PERCORSO F3

TERNI OVEST

GRATTA IL FONDO


Lunghezza: ~29.6 Km
Altitudine max: ~220 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~330m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~1h 40'
Difficoltà: Medio-Facile (indice 3)


gps

DATA: Febbraio 2008 

Circuito appena ad ovest di Terni, alle porte della città, pensato per chi vuole qualcosa di poco impegnativo, soprattutto in termini di salite e facilmente a portata di mano.
Si rimane infatti a quote molto contenute, appena collinari, con ascese anche di discreta pendenza, ma sempre abbastanza brevi, tanto che in quasi 30 km di sviluppo totale si accumulano appena 330 metri. L'obiettivo, abbastanza riuscito, è stato quello di ricavare quante più possibili strade non asfaltate (quasi il 50%), da mettere in sequenza, per formare un circuito piacevole perchè tranquillo, raccordato dal minor numero di chilometri di asfalto, che, quando vanno ad interessare le arterie più trafficate, si possano "liquidare" in brevissimo tempo.
L'avvertenza che più mi preme dare è sul periodo  migliore per percorrerlo: evitare i giorni troppo a ridosso di periodi piovosi. Alcuni tratti sono con fondo in terra, che si può immaginare come possono divenire a seguito di piogge più o meno intense. Ma un'altra valida possibilità sono le giornate di... gelo; anche se bagnata, ma indurita dal gelo, la terra sarà senz'altro più amica.

