PERCORSO Db

VARIANTE DE I PRATI (PER POZZA DI S.ANTONIO)


Lunghezza: ~5.9 Km
Altitudine max: ~1040 m s.l.m.
Tempo percorrenza indicativo: 30'
Difficoltà: Medio-difficile (indice 6)
DATA: Novembre 2003 
Aggiornamento: Luglio 2004 

Variante al percorso D1 che ne allunga di qualche chilometro il tracciato, ma permette di praticare una sorta di anello a cavallo dei comuni di Stroncone e di Rieti, dal momento che partenza e arrivo, appunto sul percorso D1, sono distanti tra loro appena un chilometro, tra bei castagneti, lecceti e prati che fanno da cornice al piccolissimo specchio d'acqua conosciuto come Pozza di S. Antonio.
La direzione di percorrenza, poco congrua nel contesto del percorso D1, è stata scelta per semplificare l'individuazione del corretto tracciato, cosa che poteva dare qualche problema in senso contrario, nonchè problemi di pedalabilità del ripido costone intorno al km 1.6, che rappresenta comunque il tratto (brevissimo) più difficile del percorso, assieme ad un ripido tratto su strato di ciottolame non compattato precedente al laghetto.

L'origine del tracciato è data sul tracciato D1 all'altezza della confluenza della strada sterrata che scende da I Prati su quella che congiunge appunto la frazione di Moggio (nella provincia di Rieti) alla Pozza di S.Antonio [rif. Percorso D1 - Km. 20]. Qui giunti, se si proviene da I Prati, invece di proseguire a sinistra in discesa, come da proseguimento del percorso D1, si prenderà l'ampia strada bianca verso destra in salita, dapprima leggera, ma poi appena dopo una curva verso destra  più ripida, su fondo tutto sommato agevole, anche se un breve tratto può dare qualche problema, perchè si abbina alla pendenza, la presenza di un consistente strato di ciottoli non compattato.
Superato il tratto più faticoso, la salita si farà senz'altro più pedalabile, finché, dopo aver superato quota 1000, si arriverà ad una piccola e bella vallata, con il fondo costituito da una lunga striscia di prati che andremo a costeggiare sulla sinistra, seguendo sempre la strada principale. A margine della valle supereremo anche una piccola costruzione che ci lasceremo sulla destra, per proseguire, ignorando poco dopo una stradina secondaria che si stacca dove la principale, che noi manterremo, piegherà salendo verso destra. Superata l'asperità ha inizio una breve discesa che ci porterà fin sul piccolo specchio d'acqua, la Pozza di S. Antonio, abbeveratoio naturale del bestiame che spesso si può trovare al pascolo nei dintorni (dist.~1.1 Km – alt.~1020 m.) (FOTO).
Proprio in corrispondenza del laghetto la strada si divide: la principale sale verso sinistra dividendosi ancora poco dopo, con un ramo verso sinistra, che superata l'altura e un paio di ovili dietro di questa, riscende ampia, agevole e filante, in gran pare nel bosco, ricongiungendosi alla strada che sale dal paese di Moggio dopo poco meno di 2 km; noi ne prenderemo invece una meno evidente, che aggirato in senso orario per un terzo il laghetto, si stacca da questo andando a salire con tratto abbastanza dissestato, sull'altura che ci troveremmo ora di fronte, raggiungendo la quota massima per questo percorso: ~1040 metri s.l.m.
La strada quindi digraderà pochissimo, fino a giungere in una zona contraddistinta da un terreno grigiastro e povera di vegetazione (dist.~1.6 Km – alt.~1040 m.). Qui si presentano tre diverse possibilità: proseguendo per la via principale che riprende a salire c'è la possibilità di arrivare fino alla sommità di Colle Ciarro (alt. 1055 m.) da dove si può godere di una buona vista panoramica; un'altra stretta e scoscesa stradina, nonchè sconnessa, scende invece a destra della prima ed è stata recentemente aperta per facilitare il trasporto del legname a seguito dell'opera di disboscamento (anche questa tra l'altro, dopo nemmeno 200 metri esce sulla mulattiera di fondo valle di seguito segnalata permettendo di riprendere il percorso in questione); quello a cui fa riferimento la grafica invece, è il sentiero compreso tra le due stradine appena descritte, tratto un po' tecnico e appena più difficoltoso rispetto al resto del percorso, anche se recenti opere di assestamento per disboscamento, lo hanno abbastanza semplificato: la breve discesa verso il fondo della valle sottostante, immersa nella vegetazione (in ricrescita, come detto per recente parziale disboscamento). Questo breve tratto che declina abbastanza ripida verso l'impluvio, non è segnata da un unico sentiero, ma da piuttosto da una serie di profondi solchi prodotti dalle piogge; quello che è il sentiero più evidente, non difficile da seguire, taglia inizialmente trasversalmente il costone e quindi gli stessi solchi, sicché ci si ritroverà un tratto piuttosto ondulato ed irregolare che piegherà