PERCORSO Cm
Variante al percorso C2
(Colle Bertone - Prato Manente - Capocroce)

BRACIOLE E SALSICCE


Lunghezza: ~14.4 Km
Altitudine max: ~1290 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~570m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~1h 30'
Difficoltà: Medio-difficile (indice 6)


gps

DATA: Ottobre 2009 

Mettendo assieme un paio di vie, costituite da sentieri e carrarecce, imperniate attorno a località Capocroce, avremo la possibilità di inventarci una nuova possibilità per godere delle bellissime zone, oltre i 1000 metri, a ridosso del monte la Pelosa e tra questo e il monte Petano. Accesso tramite la provinciale (quindi asfaltata) che da Polino sale verso Colle Bertone, eliminandolo altrimenti con un'alternativa che lo rende più severo, risalendo per la Valle del Fosso della Sargiola. Poi seguono praticamente solo carrarecce, mulattiere e sentieri, solcando bellissimi boschi e altrettanto belle zone prative.

Il riferimento per l'origine del percorso è dato lungo la provinciale SP66 che sale da Polino verso Colle Bertone, scandita da 6 tornanti, precisamente all'altezza del quarto, salendo, al km 2.1 di questa, (terzo tornate se si sta scendendo) dove si origina l'asfaltata per Leonessa e Cascia [rif. Percorso C2 - Km. 27.5].
Segnalo subito un'alternativa ai successivi 5 km abbondanti che si hanno seguendo la provinciale, anche se è sicuramente più impegnativa: anziche salire seguendo il tracciato della SP66 si può seguire la via, sempre asfaltata, per Leonessa, da mantenere per alcune centinaia di metri, fino al primo gomito a 180° di questa, (ponte Millemetri); qui sulla destra si stacca un sentiero che imbocca la valle del Fosso la Sargiola, dove va messo in preventivo un primo tratto a spinta, perchè sconnesso, per poi continuare con pendenze abbordabili con media attorno al 10% e fondo decente.
Seguiamo la SP66, superando uno dopo l'altro i restanti due tornanti, per poi superare sulla destra la via che si collega salendo da Buonacquisto come da percorso Cf, che ora prosegue con tratto in comune), cosi come supereremo, dopo poche centinaia di metri, sempre sulla destra l'ottimo fontanile di Acquaviva. Saliamo ancora lungo la provinciale fino al punto in cui questa scollina in località Colle Bertone. Qui, in corrispondenza della carrareccia che sulla destra si stacca salendo lungo le pendici del monte la Pelosa, prendiamo invece a sinistra, salendo sulla bassa costa di sinistra che vede sopra ad essa un focolare e un tavolo in legno (il passaggio più facile è qualche metro più avanti appena prima dell'inizio di una staccionata), dove invertendo praticamente la direzione, risaliamo puntando verso il tavolo, che però non raggiungiamo, visto che scenderemo declinando verso destra in direzione del palo della linea alettrica e superato questo andremo a prendere la traccia che tra gli alberi discende il sottostante valloncello, appena qualche metro all'interno della striscia boschiva (a destra c'è un residuo filo spinato che ci separa da una striscia di prato); traccia tutto sommato agevole anche se lo strato di fogliame e qualche ramo può appena complicare il primo tratto. Più sotto, nella zona che costeggia il letto di un torrente, la traccia è più marcata e pulita, quindi filante, anche se una brevissima porzione, sarà costituita dallo stesso letto del torrente e perciò appena sconnessa. Giungeremo nella zona della Fonte la Posta, dove il letto si fa molto più ampio e dove passeremo in mezzo ad una serie di opere idriche in cemento (dist.~6.0 Km – alt.~1200 m.); qui hanno origine due sterrate: una che sale sulla destra, che è quella da seguire per continuare il percorso attuale e un'altra che prosegue a scendere lungo la valle, fino a ponte Millemetri, coincidente in pratica con il letto del fosso, che costituisce la via di arrivo alternativo segnalata all'inizio.
