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Bella appendice al lungo percorso
E1, che ne elimina 4 km di noioso asfalto, aumentandone per contro uno
sviluppo, già di per se notevole (quindi forse è da prendere più in
considerazione per comporre un nuovo tracciato a se stante). Con il 90% di sterrato, ci si potrà divertire con una lunga
salita, dopo aver disceso la strada della Cantinetta, per poi chiudere
con un piacevole e filante single track nel bosco di lecci, fino al
sacro Speco di San Franceso a S.Urbano di Narni.
Dopo aver superato Fiaiola, percorrendo l'ampia sterrata in
direzione sud-est, appena questa riprende a salire, ma prima che
diventi asfaltata, incontreremo sulla destra un'altra sterrata che
scende compiendo subito un'ampia S, strada della Cantinetta;
fatta la S, si stacca un tratturo sulla sinistra (proseguimento del
percorso E1), appena prima di una casa: questo è il punto di origine
del tracciato attuale [rif.
Percorso E1 - Km. 3.5].
Percorriamo la facile sterrata per i pochi chilometri del suo
sviluppo, con un tratto finale in discesa nella boscaglia, dove
dovremo ignorare un'altra sterrata che si stacca salendo verso destra,
fin quando al termine della discesa e del boschetto, ci
troveremo ad un bivio, dove lasceremo la via principale che piega a
destra, per prendere la sterrata verso sinistra, contraddistinta da
una lunga fila di querce sul suo margine destro. Questa, che
sarà pressoché pianeggiante e la si trova spesso con fondo
fangoso, ci condurrà a ridosso del torrente Aia, dove, alla
biforcazione, scegliamo la via che lo guada (in caso di troppa acqua
possiamo sfruttare la passerella di sinistra); superiamo una casa
prendendo a salire fino ad incontrare la SP64 dell'Aia che ci
limiteremo ad attraversare per imboccare la nuova sterrata che sale di
fronte: strada di Cipiccia vecchia. Supereremo alcune case, per poi
dopo poche decine di metri pianeggianti, prendere a salire nel tratto
più impegnativo; il fondo di questa irta salita, pur con una sagoma
comprensibilmente deformata, è costituita da terreno ben compattato
che garantisce un buon grip, salvo trovarlo viscido e quindi più
complicato nei periodi "umidi" in alcuni tratti argillosi,
con punte di pendenza, ma quasi sempre su zone più rocciose, attorno
al 20%. Ignorando alcune vie minori (la prima verso sinistra appena
superato il km 4 e un altro paio dopo altri 600 metri) giungiamo agli
ultimi metri, dove con un brusco gomito verso destra (qui si origina
un'ulteriore secondaria verso sinistra), avremo gli ultimi metri su
fondo un po' dissestato, che ci portano ad uscire sull'asfaltata
sovrastante (dist ~5.0 Km – alt. ~350 m.).
Questa verrà presa verso sinistra, ancora in salita, ma più
"umana", via che, ignorando le sterrate che vi si diramano,
ci porterà a scollinare dopo 300 metri, a cui seguirà un brevissimo
tratto in discesa che compie una S e s'inserisce sulla provinciale,
che provenendo da Narni (verso destra) in questo punto compie un
gomito salendo: all'interno
del gomito ha origine una sterrata che si fa dopo pochi metri molto
ripida e sconnessa e quindi difficilmente praticabile in salita, che
ritroveremo poco più avanti. Presa la provinciale verso
sinistra a salire, la manterremo per altri 300 metri e giunti oramai alla
frazione di Altrocanto, lasceremo l'asfalto a favore di una sterrata
che si stacca sulla destra in direzione contraria alla nostra, per
sdoppiarsi dopo pochi metri; scartata la via di destra, privata,
proseguiamo a salire, mantenendone lo sviluppo principale, ignorando
quindi le vie di accesso private e un'altra ripida sterrata ricavata
per realizzare la via fognaria del paese di Itieli, ritrovando, dopo
qualche metro di leggera discesa, la via dissestata prima menzionata
che sale da destra e qui si ricongiunge. Proseguiamo riprendendo a
salire su tratto leggermente sconnesso e ripido, per giungere ad una
biforcazione, con una via di destra che prende a scendere, mentre noi
seguiamo quella di sinistra che compiendo quindi un gomito prosegue
ancora a salire. Ancora un centinaio di metri e la strada torna a
sdoppiarsi con una coppia di sterrate che corrono pianeggianti più
sotto, mentre noi opteremo per una terza che ripida sale nel fitto del
bosco sulla sinistra. Quest'ampia via sterrata, dal 2007, ha
sostituito un piacevole sentiero che rendeva più "selvaggio" e quindi
affascinante questa porzione di percorso; ma oramai questo è... Nel
tratto conclusivo andrà addolcendosi nella
pendenza, sostanzialmente agevole e terminerà inserendosi su una
comoda sterrata, che è in pratica un facile anello che fa il giro
della collina antistante, da proseguire nel senso di provenienza, per
procedere più direttamente verso il prosieguo, o
verso sinistra se si vuole praticare quest'appendice ad anello, percorrendolo
interamente; questo ci porterà con un brevissimo tratto,
superando una catena, ad uscire sull'asfaltata che sale verso Itieli,
proprio alle porte del paese; ancora proseguiamo nel senso di
provenienza, in salita superandone la zona periferica ed
incrociando, attraversandola, un'altra asfaltata che verso sinistra
porterebbe verso il nucleo del paese (dist ~8.0 Km – alt. ~585 m.).