Base di partenza stabilita a Gabelletta, zona dell'estrema periferia nord-ovest di Terni, lungo la direttrice che porta verso San Gemini; sulla sinistra si incontra strada di Vallemicero, che scende fino a terminare su strada La Selva: qui è fissato l'inizio.
Seguiamo quindi strada La Selva, dapprima in direzione ovest, mantenendola fino al termine (ignorando quindi a 1 km la diramazione a sinistra per strada di Lagarello), dove si originano due altre strade, Via Caprroni a destra, verso l'aviosuperfice, da ignorare e strada di Casanova verso sinistra, che seguiremo. Questa fiancheggia per un breve tratto il raccordo autostradale Terni-Orte, poi, piegando a destra, scavalca questo e la linea ferroviaria, per immettersi sulla strada di Maratta, che seguiamo verso sinistra. Percorsi 600 metri giungiamo alla rotatoria, di cui seguiremo la prima a destra, passando accanto agli inceneritori, scavalchiamo il fiume Nera e appena dopo lasciamo questa via per prenderne un'altra a destra, ancora asfaltata (dist. ~4.0 Km - alt. ~115 m.), che poco dopo si fa più ampia, includendo in mezzo alla carreggiata alcuni alberi; appena più avanti la via principale piega a sinistra, mentre noi proseguiamo dritti su una tranquilla e stretta strada asfaltata, che sempre nella medesima direzione ovest, terminerà, dopo poco oltre un chilometro, su strada dei Confini, ampissima strada sterrata zeppa di buche, che punta decisa verso sud e che dopo 500 metri torna asfaltata. Incrociamo un'altra asfaltata  (strada delle Campore) e proseguiamo dritti, giungendo dopo un chilometro sulla via Flaminia; anche questa va solo attraversata in questa occasione, continuando sull'asfaltata che si origina sull'altro lato e sale. Attraversiamo il canale di Recentino e dopo un centinaio di metri ci inseriamo su strada di Poscargano, che sarà quasi solo da attraversare, visto che appena fatti pochi metri di questa verso destra, ripieghiamo a sinistra su altra asfaltata, che va mantenuta nel suo sviluppo principale e che superate alcune case, termina, lasciando il posto ad un tratturo che attraversa alcuni campi e poi termina su una sterrata più ampia, da prendere verso destra. Nel punto in cui si torna su asfalto (dist. ~9.1 Km - alt. ~140 m.), si lascia la via che dritta porterebbe a Ponte San Lorenzo, per prendere invece verso sinistra, altra via asfaltata, ma che lasciamo dopo 200 metri, a favore della sterrata che si dirama verso destra. Questa prenderà a salire abbastanza ripida, fino a farci raggiungere in poco più di un chilometro Casale I Colli, quota massima del percorso odierno (220 m.), dove pieghiamo a destra, scartando il ramo che prosegue a salire, ci lasciamo una rimessa agricola sulla sinistra e iniziamo a scendere, con la via che dopo un po' diverrà cementata. Al successivo incrocio (dist. ~11.1 Km - alt. ~170 m.), optiamo per la sinistra, ancora su cementata, che però lascerà poi il posto a un' ultima porzione sterrata, che dopo essere salita impercettibilmente, piega a destra e scende decisa fino a terminare sulla via asfaltata che prendiamo verso destra. Manteniamo questa per quasi 700 metri, quando sulla sinistra ci inseriamo su un tratturo che risale il colle (trattandosi di fondo in pura terra è sconsigliato il passaggio qui in caso di piogge recenti; in alternativa basta proseguire ancora per un breve tratto e prendere poi la prima asfaltata di sinistra, che si riallaccerà al percorso attuale all'altezza del cancello) puntando verso alcuni casali; una volta raggiunti pieghiamo a destra fino a raggiungere il cancello, da aggirare, che ci separa dall'asfaltata, che prenderemo quindi verso sinistra (dist. ~13.4 Km - alt. ~130 m.). La manteniamo per 1.2 km, lasciandola a favore di una sterrata che si origina sulla destra, che ci porta ad un paio di case, superate le quali la strada piega a destra, passa a fianco al canale e prosegue a scendere fino a confluire in una nuova asfaltata, che presa mantenendo il senso di provenienza, ci porta in breve sulla Flaminia, di fianco al bowling. Seguiamo la statale verso sinistra e dopo 800 metri la lasciamo infilando un'altra asfaltata sulla destra, poi di nuovo a destra al successivo bivio. Manteniamo l'asfaltata per alcune centinaia di metri, lasciandola nel punto in cui si stacca sulla sinistra una buona sterrata (dist. ~17.5 Km - alt. ~100 m.) che presa ci porta ad attraversare un canale, (segnalo anche un cartello che segnala proprietà privata, ma io sono passato più volte senza avere noia alcuna) e superata una prima casa e poco oltre una seconda (caratterizzata da un gruppo di cani che quasi sempre ci corrono incontro, ma a parte fare molta "scena", non mi hanno mai dato problemi), scavalcheremo il Nera con un ponte con assi in legno, appena dopo supereremo una fattoria, tornando su asfalto, con il viale che punta verso un cancello metallico, che raggiunto ci vedrà seguire la sterrata verso destra che confluirà dopo pochi metri sulla Marattese. Siccome a breve ci troveremo ad avere a che fare con il tratto più ostico (relativamente, da quello che si evince dalla descrizione), si offre anche un'alternativa per scavalcarlo, costituita dal seguire la Marattese verso destra, per poi lasciarla in corrispondenza della diramazione asfaltata di sinistra, verso una struttura ricettiva, ma che proseguendo oltre e superate alcune tenute agricole, andrà a riallacciarsi al percorso attuale, all'altezza del km 23.