Seguita la via univoca che risale fino a livello della provinciale prima abbandonata, ci riallacceremo a questa dopo quasi 600 metri, seguendola verso sinistra, ma solo per pochi metri, dato che all'imbocco dello slargo, sempre asfaltato, antistante l'ingresso di un ristorante, infileremo la costa che sulla destra in discesa ci porta ad attraversare longitudinalmente la sottostante valle prativa, senza una vera e propria traccia da seguire, con il sentiero che torna evidente nell'ultimo tratto, ci porta di nuovo a riprendere l'asfaltata, verso destra, che ora risale, dividendosi poco dopo; seguendo il ramo di sinistra, sfoceremo sul piazzale che funge da parcheggio della bella zona pic-nic di Prato Manente, che lambiamo, piegando verso destra (in fondo c'è un fontana d'acqua) riprendendo a salire ancora su asfalto (dist.~7.3 Km – alt.~1210 m.). Al successivo bivio dopo 100 metri teniamo la destra, restando sull'asfaltata ancora per altri 250 metri, quando sulla sinistra troveremo una piccola carrareccia che si inerpica, appena un po' sassosa. Rimarremo su questa, seguendone lo sviluppo principale, anche se dopo alcune centinaia di metri si riduce in ampiezza, proseguendo con fondo erboso su tratto facile e scorrevole, fino a giungere ad una minuscola radura dove la via pare terminare. In effetti da qui si prosegue su sentiero, che si origina sul margine destro, un po' sconnesso in qualche porzione, per fondo sassoso, che ci costringerà di tanto in tanto di interrompere la pedalata e sfruttare l'ausilio di un appoggio a terra dei piedi; la vegetazione, rovi in particolare, non invade troppo la sede, anche se qualche ramo a terra può costituire un pericolo per le nostre gomme. Il sentiero si sdoppia, ricongiungendosi poi, nel punto in cui si inerpica a guadagnare una selletta e da qui la traccia si fa poco evidente; in pratica va mantenuta grossomodo l'altitudine costante, tagliando la costa del monte in direzione est, andando ad attraversare in successione, tagliandole a metà, due zone prive di vegetazione, la seconda delle quali, più ampia, darà invece origine al successivo sentiero nel bosco, da seguire. Per individuarlo, occorrerà scorgere un grosso cespuglio che si discosta leggermente dal margine opposto della radura, individuando, appena dietro questo, il moncone di un vecchio albero, sulla sinistra del quale, ad una decina di metri, individueremo la traccia di sentiero da seguire, a margine del bosco (dist.~9.1 Km – alt.~1260 m.). Questo punta subito verso nord-ovest, pressochè pianeggiante, con lievi problemi di percorribilità dovuti a rari rami al suolo e qualche sasso e ci porta a lambire una piccola radura, che ci lasciamo sulla destra, per poi scendere con un breve tratto ripido, su una radura più ampia dove termina, mentre sul lato opposto si origina la lunga carrareccia che scende verso Capocroce. Seguiamo quindi la comoda carrareccia che ci accompagnerà per i successivi chilometri, sempre ampia e scorrevole, anche se si alternano alcuni tratti un po' sassosi, facile da mantenere, visto che incontreremo solo un paio di carrarecce secondarie sulla sinistra, da ignorare, mentre al km 11.8, dove si sdoppia, possiamo optare per un qualsiasi dei due rami, che si riuniranno appena di seguito, finchè, 300 metri dopo, questa terminerà, sulla via asfaltata che si staccava dal 4° tornante (all'origine del percorso) per proseguire a destra verso Cascia e Leonessa. Qui invece noi attraverseremo solamente l'asfaltata, dal momento che dall'altra parte se ne origina un'altra, da seguire. Poche centinaia di metri di questa ci porteranno al culmine di una leggera salita di fronte ad una recinzione che cinge alcune coltivazioni, sulla sinistra però scorgeremo la traccia di sentiero da seguire, che dopo essere sceso qualche metro, si amplia, costeggiando un lato della recinzione per tutta la sua lunghezza, finchè esaurito questo terminerà pure il sentiero, che confluirà, con una ripida ma brevissima rampa, su una carrareccia da seguire verso sinistra, in salita (dist.~12.7 Km – alt.~1010 m.). La nuova via prosegue salendo tra due recinzioni in filo spinato, con di fronte il monte Petano, poi prende a scendere, appena prima di dividersi, dove seguiremo il ramo principale di destra che risale. Dopo nemmeno 300 metri piega a sinistra proseguendo a salire e qui la abbandoniamo a favore di una bretellina che prosegue dritta, che va ad intercettare dopo pochi metri, una nuova via, più ampia, che scende, da seguire. Ben presto questa riprenderà a salire, permettendoci di scorgere un bel panorama verso il monte Aspra e la Cima del Carpellone; al culmine della nuova salita, scartiamo una via che scende da sinistra, continuando sull'ampia carrareccia, un po' sassosa e sdrucciolevole dove scende un po' più pendente, fino a giungere ad un fontanile, dove potremo fare scorta d'acqua. Da qui, seguiamo il ramo di sinistra, che in poche decine di metri, ci porta a confluire sull'ampia carrareccia che da Casali le Vaglie (a destra) risale verso loc. Il Monte (a sinistra)  [rif. Percorso C2 - Km. 34.0].

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

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