PERCORSO Eg
Collegamento percorsi E1-E2
(Cese d'Ilario-Croce S.Valentino-Acerella)

DA ILARIO


Lunghezza: ~ 6.1Km
Altitudine max: ~ 835 m s.l.m.
(disl. tot. discese ~390m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~30'
Difficoltà: Difficile (indice7)

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DATA: Febbraio 2006
Aggiornamento: Novembre 2009

Dopo la dura salita per salire da Vasciano ai bei prati a quota 800, alle pendici del monte San Pancrazio, c'è la possibilità di tornare in località Croce San Valentino e successivamente Acerella, tramite una non facilissima discesa del bosco su un versante del Colle Ventatoio e poi una velocissima discesa su facile sterrata.
Il dazio da pagare, che consiste in meno di 200 metri da farsi bici al fianco nel tortuoso sentiero in risalita nel bosco dopo Cese d'Ilario, sarà ampiamente ripagato dall'impegnativa e divertente successiva discesa.
Consigliato a chi non disdegna di scendere di tanto in tanto dalla bici, pur di godere di sentieri nuovi e tecnici.

Sull'altipiano sopra Vasciano, appena oltre gli 800 metri, lungo l'ampio semianello prativo che gira attorno alla sommità di monte San Pancrazio, si stacca, perfettamente a nord di questa cima, la sterrata che porta in località Cese d'Ilario  [rif. Percorso E1 - Km. 17.9].
Seguiamo la carrareccia che si stacca verso destra prendendo a scendere, agevole ma un po' ondulata, compie una S cominciando poco dopo a salire, anche abbastanza ripida. Scolliniamo in questo primo tratto in corrispondenza di un casolare ristrutturato in parte, Cese d'Ilario, massima quota del percorso, che ci lasciamo sulla sinistra, proseguendo su prato, con la sterrata che torna a farsi evidente appena qualche metro dopo, riprendendo presto a scendere nel bosco. Questa agevole, ma un po' sassosa, termina al km 1.1, lasciando il posto ad una mulattiera che subito in pochi metri si assottiglia fino a divenire un complicato sentiero che salendo ci appiederà, a causa delle rocce irregolari che ne costituiscono il fondo. Seguiamo l'andamento della traccia, facilitati anche dalle tracce giallo-rosse sulle rocce, con la possibilità di risalire in sella dopo 150 metri, pur continuando su fondo tecnico, destreggiandosi tra i sassi; attenzione anche a non perdere la retta via, prestando sempre attenzione alle tracce, soprattutto al km 1.4 dove il tracciato pare sdoppiarsi, ma i segni ci portano a seguire la corretta via di destra. Circa 150 metri dopo usciamo dal bosco andando ad attraversare, mantenendo la direzione, una radura disseminata di pietre, per poi 50 metri dopo ritrovare ben marcato il sentiero che ci costringerà di nuovo a piedi per appena qualche metro per superare una grossa roccia. Rientrati nel bosco superiamo una troscia d'acqua per uscire appena dopo su altra radura (dist ~1.65 km – alt. ~810 m.); qui il sentiero segnato dalle tracce, che risale tra le rocce davanti a noi, va lasciato, compiendo un'accentuata piega verso sinistra, lasciandoci dei lecci sulla destra, andando ad attraversare una striscia prativa che ci porterà ad addentrarci poi in una sottile fascia boschiva, al cui ingresso la traccia un po' impervia si sdoppia, per ricongiungersi appena pochi metri dopo, tornando su prato con sassi. Seguendo la traccia, abbastanza evidente, si rientra nel bosco con un tratto successivo un po' scosceso. Il sentiero ora è molto marcato ed evidente e si segue con facilità, anche se la vegetazione in alcuni tratti ne riduce il passaggio, senza mai essere troppo invadente e si alterna un fondo più accidentato ad altro più scorrevole. Si supereranno due minuscole radure in rapida successione e appena passata la seconda seguirà una S decisamente tecnica su tratto roccioso (dist ~2.4 km – alt. ~720 m.). Si prosegue con altri tratti in discesa anche filanti e veramente divertenti nella loro tecnicità per alcune centinaia di metri, fino ad uscire dal bosco e ritrovarsi di fronte una recinzione metallica da attraversare, dopo la quale una carrareccia ci guiderà nel bosco, superando una baracca in legno, fino a ridosso delle recinzioni per bestiame di Croce San Valentino, dove pieghiamo a sinistra inserendoci sull'evidente ed ampia sterrata a pochi metri (dist ~3.1 km – alt. ~645 m.).
Seguiamo la sterrata verso sinistra prendendo a scendere (a destra si può scendere verso S.Urbano o Itieli, come da provenienza dei percorsi Ee ed Ef). Lungo questa, facile e filante, segnalo solo, nell'ordine, una sterrata minore da ignorare che si stacca sulla sinistra all'apice di una gobba al km 4.0 (qui prosegue il percorso Eh), un grazioso stagno nel bosco che ci lasceremo sulla sinistra duecento metri dopo e un'altra carrareccia secondaria da scartare al km 5.35 che si inerpica verso destra (da cui scende l'Ef), oramai giunti al termine della nostra sterrata, quando un cancello ci sbarrerà il passo; lo aggireremo sulla sinistra sfruttando un apposito passaggio chiuso solitamente da paletti di legno rimovibili (dist ~5.4 km – alt. ~520 m.). Dall'altra parte ci aspetta una nuova sterrata da prendere verso destra in salita, per un breve tratto, per poi scendere, quando ignoriamo una minore che si inserisce da destra, superando località Acerella ci inseriamo su un'altra strada; questo bivio rappresenta la fine del presente percorso [rif. Percorso E2 - Km. 33.8]; proseguendo a poche decine di metri, la successiva biforcazione porta a destra a salire verso Itieli, come da percorso E2, mentre a sinistra si chiude il percorso Ei.

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

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