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Variante
al percorso D1 che ne allunga di qualche chilometro il tracciato, ma
permette di praticare una sorta di anello a cavallo dei comuni di
Stroncone e di Rieti, dal momento che partenza e arrivo, appunto sul
percorso D1, sono distanti tra loro appena un chilometro, tra bei
castagneti, lecceti e prati che fanno da cornice al piccolissimo
specchio d'acqua conosciuto come Pozza di S. Antonio.
La direzione di percorrenza, poco congrua nel contesto del percorso
D1, è stata scelta per semplificare l'individuazione del corretto
tracciato, cosa che poteva dare qualche problema in senso contrario,
nonchè problemi di pedalabilità del ripido costone intorno al km
1.6, che rappresenta comunque il tratto (brevissimo) più difficile
del percorso, assieme ad un ripido tratto su strato di ciottolame non
compattato precedente al laghetto.
L'origine del tracciato è data sul tracciato D1 all'altezza della
confluenza della strada sterrata che scende da I Prati su quella che
congiunge appunto la frazione di Moggio (nella provincia di Rieti)
alla Pozza di S.Antonio
[rif. Percorso D1 - Km. 20]. Qui
giunti, se si proviene da I Prati, invece di proseguire a sinistra in
discesa, come da proseguimento del percorso D1, si prenderà l'ampia
strada bianca verso destra in salita, dapprima leggera, ma poi appena
dopo una curva verso destra più ripida, su fondo tutto
sommato agevole, anche se un breve tratto può dare qualche problema,
perchè si abbina alla pendenza, la presenza di un consistente strato
di ciottoli non compattato.
Superato il tratto più faticoso, la salita si farà senz'altro più
pedalabile, finché, dopo aver superato quota 1000, si arriverà ad
una piccola e bella vallata, con il fondo costituito da una lunga
striscia di prati che andremo a costeggiare sulla sinistra, seguendo
sempre la strada principale. A margine della valle supereremo anche
una piccola costruzione che ci lasceremo sulla destra, per proseguire,
ignorando poco dopo una stradina secondaria che si stacca dove la
principale, che noi manterremo, piegherà salendo verso destra.
Superata l'asperità ha inizio una breve discesa che ci porterà fin
sul piccolo specchio d'acqua, la Pozza di S. Antonio, abbeveratoio
naturale del bestiame che spesso si può trovare al pascolo nei
dintorni (dist.~1.1 Km – alt.~1020 m.) (FOTO).
Proprio in corrispondenza del laghetto la strada si divide: la
principale sale verso sinistra dividendosi ancora poco dopo, con un
ramo verso sinistra, che superata l'altura e un paio di ovili dietro
di questa, riscende ampia, agevole e filante, in gran pare nel bosco,
ricongiungendosi alla strada che sale dal paese di Moggio dopo poco
meno di 2 km; noi ne
prenderemo invece una meno evidente, che aggirato in senso orario per
un terzo il laghetto, si stacca da questo andando a salire con tratto
abbastanza dissestato, sull'altura che ci troveremmo ora di fronte,
raggiungendo la quota massima per questo percorso: ~1040 metri s.l.m.
La strada quindi digraderà pochissimo, fino a giungere in una zona
contraddistinta da un terreno grigiastro e povera di vegetazione (dist.~1.6 Km –
alt.~1040 m.). Qui si presentano tre diverse possibilità: proseguendo
per la via principale che riprende a salire c'è la possibilità di arrivare
fino alla sommità di Colle Ciarro (alt. 1055 m.) da dove si può
godere di una buona vista panoramica; un'altra stretta e scoscesa
stradina, nonchè sconnessa, scende invece a destra della prima ed è
stata recentemente aperta per facilitare il trasporto del legname a
seguito dell'opera di disboscamento (anche questa tra l'altro, dopo
nemmeno 200 metri esce sulla mulattiera di fondo valle di seguito
segnalata permettendo di riprendere il percorso in questione); quello
a cui fa riferimento la grafica invece, è il sentiero compreso tra le
due stradine appena descritte, tratto un po' tecnico e appena più
difficoltoso rispetto al resto del percorso, anche se recenti opere di
assestamento per disboscamento, lo hanno abbastanza semplificato: la breve discesa
verso il fondo della valle sottostante, immersa nella vegetazione (in
ricrescita, come detto per recente parziale disboscamento).
