PERCORSO Ee
Variante percorso E1
(Altrocanto - Itieli - Croce S.Valentino - Speco S.Urbano)

TUONI FULMINI E... GRANDINE


Lunghezza: ~ 14.7Km
Altitudine max: ~ 690 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~680m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~1h 45'
Difficoltà: Medio-Difficile (indice 6)

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DATA: Settembre 2005 

Bella appendice al lungo percorso E1, che ne elimina 4 km di noioso asfalto, aumentandone per contro uno sviluppo, già di per se notevole (quindi forse è da prendere più in considerazione per comporre un nuovo tracciato a se stante). Con il 90% di sterrato, ci si potrà divertire con una lunga salita, dopo aver disceso la strada della Cantinetta, per poi chiudere con un piacevole e filante single track nel bosco di lecci, fino al sacro Speco di San Franceso a S.Urbano di Narni.

Dopo aver superato Fiaiola, percorrendo l'ampia sterrata in direzione sud-est, appena questa riprende a salire, ma prima che diventi asfaltata, incontreremo sulla destra un'altra sterrata che scende compiendo subito un'ampia S, strada della Cantinetta;  fatta la S, si stacca un tratturo sulla sinistra (proseguimento del percorso E1), appena prima di una casa: questo è il punto di origine del tracciato attuale [rif. Percorso E1 - Km. 3.5].
Percorriamo la facile sterrata per i pochi chilometri del suo sviluppo, con un tratto finale in discesa nella boscaglia, dove dovremo ignorare un'altra sterrata che si stacca salendo verso destra, fin quando al termine della discesa e del boschetto,  ci troveremo ad un bivio, dove lasceremo la via principale che piega a destra, per prendere la sterrata verso sinistra, contraddistinta da una lunga fila di querce sul suo margine destro. Questa, che sarà pressoché pianeggiante e la si trova spesso con fondo fangoso, ci condurrà a ridosso del torrente Aia, dove, alla biforcazione, scegliamo la via che lo guada (in caso di troppa acqua possiamo sfruttare la passerella di sinistra); superiamo una casa prendendo a salire fino ad incontrare la SP64 dell'Aia che ci limiteremo ad attraversare per imboccare la nuova sterrata che sale di fronte: strada di Cipiccia vecchia. Supereremo alcune case, per poi dopo poche decine di metri pianeggianti, prendere a salire nel tratto più impegnativo; il fondo di questa irta salita, pur con una sagoma comprensibilmente deformata, è costituita da terreno ben compattato che garantisce un buon grip, salvo trovarlo viscido e quindi più complicato nei periodi "umidi" in alcuni tratti argillosi, con punte di pendenza, ma quasi sempre su zone più rocciose, attorno al 20%. Ignorando alcune vie minori (la prima verso sinistra appena superato il km 4 e un altro paio dopo altri 600 metri) giungiamo agli ultimi metri, dove con un brusco gomito verso destra (qui si origina un'ulteriore secondaria verso sinistra), avremo gli ultimi metri su fondo un po' dissestato, che ci portano ad uscire sull'asfaltata sovrastante (dist ~5.0 Km – alt. ~350 m.).
Questa verrà presa verso sinistra, ancora in salita, ma più "umana", via che, ignorando le sterrate che vi si diramano, ci porterà a scollinare dopo 300 metri, a cui seguirà un brevissimo tratto in discesa che compie una S e s'inserisce sulla provinciale, che provenendo da Narni (verso destra) in questo punto compie un gomito salendo: all'interno del gomito ha origine una sterrata che si fa dopo pochi metri molto ripida e sconnessa e quindi difficilmente praticabile in salita, che ritroveremo poco più avanti. Presa la provinciale verso sinistra a salire, la manterremo per altri 300 metri e giunti oramai alla frazione di Altrocanto, lasceremo l'asfalto a favore di una sterrata che si stacca sulla destra in direzione contraria alla nostra, per sdoppiarsi dopo pochi metri; scartata la via di destra, privata, proseguiamo a salire, mantenendone lo sviluppo principale, ignorando quindi le vie di accesso private e un'altra ripida sterrata ricavata per realizzare la via fognaria del paese di Itieli, ritrovando, dopo qualche metro di leggera discesa, la via dissestata prima menzionata che sale da destra e qui si ricongiunge. Proseguiamo riprendendo a salire su tratto leggermente sconnesso e ripido, per giungere ad una biforcazione, con una via di destra che prende a scendere, mentre noi seguiamo quella di sinistra che compiendo quindi un gomito prosegue ancora a salire. Ancora un centinaio di metri e la strada torna a sdoppiarsi con una coppia di sterrate che corrono pianeggianti più sotto, mentre noi opteremo per una terza che ripida sale nel fitto del bosco sulla sinistra. Quest'ampia via sterrata, dal 2007, ha sostituito un piacevole sentiero che rendeva più "selvaggio" e quindi affascinante questa porzione di percorso; ma oramai questo è... Nel tratto conclusivo