PERCORSO D1

TERNI - MIRANDA - ACQUA DEL CARPINO - CIMITELLE - I PRATI - MOGGIO - MIRANDA - TERNI


Lunghezza: ~38.1 Km
Altitudine max: ~955 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~1130m)
Tempo percorrenza indicativo: 3h
Difficoltà: Difficile (indice 8)


gps

DATA: Settembre 2003 

Varianti possibili: Percorso Da - Percorso Db - Percorso Dj - Percorso Dl - Percorso Dm

Impegnativo percorso nel complesso, che partendo dalla conca ternana, e attraversando parte del comune di Stroncone, si spinge fino ad affacciarsi sulla sulla valle reatina, con un tratto a ridosso dei 1000 metri, attraversando castagneti, boschi e prati, con oltre il 50% del percorso su sterrate, in pratica tutto l'anello che ha come partenza/arrivo Miranda (anello che include un dedalo di varianti, dove c'è da passare giornate intere per percorrerle tutte).
Quasi proibitivo (almeno da fare in sella, tanto che l'indice di difficoltà non prende in considerazione questo tratto come pedalato) il tratto in salita da Moggio: circa 700 metri, che a seconda delle proprie possibilità, sono da farsi più o meno in parte con la bici al fianco. Segue poco dopo un tratto in forte discesa dove è richiesta una discreta padronanza tecnica (a meno di scendere anche in questa parte).
Varie possibilità di varianti, anche per bypassare i suddetti tratti più severi, segnalate direttamente nella
descrizione.
Per raggiungere il paese dal punto di partenza descritto ci sono varie possibilità; su questo sito è possibile reperirne tre, due descritte direttamente nell'attuale percorso, (entrambe su asfalto) e una terza su sterrata costituita dal percorso Dd. L'opzione scelta per l'andata è la più facile (altimetricamente parlando), ma anche la meno piacevole per via del traffico che si incontrerà nei quasi tre chilometri sulla stretta statale per Rieti. Il primo tratto è in comune con il percorso D2, mentre un successivo tratto lo è con il percorso Dc.

