PERCORSO Dh
Variante percorso D2 (S.Benedetto in Fundis) e collegamento percorsi D2-E1

I BIKERS CHE FECERO L'IMPRESA


Lunghezza: ~6.5 Km
Altitudine max: ~750 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~140m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~30'
Difficoltà: Difficile (indice 7)


gps

DATA: Dicembre 2004 

Percorso che si snoda nel comune di Stroncone, ricalcando per gran parte l'ampia sterrata (negli anni parzialmente cementata) che dalla zona sopra Miranda scende tra i monti Rotondo e Terminuto, toccando l'antico convento abbandonato di San Benedetto in Fundis (set nel 2001 del film "I cavalieri che fecero l'impresa"), scende fino al fondo valle della zona Molenano di Stroncone, anche se per evitare parte dei monotoni e brutti tratti cementati, si è optato per una più divertente via nel pieno del bosco, con un chilometro finale in salita decisamente arduo per la sua ripidezza, da affrontare con il miglior set-up fisico-meccanico.

A metà della bella sterrata che congiunge Miranda a località Cimitelle si giunge ad un incrocio tra 5 strade (e questo è proprio il nome con il quale in zona è identificato questo punto), due delle quali rappresentano appunto i rami del tracciato suddetto, mentre una terza che scende in direzione ovest (andando da Miranda in direzione Cimitelle è la prima a destra) segna l'inizio del presente tracciato [rif. Percorso D2 - Km. 11.5].
Dopo un primo breve tratto di discesa, ne segue uno di falso piano, per poi riprendere a scendere sempre mantenendo la direzione ovest; da segnalare che ai 6/700 metri supereremo, lasciandocela sulla destra, una mulattiera (un po' nascosta nella vegetazione e quindi poco visibile passando in velocità) che scende e opportunamente seguita confluisce, con un finale molto sconnesso, su un'altra, che proseguita ancora in discesa esce all'incirca a metà del percorso Dd. Giungeremo quindi ad un primo tornante che ci farà invertire la direzione, cosa che avverrà nuovamente poco dopo, riprendendo perciò a scendere verso ovest. Passeremo quindi a margine di una conca erbosa, sulla sinistra, e quindi, in mezzo a questa, all'altezza delle rovine del convento di San Benedetto in Fundis (FOTO) (dist. ~1.4 Km - alt. ~635 m.), risalente al IX-X secolo, seminascosto tra la vegetazione. Questo è stato ristrutturato in parte alcuni anni fa, ma solo allo scopo di renderlo idoneo alle riprese del film "I cavalieri che fecero l'impresa", con Raoul Bova protagonista, girato in parte proprio in questo luogo e in conseguenza del quale sono state cementati (per permettere l'accesso ai camion trasportanti le attrezzature cinematografiche) i tratti più irti della strada che sale da vocabolo Molenano e che in parte proseguiremo a percorrere scendendo; da questo convento invece esiste un sentiero, oramai poco battuto e quindi al limite adatto per chi fa trekking, che lo collega, tagliando il versante ovest di monte Rotondo, direttamente all'altro vicino convento di San Simeone, dipendenza nell'antichità di questo di S. Benedetto in Fundis.
Appena superato il convento seguirà una leggera S con una parete di roccia liscia a margine destro della strada, mentre di seguito supereremo il vecchio fontanile a servizio del convento; proseguendo, con l'inizio del tratto più scosceso, ha inizio la parte con fondo cementato. Seguiranno due bruschi e ripidi tornanti ravvicinati (attenti a non arrivarci a mille!) e un altro, sinistrorso, seguirà dopo poche centinaia di metri. In corrispondenza di questo, lasceremo il noioso nastro di cemento (che riprendendo appena dopo direzione ovest, permetterebbe di riallacciarsi ugualmente al percorso D2 in località Collorello dopo 1.1 km), proseguendo dritti ed imboccando lo stretto sentiero che si dirama da questo ed entra nel bosco. Qualche fronda di vegetazione che ci sfiora caratterizzerà i primi metri con fondo buono e di leggera discesa, mentre successivamente la sede sarà più ampia (attenzione, finchè non verrà rimosso, ad un grosso tronco di traverso, ad altezza di testa), trasformandosi in mulattiera, ma con un fondo più dissestato, nonché ripido, soprattutto nel tratto segnato da un profondo solco che segna longitudinalmente il tracciato per un centinaio di metri circa, dove si incontrerà anche un brusco gomito verso sinistra. Il tratto più scosceso e complicato terminerà nel punto in cui l'itinerario si biforca, con una traccia da scartare che sale appena verso sinistra, terminando poco più avanti su un uliveto, mentre noi opteremo per per il ramo si destra che scende. Mantenendo l'ampia mulattiera, che poco dopo esce