Questo breve tratto che declina abbastanza ripida verso l'impluvio,
non è segnata da un unico sentiero, ma da piuttosto da una serie di
profondi solchi prodotti dalle piogge; quello che è il sentiero più
evidente, non difficile da seguire, taglia inizialmente
trasversalmente il costone e
quindi gli stessi solchi, sicché ci si ritroverà un tratto piuttosto
ondulato ed irregolare che piegherà poi verso destra, ovvero verso il
fondo valle, fino a confluire, entrando nel bosco (o quel che ne
rimane), in un sentiero più
marcato, il quale, pochi metri dopo, a sua volta si immetterà
perpendicolarmente in un altro molto più ampio (una sorta di
carrareccia), da prendere verso sinistra e che rappresenterà
l'impluvio che digrada verso sud-est, la nostra direzione per il
successivo tratto da seguire. C'è
comunque la possibilità di seguirlo anche nel senso opposto, verso
destra, che conduce anche più direttamente a località i Prati,
(appena meno di 1.5 km di strada e sentiero abbastanza facile, tranne
qualche metro impercorribile a metà tragitto), confluendo sulla
strada principale appena dopo aver superato, sul retro, il maneggio
che incontreremo poche centinaia di metri prima della località
montana.
Manteniamo la principale per un breve tratto pressoché rettilineo, optando però presto per una minore che si stacca verso destra e superati brevi tratti in
saliscendi, ci si incanalerà lungo un tratto leggermente sconnesso che sale con
decisione, fino a portarci all'altezza di una zona recintata, da
attraversare tramite il cancello (solitamente aperto) che si troverà
in corrispondenza del culmine della salita (dist.~2.3 Km – alt.~1005
m.).
Lasciato ora il comune di Rieti e quindi il Lazio ed entrati in Umbria,
nel comune di Stroncone, si proseguirà senza problemi di orientamento
seguendo l'ampio sentiero, abbastanza dissestato per la presenza di un
profondo solco che ci accompagnerà lungo questo tratto e che ci
costringerà a zigzagare al di qua e al di là di questo, alla ricerca
del passaggio migliore, pur essendo sempre abbastanza scorrevole e
filante e quindi divertente. Attenzione solo nel tratto finale di
questo, appena prima di uscire dal tratto boscoso, per la presenza di
un filo spinato, usato a mo' di cancello, che in velocità potrebbe
non scorgersi, anche se io, in tutti i miei passaggi, l'ho trovato
sempre aperto.
Gli ultimi metri del sentiero ci porteranno quindi ad uscire sul
tratto di prati, nella zona terminale dei Piani di Ruschio, di nuovo a
ridosso del confine con il Lazio; nel margine opposto della lunga
striscia di prati che ci troveremo di fronte, scorre l'ampia strada
sterrata (anche per auto) che collega il nucleo abitato de I Prati
a Ruschio e quindi,
volendo proseguire ancora verso sud-est, al sentiero Francescano pavimentato
con un lastricato in pietre giusto
nell'estate 2003 (divertente in discesa, terribile in salita dove ogni
pedalata sembra... l'ultima), che conduce fino al famoso convento di San Francesco
oppure, dopo un tratto su asfalto, al paese di Greccio. Punteremo quindi
verso questa sterrata, attraversando la striscia di prati che ci separa
da essa, passando, comodamente, tra cespugli di ginepro e rovi, immettendoci in questa
e prendendola verso destra, in direzione nord-ovest (dist.~2.9 Km –
alt.~945 m.).
A questo punto non resta che ridiscendere la lunga vallata e quindi la
lunga striscia di prati dei piani di Ruschio, seguendo la comoda e
facile strada per la sua interezza, un po' trafficata e quindi
polverosa nelle calde giornate festive della stagione calda,
considerando che i prati e i boschi circostanti sono meta ci chi è in
cerca di refrigerio dalla calura delle città circostanti. Nel tratto
terminale di questa supereremo, lasciandocelo sulla destra, un
maneggio, per poi, mantenendo sempre la principale, compiere una S (dalla
quale si stacca sulla destra la stradina che porta anch'essa verso la
pozza di Sant'Antonio, prima descritta) e
percorrere l'ultimo tratto di ampia strada in discesa che ci porterà
su asfalto, proprio in corrispondenza delle prime case dell'abitato de
I Prati, centro di villeggiatura estiva del comune di Stroncone, dove
la principale, da seguire, prosegue in leggera discesa, costeggiando
il camping, per giungere poche decine di metri dopo, all'altezza di un
piccolo parco giochi per bambini, dove sulla sinistra si stacca la
strada per Valle Leona, mentre noi proseguiremo piegando appena verso
destra, verso la strada che porterebbe a scendere verso Stroncone (dist.~5.3 Km –
alt.~910 m.). Lasceremo però appena dopo 150 metri tale strada, per
prenderne una minore, sempre asfaltata, in corrispondenza di una
casetta di legno, stradina che rappresenta anche l'inizio di alcuni
sentieri per trekking (per Moggio o Cimitelle), come da
cartellonistica in legno presente sul posto. Un ultimo breve tratto di
salita e ci ricongiungeremo al percorso D1 [rif. Percorso D1 - Km.
19]; a sinistra si può riscendere verso località Cimitelle
(in senso contrario a come descritto su D1) mentre a destra verso
Moggio.
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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