PERCORSO S1 |
Varianti possibili:
Percorso
Sa Giungendo a località Prati di Stroncone, l'asfaltata si divide in due, imboccando due diverse valli; qui ha inizio l'itinerario attuale seguendo la via di destra, per Valle Leona. La strada proseguirà asfaltata per poche altre centinaia di metri, per poi trasformarsi in una comoda sterrata, che andrà pian piano a risalire, sempre più accentuatamente, la valle, che al contempo diverrà sempre più stretta e boschiva. Salendo prenderà a serpeggiare leggermente tra i grandi alberi, divenendo anche appena ondulato; fatto un chilometro e mezzo va ignorata una stradina minore che si stacca sulla sinistra, così come va fatto anche dopo altri 600 metri, appena prima di un breve ripido strappo in forte salita su fondo sassoso. La via spiana momentaneamente e poi con un ultimo strappo più intenso, di pochi metri, ma che metterà alla prova i più, giungiamo su una sella, loc. Fontazzano, dove a destra prosegue la via che scende poi alle sorgenti dell'Acquasanta e poi Finocchieto, come da percorso Df, mentre noi proseguiamo dritti, su carrareccia che ora scende sull'orografica sinistra del fosso, sempre più sassosa man mano che si scende, con un primo passaggio molto tecnico su una piega sinistrorsa di questa, per poi migliorare, ma ancora molto scoscesa per alcuni metri, tornando poi scorrevole, fino ad un successivo tratto accidentato, costituito da un brevissimo bypass sulla destra all'originaria via, scendendo ancora per un po' molto sassosa, risalendo qualche metro e riprendendo ancora a scendere, prima scorrevole poi con un ultima porzione sassosa, entrando così in territorio laziale. Quasi al termine di questa il fondo diviene in terra, la via riprende leggermente a salire, portandoci all'imbocco nord dei prati di Cottanello, che percorreremo nella loro porzione più ad est (Prati di sopra) imboccando l'ampia carrareccia che ci troveremo di fronte e seguiremo verso sinistra, a salire, penetrando nella macchia. Superato il tratto boschivo, sulla destra ci farà compagnia la lunga e bella striscia prativa dei Prati di Sopra (FOTO); al bivio che incontreremo poi, scartiamo la via di destra restando su quella di sinistra che salirà per circa 300 metri, poi spianerà, portandoci più avanti a superare degli abbeveratoi sulla sinistra, con una nuova porzione ascendente che ci farà salire alla massima quota dei prati di sopra, per poi iniziare la tratta discendente di questi, verso località Le Casette. In realtà non giungeremo a questa, dato che poco oltre il mezzo chilometro di discesa, interromperemo la via maestra verso Le Casette, per seguire quella che sulla sinistra risale Valle Frasso, (dist ~6.1 Km – alt. ~910 m.) abbastanza sassosa e più ripida per un primo tratto, ma con le pendenze che andranno poi addolcendosi. Giungeremo dopo 500 metri ad un bivio, dove terremo la destra, compiendo un ampio gomito al termine del quale la via riprende a salire più intensa. All'apice della salita, di fronte vedremo originarsi una carrareccia minore che scende, inizio del percorso Sa, mentre noi proseguiremo sulla principale che piegando un po' a sinistra spiana momentaneamente, mentre dopo un breve strappo prenderà a scendere per attraversare la zona prativa di Piano Spara. Qui, dopo aver superato un abbeveratoio, lasceremo la via principale che riprende a salire, a favore di un'altra carrareccia che si stacca sulla destra, semipianeggiante per un primo tratto, per poi risalire e riportarci attorno a quota 1000 metri. Seguiamo l'andamento della carrareccia che inizierà dopo un po' nella porzione discensiva verso Fonte Cerro; prima di perdere quota non sarebbe male godere del bel panorama che la zona in quota offre, inoltrandosi a qualche decina di metri dalla via, con vista verso la piana Romana e il Soratte. Via univoca senza possibilità