicuramente più impegnativa:
anziche salire seguendo il tracciato della SP66 si può seguire la via,
sempre asfaltata, per Leonessa, da mantenere per alcune centinaia di
metri, fino al primo gomito a 180° di questa, (ponte Millemetri); qui sulla destra si
stacca un sentiero che imbocca la valle del Fosso la Sargiola, dove va
messo in preventivo un primo tratto a spinta, perchè sconnesso, per
poi continuare con pendenze abbordabili con media attorno al 10% e
fondo decente.
Seguiamo la SP66, superando uno dopo l'altro i restanti due tornanti,
per poi superare sulla destra la via che si collega salendo da
Buonacquisto come da percorso Cf, che ora prosegue con tratto in
comune), cosi come supereremo, dopo poche centinaia di metri, sempre
sulla destra l'ottimo fontanile di Acquaviva. Saliamo ancora lungo la
provinciale fino al punto in cui questa scollina in località Colle
Bertone. Qui, in corrispondenza della carrareccia che sulla destra si
stacca salendo lungo le pendici del monte la Pelosa, prendiamo invece
a sinistra, salendo sulla bassa costa di sinistra che vede sopra ad
essa un focolare e un tavolo in legno (il passaggio più facile è
qualche metro più avanti appena prima dell'inizio di una staccionata),
dove invertendo praticamente la direzione, risaliamo puntando verso il
tavolo, che però non raggiungiamo, visto che scenderemo declinando
verso destra in direzione del palo della linea alettrica e superato questo
andremo a prendere la traccia che tra gli alberi discende il
sottostante valloncello, appena qualche metro all'interno della
striscia boschiva (a destra c'è un residuo filo spinato che ci separa
da una striscia di prato); traccia tutto sommato agevole anche se lo
strato di fogliame e qualche ramo può appena complicare il primo
tratto. Più sotto, nella zona che costeggia il letto di un torrente,
la traccia è più marcata e pulita, quindi filante, anche se una
brevissima porzione, sarà costituita dallo stesso letto del torrente e
perciò appena sconnessa. Giungeremo nella zona della Fonte la Posta,
dove il letto si fa molto più ampio e dove passeremo in mezzo ad una
serie di opere idriche in cemento (dist.~6.0 Km – alt.~1200 m.); qui
hanno origine due sterrate: una che sale sulla destra, che è quella da
seguire per continuare il percorso attuale
e un'altra che prosegue a scendere lungo
la valle, fino a ponte Millemetri, coincidente in pratica con il letto
del fosso, che costituisce la via di arrivo alternativo segnalata
all'inizio.
Seguita la via univoca che risale fino a
livello della provinciale prima abbandonata, ci riallacceremo a questa
dopo quasi 600 metri, seguendola verso sinistra, ma solo per pochi
metri, dato che all'imbocco dello slargo, sempre asfaltato, antistante
l'ingresso di un ristorante, infileremo la costa che sulla destra in
discesa ci
porta ad attraversare longitudinalmente la sottostante valle prativa,
senza una vera e propria traccia da seguire,
con il sentiero che torna evidente nell'ultimo tratto, ci porta di
nuovo a riprendere l'asfaltata, verso destra, che ora risale,
dividendosi poco dopo; seguendo il ramo di sinistra, sfoceremo sul
piazzale che funge da parcheggio della bella zona pic-nic di Prato Manente, che lambiamo, piegando verso destra (in fondo c'è un fontana
d'acqua) riprendendo a salire ancora su asfalto (dist.~7.3 Km – alt.~1210
m.). Al successivo bivio dopo 100 metri teniamo la destra, restando
sull'asfaltata ancora per altri 250 metri, quando sulla sinistra
troveremo una piccola carrareccia che si inerpica, appena un po'
sassosa. Rimarremo su questa, seguendone lo sviluppo principale, anche
se dopo alcune centinaia di metri si riduce in ampiezza, proseguendo
con fondo erboso su tratto facile e scorrevole, fino a giungere ad una
minuscola radura dove la via pare terminare. In effetti da qui si