andrà addolcendosi nella pendenza, sostanzialmente agevole e terminerà inserendosi su una comoda sterrata, che è in pratica un facile anello che fa il giro della collina antistante, da proseguire nel senso di provenienza, per procedere più direttamente verso il prosieguo, o verso sinistra se si vuole praticare quest'appendice ad anello, percorrendolo interamente; questo ci porterà con un brevissimo tratto, superando una catena, ad uscire sull'asfaltata che sale verso Itieli, proprio alle porte del paese; ancora proseguiamo nel senso di provenienza, in salita superandone la zona periferica ed incrociando, attraversandola, un'altra asfaltata che verso sinistra porterebbe verso il nucleo del paese (dist ~8.0 Km – alt. ~585 m.). L'asfalto lascerà subito il posto allo sterrato, in corrispondenza di una fontana sulla sinistra dove è possibile ripristinare le scorte d'acqua. Ignorando più avanti un'altra sterrata che si stacca sulla destra (proseguimento del percorso E2) proseguiamo in leggera salita, finchè dopo pochi metri appena più ripidi la sterrata si sdoppia: qui, di fronte ad una casa, compieremo un gomito verso sinistra, scartando quindi il ramo di destra (da cui si proviene ancora da itinerario E2), salendo a fianco di una rete metallica, puntando verso il bosco, all'ingresso del quale incontreremo un cancello in metallo che ci sbarra il passo, che possiamo però superare tramite un passaggio pedonale nella sua struttura. Non resta ora che seguire la sterrata nel suo sviluppo principale, che risalirà Colle Stracciolo prima e Monte Bandita poi, superando un ricovero per il bestiame dopo poche centinaia di metri e valicando quella che sarà la massima quota per questo percorso, oltrepasseremo, nel tratto discendente, anche un altro cancello in metallo, aggirabile sulla destra, per poi vinta anche l'ultima asperità, scendere oramai verso località Croce San Valentino, dove la sterrata si ricongiungerà in quella che sale da Sant'Urbano, come da percorso Ef (dist ~11.3 Km – alt. ~640 m.).
Prenderemo questa nel ramo di destra, pressoché pianeggiante, per lasciarla però dopo appena poche decine di metri (dritti si prosegue su percorso Eg), superata una vecchia costruzione in muratura, per andare, verso sinistra, ad attraversare una piccola zona sgombra di vegetazione, dove sulla sinistra avremo delle recinzioni per il bestiame, mentre da destra scende tra le piante la sterrata del percorso Eg; puntando verso il fondo delle recinzioni, ritroveremo una traccia di sentiero (e anche una carcassa di una vecchia 500) che ci farà ora compagnia per i prossimi chilometri. Questo è accidentato solo nei primi metri, ciò dovuto a rocce sporgenti dal terreno, mentre non darà sostanzialmente problemi per il tratto successivo; fare attenzione semmai alla contropendenza verso sinistra, che se fosse abbinata al terreno umido e quindi viscido, potrebbe costituire qualche problema. Sostanzialmente il profilo del tratto si sentiero è a scendere anche se sono frequenti, ma brevi, i saliscendi; un unico tratto di salita relativamente più lungo lo troveremo solo superato il km 12, che ci porta a scollinare su una piccola radura nel bosco, mentre duecento metri più avanti si segnala un albero di traverso sul sentiero (tagliato, forse un giorno qualcuno lo toglierà...). Giungeremo quindi all'unica biforcazione, poche centinaia di metri prima del Sacro Speco Francescano, ovvero al km 13.0, dove opteremo per la traccia di sinistra che continua a scendere (quella di destra è la prosecuzione del percorso Ei), poi un po' più scosceso (a destra si esce in un punto appena più a monte dello Speco) uscendo dopo poche centinaia di metri su un ampio piazzale(dist ~13.3 Km – alt. ~555 m.), adibito anche a parcheggio per i visitatori del complesso religioso, situato poco sopra, piazzale da attraversare che comunica infatti con la strada che sale dalla provinciale, dove questa compie un tornante e diviene da quel punto sterrata, fino allo Speco; noi ne prenderemo invece il ramo di sinistra a scendere, asfaltato, salvo fare una visita (meritata) all'eremo (FOTO) , anche per l'ottimo panorama sulla vallata sottostante.
Compiuto un tornante sinistrorso, manterremo l'asfaltata ancora per altri 250 metri, quando la lasceremo a favore di un sentiero (segnalato anche da un cartello in legno) che si stacca sulla destra e scende  un po' scosceso e sassoso; superato il primo tratto più complicato ne seguirà un secondo più facile e con sede più ampia, che ci porterà ad uscire sulla provinciale 21 per S.Urbano (verso sinistra). Prendiamo verso destra e in un paio di centinaia di metri terminiamo il tragitto sul bivio per Vasciano [rif. Percorso E1 - Km. 12.4].

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

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