L'asfalto lascerà subito il posto allo sterrato, in corrispondenza di
una fontana sulla sinistra dove è possibile ripristinare le scorte
d'acqua. Ignorando più avanti un'altra sterrata che si stacca sulla destra
(proseguimento del percorso E2) proseguiamo in leggera salita, finchè dopo pochi metri appena più
ripidi la sterrata si sdoppia: qui, di fronte ad una casa, compieremo
un gomito verso sinistra, scartando quindi il ramo di destra (da cui
si proviene ancora da itinerario E2), salendo
a fianco di una rete metallica, puntando verso il bosco, all'ingresso
del quale incontreremo un cancello in metallo che ci sbarra il passo,
che possiamo però superare tramite un passaggio pedonale nella sua
struttura. Non resta ora che seguire la sterrata nel suo sviluppo
principale, che risalirà Colle Stracciolo prima e Monte Bandita poi, superando un ricovero per il bestiame dopo poche centinaia
di metri e valicando quella che sarà la massima quota per questo
percorso, oltrepasseremo, nel tratto discendente, anche un altro
cancello in metallo, aggirabile sulla destra, per poi vinta anche
l'ultima asperità, scendere oramai verso località Croce San
Valentino, dove la sterrata si ricongiungerà in quella che sale da
Sant'Urbano, come da percorso Ef (dist ~11.3 Km – alt.
~640 m.).
Prenderemo questa nel ramo di destra, pressoché pianeggiante, per
lasciarla però dopo appena poche decine di metri (dritti si prosegue
su percorso Eg), superata una
vecchia costruzione in muratura, per andare, verso sinistra, ad
attraversare una piccola zona sgombra di vegetazione, dove sulla
sinistra avremo delle recinzioni per il bestiame, mentre da destra
scende tra le piante la sterrata del percorso Eg; puntando verso il fondo
delle recinzioni, ritroveremo una traccia di sentiero (e anche una carcassa
di una vecchia 500) che ci farà ora compagnia per i prossimi
chilometri. Questo è accidentato solo nei primi metri, ciò dovuto a
rocce sporgenti dal terreno, mentre non darà sostanzialmente problemi
per il tratto successivo; fare attenzione semmai alla contropendenza
verso sinistra, che se fosse abbinata al terreno umido e quindi
viscido, potrebbe costituire qualche problema. Sostanzialmente il
profilo del tratto si sentiero è a scendere anche se sono frequenti,
ma brevi, i saliscendi; un unico tratto di salita relativamente più
lungo lo troveremo solo superato il km 12, che ci porta a scollinare
su una piccola radura nel bosco, mentre duecento metri più avanti si
segnala un albero di traverso sul sentiero (tagliato, forse un giorno
qualcuno lo toglierà...). Giungeremo quindi all'unica biforcazione,
poche centinaia di metri prima del Sacro Speco Francescano, ovvero al
km 13.0, dove opteremo per la traccia di sinistra che continua a
scendere (quella di destra è la prosecuzione del percorso Ei), poi un po' più scosceso (a destra si esce in un punto
appena più a monte dello Speco) uscendo dopo poche centinaia di metri
su un ampio piazzale(dist ~13.3 Km – alt. ~555 m.), adibito anche a parcheggio per i visitatori del
complesso religioso, situato poco sopra, piazzale da attraversare che
comunica infatti con la strada che sale dalla provinciale, dove questa
compie un tornante e diviene da quel punto sterrata, fino allo Speco;
noi ne prenderemo invece il ramo di sinistra a scendere, asfaltato,
salvo fare una visita (meritata) all'eremo (FOTO)
, anche per
l'ottimo panorama sulla vallata sottostante.
Compiuto un tornante sinistrorso, manterremo l'asfaltata ancora per
altri 250 metri, quando la lasceremo a favore di un sentiero
(segnalato anche da un cartello in legno) che si stacca sulla destra e
scende un po' scosceso e sassoso; superato il primo tratto più
complicato ne seguirà un secondo più facile e con sede più ampia,
che ci porterà ad uscire sulla provinciale 21 per S.Urbano (verso
sinistra). Prendiamo verso destra e in un paio di centinaia di metri
terminiamo il tragitto sul bivio per Vasciano [rif.
Percorso E1 - Km. 12.4].
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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