Punto di partenza e di riferimento è stato stabilito nella zona sud di Terni (quartiere Cesure), nel punto dove via Murri ha inizio da via Ippocrate, proprio di fronte ad un supermercato, anche se si potrebbe definire il vero punto di partenza il paese di Miranda, dove ha inizio e fine la parte off-road e più interessante del percorso.
Si percorre interamente via Murri, che diverrà successivamente via Pasteur e si immetterà su via Campomicciolo, la strada che presa verso destra in salita, porta verso Rieti. Seguirà il tratto più brutto del percorso, essendo questa una strada molto trafficata e relativamente stretta (per i camion) che fortunatamente ci accompagnerà per meno di 3 km.
Al Km. 4.4, all’altezza di un tornante verso sinistra troveremo sulla destra il bivio per Miranda e potremo finalmente lasciare la Terni-Rieti; qui la strada salirà in modo deciso, abbastanza costantemente fino al successivo bivio, dove seguendo le indicazioni stradali, dovremo prendere a sinistra in direzione contraria a quella di provenienza, per Miranda.
Dritti, per Larviano, si tornerebbe invece dopo pochi chilometri al punto di partenza.
Mantenendo la strada principale ora si raggiungerà Miranda senza problemi, almeno di orientamento; alcuni strappi in forte pendenza invece ci faranno dar fondo alle nostre forze, soprattutto nei metri che precedono il bivio per una strada secondaria che a sinistra porterebbe verso Marmore, intorno al Km 6.5 e che rappresenterebbe il tratto conclusivo del percorso Da.
L’ultimo chilometro che ci porterà direttamente nella piazza del paese di Miranda, (dist.~8.500 Km – alt.~580 m.) sarà invece pianeggiante e ci permetterà di recuperare le energie, prima della successiva ripida pendenza per lasciare il paese; prima è d’obbligo approfittare della fontanella sul lato opposto della piazza, non proprio facile ne da individuare, (pare una scultura post-moderna).
Il percorso si riprenderà dalla piazzetta, risalendo la ripida strada, sempre asfaltata, contraddistinta da cartelli escursionistici in legno, che riportano tra gli altri anche la nostra prossima tappa, Acqua del Carpino, lasciandoci Miranda alle spalle (FOTO). Alla fine del tratto più duro la strada diverrà sterrata; qui si incrocerà una stradina secondaria, ma noi continueremo a salire per la nostra direzione. Dopo un ulteriore breve tratto di salita, seguirà una discesa, al termine della quale troveremo un bivio che andrà preso nel ramo di destra (quello di sinistra in pianura sarà il percorso di ritorno), con un breve, ripido strappo in salita. Percorsi altri 500 metri il fondo si farà più agevole per poi divenire anche pianeggiante, dove la strada si dividerà ancora, su una zona, denominata Prato Prete. I due rami di percorso, che includono in mezzo una zona recintata, con una piccola costruzione in mezzo, si ricongiungono più avanti: quello di destra è più breve, ma più sconnesso e sale con decisione negli ultimi metri,  mentre quello di sinistra (costeggiare sempre la recinzione girandogli intorno) è qualche centinaio di metri più lungo, ma anche più facile. Al ricongiungimento delle suddette strade, ci si troverà in verità ad un quadrivio: dovremo proseguire optando per quella di sinistra, pianeggiante, ma interessante è anche quella centrale che dopo appena più di 400 metri ci farebbe uscire su una radura con la possibilità di un dedalo di mulattiere, carrareccie e sentieri tutti da scoprire. Mi limito a segnalarne uno, bello ma riservato agli amanti delle discese tecniche. Alla radura anzichè seguire il ramo principale della sterrata che piegando sulla destra sale, proseguire dritti in discesa, attraversare una successiva radura e alla biforcazione subito dopo questa optare per il ramo di sinistra che scende e mantenerlo fino alla fine (oltre un chilometro), in compagnia, sulla destra, di un profondo fosso: usciremo circa a metà del percorso Dd.
Seguiremo quindi la comoda sterrata, che per un certo tratto costeggerà sulla destra delle zone di coltivazioni sperimentali, che con uno sviluppo di poco più di 500 metri ci porterà fino ad un nuovo incrocio, questa volta tra 5 strade; analizzandole a partire da destra (rispetto a quella di provenienza): la prima (partenza del percorso Dh) scende e porterebbe verso Colle-Molenano passando per il convento abbandonato di San Benedetto in fundis e ricongiungendosi al percorso D2 in località Collorello o poco più avanti; la seconda si ricongiungerebbe volendo anch’essa al nostro percorso, praticando un percorso più boscoso e impervio, poco adatto alla bike e non facile da individuare; la quarta, sulla sinistra, scende con la possibilità di varie diramazioni a ricongiungersi sempre sul tratto di ritorno di questo percorso; la terza, lasciata per ultimo, è quella da prendere che con meno di un chilometro ci farà scendere verso Acqua del Carpino, con percorso abbastanza sconnesso. Qui (dist.~12.300 Km – alt.~680 m.) la vegetazione si apre per lasciare il posto a dei piccoli prati per il pascolo con piante di noci, una piccola costruzione in pietra sulla sinistra, riparo per i pastori e un abbeveratoio per il bestiame. Subito al termine del tratto in discesa si consiglia di inserire rapporti agili, dato che la strada (che sale in mezzo a due, quella di destra palesemente secondaria) sale bruscamente, anche se per pochi metri. Si prosegue su strada unica che sale quasi sempre in maniera abbastanza agevole, per ritrovarsi dopo circa 1.5 Km alla confluenza con un’altra strada che sale da destra. Noi manterremo in pratica la direzione, salendo quindi nella sua direzione di sinistra, che in pratica è la strada che porta alle Cimitelle.
