PERCORSO Ei
Variante percorso E2
(Poggio di Otricoli - Croce S.Valentino - Sacro Speco di S.Urbano)

L'ULTIMA PEZZA (2)


Lunghezza: ~9.7 Km
Altitudine max: ~650 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~360m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~1h 05'
Difficoltà: Difficile (indice 8)
[senza la porzione tra i chilometri 5.3 e 6.3: Difficoltà media (indice 5)]


gps

DATA: Gennaio 2007
Aggiornamento: Dicembre 2010 

 

Un percorso non molto frequentato che originandosi dal borgo di Poggio di Otricoli si inoltra per diversi chilometri tra i monti ad est di questo, per una prima metà di tracciato costituito da piacevoli sterrate abbordabili, collegate da poche centinaia di metri di sentiero che solo in parte è un po' ostico per pietre che complicano l'avanzata. Giunti sull'ampia sterrata che sale da Aravecchia la si percorre per l'ultima porzione per poi, con un nuovo sentiero non troppo complicato nel bosco, si punta verso località Croce San Valentino; l'ultimo chilometro prima di giungervi è decisamente il più ostico del tracciato (si può prendere in considerazione la via più facile che sale da Acerella appena sotto, come da  percorso Eh). Da qui per il bello e classico single track che ci porta prima allo Speco di S.Urbano, poi direttamente alle porte della frazione di Vasciano.