dal bosco, sempre un po' sconnessa e sassosa, andremo ad incrociare un'altra evidente ed ampia traccia (dist. ~3.4 Km - alt. ~380 m.), costituita dall'itinerario che congiunge Colle di Stroncone (il ramo di sinistra che scende) a Perticara alta (quello di destra che sale), ovvero ancora il percorso D2, origine di questo attuale. Un'altra valida alternativa per scendere a voc. Termine consiste nel prendere sulla destra il ramo che prosegue per Perticara, come da percorso D2, per poi una volta usciti su asfalto, anzichè prendere il ripido ramo sulla destra, sempre asfaltato, che scenderà verso Valenza, proseguire per un tratto la strada di Perticara, finchè non si incontrerà sulla sinistra Strada di Rocca Carlea, che imboccata, scende ripida su cemento, sterrato e asfalto, fino a ricongiungersi al percorso attuale a voc. Termine, al km 5.4.
Lo attraversiamo, proseguendo quindi a scendere su un'ampia e più comoda stradina, adatta anche alle quattro ruote, attraversando poco dopo un nuovo breve tratto di boscaglia. Dopo circa 650 metri si dirama sulla sinistra un'altra stradina, alternativa interessante che seguita ci porterebbe ad uscire alla stazione di Stroncone, mentre noi proseguiremo nell'itinerario per poche decine di metri di falso piano, per poi riprendere a scendere in compagnia per un po', sulla sinistra, delle paline che segnalano il metanodotto. Giungeremo subito all'altezza di una vecchia casa, dove la strada si sdoppia, optando per il ramo di destra [attenzione perchè dalla fine del 2005 la strada è sbarrata da un cancello; a prescindere dalla possibilità di passaggio su zona privata, che ognuno potrà decidere a proprio rischio e pericolo, il cancello è aggirabile prendendo il ramo di sinistra per qualche metro, per poi abbandonarlo attraversando sulla destra un breve tratto di uliveto e riallacciandosi dopo la successiva curva a destra di seguito descritta] che piega subito ancora verso destra, puntando verso un paio di casolari, che costeggeremo, invertendo la direzione a causa di un gomito a 180° verso sinistra, al termine del quale un ramo cementato, da ignorare, di stacca sulla destra, mentre noi manterremo la sterrata. Di seguito un cartello quasi non più visibile, con una catena in terra a margine della strada, indica che l'ampia e ben battuta sterrata va ad attraversare una proprietà privata (chiedendo sul posto pare sia rivolto essenzialmente alle auto), finchè appena poche centinaia di metri dopo andrà a terminare al km 2.5 della SP16 che sale da Terni verso Stroncone. Si prende questa verso destra, direzione Terni, mantenendola se si vuole raggiungere comodamente la città, oppure, se si vuole completare il percorso, (tra breve durissimo, allacciandosi al percorso E1 in zona S. Lucia), lasciandola dopo appena 300 metri circa, a vocabolo Termine (dist. ~5.4 Km - alt. ~200 m.), all'altezza del cartello che indica l'ingresso a Terni (da destra scende strada di Rocca Carlea), prendendo una stretta asfaltata che si stacca proprio in quel punto sulla sinistra e costeggia per un breve tratto un fosso. Attraverseremo dapprima il fosso e poco più avanti la ferrovia Terni-L'Aquila, finchè dopo quasi un altro centinaio di metri circa, di fronte al cancello di accesso di una casa, pieghiamo sulla sinistra, con il fondo che diviene in cemento. Dopo poche decine di metri la cementata, che sale più ripida tra due reti di recinzione, lascerà il posto ad una sterrata ancora più ripida (un tratto è anche superiore al 20%!), che ci farà dar fondo a tutte le energie residue, ammesso che si riesca in ogni caso a superare, magari aiutati anche da un pizzico di fortuna, consistente nel trovare l'umidità giusta nel terreno, ne troppo bagnato e quindi viscido, ne troppo secco e quindi friabile.
Superate le poche centinaia di metri più severe, ci immetteremo in una sterrata più ampia e più abbordabile da prendere verso destra, andando a confluire dopo una cinquantina di metri in una cementata che proseguiremo nella direzione di provenienza. Seguirà un nuovo breve tratto di sterrato, finchè ci immetteremo nella tortuosa stradina asfaltata che scende dal nucleo principale di S. Lucia di Stroncone, che presa in discesa, verso destra si ricollegherà dopo un centinaio di metri all'asfaltata principale, ovvero sul percorso E1 [rif. Percorso E1 - Km. 53] punto finale dell'attuale percorso: da qui mantenendo la direzione si può raggiungere la SS313 e quindi Terni, Collescipoli oppure la zona industriale di Stroncone.

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

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