PERCORSO Ne
Bv. Scoppio - I Trocchi - C. Matassa

LA MATASSA


Lunghezza: ~6.1 Km
Altitudine max: ~750 m s.l.m.
(disl. tot. salite ~180m)
Tempo percorrenza indicativo:  ~35'
Difficoltà: Media (indice 4)


gps

DATA: Aprile 2009 

 

Suggestiva variante al classico giro più ampio che passa largo attorno al paesino di Scoppio, che prevede, come tema principale, la discesa, su ottimo sentiero, del fosso della Matassa, sulla destra orografica di questo, con un single track che è assolutamente da non perdere. Il tutto preceduto da una ascesa abbastanza impegnativa, che va ad aggirare il Colle Primaiori, per poi ridiscendere, nel bosco, in un intrigo di sentieri, verso loc. I Trocchi; da qui possibilità (opzione facoltativa) di salire verso Scoppio per un'impegnativa e un po' impervia mulattiera, oppure la sopra citata discesa, in gran parte su sentiero, verso C. Matassa, con suggestive viste verso il borgo di Scoppio.

Il punto di partenza per l'itinerario in questione è localizzabile sulla via che congiunge Acquasparta a Spoleto, la SR418, precisamente al km 7.5, dove questa scollina nella sua massima quota, iniziando la discesa verso Firenzuola, con il percorso N1 che prosegue sulla sterrata che qui si origina sulla sinistra [rif. Percorso N1 - Km. 8.8].
Restiamo sulla SR418, seguendola nel tratto discensivo verso Spoleto, per poco più 200 metri, lasciandola quindi a favore di una carrareccia che si origina sulla sinistra, che gli resta affiancata per un breve tratto, disunendosi poi da questa e prendendo a salire, con un primo tratto ripido che si esaurirà dopo 150 metri, per poi spianare, con il successivo superamento di un primo cancello. Di seguito la via ci presenta due gomiti, il primo a destra, con una traccia più debole che si stacca a sinistra da ignorare, cosa da fare anche al successivo gomito sinistrorso, dove si stacca invece sulla destra un'altra carrareccia, anch'essa da ignorare; proseguendo a salire la via s'impenna per poche centinaia di metri, nel tratto più severo per questo percorso, per poi scollinare, raggiungendo la quota massima, quando ci troveremo a superare due cancelli in rapida sequenza, con una pozza d'acqua sulla destra,  tanto che non vale la pena risalire in sella dopo il primo. Subito appresso al secondo cancello la via sfocia in una radura (dist. ~1.7 Km - alt. ~750 m.), all'imbocco della quale, sulla sinistra, si origina tra i cespugli, la traccia di sentiero da seguire; questo, dopo alcune decine di metri pianeggianti, durante i quali si allarga, piega a destra, salendo e tornando a restringersi, spianando dopo un successivo gomito sinistrorso. Al km 1.9 iniziano i primi problemi di orientamento; la traccia molto debole, pare dividersi in altre tre affiancate, dove va seguita quella più a destra, che per pochi metri scende anche lievemente, lasciando il crinale appena sulla sinistra, mentre a destra si apre una profonda valle. Dopo circa 80 metri pare dividersi ancora e qui ci teniamo sulla traccia di sinistra, che risale per poche decine di metri, prendendo poi a scendere, tecnicamente abbastanza facile, con rari gradini al suolo e sostanzialmente sgombra di ostacoli. In breve raggiungiamo l'impluvio, proseguendo dritti e risalendolo ora su mulattiera, che dopo poche decine di metri si inserisce su una carrareccia, proveniente da sinistra e che seguiremo verso destra. Ancora un breve tratto e si troveremo davanti il quarto e ultimo cancello, che possiamo anche non aprire, potendo sfruttare l'apertura pedonale sulla sinistra; prima di questo, sulla destra, facendo un'inversione a U, si potrebbe scendere su un'altra ampia traccia che va a ricollegarsi alla nostra, in loc. I Trocchi, ma per la quale bisogna mettere in conto un'ultima porzione spesso impervia, perchè invasa da rovi.
