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L’attuale
percorso offre una terza possibilità di raggiungere la sommità
dell’Aspra (quasi sommità, diciamo più la sella della Forchetta di
Motola, poco sotto), oltre alle due descritte nell’anello
T3, che sono sfruttate una come
accesso, per il duro versante ovest e una come “uscita” per la valle
Malpana; questa volta provenendo dalla zona del Salto del Cieco, poco
sopra Polino, ci si inoltra verso nord-est, per Valle Capo Quigni,
scollinando alla Forca di Monteleone, per poi scendere ad intercettare
la sterrata che sale ripida da Monteleone di Spoleto per il versante
est dell'Aspra, che culmina appunto sulla Forchetta di Motola,
all’imbocco della Valle Malpana. Percorso duro ma tutto pedalabile che
offre suggestivi paesaggi e bei scorci montani.
Punto di partenza facilmente
individuabile, nei pressi del bivio del Salto del Cieco; più
precisamente dall'incrocio tra le tre vie principale provenienti da
Polino (4° tornante), Leonessa (Villa Pulcini) e Ferentillo (Monterivoso
/ Castellonalto), si scende per quest'ultima per circa 250 metri, fino
al punto in cui diviene sterrata se si proseguisse dritti, mentre
l'asfaltata ripiega su se stessa verso destra, questo bivio è il
riferimento di partenza
[rif. Percorso
C2 - Km.
32.4].
Scendiamo per l'asfaltata come per
andare in direzione Ferentillo, ma solo per 200 metri circa, dato che
la lasceremo poi a favore della sterrata che si separa sulla destra,
che in leggera salita ci porta in nemmeno mezzo chilometro a superare
le poche case di località Salto del Cieco, oltre la quale (400 metri)
giungiamo a località Capoquigni, con un bivio, in cui manterremo la
destra, che ci farà risalire la valle omonima, con una parte iniziale
nella pineta, percorribile in scioltezza, visto l'esigua pendenza.
Manteniamo la via maestra sempre in direzione nord-est, ignorando le
vie secondarie che si diramano da questa, tenendo la via di destra ad
un successivo bivio (dist. ~2.0 Km - alt. ~1010 m.), dopo il quale si
sale in maniera più severa, sia per una maggiore pendenza, che per una
maggiore irregolarità del terreno, su via sempre costituita da una
carrareccia che più in alto esce dal bosco per continuare a salire su
porzione finale sgombra di vegetazione. La salita terminerà al
raggiungimento della Forca di Monteleone (dist. ~3.9 Km - alt. ~1230
m.), dove sulla sinistra abbiamo le pendici dell'Aspra e sulla destra
quelle della Cima del Carpellone, sulla testa di Valle Sant'Angelo che
si apre fronte a noi; proseguiamo tenendoci sull'orografica sinistra
di questa, mantenendo l'altitudine, con la via che si trasforma in
sentiero, un po' impervio dato che va a passare tra alcuni cespugli,
superando poi una striscia boscosa, proseguendo successivamente su un tratto di
costa brulla dove la via si sdoppia, ove seguiremo quella di destra
che prosegue pressoché pianeggiante. Appena di seguito la via si
amplia un po', divenendo una mulattiera che si infila nella macchia
(anche se nel lato di valle nel 2010 è disboscata) pianeggiante, dove,
almeno inizialmente, ci sarà da fare solo un po' di slalom tra i sassi
disseminati al suolo. Poi ci sarà un continuo susseguirsi di tratti
abbastanza scorrevoli, ad altri più tecnici per fondo roccioso o
friabile, con andamento prevalentemente discensivo, più raramente
pianeggiante o a salire, ignorando qualsiasi traccia secondaria che si
disunisce dalla principale. Verso il termine questa la traccia pare
sdoppiarsi, anche qui ci teniamo su quella che appare più marcata,
tanto pochi metri oltre, si terminerà sull'ampia carrareccia che si
inerpica ripida per il versante est dell'Aspra (verso sinistra),
preveniente dalla zona di Monteleone di Spoleto / Ruscio. Salita molto
ripida, ma pedalabile; volendo ci si può fermare per riprendere fiato
per godersi la bella visuale verso i Sibillini. Dopo nemmeno un
chilometro giungiamo su uno stazzo in loc. Forca di Cerro (dist. ~6.7
Km - alt. ~1240 m.), dove inizia la porzione boscosa di questo
versante dell'Aspra, con la via principale , ancora da seguire, che fa
una piega a sinistra, impennandosi ulteriormente e con una via
secondaria che si stacca di fronte in leggera discesa, da ignorare.
Tratto estremamente duro (il più impegnativo per questo percorso),
dove si abbina alla rilevante pendenza, un fondo sassoso non
compattato, che fortunatamente dura poco, dato che al successivo
gomito destrorso resta la pendenza notevole, ma almeno il fondo si fa
più compatto e agevole, o quantomeno si riesce a percorrere una
striscia pulita dove mettere le ruote più agevolmente. Non resta ora che seguire
questa ampia via, con pendenza sempre abbastanza dura, tranne in un
tratto compreso tra due brusche pieghe, oltre le quali si raggiunge la
massima quota del percorso, per poi terminare con un breve tratto
discensivo di poche decine di metri, sulla via che scende dall'Aspra,
nei pressi della Forchetta di Motola
(FOTO))
[rif.
Percorso T3 - Km. 15.5].
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