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Possibilità di
collegare la zona sottostante la vetta del monte Aspra (precisamente
da località Forchetta di Motola), alla Valle di Campofoglio, poco sopra
il paese di Monte S.Vito, evitando la Valle Pagana, con i suoi primi
metri più ostici, ma costituendo un'alternativa più in quota e quindi
panoramica. Il percorso si sviluppa su comode carrarecce ed è
caratterizzato dall'iniziale dura (ma breve) ascesa sul monte Motola, ottimo punto
panoramico a 360°, per poi ridiscendere fino a Forca la Valle ad
aggirare quindi il monte Birbone, tuffandosi poi nella Valle di
Campofoglio, da dove si può scegliere se completarne la risalita,
verso la zona di Gavelli, oppure percorrerla nel suo sviluppo
discensivo verso Monte San Vito.
Lungo la sterrata quasi al culmine
della testa di valle della Valle Pagana (conosciuta anche come Malpana),
in prossimità di località Forchetta di Motola, selletta formata dai
monti Aspra e Motola, si stacca una via poco marcata che va a
conquistare appunto la selletta, oltre la quale si apre la
sottostante valle del Corno dominata da Monteleone di Spoleto
[rif.
Percorso T3 - Km. 15.6].
Dalla carrareccia che imbocca la
valle Pagana, guadagniamo quindi in un centinaio di metri in
lievissima ascesa, la selletta di Forchetta di Motola
(FOTO),
da cui si scopre di fronte uno spettacolare panorama che spazia fino
ai Sibillini, dove spicca la maestosa mole del Vettore; da qui,
anzichè mantenere la direzione con la debole traccia del sentiero che
con altitudine leggermente digradante porterebbe a scendere verso
l'ampio bacino della valle del Corno, dominata dal paese di Monteleone
di Spoleto, pieghiamo leggermente verso nord, prendendo a riferimento
l'apice del monte Motola. I prossimi 3-400 metri saranno i più
impegnativi, lungo il bellissimo (soprattutto in primavera) crinale
prativo qui abbastanza severo, che però si può superare zigzagando un
po' per addolcirne la pendenza, dato che il fondo livellato permette
ciò; guadagnata quota 1540 metri, tutto sarà poi più facile, dato che
la sommità del Motola, ora ben visibile, si lascerà poi scalare più
facilmente, volendo anche con una traiettoria diretta. La traccia è
quasi impercettibile sull'erba, ma ci lasciamo guidare dalla vista del
culmine del monte, che una volta raggiunto (dist. ~1.2 Km - alt. ~1573
m.) ci permetterà di godere di un ottimo panorama a 360°: alle spalle
la cima boscosa del monte Aspra, i monti reatini, la Valnerina, il
Vettore, il Coscerno e il Civitella in primo piano di fronte a noi
(FOTO).
Proseguiamo mantenendo la direzione di arrivo, ovvero ancora verso
nord, scendendo sul versante opposto, andando ad attraversare una
lingua boschiva, con la traccia che torna a farsi un po' più marcata,
tornando su una porzione prativa dove ci troveremo a passare tra una
pozza d'acqua a sinistra e una sperduta area pic-nic sulla destra,
divenendo poi una evidente carrareccia che, all'altezza di un
abbeveratoio che ci lasceremo ad un centinaio di metri sulla destra,
piegherà verso destra, penetrando nel bosco. Termineremo la porzione
discensiva contemporaneamente alla fine del tratto boschivo, giungendo
poco dopo ad un bivio, in località Forca la Valle, dove ignorando il
ramo il ramo di destra discensivo, opteremo invece per quello di
sinistra che sale, da seguire nel suo sviluppo principale. I 600 metri
circa di ascesa ci portano a lambire la sommità del monte Rotondo
(dist. ~3.7 Km - alt. ~1420 m.), col monte Birbone poco lontano sulla
destra, mentre in lontananza di fronte a noi
si staglieranno le aspre pendici del Coscerno; percorso un breve
tratto dei prati sommitali, la via tornerà a scendere, penetrando
nuovamente nel bosco, sdoppiandosi momentaneamente, per ricongiungersi
poco sotto. Veloce e facile discesa, che ci porterà a superare una
nuova zona pic-nic e di seguito fonte Acquachiusa (nome azzeccato:
spesso l'acqua non viene) (dist. ~4.6 Km - alt. ~1300 m.), per
terminare, dopo altri 700 metri discensivi, sull'ampia carrareccia che
solca l'intera Valle Campofoglio, con un cancello in filo spinato da
oltrepassare che ci separa da questa. Seguiremo la carrareccia verso
sinistra, (a destra risale verso Forca Capistrello e Gavelli) continuando a scendere costantemente, mantenendo la sinistra
dopo 300 metri, dove questa si sdoppia, via che in un chilometro e
mezzo ci porta all'epilogo per questo percorso, rappresentato dalla
via che sulla destra si stacca andando a risalire le pendici dei monti
Eremita e Civitella
[rif. Percorso T2 - Km. 20.3].
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