Poche centinaia di metri di questa facile carrareccia, ci portano fin quasi a ricollegarsi sulla sterrata che va a Scoppio, in prossimità della quale, compiamo invece un gomito verso destra, seguendo la via che scende decisa e appena un po' sconnessa verso la sottostante località I Trocchi (dist. ~3.0 Km - alt. ~640 m.), dove superata una costruzione in cemento sulla destra, vedremo di fronte alcuni abbeveratoi, con la via che oltrepassa questa, riprendendo a salire, da scartare, mentre noi seguiremo quella che scende appena, sulla destra, lungo la direttrice della valle del fosso della Matassa; tra queste due vie, se ne origina una terza, costituita da una mulattiera sconnessa che scende decisa verso il letto del fosso, risalendo poi la costa di fronte, permettendo di raggiungere i resti dell'antico insediamento di Scoppio, in poco più di un chilometro.
La facile via, dopo poche centinaia di metri, ci porta a lambire, una prima radura, dove ci teniamo sulla sinistra, seguendone il bordo inferiore, che ci porta a ritrovare facilmente l'ampia traccia che riprende a scendere lungo la valle, offrendoci un primo ottimo scorcio verso i resti di Scoppio (FOTO), sull'altro versante della profonda valle, appena più in alto di noi. Di seguito altra piccola radura, dalla quale si origina il single track che ci accompagnerà ora per quasi due chilometri, costituendo la parte più divertente del percorso, essendo questo privo di difficoltà, pulito, con un buon passaggio tra la vegetazione, a parte rari casi dove qualche cespuglio di ginepri può sfiorarci; tra l'altro, continuando a scendere, si potrà continuare a godere di ottimi suggestivi scorci verso Scoppio, (FOTO), in particolare appena prima dell'unica salita che incontreremo lungo il sentiero, con il vecchio borgo arroccato sul suo sperone roccioso (FOTO) . Giunti all'apice della salita, la traccia si sdoppia; scartato il ramo che sale, dove prosegue il percorso Nh, riprendiamo a scendere su quello di sinistra, con una nuova lunga porzione filante, interrotta solo alcune centinaia di metri più avanti, per una brusca S che ci presenterà due cambi di direzione repentini, non eccessivamente problematici da fare in sella. Seguirà quindi l'ultima breve porzione che scende decisa, portandoci a livello del letto del fosso, che va attraversato, portandoci sulla sponda opposta; questi ultimi metri, in particolare l'accesso al letto del fosso, può essere reso un po' problematico a causa di due alte file di cespugli di rovi, solitamente rasati di quel tanto che basta per rendere possibile la transitabilità. Qui intercettiamo la mulattiera che fiancheggia il letto del fosso, ridiscendendolo quindi ora sulla sponda orografica sinistra, con un nuovo passaggio, di poche decine di metri, simile al precedente, in quanto a vegetazione di rovi, con due alte siepi ai lati. Superiamo una recinzione che ci separa da uno spiazzo (dist. ~5.4 Km - alt. ~450 m.) da dove si origina una sterrata che torna a correre sulla sponda destra, ma solo per poche decine di metri, perchè questa ci porterà a guadare il torrente, riportandoci sulla sinistra, nel punto dove, pochi metri di fronte a noi, appena più in alto, avremo un fontanile dove poterci rifornire di acqua. Seguiamo la carrareccia ancora per alcune decine di metri, lasciando la via maestra, a favore di una carrareccia minore che si stacca sulla destra, che dopo un po' prende a salire notevolmente, piegando a destra all'altezza di una casa e andandosi ad allacciare con la sovrastante via, che rappresenta la prosecuzione del percorso N1 [rif. Percorso N1 - Km. 25.9], verso Firenzuola.

Nota: In blu sono segnalati i tratti alternativi e/o opzionali non descritti però dalla grafica (pianta e altimetria).  



 

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