PERCORSO Dr
Anello/variante percorso D1

ANELLO DEI PRATI


Lunghezza: ~12.5 Km
Altitudine max: ~1045 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~380m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~1h 05'
Difficoltà: Medio-facile (indice 3)


gps

DATA: Novembre 2009 

 

Variante costituita da un anello relativamente breve che si sviluppa in una fascia altimetrica contenuta a cavallo dei mille metri, non troppo severa, per permettere più o meno a tutti di poterne usufruire e godere di bei boschi e tratti prativi di questa caratteristica zona montuosa giacente nel comune di Stroncone, sbordando per un breve tratto nel Lazio. Pur essendo proposto come appendice al percorso D1, può costituire anche una passeggiata a se stante trovandosi in zona, con salite non eccessivamente impegnative (a parte quella che porta alla massima quota, comunque molto breve) e discese che presumibilmente tutti possono fare in sella; predominano le porzioni scorrevoli e rilassanti.

Il punto di riferimento per l'inizio del percorso giace, come consuetudine, sullo sviluppo di un altro tracciato, in questo caso il D1, al bivio che, provenendo da località Cimitelle, si incontra oramai prossimi a località i Prati e permette di proseguire mantenendo il D1 per Moggio, oppure scendere per il ramo di destra verso il nucleo principale de I Prati, (come da tratto terminale del percorso Db) [rif. Percorso D1 - Km. 19].
Percorrendo il ramo che scende dal percorso D1 verso la provinciale che sale da Stroncone, ci si riallaccerà a questa dopo poche centinaia di metri, che prenderemo verso sinistra puntando in direzione del nucleo principale de I Prati, per poi, dopo ulteriori 150 metri giungere al bivio tra i Piani di Ruschio, a sinistra, e Valleona, a destra, optando per quest'ultima. La strada proseguirà ad essere asfaltata per poche altre centinaia di metri, per poi trasformarsi in una comoda sterrata, che andrà pian piano a risalire, sempre più accentuatamente, la valle che al contempo diverrà sempre più stretta e boschiva. Salendo prenderà a serpeggiare leggermente tra i grandi alberi, divenendo anche appena ondulato; al km 2 va ignorata una stradina minore che si stacca sulla sinistra, con la via che subito di seguito prende a salire in maniera più impegnativa, anche a causa del fondo un po' irregolare. Un ultimo strappo intenso, che faremo solo in minima parte, oramai in prossimità di località Fontazzano (dist. ~2.5 Km - alt. ~990 m.), rappresenterà il momentaneo termine delle fatiche, dato che senza appunto completare la rampa, piegheremo a sinistra per imboccare la mulattiera che in leggera discesa ci porta a spostarci verso est; seguendone il ramo principale, questo si andrà allargando, salendo anche per un breve tratto, piegando poi a sinistra e riprendendo a scendere lungo una facile e piacevole carrareccia, che seguiremo per poco meno di 600 di metri e che abbandoneremo dove questa compie una breve risalita, a favore di un sentiero che si stacca sulla destra, di fianco ad un profondo solco prodotto dalle piogge, che scende fino ad inserirsi in poche decine di metri, in un'altra carrareccia sottostante, da seguire verso destra, in leggera salita. Dopo alcune centinaia di metri si attraversa una radura, dopo la quale la via sale un po' più ripida e stretta, nella macchia più fitta e con la sagoma un po' più irregolare, facendosi ancora un po' più pendente nella porzione finale, con direttrice costantemente verso sud, fino a confluire in una nuova carrareccia da seguire verso sinistra, compiendo pertanto un gomito di quasi 180° (dist. ~4.5 Km - alt. ~1040 m.). Ci aspetta ora una scorrevolissima e divertente discesa (occhio a brevi tratti profondamente deformati) da mantenere nel suo sviluppo principale di oltre 800 metri, fino all'imbocco di una radura, dove, senza attraversarla, pieghiamo a destra verso una nuova carrareccia che seguiremo, sostanzialmente in leggera ascesa, da mantenere per 500 metri, ovvero fino alla confluenza con un'altra carrareccia, da seguire verso sinistra, mentre a destra si va a salire come da percorso Dp, per la Cappelletta. Nuova discesa scorrevole, che, usciti dal bosco, va ad intercettare l'ampia sterrata che risale i Piani di Ruschio, da seguire verso destra, in leggera ascesa, fino al termine di questa (dist. ~7.3 Km - alt. ~950 m.), al confine fra Umbria e Lazio, dove dritta prosegue la via selciata che scende ripida verso Greccio, a destra si inerpica un'altra carrareccia, da ignorare entrambe, piegando invece a sinistra. Qui si "navigherà un po' a vista", dato che non ci sarà una vera e proprio traccia da seguire, ma seguendo il confine immaginario tra le querce di destra e i cespugli di sinistra, anche se una volta addentrati per qualche decina di metri, dovremo più propendere per la zona dei cespugli, infilandosi nel varco che permette di passare fra questi con una traccia che torna a farsi appena visibile e che ci porta a passare sotto la bassa volta di un gruppetto di alberi, dopo i quali la traccia si fa più evidente, proseguendo nel bosco e tagliando trasversalmente la costa del monte, in direzione ovest. Dopo 150 metri la via riscende per un breve tratto, andando ad allacciarsi alla sottostante mulattiera, da seguire quindi verso destra in salita, via che si andrà allargando man mano che sale, facendosi più ripida, pur rimanendo facile, per un fondo tutto sommato appena deformato. Poche centinaia di metri e ci troveremo a superare un valico, oltrepassando un cancello in filo spinato e ridiscendendo dal lato opposto, via assoggettabile a mulattiera, che ci porta in Val Fornello, dove ci inseriremo su un'altra via di pari importanza, da seguire nel senso d'inserimento, direzione nord-ovest. Manteniamo questa per quasi 200 metri, ovvero fino al culmine della salita, dove dovremo individuare la traccia di sentiero che si inerpica sulla costa di destra, bassa, ma ripida (altrimenti poche decine di metri più avanti la si può risalire per mezzo di una carrareccia molto malandata, che ci costringerà a piedi, ...non che il nostro sentiero sia molto più facile), costa che dovremo risalire; qui non sarà facile individuare la via corretta, visto che si è in presenza di un fitto dedalo di tracce, l'importante è guadagnare la sovrastante sella, appena sulla sinistra, al culmine del caratteristico tratto marnitico, contraddistinto da una serie di accentuate gobbe. Una volta giunti sopra (dist. ~8.8 Km - alt. ~1040 m.), intercetteremo una carrareccia da seguire verso sinistra, semipianeggiante per un paio di centinaia di metri e che poi scende su porzione un po' accidentata, fino a portarci sul bordo del piccolo laghetto montano conosciuto come la Pozza di S.Antonio (FOTO), che aggireremo per un terzo sulla destra, per poi lasciare la carrareccia che prosegue ad abbracciarlo, risalendo invece in direzione nord-est, costeggiando ampi prati. Nel tratto finale di salita la strada tenderà a scomparire sul manto erboso, tornando evidente sul crinale, che si affaccerà su una bella conca prativa che, dopo essere scesi passando accanto ad una costruzione diroccata,  abbracceremo nel bordo di sinistra, seguendo la carrareccia, che ci porta poi nel bosco. Nuovo tratto in discesa, su via scorrevole che ci porta ad attraversare bei boschi, nel comune di Rieti, aggirando Colle Spina, seguendo la facile via, dove incapperemo in un unico bivio, in corrispondenza di un brusco gomito sinistrorso, che dovremo compiere, ignorando quindi la via che prosegue dritta staccandosi sulla destra di questo. La via ci offrirà bei scorci panoramici sulla destra, finchè il recente disboscamento lo renderà possibile, verso la frazione di Moggio e terminerà, con un tratto leggermente ascendente, immettendosi sulla via principale che sale da Moggio (dist. ~11.2 Km - alt. ~930 m.), da seguire in discesa per 350 metri, dove in corrispondenza di un'ampia ansa di questa verso destra, la lasceremo risalendo la costa prativa sulla sinistra, tramite il multitrack che lo solca. Le tracce, spianando, torneranno poi a formare una via univoca che andrà seguita superando altre belle porzioni prative, dove dovremo solo ignorare un ramo secondario che si stacca verso sinistra, proseguendo fino ad intersecare una nuova carrareccia, al km 12.1 da seguire verso sinistra, via che risalirà, appena all'interno di un tratto boschivo a margine di un ampio appezzamento prativo, concludendosi con gli ultimi metri rocciosi al punto di origine [rif. Percorso D1 - Km. 19].

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).

 



 

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