PERCORSO N3

MOLINACCIO - VALLE S.MARTINO-(MONTEBIBICO)-VALDARENA-ACQUAIURA-(M.te FIONCHI)-STRETTURA-MOLINACCIO

TRENTA PER CENTO


Lunghezza: ~32.3 Km
Altitudine max: ~1250 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~1440m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~3h
Difficoltà: Difficile (indice 8)


gps

DATA: Aprile 2008 

Più che difficile, è più appropriato definirlo molto impegnativo! Con oltre il 70% di vie sterrate e solo due porzioni poco piacevoli sulla trafficata via Flaminia, che si liquidano però in pochi minuti, questo anello giacente per la gran parte nel comune di Spoleto, costituisce un interessantissimo percorso per le due ruote, anche se c'è da mettere in preventivo una discreta scarpinata sull'erta che ci porterà alla quota massima e trattandosi di pendenze estreme, non superabili pedalando, è riservato a chi ha ottime gambe e polmoni e non si spaventa di spingere la bici al fianco pur di mettere questo percorso nel "carniere". Il minimo della "pena", per chi ha gambe e polmoni d'acciaio, si può circoscrivere in minimo 500-600 metri; per gli altri oltre un chilometro...

Per non sorbirsi ulteriori chilometri sulla poco piacevole statale Flaminia e per non  incrementare ulteriormente il chilometraggio ripiegando su vie sterrate adiacenti, si è fissato il punto di origine/termine del percorso a Molinaccio di Spoleto, lungo la stessa via Flaminia, in corrispondenza del bivio di accesso nord alla suddetta località, esattamente al km 108 della via consolare.
Seguiamo la Flaminia in direzione nord, mantenendola per soli 700 metri, ovvero fino all'altezza del bivio per Valle San Martino, dove seguiremo l'indicazione inerpicandoci sull'asfaltata che si origina verso sinistra. Manteniamo questa per 1.7 km (se non vogliamo "complicazioni" la possiamo anche mantenere fino al raggiungimento della frazione) dove la lasceremo a favore di una mulattiera che si stacca verso sinistra in discesa, contraddistinta da un cartello di strada privata, che in breve, con gli ultimi metri sconnessi per sassi, ci porterà fino al fondo valle, dove ci inseriremo su una carrareccia che risalirà la valle, costeggiando il fosso affluente del Torrente Tescino, che più di una volta attraverseremo, nel suo letto praticamente quasi perennemente in secca. Mantenendo la via maestra arriveremo fin sotto la frazione di Valle San Martino, con un bivio (dist. ~3.5 Km - alt. ~455 m.) che preso verso destra ci farà invertire la direzione risalendo all'altezza dell'abitato, ricongiungendoci dopo 450 metri alla strada asfaltata, da seguire verso sinistra, verso il nucleo del piccolo borgo, via che però manterremo per soli 100 metri (proseguendo poco più verso l'interno c'è una fontanella d'acqua), visto che piegheremo a destra salendo su altra asfaltata seguendo le indicazioni per la chiesa della Madonna della Rosa. Seguiamo l'asfaltata che ci porta a superare il locale cimitero per poi scendere appena per giungere alla chiesa citata; qui si prenderà la strada sassosa che sale a destra della chiesa, mentre quella che scende a sinistra riporterebbe in paese. Incontreremo presto già un primo tratto abbastanza sconnesso e questo tipo di fondo contraddistinguerà parte della metà iniziale su sterrata, mentre molto più agevole sarà la seconda metà.
L'itinerario corretto si può seguire facilmente senza sbagliare: in pratica basta mantenere la strada principale, ignorando le varie stradine palesemente secondarie che si staccano di tanto in tanto sulla sinistra, a cominciare da quella che si incontrerà ben presto al Km. 5.9 o la successiva dopo 500 metri ovvero al termine di  un tratto di discesa, che scende ripida verso la valle sempre a sinistra e che costituisce l'arrivo della stradina che si dirama all'imbocco del paese, precedentemente descritta; come detto tirare dritto o se preferite mantenere la destra. La direzione da seguire è essenzialmente Nord-Ovest.
Successivamente il percorso sarà caratterizzato principalmente da salite più o meno dure, soprattutto se abbinate a fondi ciottolosi, caratteristica in comune soprattutto nella prima metà del tratto sterrato e, più raramente, da brevi tratti pianeggianti.
