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Percorso che si snoda nel comune di
Stroncone, ricalcando per gran parte l'ampia sterrata (negli anni
parzialmente cementata) che dalla zona sopra Miranda scende tra i
monti Rotondo e Terminuto, toccando l'antico convento abbandonato di
San Benedetto in Fundis (set nel 2001 del film "I cavalieri che
fecero l'impresa"), scende fino al fondo valle della zona
Molenano di Stroncone, anche se per evitare parte dei monotoni e
brutti tratti cementati, si è optato per una più divertente via nel
pieno del bosco, con un chilometro finale in salita decisamente arduo per la sua
ripidezza, da affrontare con il miglior set-up fisico-meccanico.
A metà della bella sterrata che congiunge Miranda a località
Cimitelle si giunge ad un incrocio tra 5 strade (e questo è proprio
il nome con il quale in zona è identificato questo punto), due
delle quali rappresentano appunto i rami del tracciato suddetto,
mentre una terza che scende in direzione ovest (andando da Miranda in
direzione Cimitelle è la prima a destra) segna l'inizio del presente
tracciato [rif. Percorso
D2 - Km. 11.5].
Dopo un primo breve tratto di discesa, ne segue uno di falso
piano, per poi riprendere a scendere sempre mantenendo la direzione
ovest; da segnalare che ai
6/700 metri supereremo, lasciandocela sulla destra, una mulattiera (un
po' nascosta nella vegetazione e quindi poco visibile passando in
velocità) che scende e opportunamente seguita confluisce, con un finale
molto sconnesso, su un'altra, che proseguita ancora in discesa esce
all'incirca a metà del percorso Dd. Giungeremo quindi ad un primo tornante che ci farà
invertire la direzione, cosa che avverrà nuovamente poco dopo,
riprendendo perciò a scendere verso ovest. Passeremo quindi a margine
di una conca erbosa, sulla sinistra, e quindi, in mezzo a questa,
all'altezza delle rovine del convento di San Benedetto in Fundis (FOTO) (dist. ~1.4
Km - alt. ~635 m.), risalente al IX-X secolo, seminascosto tra la
vegetazione. Questo è
stato ristrutturato in parte alcuni anni fa, ma solo allo scopo di renderlo idoneo
alle riprese del film "I cavalieri che fecero l'impresa",
con Raoul Bova protagonista, girato in parte proprio in questo
luogo e in conseguenza del quale sono state cementati (per permettere
l'accesso ai camion trasportanti le attrezzature cinematografiche) i
tratti più irti della strada che sale da vocabolo Molenano e che in
parte proseguiremo a percorrere scendendo; da
questo convento invece esiste un sentiero, oramai poco battuto e
quindi al limite adatto per chi fa trekking, che lo collega, tagliando
il versante ovest di monte Rotondo, direttamente all'altro vicino
convento di San Simeone, dipendenza nell'antichità di questo di S. Benedetto in
Fundis.
Appena superato il convento seguirà una leggera S con una parete di
roccia liscia a margine destro della strada, mentre di seguito
supereremo il vecchio fontanile a servizio del convento; proseguendo, con l'inizio del tratto più scosceso, ha inizio la
parte con fondo cementato. Seguiranno due bruschi e ripidi tornanti
ravvicinati (attenti a non arrivarci a mille!) e un altro,
sinistrorso, seguirà dopo poche centinaia di metri. In corrispondenza
di questo, lasceremo il noioso nastro di cemento (che
riprendendo appena dopo direzione ovest, permetterebbe di
riallacciarsi ugualmente al percorso D2 in località Collorello dopo
1.1 km), proseguendo dritti ed imboccando lo stretto sentiero
che si dirama da questo ed entra nel bosco. Qualche fronda di
vegetazione che ci sfiora caratterizzerà i primi metri con fondo
buono e di leggera discesa, mentre successivamente la sede sarà più
ampia (attenzione, finchè non verrà rimosso, ad un grosso tronco di
traverso, ad altezza di testa), trasformandosi in mulattiera, ma con
un fondo più dissestato, nonché ripido, soprattutto nel tratto
segnato da un profondo solco che segna longitudinalmente il tracciato
per un centinaio di metri circa, dove si incontrerà anche un brusco
gomito verso sinistra. Il tratto più scosceso e complicato terminerà
nel punto in cui l'itinerario si biforca, con
una traccia da scartare che sale appena verso sinistra, terminando
poco più avanti su un uliveto, mentre noi opteremo per per il
ramo si destra che scende. Mantenendo l'ampia mulattiera, che poco
dopo esce dal bosco, sempre un po' sconnessa e sassosa, andremo ad
incrociare un'altra evidente ed ampia traccia (dist. ~3.4
Km - alt. ~380 m.), costituita dall'itinerario che congiunge Colle di
Stroncone (il ramo di sinistra che scende) a Perticara alta (quello di
destra che sale), ovvero ancora il percorso D2, origine di questo
attuale. Un'altra valida
alternativa per scendere a voc. Termine consiste nel prendere sulla
destra il ramo che prosegue per Perticara, come da percorso D2, per
poi una volta usciti su asfalto, anzichè prendere il ripido ramo
sulla destra, sempre asfaltato, che scenderà verso Valenza,
proseguire per un tratto la strada di Perticara, finchè non si
incontrerà sulla sinistra Strada di Rocca Carlea, che imboccata,
scende ripida su cemento, sterrato e asfalto, fino a ricongiungersi al
percorso attuale a voc. Termine, al km 5.4.