Sulla strada provinciale Calvese SP18 troviamo la diramazione che sale verso il piccolo borgo di Poggio di Otricoli  (FOTO); percorrendo questa via asfaltata per salire alla suddetta frazione, in corrispondenza dell'unico tornante che incontreremo, c'è la separazione tra il percorso principale E2 (che prosegue su sterrata "strada delle Grotte" per Itieli) e l'attuale, che ne segna quindi l'origine [rif. Percorso E2 - Km. 31.3].
Manteniamo la via asfaltata che ora è appena ascendente e ci porterà in alcune centinaia di metri sulla parte più alta del borgo, ai piedi dell'antica rocca. Qui ignoriamo le due stradine che scendono abbracciando il paesino, seguendo invece quella di sinistra che sale verso il cimitero. Giunti ad una croce in ferro, la via si biforca; seguiamo la via di destra che poi diviene sterrata entrando in una zona boschiva. Si alterneranno successivamente alcuni tratti cementati ad altri sterrati (dove ignoreremo una sterrata secondaria che scende sulla destra), per poi, con un successivo tratto sterrato che si lascia scalare facilmente, giungiamo all'imbocco di un appezzamento coltivato dove la strada si sdoppia (dist.~1.8 Km – alt.~485 m.): dritti si prosegue tagliando l'appezzamento, per poi salire con un ultimo tratto ripido fino a ricongiungersi al tratto terminale del percorso Eg; noi seguiamo invece il ramo di destra, che prosegue nel bosco, scendendo di seguito leggermente e poi riprendendo a salire. Segue un successivo breve tratto in leggera discesa e duecento metri dopo si giunge ad una radura, appena superata la quale, lasciamo la via principale a favore di una secondaria che sale sulla sinistra nel fitto del bosco. Si sale su tratto ripido con fondo appena irregolare, con la carrareccia che assottigliandosi sempre più lascerà il posto ad una mulattiera prima e un sentiero poi, che più avanti si può classificare come sconnesso, per presenza di pietre al suolo; in una zona di bassa vegetazione (teniamo la sinistra) potremo scorgere il versante del monte opposto, nostra prossima meta. Scollinando segue una sorta di divertente gimkana (non tutti ne trarranno divertimento...) con una porzione ondulata e rocce che rendono difficoltosa l'avanzata, il che richiede una buona tecnica se si vuole fare in sella. Attraversiamo un sottile fosso dopo il quale la via s'impenna notevolmente per qualche metro; il sentiero torna poi a farsi agevole allargandosi sempre più, inserendosi sull'ampia sterrata che sale da Aravecchia (dist.~4.1 Km – alt.~590 m.), che seguiremo a salire, verso sinistra. Proseguiamo per 400 metri mantenendo la via maestra fino a scollinare e ancora per altri quasi 200 metri a scendere, dove lasciamo la sterrata che poco più avanti si restringe notevolmente tra cespugli di rovi, a favore di un sentiero poco visibile che si origina sulla sinistra, tortuoso tra cespugli di rovi nei primi metri. Manteniamo questo che prenderà dopo un po' a salire, con qualche difficoltà di percorribilità a causa di rocce affioranti; superiamo un cancelletto in filo spinato e successivamente una salitella rocciosa che ci porta all'imbocco di una lunga striscia prativa, passando nel comodo varco fra due grossi cespugli di rovi. Ne seguiamo lo sviluppo longitudinale, superando una facile breve costa al culmine della quale seguiamo la via erbosa di sinistra fino a giungere ad una piccola fossa quasi sempre in secca (dist.~5.3 Km – alt.~630 m.); qui la scelta: proseguire a destra su un'ostica successiva parte di circa un chilometro, come da descrizione, oppure ripiegare a sinistra scendendo la ripida sterrata appena un po' sconnessa (ma decisamente più facile), che in poche centinaia di metri si inserisce sulla via che sale da Acerella, da seguire poi verso destra, per riallacciarsi al percorso attuale in corrispondenza di Croce S. Valentino (quando ci troveremo di fronte le recinzioni per animali).
Va segnalato che a fine 2010 il percorso descritto di seguito è stato riscontrato praticamente impercorribile per il successivo chilometro (fino a Croce S. Valentino), per l'estrema difficoltà di passaggio tra la vegetazione molto invasiva; si consiglia pertanto di seguire la variante che ne semplifica la percorribilità fino a Croce San Valentino, almeno fino all'eventuale ripristino/manutenzione del chilometro che segue (semmai ci sarà).
Lasciandoci la pozza sulla sinistra seguiamo la traccia di destra che si distingue appena sull'erba (dato che la successiva diramazione non è facile da individuare ne viene data con precisione la distanza dalla pozza d'acqua); seguita questa per 90 metri, ignorato un primo debole sentiero sulla sinistra, seguiremo quello che appena qualche metro dopo si stacca sempre sulla sinistra, contraddistinto, poco dopo la sua origine, da una fila di sassi che ne attraversano la sede a formare un gradino naturale. Pochi metri e il tracciato si fa molto più marcato ed evidente, quindi facile da seguire (come orientamento, meno come percorribilità in sella). Questo attraversa un tratto di recinzione abbattuta, prendendo a scendere abbastanza sconnessa e proseguendo a margine di un'ampia area disboscata sulla destra, mentre sulla sinistra fiancheggiamo il filo spinato. Entrando più avanti nel bosco e prendendo a salire, la via si fa più disagevole per pietre al suolo, tipo di fondo che ci accompagnerà per alcune centinaia di metri, dove supereremo il culmine massimo del percorso, prendendo poi a scendere, con la recinzione che continuerà a farci da guida fino ad una radura (dist.~6.3 Km – alt.~640 m.), in corrispondenza della quale supereremo la recinzione tramite il cancelletto in filo spinato proseguendo a scendere e seguendo l'evidente e facile via che ci condurrà, attraverso la sottostante striscia boschiva, fin nei pressi di Croce S. Valentino, con la traccia che scompare, dove ci troveremo di fronte dei ricoveri per animali, che piegando verso destra ci lasceremo sulla sinistra, puntando verso il fondo delle recinzioni, ritroveremo una traccia di sentiero (e anche una carcassa di una vecchia 500) che ci farà ora compagnia per i prossimi chilometri. Questo è accidentato solo nei primi metri, ciò dovuto a rocce sporgenti dal terreno, mentre non darà sostanzialmente problemi per il tratto successivo; fare attenzione semmai alla contropendenza verso sinistra, che se fosse abbinata al terreno umido e quindi viscido, potrebbe costituire qualche problema. Sostanzialmente il profilo del tratto si sentiero è a scendere anche se sono frequenti, ma brevi, i saliscendi; un unico tratto di salita relativamente più lungo lo troveremo solo superato il km 7.2, che ci porta a scollinare su una piccola radura nel bosco.Giungeremo quindi dopo circa 700 metri all'unica biforcazione, poche centinaia di metri prima del Sacro Speco Francescano, ovvero al km 8.1, dove opteremo per la traccia di destra (quella di sinistra e la prosecuzione del percorso Ee); altri 250 metri e il sentiero si amplia in carrareccia che subito si biforca, con il ramo di destra che sale verso l'eremo dello Speco (FOTO), mentre noi seguiamo quello di sinistra che ci porta in breve all'altezza del cancello di accesso al complesso dello Speco Francescano (dist.~8.7 Km – alt.~560 m.).
Manteniamo la direzione costeggiando il muro perimetrale, giungendo ad un bivio dove seguiamo il ramo di sinistra, dapprima con facile tratto in falso piano, poi un po' più difficoltoso perchè ciottoloso e in pendenza; incrociamo una nuova sterrata che ignoriamo, mantenendo la direzione per giungere al cimitero di Vasciano, dove seguiamo l'asfaltata che scende sulla sinistra.
Terminiamo il percorso confluendo sull'asfaltata di accesso alla frazione di Vasciano, proprio alle porte della località, dove la via si sdoppia, con la sinistra che porta all'interno del nucleo abitato, mentre l'ampia sterrata di destra è quella che sale verso i monti San Pancrazio e Cosce; scendendo in senso opposto si va verso la provinciale SP20 [rif. Percorso E2 - Km. 13.6]

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

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