L'ultimo tratto avvicinandoci verso Montebibico è il più piacevole e facile, nei castagneti che contraddistinguono questa zona; come detto, anche in questo caso, ma mantenuta la via principale, ignorando le varie diramazioni, che nella maggior parte dei casi portano portano agli appezzamenti di castagneti privati, così come non si dovrà prendere in considerazione la stradina che scende da sinistra, che ci troveremo ad attraversare, proprio in corrispondenza di dove si toccherà anche la quota massima per questo tratto (~10.0 Km.). Poche centinaia di metri dopo si uscirà sulla strada asfaltata (~10.6 Km - alt. ~770 m.), dove a sinistra si andrebbe verso il paese di Montebibico, mentre noi seguiremo il ramo di destra, da mantenere per circa 800 metri, quando invece di compiere la successiva S dell'asfaltata, imboccheremo la carrareccia che si stacca dritta davanti a noi, sul margine sinistro dell'asfaltata. Manteniamo la via principale che sale, scartando dopo 600 metri la minore che si stacca verso sinistra, godendo di una bella vista sul piccolo borgo di San Renzano, per poi scollinare dopo altri 100 metri; la traccia sarà sempre ottima, quasi sempre scorrevole, salvo qualche breve porzione più accidentata per rocce affioranti, per gran parte immersa nel castagneto. Il tratto discendente verso Valdarena sarà invece su fondo un po' più irregolare, abbastanza segnato da alcuni profondi solchi, finchè si tornerà su fondo ben livellato all'altezza delle prime case isolate nel castagneto, per poi giungere in prossimità della frazione, inserendoci sull'ottima sterrata che sale dalla zona del sottosante valico della Somma (~14.0 Km - alt. ~670 m.). Seguiamo la sterrata verso destra, lasciandoci alle spalle il piccolo borgo di Valdarena e dopo 700 metri usciamo sul tracciato asfaltato della vecchia via Flamina, da seguire verso sinistra, ancora a scendere, da lasciare però dopo altri 700 metri, a favore di una sterrata che si origina a destra; in realtà qui ci troviamo in presenza di tre diverse vie: una coppia che subito si divide, e qui seguiamo quella di destra, che a sua volta si sdoppia ancora dopo qualche metro, dove ancora manteniamo quella più a destra. Alla successiva biforcazione manteniamo la sinistra proseguendo a salire; in pratica questa carrareccia ci contente di attraversare la trafficata Flaminia senza mettervi piede, oops... ruota, sopra, dato che gli passeremo sotto. Di seguito passeremo sotto anche alla strada che dalla Flaminia conduce ad Acquaiura, prossima nostra tappa; subito dopo compiremo una piega a 180° verso sinistra, ignorando un'altra sterrata che prosegue dritta, inserendoci sulla suddetta via asfaltata per Acquaiura, da seguire verso destra (a pochi metri, sulla sinistra, scorre la Flaminia) (~16.2 Km - alt. ~620 m.). Lasceremo l'ampia via che prosegue per Ancaiano già dopo poco più di 100 metri, seguendo sulla sinistra le indicazioni per Acquaiura, che ci farà quasi invertire la rotta salendo sulla via, prima cementata poi asfaltata dalla fine del 2007. Manteniamo l'ampia e facile via che sale verso il paesino, per quasi un chilometro, quando, giunti in prossimità del paese, a destra si staccano un paio di vie minori; seguiremo quella più a destra, che sale (mentre su quella si sinistra prosegue il percorso N4). Ha inizio la durissima salita lungo le pendici del monte Fionchi, con una prima metà, fino a ridosso dei 1000 metri, decisamente dura in qualche tratto, ma ancora umanamente possibile, al contrario della seconda parte, che metterà a dura prova le nostre capacità di resistenza fisica (e morale).
Salendo non si hanno possibilità di errore, seguendo la via maestra: superata una sbarra, dopo poche centinaia di metri, si passa uno dei tratti più ripidi (per ora), con la traccia che si fa sassosa in qualche tratto, ma tutto sommato agevole, anche se resta il fatto della notevole difficoltà dovuta all'estrema pendenza. Altro strappo notevole al km 18.8, mentre subito di seguito respireremo un po' attraversando una radura dove la via si sdoppia e seguiremo il ramo di sinistra Ad una successiva radura, dopo 800 metri,  la principale, da seguire,  piega a destra, impennandosi nuovamente, a puntare decisa verso la sommità; sono comunque, questi, gli ultimi metri pedalabili, finchè, entrati nel bosco e scartata una via che si stacca pianeggiante verso sinistra, ci ritroveremo inevitabilmente appiedati per il pendio estremo. Dopo alcune decine di metri, scarteremo un'altra secondaria che si dirama verso sinistra, per poi uscire temporaneamente, dopo 200 metri, dal bosco di acero, per rientrarvi dopo alcune altre decine, superando una recinzione, che solitamente in questo passaggio è interrotta. La via si sdoppia temporaneamente, per riunirsi appena sopra, dove si esce definitivamente dal bosco (~20.2 Km - alt. ~1110 m.), trovandoci ad affrontare ora i crinali prativi della zona montana più elevata, seguendo la traccia marcata sull'erba alta, anche se in primavera inoltrata può esserci qualche problema in più, per via della crescita rigogliosa e recente di questa, vuoi perchè rappresenta un ostacolo in più che si aggiunge alla pendenza, vuoi perchè tende  un po' a celare la traccia da seguire, che altrimenti è segnata dai rari mezzi che affrontano questo percorso, negli ultimi