prosegue su sentiero, che si origina sul margine destro, un po'
sconnesso in qualche porzione, per fondo sassoso, che ci costringerà di tanto in tanto di interrompere la pedalata e sfruttare
l'ausilio di un appoggio a terra dei piedi; la vegetazione, rovi in
particolare, non invade troppo la sede, anche se qualche ramo a terra
può costituire un pericolo per le nostre gomme. Il sentiero si
sdoppia, ricongiungendosi poi, nel punto in cui si inerpica a
guadagnare una selletta e da qui la traccia si fa poco evidente; in
pratica va mantenuta grossomodo l'altitudine costante, tagliando la costa del
monte in direzione est, andando ad attraversare in successione,
tagliandole a metà, due zone prive di vegetazione, la seconda delle
quali, più ampia, darà invece origine al successivo sentiero nel
bosco, da seguire. Per individuarlo, occorrerà scorgere un grosso
cespuglio che si discosta leggermente dal margine opposto della
radura, individuando, appena dietro questo, il moncone di un vecchio
albero, sulla sinistra del quale, ad una decina di metri,
individueremo la traccia di sentiero da seguire, a margine del bosco (dist.~9.1 Km – alt.~1260
m.). Questo punta subito verso nord-ovest, pressochè pianeggiante, con
lievi problemi di percorribilità dovuti a rari rami al suolo e qualche
sasso e ci porta a lambire una piccola radura, che ci lasciamo sulla
destra, per poi scendere con un breve tratto ripido, su una radura più
ampia dove termina, mentre sul lato opposto si origina la lunga
carrareccia che scende verso Capocroce. Seguiamo quindi la comoda
carrareccia che ci accompagnerà per i successivi chilometri, sempre
ampia e scorrevole, anche se si alternano alcuni tratti un po'
sassosi, facile da mantenere, visto che incontreremo solo un paio di
carrarecce secondarie sulla sinistra, da ignorare, mentre al km 11.8,
dove si sdoppia, possiamo optare per un qualsiasi dei due rami, che si
riuniranno appena di seguito, finchè, 300 metri dopo, questa terminerà,
sulla via asfaltata che si staccava dal 4° tornante (all'origine del
percorso) per proseguire a destra verso Cascia e Leonessa. Qui invece
noi attraverseremo solamente l'asfaltata, dal momento che dall'altra
parte se ne origina un'altra, da seguire. Poche centinaia di metri di
questa ci porteranno al culmine di una leggera salita di fronte ad una
recinzione che cinge alcune coltivazioni, sulla sinistra però
scorgeremo la traccia di sentiero da seguire, che dopo essere sceso
qualche metro, si amplia, costeggiando un lato della recinzione per
tutta la sua lunghezza, finchè esaurito questo terminerà pure il
sentiero, che confluirà, con una ripida ma brevissima rampa, su
una carrareccia da seguire verso sinistra, in salita (dist.~12.7 Km – alt.~1010
m.). La nuova via prosegue salendo tra due recinzioni in filo spinato,
con di fronte il monte Petano, poi prende a scendere, appena prima di
dividersi, dove seguiremo il ramo principale di destra che risale.
Dopo nemmeno 300 metri piega a sinistra proseguendo a salire e qui la
abbandoniamo a favore di una bretellina che prosegue dritta, che va ad
intercettare dopo pochi metri, una nuova via, più ampia, che scende,
da seguire. Ben presto questa riprenderà a salire, permettendoci di
scorgere un bel panorama verso il monte Aspra e la Cima del Carpellone;
al culmine della nuova salita, scartiamo una via che scende da
sinistra, continuando sull'ampia carrareccia, un po' sassosa e
sdrucciolevole dove scende un po' più pendente, fino a giungere ad un
fontanile, dove potremo fare scorta d'acqua. Da qui, seguiamo il ramo
di sinistra, che in poche decine di metri, ci porta a confluire
sull'ampia carrareccia che da Casali le Vaglie (a destra) risale verso
loc. Il Monte (a sinistra) [rif.
Percorso C2 - Km. 34.0].
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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