di errore, abbastanza facile, con qualche frangente un po' dissestato, sinuosa nella porzione conclusiva, dove potremo incontrare una sbarra a chiudere l'accesso dei mezzi a motore, oltre la quale ci terremo sulla bretella di sterrata più a sinistra, immettendoci sulla provinciale SP45 che collega Cottanello a Contigliano, da seguire verso sinistra, per appena un centinaio di metri, dato che poi, appena prima di giungere a Fonte Cerro, la lasceremo attraversando sulla destra un piazzale sterrato con caminetti, da dove si origina una ampia sterrata che prende a salire. Subito scartiamo una minore che si stacca a destra continuando essenzialmente a salire, superando un tratto con pendenza più intensa cementato, oltre il quale si apre di fronte a noi una bella vallata in quota. Continuando sulla stessa via incontreremo Fonte Lallo, (dist ~11.8 Km – alt. ~900 m.) dove potremo far scorta d'acqua , di fronte alla quale la via si biforca e noi ne seguiremo il ramo di destra, così come faremo circa 100 metri dopo, mantenendo la principale. Quasi un chilometro più avanti vedremo sulla destra l'origine del sentiero trekking 361, che ignoreremo restando sulla carrareccia, che piegando a sinistra scende, lasciando un paio di vecchie costruzioni sulla sinistra e quella che pare un a vecchia area pic-nic, risalendo e tornando poi ad immergersi nel bosco. Ignorando una minore di destra, continueremo a salire riguadagnando ben presto quota 1000 metri, in prossimità di Colle Creta, con la via che qui si sdoppia; seguiamo il ramo di destra che torna a sdoppiarsi cento metri dopo, dove manterremo ancora la via di destra che ci propone una rampa abbastanza severa e un po' disagevole per il fondo abbastanza sassoso, rampa che però si esaurisce dopo un paio di centinaia di metri, dividendosi ancora e seguendo ora la via di sinistra. Segue ora una porzione in continui saliscendi, seguendo la via principale e scartando perciò in un arco di 500 metri prima un paio di secondarie sulla sinistra e poi un'altra a destra, continuando a salire e giungendo progressivamente alla quota massima per questo percorso, ovvero i 1090 metri del versante est del monte Porco Morto; qui troveremo un cancello in filo spinato, oltre il quale seguiamo ancora la carrareccia, scartando perciò il sentiero che si origina sulla sinistra, via che ora scende, con fondo in qualche tratto un po' accidentato. Giungeremo così a ridosso di monte Mosca (dist ~17.5 Km – alt. ~1040 m.), dove la via si divide; un ramo ripiega verso sinistra solcando una bella valle prativa, noi seguiamo invece il ramo più importante di destra, che sale qualche metro, prendendo poi a scendere, con bella vista verso il fondo valle e il monte Cosce di fronte. Superato un cancello in filo spinato la via scende più decisa, per poi arrivare ad una selletta, dove troveremo una piccola roulotte abbandonata, dove scartata la minore di sinistra che sale, proseguiamo per la principale che scende rientrando nel bosco. Subito si divide e teniamo la sinistra, che scende ora decisa, invitando a correre; supereremo più sotto una porzione più pendente con fondo cementato/selciato, scartando 800 metri più avanti una carrareccia che si allaccia scendendo da destra, per poi superare un breve tratto sconnesso per sassi friabili e ancora più sotto un nuovo tratto cementato/selciato con il paese di Montasola che ci si staglia oramai quasi di fronte. Ignoriamo una carrareccia minore che si inserisce da destra, continuando a scendere, per poi vedere trasformarsi la via in asfaltata, via che si inserirà dopo alcune centinaia di metri su un'altra asfaltata da seguire verso sinistra (dist ~23.1 Km – alt. ~530 m.). Fatti 100 metri incontreremo un altro bivio, dove stavolta opteremo per la destra, in salita, come faremo pure altri 200 metri dopo, seguendo le indicazioni