anni i quad. Qui i più tenaci potranno affrontare questa parte in sella, anche se con una certa difficoltà; dopo poche decine di metri di zona scoperta, la via si sdoppia e qui non proseguiamo quella che continua a salire dura, scartando quindi quella di sinistra. La pendenza tornerà a farsi proibitiva oramai in prossimità della sella sud-ovest sottostante la cima del Fionchi, che raggiungeremo con molta probabilità con bici a spinta (~21 Km - alt. ~1250 m.); sulla sinistra c'è a portata di mano la cima del Fionchi, quasi 90 metri più in alto, da conquistare, volendo, solo a piedi, un ottimo balcone naturale sulla Valnerina, anche se, pure dalla selletta a cui siamo giunti, potremo godere di un ottimo panorama, trovandoci di fronte, oltre all'inconfondibile sagoma del monte Solenne, anche un'ampia fetta dei monti della Valnerina.
Dopo un'irrinunciabile pausa ristoratrice (del fisico e dello spirito) seguiamo il crinale della selletta, lasciandoci il Fionchi alle spalle. Seguiamo la debole traccia che si sdoppia in vista della successiva breve asperità, prima della successiva lunga discesa; qui scartiamo la via di sinistra che sale più ripida, a favore di quella parallela più a destra, più abbordabile e che rappresenta comunque il naturale proseguimento del percorso. Dopo essere risaliti per pochi metri, inizia la discesa, lungo una carrareccia abbastanza sassosa, lasciandoci il monte Formicaro sulla destra e giungendo fino al fondo della conca, sfilando a poche decine di metri da un fontanile sulla sinistra, fino ad incrociare una traccia più debole, ma più agevole, che presa verso destra risale lievemente verso il bordo della piccola conca, dove ci aspetta una lunga discesa, su fondo erboso, solo per i primi metri, mentre poi diverrà sassoso, un po' complicato in qualche porzione, dove all'elevata pendenza si abbina una certa friabilità. Ai tratti più complicati si alterneranno brevi porzioni più facili, finchè, dopo un ultimo tratto più difficile, con l'attraversamento del fosso Formicaro, termina la frazione più ostica (~23.3 Km - alt. ~880 m.). Passiamo accanto ad una vecchia costruzione, adibita a stalla, proseguendo quindi a scendere su buona carrareccia. Manteneniamo sempre la via principale che scende, scartando quindi una via che sale verso destra, tra l'altro sbarrata, proseguendo a scendere, e scorgendo vero il basso il fondo della Valnerina e a mezza costa la via asfaltata che proveniente da Ancaiano, sulla quale ci inseriremo poi. Giunti quasi al termine della discesa, attraverseremo la lingua di macchia bruciata nell'estate 2007 e appena dopo si sdoppia; l'antica via "ufficiale" di sinistra è ora sbarrata da una recinzione e si è quindi costretti a seguire quella di destra, che prevedrà il doppio attraversamento di una recinzione, tramite due cancelli, in ingresso e in uscita di una via che scorre a margine di un terreno coltivato. Superato il secondo cancello ci troveremo sulla strada che dalla Valnerina (Ferentillo) porta verso la Somma, passando per Ancaiano, inserendoci nel punto in cui questa si trasforma da asfaltata in sterrata, sempre ampia, da seguire nel ramo sterrato, quindi verso destra a salire, per l'ultima asperità della giornata.
Al termine della salita, quindi dopo averne percorsa 800 metri, dove questa piega a destra con un rudere al suo interno (~26.1 Km - alt. ~715 m.), seguiremo la carrareccia che si stacca a sinistra, infilandosi nel bosco, via che manteniamo per tutto il suo sviluppo, interamente in discesa, con tratti filanti, che si alternano a più brevi ciottolosi. La discesa si conclude nella frazione di Casigliano, dove la via tornando asfaltata, sale leggermente per un breve tratto, per poi, appena lasciate alle spalle le poche case, dividersi, con la via asfaltata che lasceremo a favore della sterrata che si dirama verso destra e che con 300 metri ci porta a superare loc. Palazzaccio, tornando su asfalto. Manteniamo la via asfaltata che con due stretti tornanti ci porta ad uscire nel pieno della frazione di Strettura, ancora nel comune di Spoleto. Seguiamo verso sinistra la via, sempre asfaltata, che attraversa l'abitato (sulla destra c'è una fontana dove potersi rifornire di acqua), uscendo da questo e confluendo dopo un po' sulla statale Flaminia, da proseguire nel senso di provenienza, in leggera discesa. Superato dopo 1.6 km il bivio per Valle San Martino, conosciuto all'andata, ci ritroveremo dopo 700 metri al punto di partenza, a Molinaccio di Spoleto.
 

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).



 

 
Il profilo altimetrico scaturisce da un rilevamento con GPS, pertanto si discosta leggermente dalla reale progressione chilometrica 

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