Si continua a salire con una certa decisione per circa 300 metri, dopodichè seguirà un breve tratto di discesa, fino a dove confluirà salendo, una stradina che, se fatta scendendo, rappresenta la prosecuzione per il percorso D2, per riprendere quindi a salire, su tracciato ora in comune con il percorso Dc,  su un nuovo ripido tratto su fondo sconnesso, anche se nel 2004 le due parti più ripide sono state cementate (perdendo parte del loro fascino), tratto che terminerà ben presto in vista delle prime case immerse nel castagneto, dove la strada prima si addolcirà per poi farsi anche ben battuta e agevole. Appena prima di scollinare, il fondo diverrà asfaltato; la strada sarà fiancheggiata sulla sinistra da un muro di contenimento che terminerà in corrispondenza di una fontanella, dove si potrà approfittare per fare rifornimento d'acqua (dist.~14.8 Km – alt.~850 m.).
Si proseguirà quindi in discesa su asfaltata, attraversando in parte località Cimitelle, fino ad abbandonare la strada asfaltata al km 15, per prendere sulla sinistra quella che era un'ampia sterrata, ma recentemente divenuta cementata, fortunatamente per soli circa 150 metri, agevole e pianeggiante, che risalirà la valle di fronte a noi (Vallelunga: una delle tante con questo nome), prima sul margine sinistro e successivamente, prendendo a salire, su quello destro. Al km 16.2, la strada proseguirà piegando e salendo verso sinistra, mentre davanti a noi una traccia prosegue dritta inerpicandosi per qualche metro sulla costa che delimita un prato appena sopra a noi; questa può essere presa come alternativa, dal momento che si ricongiungerà al tracciato principale appena sul lato opposto del prato, dove appunto da sinistra arriva la strada che prosegue per I Prati, mentre in grafica è indicato il tracciato seguendo la strada che facendosi sconnessa, sale un po' più ripida, aggirando tutto intorno il prato, che ci troveremo in basso sulla destra, in senso orario. Proprio nel punto di massima altezza di questo tratto, tra l'altro incontreremo una stradina che si stacca sulla sinistra e che va ignorata, per continuare invece ora in discesa, mentre poche decine di metri dopo un'altra strada si staccherà sempre sulla sinistra: questa può essere un ulteriore alternativa al percorso originario, accorciandolo di molto (e perdendosi anche molti piacevoli km), dal momento che in soli 800 metri permette di arrivare a quella che è chiamata in zona la Pozza di Moggio, che proseguendo invece per il percorso originario si incontrerà al km 23.6; soluzione valida per chi si vuole risparmiarsi il notevole sforzo per superare la ripida ascesa dopo Moggio, ma non ha timori sulla discesa tecnica che seguirà poco dopo. Proseguendo dritti su poche decine di metri di tratto agevole e pianeggiante, ci troveremo a fiancheggiare l'ultimo lato del prato, quello da cui si confluirebbe se si volesse attraversarlo, mentre qualche metro prima si potrà notare sul margine destro della strada la pietra che segna il confine tra i comuni di Stroncone (provincia di Terni, Umbria), con il comune di Rieti: siamo ora nel Lazio (dist.~16.6 Km – alt.~895 m.).
La strada tornerà subito sconnessa, salendo abbastanza ripida per qualche decina di metri, fino a scollinare piegando verso destra, dove potremo scorgere una pozza d'acqua; scendendo, mentre sulla sinistra prosegue il percorso Dp, supereremo questa, lasciandocela sulla sinistra, imboccando una nuova valle (Valle Nuo) che andrà percorsa longitudinalmente con una comoda e piacevole sterrata in leggera discesa, tra verdi prati (dipende dal periodo e dalla stagione). Dopo poco oltre un chilometro, all'altezza di alcune abitazioni, incontreremo un bivio, dove seguendo la principale, svolteremo verso sinistra, passando dopo un centinaio di metri davanti ad una casa bianca, per poi iniziare con il risalire la valle di fronte a noi, che seguendo sempre la strada si percorrerà per un breve tratto a ridosso del versante sinistro, per poi "tagliarla" attraversando la zona di prato e risalendo nel bosco il versante destro. Mantenendo l'ampio tracciato sempre nel bosco si uscirà dopo poche centinaia di metri , oramai in zona I Prati, su strada asfaltata che andrà presa verso sinistra, per poi sfociare subito dopo su altra asfaltata, di nuovo da prendere in salita verso sinistra (a destra si scenderebbe invece verso la zona abitata de I Prati, strada che rappresenta anche il tratto finale del percorso Db e iniziale di Df) (dist.~19.0 Km – alt.~925 m.).
