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Più che ad una variante al percorso
C2, probabilmente va più visto come una frazione di percorso a se
stante, dato che aggiungere al già impegnativo C2, anche questa
appendice ne farebbe un qualcosa di eccessivo sia come chilometraggio
che come dislivello, oltre i 2000 metri totali. Un quasi anello quindi
che staccandosi da sotto le pendici del monte Petano, va a guadagnare,
in maniera impegnativa, la cima di questo, a cui segue la parte più gustosa del percorso con
un lungo single track di quasi 3km, abbastanza scorrevole per una
prima metà e più tecnico e sinuoso nella seconda, quella delle "svordicchie" (capito
l'origine del nome?) che ci porta a ridosso di Polino, giungendo a
questo tramite sterrata. Velocissima discesa in parte su asfalto e
parte su sterrato, per poi riprendere a salire da Rosciano parte della
costa del monte Tripozzo, scendendo sulla frazione omonima e
completando infine il tutto con uno scorrevole single-track finale nel
bosco, che ci porta e intercettare la ripida sterrata che precipita
verso Monterivoso.
Il percorso ha origine ai 1040 metri di altitudine, lungo la
carrareccia che da Casali le Vaglie sale verso est fino a sfiorare i
1100 metri e poi scende disegnando una S, oltre la quale c'è il bivio
che a destra prosegue a scendere verso Fonte Carpio, mentre noi
prenderemo in considerazione la via di sinistra che subito s'impenna
per le pendici nord del monte Petano [rif.
Percorso C2 - Km. 35.8].
Durissima rampa con pendenza al 20%, che subito metterà alla
prova le nostre capacità di scalatori, dandoci tregua, momentaneamente
per un centinaio di metri, al raggiungimento del recinto per bestiame
poco sopra, per poi riprendere a salire duramente, con una breve
frazione di questa seconda rampa pure accidentata a complicare le
cose. Al termine di questa raggiungeremo un'altura sulla quale dovremo
lasciare la carrareccia che prosegue verso sud-ovest, oramai
all'altezza del rifugio (sulla sinistra), per iniziare la scalata,
verso destra, delle pendici nord della sommità del Petano, aggredendo
la ripida costa prativa, guidati dal double-track che la segna, anche
se difficilmente riusciremo a seguirla fedelmente; piuttosto saremo
costretti ad adottare la tecnica della "stramabata", zigzagando
liberamente lungo l'ascesa. Libera interpretazione della salita quindi
con le anse che la addolciranno, allungando di conseguenza il
percorso, con la traccia principale che pare scomparire quando questa
va ad attraversare una sottile fascia di cespugli, oltre i quali più
di una traccia pare segnare trasversalmente la costa; per rendere
pedalabile quest'ultimo tratto seguiamo il taglio verso destra
aggirando il versante del monte su cui ci troviamo, per portarci su
quello ovest, decisamente più scalabile in sella, cercando di non perdere quota
durante questa fase, senza una vera e propria traccia evidente da
seguire, puntando poi, una volta raggiunto il crinale occidentale,
direttamente alla cima, oramai vicina. Raggiunta la prima sommità,
punteremo alla seconda, 150 metri più distante e un metro più elevata,
che possiamo quindi considerare vera cima del Petano (dist.~1.9 Km – alt.~1262
m.). Appagata la vista con un bel panorama che spazia a 360°
(FOTO)
(FOTO)
verso la conca ternana, i monti sabini e reatini, il sottostante paese
di Polino (il comune più elevato dell'Umbria) il monte La Pelosa, la
Cima del Carpellone, l'Aspra, il Coscerno, i monti Solenne e Fionchi,
potremo riprendere il giro, con una discesa, che anche questa può
essere di libera interpretazione; si può puntare verso nord in
direzione del rifugio, oppure est, scendendo la porzione che declina
più dolcemente del monte, con lo scopo di andare ad intercettare la
carrareccia che poco più sotto abbraccia almeno la metà del monte. Il
percorso preso in considerazione prevede la discesa lungo il bel
crinale prativo in direzione est, adottando il monte La Pelosa come
guida, andando a intercettare la carrareccia dopo circa 600 metri (a
seconda di dove si sbuca, potrebbe rendersi necessario far scendere la
bici a piedi sulla strada), seguendo poi questa verso destra, con la
via che presto prende a salire un po', per poi ridiscendere, verso una
pozza artificiale per la raccolta dell'acqua, appena prima della quale
lasciamo la via che prosegue oltre questa, per tagliare più