per Rieti a scendere e scartando la via per Montasola. Segue una rapida discesa che ci farà superare alcune sterrate da ignorare sulla sinistra (una di queste sarebbe pure interessante, perchè aggira Montasola sulla destra, purtroppo con una parte finale impervia, portandoci all'attacco di una variante costituita per gran parte dal letto del torrente Aia, che va risalito con una certa fatica, dato che il letto è costituito per gran parte da uno spesso strato di ciottoli), passando poi di fronte ad una grande fonte (fonte Vecchio) dove è possibile rifornirci e continuando a ignorare le varie alternative sterrate che si diramano da questa, che ci proporrà continui saliscendi, via che potrebbe portarci comodamente a Cottanello, interamente su asfalto, per un accesso più facile all'altipiano dei Prati, tramite la classica via automobilistica (porzione ascendente del percorso Sa), mentre noi aggiungeremo un'appendice che mette un po' di pepe in più al percorso, con un maggior chilometraggio e un incremento di salite; ciò avviene al termine di una discesa, prima che si ricominci a salire (dist ~26.3 Km – alt. ~500 m.) lasciando l'asfaltata a favore della sterrata che si origina sulla sinistra. Salita appena, questa prenderà poi a scendere, seguendo dall'alto l'andamento del fosso Celladori e vedendo più avanti scendere e allacciarsi da destra una carrareccia minore proveniente da Colle Palombo; continuiamo sulla principale, scartando altre minori che si diramano da questa, che con gli ultimi metri cementati ci portano a confluire sulla provinciale SP48, da seguire verso destra (di fronte prosegue una sterrata che scende, permettendo di raggiungere il fondo valle da dove si può anche qui risalire il torrente Aia, con una certa fatica, e riallacciarci poi al percorso attuale nel punto di minima altitudine di questo). Fatto poco più di un chilometro della via asfaltata, giungeremo ad un bivio dove ci terremo sul ramo di destra, sempre prosecuzione della SP48 (sulla destra veramente scende un'altra asfaltata minore che sale ripida e più diretta a Cottanello, ma è senso unico, percorribile solo a scendere...), seguendola ancora per circa 300 metri, quando la lasceremo a favore di un'asfaltata minore (via Livertini) che scende ripida a sinistra (drittti si prosegue per Cottanello, altra possibilità di semplificare il resto del percorso...). Questa perderà rapidamente quota, divenendo con fondo sterrato poco prima di giungere a fondo valle, che raggiungeremo dopo poche centinaia di metri, inserendoci su altra carrareccia da seguire verso destra, via che ha appena lasciato il letto del torrente Aia e che subito s'impenna, con fondo anche sconnesso, per risalire l'altura, sull'apice della quale diviene asfaltata, aggirando sulla sinistra la fattoria che qui sorge. La via prosegue sostanzialmente a salire, anche se con pendenza più contenuta, superando un quadrivio dove proseguiremo dritti (dist ~31.0 Km – alt. ~400 m.) con la via che torna un po' ripida, giungendo dopo mezzo chilometro di nuovo sulla provinciale, che ha oramai scavalcato il bivio per Cottanello, da proseguire verso sinistra (a destra ultima possibilità quindi per raggiungere Cottanello e da qui i prati omonimi su via di stampo turistico). Si mantiene la provinciale per 1.6 km, riprendendo finalmente la via per i monti, costituita da una cementata che si stacca sulla destra in salita ripida, per loc. Castiglione, alla cui origine c'è un bel fontanile di acqua fresca, via che pertanto seguiremo. Dopo un centinaio di metri scartiamo l'asfaltata che scende sulla destra, lasciandola invece dopo ulteriori 100 metri, seguendo stavolta l'asfaltata che si stacca sulla sinistra, che sale ora costante alla volta della frazione montana di Castiglione. Un unico tornante ci farà invertire la direzione, con la via che ci