Seguiamo la Marattese verso sinistra, la manteniamo per poco più di 500 metri, optando poi per la sterrata di destra, che costeggia nei primi metri il Torrente Caldaro (con cui avremo a che fare più volte nel tratto a seguire); superiamo un vecchio casale abbandonato, mentre 200 metri dopo, dove la via principale pare piegare a destra verso un altro rudere, proseguiamo su una sterrata minore, che punta verso la linea ferroviaria poco distante di fronte. Raggiunta questa pieghiamo a destra fiancheggiandola per un tratto, finchè, giunti di fronte all'alto argine del torrente, saremo costretti a piegare a sinistra, passando sotto alla ferrovia (dist. ~21.5 Km - alt. ~120 m.); veramente qui, fino a poco tempo addietro, si poteva facilmente guadare il torrente, quasi sempre in secca, per poter poi riprendere la facile sterrata oltre l'argine opposto, ma recenti opere di messa in sicurezza dei locali corsi d'acqua rendono questa possibilità abbastanza ardua, anche perchè abbiamo una bici da trascinarci dietro sugli alti e ripidi argini. Non resta quindi che costeggiare il torrente, per un lungo tratto, passando anche sotto al raccordo Terni-Orte e che dopo questo, diviene un sorta di tratturo un po' irregolare, sconsigliato anche questo in condizioni "bagnate", attendendo la prima occasione per poter attraversare il fosso, occasione che si presenterà al km 23.3, quando il tratturo si dividerà, con un ramo che prosegue dritto andando a morire poco più avanti, mentre noi opteremo per quello di destra che scende fin nel letto (solitamente con acqua che mai ho visto superare la decina di centimetri, quindi superabile in sella con un minimo di abilità, anche se a volte il fondo fangoso ci potrebbe costare... i piedi a mollo.) e ne esce sulla sponda opposta. Qui ci immetteremo subito su una buona sterrata, proveniente da Ponte Caldaro (a sinistra) che seguiremo verso destra, ama che subito ci presenta una biforcazione: la via più agevole e facile sale leggermente nel ramo di sinistra per località La Torretta, contraddistinta però da un duplice cartello di proprietà privata e attenti al cane (anche se ho avuto rassicurazioni dai proprietari che non si da fastidio); noi, nel dubbio, potremo però proseguire per il ramo secondario di destra, che assumerà sempre di più le sembianze di un tratturo, che dividendosi ancora dopo alcune decine di metri e optando per la sinistra, va a passare a margine di un  campo e rappresenta, seppure per pochissimi metri, il tratto più "impervio" del percorso. Superato questo si torna su sterrata facile, che ci farà superare, in senso inverso, ancora il raccordo Terni-Orte, per poi inserirci su un'altra sterrata (proveniente dalla struttura ricettiva di cui si parlava precedentemente una volta immessi sulla Marattese) che qui compie un gomito, salendo verso sinistra, direzione che seguiremo; in pratica giunti qui, ancora a margine del torrente Caldaro, avremo percorso circa 1.5 km lungo i due margini del torrente, per ritrovarci quasi alla stessa altezza di questo (per cui il guado che ora risulta praticamente impossibile, ci avrebbe consentito l'eliminazione di questo giro vizioso).
Dopo 400 metri la sterrata di sdoppia; qui lasciamo la via pianeggiante di destra a favore di un'altra, ciottolosa, che sale verso sinistra, va a superare, scavalcandolo, ancora il raccordo e continua a salire abbastanza ripida, fino ad allacciarsi, appena prima di un rudere, alla sterrata più ampia che sale da sinistra da localita La Torretta, prima (eventualmente) saltata (dist. ~23.8 Km - alt. ~150 m.), dove, tra l'altro sale il percorso Gf che qui si conclude.
Proseguendo, ci sarà un'altra sterrata che si allaccia da destra; noi continuiamo a salire, finchè giunti sulla sommità del colle, alla biforcazione seguiamo la sinistra, mentre 200 metri più avanti ad una successiva, opteremo per la destra. Altri 650 metri, scartiamo il tratturo che prosegue dritto (che però è una valida alternativa, dipende dallo stato in cui la si trova, per allacciarsi ugualmente all'asfaltata di Valle Antica) e compiamo il gomito a destra che ci proporrà la via principale che scende, passando accanto a un casale, per ripiegare ancora a 90° stavolta a sinistra. Non resta ora che mantenere la via principale, che superato in leggera discesa podere S. Giorgio, ci presenta il superamento di un'ultima asperità, terminando sull'asfaltata che attraversa località Valle Antica (dist. ~26.6 Km - alt. ~210 m.).
Seguiamo l'asfaltata verso destra, che essenzialmente in discesa, ci riporta verso Terni, scavalcando nell'ultimo tratto  la E45, per poi con un'ultima porzione pressoché pianeggiante, ignorando un'ultima diramazione sempre asfaltata verso destra (via Caproni), torneremo al punto di partenza.

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

 

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