direttamente la costa verso sinistra. Giunti alla fine della breve
discesa, anzichè compiere il gomito destrorso della via, proseguiremo
appena oltre, cercando l'imbocco del sentiero che appena sulla
sinistra di origina (dist.~ 3.2Km – alt.~1110 m.), per l'inizio del
bel single-track nella boscaglia, in questa prima porzione, un po'
accidentata e scalinato nei primi metri e con qualche porzione più
tecnica, ma che sostanzialmente si può considerare agevole. Ci
facciamo guidare da questa traccia univoca, superando una porzione che
nel passato era un po' ingarbugliata, tra cespugli di ginestre che ne
impedivano la percorribilità, quantomeno in sella (speriamo che la
manutenzione perduri nel tempo; tutta questa porzione e la successiva
sono ora facilmente percorribili grazie all'opera del CAI di Terni che
l'ha ripulita a dovere nel corso del 2010) fino a confluire dopo una
discesa nel bosco su un'altra traccia (dist.~3.9 Km – alt.~1040 m.),
dove in pratica invertiremo la direzione, dovendola seguire verso
destra. Ancora scorrevole, malgrado qualche sasso al suolo per un
breve tratto, poi prende a scendere un po' disagevole, per una
porzione che scende con fondo friabile, passando accanto ad un primo
fontanile (visto sempre in secca) e subito appresso, dopo un gomito
sinistrorso, un secondo che invece abitualmente eroga acqua (fonte la
Conca). Dopo questo seguirà un tratto abbastanza facile e scorrevole
ancora a scendere, che sarà poco sotto interrotto da una porzione
fortemente sconnessa in concomitanza di una breve risalita, che
presumibilmente sarà perciò da farsi a spinta, anche se solo per pochi
metri; poi si potrà risalire in sella pur in un contesto ancora
sconnesso. Ad una successiva biforcazione teniamo la sinistra che
prosegue in leggera ascesa, ma che poco oltre ci presenta una
impegnativa rampa, oltre la quale il sentiero spiana tornando agevole
e sdoppiandosi nuovamente (dist.~5.0 Km – alt.~980 m.); qui seguiamo
il ramo di destra che dopo pochi metri va ad intercettare un'altro
sentiero ben marcato che preso verso destra ci fa invertire in pratica
la direzione, dando inizio alla porzione più impegnativa del percorso,
quella delle "svordicchie", un susseguirsi di continue svolte, anche
accentuate, sempre in discesa, su fondo tecnico, spesso scalinato,
roccioso, altre volte friabile, che ci porta a scendere la costa del
monte, per oltre un chilometro, fino a sfociare sull'ampia carrareccia
che presa verso sinistra, nel senso d'imbocco, porta a Polino (dist.~6.2 Km – alt.~810
m.)
(FOTO).
Non resta che seguire la sterrata con fondo agevole, che risalirà al
paese, di fronte a noi, poco più in alto, cosa che faremo in 700
metri, piegando nel finale verso destra a superare la zona adibita a
parcheggio e sbucando, tra le case, sulla provinciale, che seguiremo
verso destra, in discesa. Pochi metri e giungiamo alla piazza del
paese, dove all'imbocco di questa invertiamo la rotta verso sinistra
(sulla destra della piazza c'è invece la possibilità di rifornirsi
d'acqua) come se dovessimo seguire ancora la provinciale, che però
lasceremo dopo pochi metri a favore di una minore che si stacca sulla
destra e scende ripidissima (una scorciatoia) che in meno di 700 metri
torna sulla provinciale da seguire sempre in discesa, ovvero a destra. Bruciamo i
quasi 2.5 km della veloce discesa su asfalto, superando località
Palombare, lasciandola a favore della sterrata sulla sinistra per
località Cesapiana, che dopo circa 500 metri intercetta una cementata,
da seguire in discesa (dist.~10.6 Km – alt.~570 m.). Presto il fondo
torna sterrato, scorrendo lungo la valle del fosso di Rosciano,
parallelamente alla provinciale; la manteniamo nel suo sviluppo
principale ignorando le diramazioni laterali, finchè questa piega a
destra per ricollegarsi alla provinciale. Prima di questa piega
scorgeremo di fronte, un sentiero che prosegue a scendere mantenendo
la direzione che avevamo, prosecuzione del percorso attuale, salvo che
si voglia completare la discesa andando sul sicuro
(in questo
caso seguire la sterrata che in pochi metri si innesta alla
provinciale), dal momento che il sentiero in alcuni periodi può
essere un po' "ingarbugliato" dal punto di vista della vegetazione;
niente di troppo particolare (almeno fino ad ora) però qualche fronda
e qualche ramo di rovi posso attraversare la sede del sentiero.