Lo attraversiamo, proseguendo quindi a scendere su un'ampia e più
comoda stradina, adatta anche alle quattro ruote, attraversando poco
dopo un nuovo breve tratto di boscaglia. Dopo circa 650 metri si
dirama sulla sinistra un'altra stradina, alternativa interessante che
seguita ci porterebbe ad uscire alla stazione di Stroncone, mentre noi
proseguiremo nell'itinerario per poche decine di metri di falso piano,
per poi riprendere a scendere in compagnia per un po', sulla sinistra, delle
paline che segnalano il metanodotto. Giungeremo subito all'altezza di
una vecchia casa, dove la strada si sdoppia, optando per il ramo di
destra [attenzione perchè dalla fine del 2005
la strada è sbarrata da un cancello; a prescindere dalla possibilità
di passaggio su zona privata, che ognuno potrà decidere a proprio
rischio e pericolo, il cancello è aggirabile prendendo il ramo di
sinistra per qualche metro, per poi abbandonarlo attraversando sulla
destra un breve tratto di uliveto e riallacciandosi dopo la successiva
curva a destra di seguito descritta] che piega subito ancora verso destra, puntando verso un paio di
casolari, che costeggeremo, invertendo la direzione a causa di un
gomito a 180° verso sinistra, al termine del quale un ramo cementato,
da ignorare, di stacca sulla destra, mentre noi manterremo la
sterrata. Di seguito un cartello quasi non più visibile, con una
catena in terra a margine della strada, indica che l'ampia e ben
battuta sterrata va ad attraversare una proprietà privata (chiedendo
sul posto pare sia rivolto essenzialmente alle auto), finchè appena
poche centinaia di metri dopo andrà a terminare al km 2.5 della SP16 che sale da Terni verso Stroncone. Si prende questa
verso destra, direzione Terni, mantenendola
se si vuole raggiungere comodamente la città, oppure, se si
vuole completare il percorso, (tra breve durissimo, allacciandosi al percorso
E1 in zona S. Lucia), lasciandola dopo appena 300 metri circa, a vocabolo Termine (dist.
~5.4
Km - alt. ~200 m.), all'altezza del
cartello che indica l'ingresso a Terni (da destra scende strada di
Rocca Carlea), prendendo una stretta asfaltata che si stacca proprio
in quel punto sulla sinistra e costeggia per un breve tratto un fosso.
Attraverseremo dapprima il fosso e poco più avanti la ferrovia
Terni-L'Aquila, finchè dopo quasi un altro centinaio di metri circa,
di fronte al cancello di accesso di una casa, pieghiamo sulla
sinistra, con il fondo che diviene in cemento. Dopo poche decine di
metri la cementata, che sale più ripida tra due reti di recinzione,
lascerà il posto ad una sterrata ancora più ripida (un tratto è
anche superiore al 20%!), che ci farà dar fondo a tutte le energie
residue, ammesso che si riesca in ogni caso a superare, magari aiutati
anche da un pizzico di fortuna, consistente nel trovare l'umidità
giusta nel terreno, ne troppo bagnato e quindi viscido, ne troppo
secco e quindi friabile.
Superate le poche centinaia di metri più severe, ci immetteremo
in una sterrata più ampia e più abbordabile da prendere verso
destra, andando a confluire dopo una cinquantina di metri in una
cementata che proseguiremo nella direzione di provenienza. Seguirà un
nuovo breve tratto di sterrato, finchè ci immetteremo nella tortuosa
stradina asfaltata che scende dal nucleo principale di S. Lucia di
Stroncone, che presa in discesa, verso destra si ricollegherà dopo un
centinaio di metri all'asfaltata principale, ovvero sul percorso E1
[rif. Percorso E1 - Km. 53]
punto finale dell'attuale percorso: da
qui mantenendo la direzione si può raggiungere la SS313 e quindi
Terni, Collescipoli oppure la zona industriale di Stroncone.
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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