La strada, terminata la ripida salita, tornerà subito ad essere sterrata, ma agevole, per poi riprendere a salire, superando un bivio dove si manterrà la principale che continua a salire, fino a toccare il punto di massima quota per questo percorso (alt. ~955 m.).
[Segnalo che nella primavera 2004, quest'ultimo tratto è stato appena asfaltato, con riportata sopra un sottile strato di fine graniglia. Non aggiorno per ora la grafica, nell'attesa di verificare se verrà completato l'opera di asfaltatura fino a Moggio, che per ora ne ha visto la risistemazione, migliorandone di molto il fondo].
Seguirà un tratto ombreggiato, perchè nel bosco, in discesa, quando si supererà un cancello (solitamente aperto) e si giungerà poco dopo ad una radura da dove di diramano due stradine palesemente secondarie su terra, mentre noi proseguiremo sulla principale, più evidente con il fondo in ghiaia. Al km 20 confluiremo su una strada sempre sterrata ancora più grande che è quella che sale da Moggio e che compie un secco tornante proprio in quel punto; il tratto che sale, verso destra, rappresenta l'inizio del percorso Db, mentre noi prenderemo verso sinistra, in discesa, destinazione Moggio. Basterà per questo seguire il tracciato principale che scende abbastanza agevole per un primo tratto, fino a giungere al margine di un prato, che ci lasceremo sulla sinistra, mantenendo la strada che sale leggermente verso destra nel bosco, per poi affrontare un tratto sempre agevole, pressochè pianeggiante, per poi riprendere a scendere, con il bel panorama sulla pianura reatina che si inizia a scorgere di fronte a noi e la strada che sempre ampia inizierà a farsi più difficoltosa, divenendo dissestata con graniglia e ciottoli mobili e più ripida, da percorrere quindi con una certa cautela (anche se nel corso del 2004 è stata di molto migliorata), anche perchè il margine a valle non è protetto. L'inizio del tratto asfaltato segnerà l'oramai prossimo paese di Moggio (FOTO); prima di questo si incontrerà uno slargo dove in mezzo c'è una fontanella dove poter far rifornimento di acqua (dist.~22.0 Km – alt.~765 m.).
Si riprenderà quindi la strada asfaltata che scende verso il paese e si è oramai al punto dove si dovrà prendere la decisione: proseguire in discesa superando il paese e tornare verso Terni attraverso il comodo sentiero Da (o parte di esso), oppure portare a termine il presente percorso prendendo la ripida mulattiera (mulattiera Cese) che si stacca prima di giungere al nucleo del paese lungo il costone roccioso e punta verso l'antica torre che sovrasta il borgo. Ce ne sarebbe veramente una terza, che ci farebbe "tagliare" proprio il tratto più difficile di tutto il percorso attuale e che consiste nel percorrere un sentiero non troppo impegnativo, a parte qualche decina di metri su tratto roccioso, ma sicuramente più abbordabile del percorso originario, visto che vengono eliminati i 2.5 km più "terribili" (ma anche interessanti). Per questa va mantenuta l'asfaltata in discesa per duecento metri, per poi alle ultime case della parte bassa del paese, risalire sulla sinistra una breve asfaltata che poi diviene mulattiera sterrata, da seguire nel suo sviluppo principale (in alcuni periodi dell'anno la si può trovare un po' invasa da vegetazione nei primi metri dopo il paese, quelli che offrono un notevole panorama verso parte della valle reatina); lunghezza totale della variante 1.3 km.
Già i primi metri del sentiero preso sono avvisaglia di quanto ci aspetterà per i prossimi 700 metri circa: un ripido tracciato sassoso, impraticabile in alcuni tratti (dipende anche dalle capacità fisiche e tecniche), in particolare proprio in corrispondenza della torre, dove non è sufficiente nemmeno spingere la bici al fianco, ma bisogna proprio caricarsela di peso per superare un paio di gradoni formati dalle rocce e tratti con abbinate estrema ripidezza e ciottoli ammassati che rendono molto difficoltosa, se non impossibile l'avanzata. Resta il fatto (secondo me) che ogni percorso nel suo insieme vale lo sforzo per la soddisfazione finale e comunque, prima o poi, in sella o a piedi, la parte più dura dovrà pur finire; magari consiglio di evitare (come invece non ho fatto io) di affrontarlo nelle ore più calde e torride (tipo le 11:00 di una afosa domenica della terribile estate 2003).