Sentiero un po' sassoso, ma scorrevole, che in 250 metri va ad
attraversare un'altra carrareccia, con ancora una seconda possibilità
di seguirla verso destra per ritornare sulla provinciale e proseguire
la discesa su questa; noi proseguiamo dritti, proseguendo ancora su
sentiero, leggermente più a rischio del tratto precedente dal punto di
vista della percorribilità (regolatevi su quanto avete saggiato
finora) che con poche centinaia di metri si esaurisce su una
carrareccia, questa ora da seguire, che presa verso destra si unisce
alla provinciale, da proseguire in discesa. In poco più di un
chilometro raggiungiamo la frazione di Rosciano, con la possibilità di
rifornirsi alla piccola fontanella che si trova sul margine sinistro
della strada, appena oltre la quale dovremo lasciare definitivamente
la provinciale per seguire sulla destra la rampa (dist.~ 13.2Km – alt.~350
m.), che oltrepassato il
piazzale destinato a parcheggio del locale parco avventura, diviene
poi sterrata. Questa risalirà tornante dopo tornante (sono 6) tutta la
costa coltivata ad ulivi; nel pieno di alcuni di questi tornanti si
staccano delle vie da ignorare, come nel sesto e ultimo, via però
degna di nota dato che questa permette di raggiungere in breve la
sovrastante località Fonte Carpio con una salita comunque ripidissima.
Oramai al limitare della porzione boscosa, la via spiana, penetrando
poi nella boscaglia e concludendosi su una piccola radura; qui dovremo
scorgere sulla destra un piccolo sentiero che penetra
nel fitto della macchia tramite una brevissima ma ripida rampa, presto
sconnessa per una breve porzione, che sale per pochi metri, scendendo
poi fino all'origine di una nuova piccola carrareccia che prosegue
semipianeggiante. Si esce dalla boscaglia, con la via che corre a
margine di un giovane uliveto, prendendo poi a scendere; restiamo
sempre sulla via principale, ignorando le secondarie che si diramano
ai lati, via quasi interamente discendente, con una prima parte con un
fondo un po' friabile, più compatto nella seconda. Verso la parte
finale questa si sdoppia (dist.~17.9 Km – alt.~550 m.), ne manteniamo
il ramo basso di sinistra, (bella vista verso il sottostante paese di Montefranco)
per sfociare 200 metri dopo sull'asfaltata per Tripozzo, da seguire
nel senso d'imbocco. Leggera salita che ci porta in poche centinaia di
metri alla frazione, mantenendo l'asfaltata che risale tra le poche
case, fino a giungere al cospetto della piccola chiesetta locale, dove
la lasciamo, infilando la viuzza, che sulla sinistra di questa porta
ad uscire dalla frazione, divenendo sterrata. Proseguendo su tratto
semipianeggiante, tra i rinomati uliveti della zona, avremo un'ottima
vista verso i monti Fionchi e Solenne, per poi rientrare nel bosco,
ancora scorrevole e facile, finchè prenderà a salire in maniera
abbastanza impegnativa, sia per la pendenza che per un fondo un po'
irregolare. La rampa più severa si può delimitare a circa 200 metri,
anche se seguirà a questa ancora altrettanta porzione di salita, al termine della
quale vedremo una via secondaria che si collega da destra, segno che
circa 40 metri dopo dovremo lasciare la carrareccia per imboccare
sulla sinistra il sentiero che lì si origina (dist.~20.1 Km – alt.~630
m.). Bel single-track scorrevole e agevole, con la vegetazione che non
è d'intralcio, che andrà ad inserirsi dopo 600 metri su una ripida
carrareccia, che seguiremo nel tratto discensivo, per un primo tratto
sconnesso per fondo ciottoloso non compattato, che poi migliorerà,
andando ad allacciarsi sulla carrareccia principale che scende verso
Monterivoso [rif. Percorso C2 -
Km. 42.2].
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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