poi verso destra, ovvero verso il fondo valle, fino a confluire, entrando nel bosco (o quel che ne rimane), in un sentiero più marcato, il quale, pochi metri dopo, a sua volta si immetterà perpendicolarmente in un altro molto più ampio (una sorta di carrareccia), da prendere verso sinistra e che rappresenterà l'impluvio che digrada verso sud-est, la nostra direzione per il successivo tratto da seguire. C'è comunque la possibilità di seguirlo anche nel senso opposto, verso destra, che conduce anche più direttamente a località i Prati, (appena meno di 1.5 km di strada e sentiero abbastanza facile, tranne qualche metro impercorribile a metà tragitto), confluendo sulla strada principale appena dopo aver superato, sul retro, il maneggio che incontreremo poche centinaia di metri prima della località montana.
Manteniamo la principale per un breve tratto pressoché rettilineo, optando però presto per una minore che si stacca verso destra e superati brevi tratti in saliscendi, ci si incanalerà lungo un tratto leggermente sconnesso che sale con decisione, fino a portarci all'altezza di una zona recintata, da attraversare tramite il cancello (solitamente aperto) che si troverà in corrispondenza del culmine della salita (dist.~2.3 Km – alt.~1005 m.).
Lasciato ora il comune di Rieti e quindi il Lazio ed entrati in Umbria, nel comune di Stroncone, si proseguirà senza problemi di orientamento seguendo l'ampio sentiero, abbastanza dissestato per la presenza di un profondo solco che ci accompagnerà lungo questo tratto e che ci costringerà a zigzagare al di qua e al di là di questo, alla ricerca del passaggio migliore, pur essendo sempre abbastanza scorrevole e filante e quindi divertente. Attenzione solo nel tratto finale di questo, appena prima di uscire dal tratto boscoso, per la presenza di un filo spinato, usato a mo' di cancello, che in velocità potrebbe non scorgersi, anche se io, in tutti i miei passaggi, l'ho trovato sempre aperto.
Gli ultimi metri del sentiero ci porteranno quindi ad uscire sul tratto di prati, nella zona terminale dei Piani di Ruschio, di nuovo a ridosso del confine con il Lazio; nel margine opposto della lunga striscia di prati che ci troveremo di fronte, scorre l'ampia strada sterrata (anche per auto) che collega il nucleo abitato de I Prati a Ruschio e quindi, volendo proseguire ancora verso sud-est, al sentiero Francescano pavimentato con un lastricato in pietre giusto nell'estate 2003 (divertente in discesa, terribile in salita dove ogni pedalata sembra... l'ultima), che conduce fino al famoso convento di San Francesco oppure, dopo un tratto su asfalto, al paese di Greccio. Punteremo quindi verso questa sterrata, attraversando la striscia di prati che ci separa da essa, passando, comodamente, tra cespugli di ginepro e rovi, immettendoci in questa e prendendola verso destra, in direzione nord-ovest (dist.~2.9 Km – alt.~945 m.).
A questo punto non resta che ridiscendere la lunga vallata e quindi la lunga striscia di prati dei piani di Ruschio, seguendo la comoda e facile strada per la sua interezza, un po' trafficata e quindi polverosa nelle calde giornate festive della stagione calda, considerando che i prati e i boschi circostanti sono meta ci chi è in cerca di refrigerio dalla calura delle città circostanti. Nel tratto terminale di questa supereremo, lasciandocelo sulla destra, un maneggio, per poi, mantenendo sempre la principale, compiere una S (dalla quale si stacca sulla destra la stradina che porta anch'essa verso la pozza di Sant'Antonio, prima descritta) e percorrere l'ultimo tratto di ampia strada in discesa che ci porterà su asfalto, proprio in corrispondenza delle prime case dell'abitato de I Prati, centro di villeggiatura estiva del comune di Stroncone, dove la principale, da seguire, prosegue in leggera discesa, costeggiando il camping, per giungere poche decine di metri dopo, all'altezza di un piccolo parco giochi per bambini, dove sulla sinistra si stacca la strada per Valle Leona, mentre noi proseguiremo piegando appena verso destra, verso la strada che porterebbe a scendere verso Stroncone (dist.~5.3 Km – alt.~910 m.). Lasceremo però appena dopo 150 metri tale strada, per prenderne una minore, sempre asfaltata, in corrispondenza di una casetta di legno, stradina che rappresenta anche l'inizio di alcuni sentieri per trekking (per Moggio o Cimitelle), come da cartellonistica in legno presente sul posto. Un ultimo breve tratto di salita e ci ricongiungeremo al percorso D1 [rif. Percorso D1 - Km. 19]; a sinistra si può riscendere verso località Cimitelle (in senso contrario a come descritto su D1) mentre a destra verso Moggio.

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



   

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