Giunti finalmente al termine dell'ascesa e risaliti in sella (chi ancora non l'avesse fatto), seguendo il sentiero si entrerà in un bosco, con pochi metri dove ora qualche problema lo può dare la vegetazione (più che altro cespugli di rovi), con qualche ramo più sporgente degli altri sulla sede del sentiero. Segue un bel tratto nel castagneto con la stradina che si fa più ampia, con leggeri saliscendi. Mantenendo il percorso principale si giungerà quindi alla Pozza di Moggio (dist.~23.6 Km – alt.~870 m.) dove, chi ne avesse abbastanza e vuole evitare l'oramai prossimo tratto in forte pendenza (circa del 20%) può prendere a sinistra scendendo in direzione delle Cimitelle e tornando con 800 metri al bivio del km 16.5, mentre noi prenderemo la strada che ampia sale piegando verso destra, lasciandosi quindi il piccolo specchio d'acqua sulla sinistra.
Dopo circa 300 metri si giungerà ad una radura, dove la strada principale scende dritta, mentre noi ne imboccheremo un'altra, con traccia meno evidente, che si stacca sulla destra, scendendo anch'essa e che subito si farà sconnessa. Dopo altri 150 metri circa, lasceremo anche questa per prendere ancora a destra la stradina che si stacca ripidissima e quindi abbastanza tecnica, per qualche decina di metri, attraversando un tratto disboscato. La pendenza diminuirà leggermente facendosi un po' più abbordabile; si incrocerà una strada che scende da sinistra verso destra (noi proseguiremo mantenendo la nostra), fino a giungere alla fine della discesa, proprio in corrispondenza della congiunzione da destra con la mulattiera proveniente da Moggio, sopra descritta.
Segue quindi un tratto agevole pressoché pianeggiante nel bosco che appena dopo 200 metri si biforca, scendendo nel suo ramo principale di destra (che scende successivamente sempre più ripido e permette di uscire sul tratto asfaltato del percorso Da molto... precipitevolissimevolmente!), mentre noi manterremo il ramo di sinistra sempre pianeggiante; altre strade secondarie si staccheranno dalla nostra, come dopo altri 200 metri sulla destra, oppure dopo poche altre decine di metri sulla sinistra; è sufficiente mantenere la principale che sarà pianeggiante fino ad un punto dove piegando sulla destra inizia a salire su tratto sconnesso. Non ci sono quindi problemi di orientamento con la strada che nel bosco va mantenuta, ora su fondo più dissestato, ora più agevole anche se intervallato di tanto in tanto magari da pochi metri più sassosi da percorrere con cautela. Un bivio dove si stacca una stradina minore, si potrà incontrare al km 26.2: questa scende, abbastanza impervia per la vegetazione e ripida in qualche tratto ricollegandosi anch'esso al percorso Da, nel tratto sterrato di questo.
Proseguendo sul percorso principale (ma le varianti minori sono veramente tante, a formare un dedalo di sentieri, mulattiere, carrarecce che aspettano solo di essere percorse) ci troveremo ad affrontare prevalentemente discese agevoli e veloci per fondi sempre livellati e compattati, a parte un brevissimo tratto su strada sassosa molto ampia, che scende compiendo una curva verso sinistra, immettendosi su un'altra ampia strada sottostante proveniente da Vallelunga (a destra; niente a che fare con quella precedente di Cimitelle) e proseguendo verso sinistra, per Miranda, la nostra direzione  (dist.~27.55 Km – alt.~620 m.).
Seguirà subito un breve tratto in salita, sempre su strada ampia e comoda, seguito da una breve discesa, dove la strada, piegando verso destra sale passando davanti ad un fontanile, che ho però visto perennemente in secca, almeno nella stagione estiva. Proseguendo incontreremo un tratto che curiosamente ha un fondo di una consistenza sabbiosa, tratto che sarà caratterizzato anche da una salita di media entità, per poi riprendere a scendere su strada sempre abbastanza agevole, con la presenza di brevi tratti un po' più sassosi. Terminato il tratto di discesa, ne seguirà uno pianeggiante, che ci riporterà sul percorso fatto all'andata, da fare ora in senso contrario, con una leggerissima salita per poi iniziare la ripida discesa asfaltata che ci riporterà sulla piazza di Miranda (dist.~30.5 Km – alt.~580 m.).
Da qui come al solito le tre alternative descritte nell'introduzione per scendere fino al punto di partenza; quella descritta di seguito prevede il passaggio per Larviano e Valenza. Si lascia la piazza del paese prendendo l'asfaltata fatta per arrivare e la si segue in discesa fino a giungere al bivio per Larviano; a questo punto invece di piegare a destra seguendo il percorso di andata, si prosegue dritto salendo leggermente fino alla frazione di Larviano. La si attraversa mantenendo la direzione e si prosegue in discesa. Seguirà una brevissima salita e poi di nuovo discesa, fino all'altezza di una nuova piccola frazione, Piefossato, dove attraversando un brevissimo tratto (l'unico) in pianura c'è la possibilità di un nuovo rifornimento di acqua alla fontana sulla sinistra, per poi riprendere la ripida discesa che, attraversato l'abitato di Valenza, ci accompagnerà fino al termine del percorso.

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



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