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Dopo la dura salita per salire da
Vasciano ai bei prati a quota 800, alle pendici del monte San Pancrazio,
c'è la possibilità di tornare in località Croce San Valentino e
successivamente Acerella, tramite una non facilissima discesa del
bosco su un versante del Colle Ventatoio e poi una velocissima discesa
su facile sterrata.
Il dazio da pagare, che consiste in meno di 200 metri da
farsi bici al fianco nel tortuoso sentiero in risalita nel bosco dopo
Cese d'Ilario, sarà ampiamente ripagato dall'impegnativa e
divertente successiva discesa.
Consigliato a chi non disdegna di scendere di tanto in tanto dalla
bici, pur di godere di sentieri nuovi e tecnici.
Sull'altipiano sopra Vasciano, appena oltre gli 800 metri, lungo
l'ampio semianello prativo che gira attorno alla sommità di monte San
Pancrazio, si stacca, perfettamente a nord di questa cima, la sterrata
che porta in località Cese d'Ilario [rif.
Percorso E1 - Km. 17.9].
Seguiamo la carrareccia che si stacca verso destra prendendo a
scendere, agevole ma un po' ondulata, compie una S cominciando poco
dopo a salire, anche abbastanza ripida. Scolliniamo in questo primo
tratto in corrispondenza di un casolare ristrutturato in parte, Cese
d'Ilario, massima quota del percorso, che ci lasciamo sulla sinistra,
proseguendo su prato, con la sterrata che torna a farsi evidente
appena qualche metro dopo, riprendendo presto a scendere nel bosco.
Questa agevole, ma un po' sassosa, termina al km 1.1, lasciando il
posto ad una mulattiera che subito in pochi metri si assottiglia fino
a divenire un complicato sentiero che salendo ci appiederà, a causa
delle rocce irregolari che ne costituiscono il fondo. Seguiamo
l'andamento della traccia, facilitati anche dalle tracce giallo-rosse
sulle rocce, con la possibilità di risalire in sella dopo 150 metri,
pur continuando su fondo tecnico, destreggiandosi tra i sassi;
attenzione anche a non perdere la retta via, prestando sempre
attenzione alle tracce, soprattutto al km 1.4 dove il tracciato pare
sdoppiarsi, ma i segni ci portano a seguire la corretta via di destra.
Circa 150 metri dopo usciamo dal bosco andando ad attraversare,
mantenendo la direzione, una radura disseminata di pietre, per poi 50
metri dopo ritrovare ben marcato il sentiero che ci costringerà di
nuovo a piedi per appena qualche metro per superare una grossa roccia.
Rientrati nel bosco superiamo una troscia d'acqua per uscire appena
dopo su altra radura (dist ~1.65 km – alt. ~810 m.); qui il sentiero
segnato dalle tracce, che risale tra le rocce davanti a noi, va lasciato,
compiendo un'accentuata piega verso sinistra, lasciandoci dei lecci
sulla destra, andando ad attraversare una striscia prativa che ci
porterà ad addentrarci poi in una sottile fascia boschiva, al cui
ingresso la traccia un po' impervia si sdoppia, per ricongiungersi
appena pochi metri dopo, tornando su prato con sassi. Seguendo la
traccia, abbastanza evidente, si rientra nel bosco con un tratto
successivo un po' scosceso. Il sentiero ora è molto marcato ed
evidente e si segue con facilità, anche se la vegetazione in alcuni
tratti ne riduce il passaggio, senza mai essere troppo invadente e si
alterna un fondo più accidentato ad altro più scorrevole. Si
supereranno due minuscole radure in rapida successione e appena
passata la seconda seguirà una S decisamente tecnica su tratto
roccioso (dist ~2.4 km – alt. ~720 m.). Si prosegue con altri tratti
in discesa anche filanti e veramente divertenti nella loro tecnicità
per alcune centinaia di metri, fino ad uscire dal bosco e ritrovarsi
di fronte una recinzione metallica da attraversare, dopo la quale una
carrareccia ci guiderà nel bosco, superando una baracca in legno,
fino a ridosso delle recinzioni per bestiame di Croce San Valentino,
dove pieghiamo a sinistra inserendoci sull'evidente ed ampia sterrata
a pochi metri (dist ~3.1 km – alt. ~645 m.).
Seguiamo la sterrata verso sinistra prendendo a scendere (a
destra si può scendere verso S.Urbano o Itieli, come da provenienza
dei percorsi Ee ed Ef).
Lungo questa, facile e filante, segnalo solo, nell'ordine, una sterrata
minore da ignorare che si stacca sulla sinistra all'apice di una gobba
al km 4.0 (qui prosegue il percorso Eh), un grazioso stagno nel bosco che ci lasceremo sulla
sinistra duecento metri dopo e un'altra carrareccia secondaria da
scartare al km 5.35 che si inerpica verso destra (da cui scende l'Ef), oramai giunti al
termine della nostra sterrata, quando un cancello ci sbarrerà il
passo; lo aggireremo sulla sinistra sfruttando un apposito passaggio
chiuso solitamente da paletti di legno rimovibili (dist ~5.4 km – alt.
~520 m.). Dall'altra parte ci aspetta una nuova sterrata da prendere
verso destra in salita, per un breve tratto, per poi scendere, quando
ignoriamo una minore che si inserisce da destra, superando località
Acerella ci inseriamo su un'altra strada; questo bivio rappresenta la
fine del presente percorso [rif.
Percorso E2 - Km. 33.8]; proseguendo
a poche decine di metri, la successiva biforcazione porta a destra a salire
verso Itieli, come da percorso E2, mentre a sinistra si chiude il
percorso Ei.
Nota: In blu sono segnalati i
tratti alternativi e/o opzionali non descritti però
dalla grafica (pianta e altimetria).
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