porta oltre i 600 metri, tornando a farsi panoramica verso valle, terminando la frazione asfaltata dove questa compie uno stretto gomito sinistrorso, proprio per proseguire verso le poche case di Castiglione, cosa che noi non faremo, dato che proseguiremo dritti ora su sterrata. La pendenza diminuirà momentaneamente, per riprendere poi pressochè costante, dove però l'impegno fisico richiesto sarà sicuramente maggiore, per via del fondo sterrato, soprattutto nel relativamente breve tratto sconnesso che seguirà; sostanzialmente, rispetto alla via classica che sale da Cottanello, che ha caratteristiche decisamente più turistiche, ha in comune una prima porzione asfaltata a cui segue un finale sterrato, mentre per il resto questa che stiamo facendo e sicuramente più impegnativa, ma anche un po' più panoramica, seppur più assolata, cosa da tener presente nelle giornate calde. Come detto seguirà quindi un breve tratto con fondo accidentato, in pietre e rocce, non facile da superare in sella, ma nemmeno impossibile; uno di quelli che io chiamo "una bella sfida", che se fatto in maniera immacolata (mai piede a terra) da una bella soddisfazione! Dopo questo la pendenza si addolcisce e il fondo si fa alleato, per raggiungere la sommità della catena montuosa che borda i piani di Cottanello ad ovest, toccando quota 820 metri, (a sinistra ha origine il percorso Sb) per poi ridiscendere su fondo leggermente accidentato, inserendoci sulla via classica che sale da Cottanello, da prendere a sinistra, all'imbocco dei prati omonimi (dist ~38.1 Km – alt. ~800 m.). Di fronte ci troveremo il vecchio insediamento abbandonato di Le Casette (FOTO); ignoriamo una secondaria che si stacca a destra, proseguendo dritti, scartando poco dopo anche la carrareccia che sale sempre verso destra, che oltre a portare all'interno dell'antica località, dove c'è una fonte per rifornirsi d'acqua, porta a salire verso l'altipiano prativo dei Prati di Sopra, cosa che però noi non faremo, perchè proseguiremo dritti, continuando sull'ampia carrareccia per i Prati di Sotto. Risaliremo perciò in leggerissima ascesa tutta la bella striscia prativa (FOTO), mantenendo la piacevole sterrata, riprendendo le forze per l'ultimo intenso sforzo che ci attende a breve, ignorando la debole traccia che si stacca sulla sinistra praticamente al termine della zona prativa, prosecuzione dell'itinerario Do, risalendo poi una lieve asperità, oltre la quale si scende tornando poi ad imboccare di fronte la via che si inoltra nel bosco, da cui siamo provenuti ad inizio percorso (dist ~40.9 Km – alt. ~860 m.), lasciando perciò la via principale che ripiega per i prati di Sopra. Non resta che seguire la via fatta all'andata, senza possibilità di errore, mettendo in conto almeno un paio di tratti a spinta nelle porzioni di percorso più ostico per pendenza e fondo disagevole; chi eccelle in doti di scalatore tecnico può ambire a limitare a piedi un totale di 150÷200 metri. L'aspra salita ci porta di nuovo in località Fontazzano, dove di nuovo scarteremo la via che scende verso l'Acquasanta, che stavolta ci troveremo a sinistra, proseguendo dritti sul ripido ma breve tratto scosceso che segue, mantenendo al termine di questo la sinistra; unica breve divagazione che posso consigliare, senza appesantire ulteriormente il chilometraggio, è un single track, che dopo 300 metri bypassa sulla destra circa 150 metri della carrareccia fatta in salita. Dopodichè si prosegue sulla via principale, che ridiscende valle Leona in direzione nord-est, per portarci al punto di partenza con l'ultimo tratto su asfalto.
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Il profilo altimetrico scaturisce da
un rilevamento con GPS, pertanto si discosta leggermente dalla reale
progressione chilometrica
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