A volte capita che scrivo un breve resoconto dell'uscita appena fatta, perchè invogliato dalla recente piacevole esperienza, o come promemoria, oppure per lasciarne un minimo ricordo. Metto anche queste, qui... 30/04/2016 L’inverno quest’anno è stato favorevolissimo (mi spiace per chi scia…) al contrario di quello dello scorso anno, quando in diversi periodi si trovava neve già salendo a 500 metri di quota, tant’è che quasi sempre è stato possibile raggiungere quote decenti di 1200 – 1500 metri. Quindi anche nel periodo più freddo Colle Vaccera e Colle Lazzarà sono state le pendici più frequentate, con puntate varie verso i monti di Cumiana e Piossasco e altre verso i cocuzzoli sul versante dell’orografica sinistra della porzione terminale della Val Chisone. 21/05/2016 Con l’approssimarsi del periodo più caldo (non solo in termini di temperature, ma come intensità e consistenza dei tour da affrontare) è ora di aumentare un po’ l’entità dei giri del fine settimana. Quest'anno, come giri top, sono nel mirino Col Clapier/Punta Raccias, il Ciantiplagna (che rappresenterebbe la mia cima nuova Coppi finora raggiunta) e probabilmente il Jafreau; poi una quarta ancora da decidere. Questa mattina perciò primo tour abbastanza impegnativo a Montoso e dintorni, non tanto per le salite (nemmeno 1400 metri), quanto queste abbinate ad un chilometraggio consistente di quasi 70 km. 26/06/2016 Primo tour "fuori porta" per questo anno, scegliendo una meta con quota non esagerata: Punta Raccias (le immediate pendici toccate dal sentiero che la aggira, poco oltre i 2100). Purtroppo malgrado la giornata promettesse bene, appena uscito di casa, ben presto le prime nuvole facevano presagire un peggioramento della visibilità di lì a poco e per quanto ho cercato di affrettare il passo per giungere in quota prima delle nuvole... hanno vinto loro! Il giro quindi non dovrebbe essere male, malgrado lo spingismo per circa 300 metri di dislivello, se solo poi si potesse godere dei panorami in quota; sarà per un'altra volta... La discesa sul versante opposto verso l'Alpe Chaulieres è impegnativa nella prima parte (molto sconnessa), poi facile, a parte una porzione di sentiero molto tecnico dopo Chezalet. 09/07/2016 Jafferau: mio! Conquistati oggi i 2810 del forte, mia quota più elevata mai raggiunta in bici. Temevo molto questo tour, a causa dell'alta quota che spesso mi fa soffrire, invece è andata meglio del previsto, in termini di sforzo compiuto. Sentiero chilometrico poi a scendere, sempre sulla stessa porzione di versante utilizzata per salire da Rogeres (Bardonecchia), incrociando le vie a Gleise. 23/07/2016 La descrizione di qualche secondo di quasi panico, durante il giro in bike di questa mattina. Salita media su asfalto (pendenza 6÷7%) verso il Colle del Lazzarà; prima pedalata dopo una decina di giorni di inattività a seguito delle vacanza al mare. Nel silenzio assoluto sento alle mie spalle il tipico rumore di una bici che sta sopraggiungendo; a giudicare dalla velocità di approccio sarà sicuramente una bici da strada, penso. Invece con la coda dell’occhio la prima cosa che vedo sono ruote “grasse”, di una mountain bike. Pensata di ripiego nella frazione di secondo successiva: allora deve essere un giovante e aitante atleta molto performante. Rapidamente mi affianca e l’occhio va sulla sua faccia; capelli bianchi, anziano, almeno ultrasessantacinquenne! Dopo 10 giorni di inattività ci può stare che non vada granchè, ma possibile che io stia salendo così di schifo?! Per fortuna la frazione di secondo seguente, quando oramai mi ha velocemente sopravanzato, vedendo oltretutto una pedalata con frequenza metà della mia pur con velocità almeno doppia, spiega tutto: una mountain bike elettrica! Maledetto progresso, può far venire un infarto! :-) 06/08/2016 Ritocchino per la quota massima mai raggiunta in bici, grazie alla cima Ciantiplagna, che con i suoi 2848 metri rappresenta ad oggi la mia cima Coppi; non sarà facile ora superarla, visto che non è facile trovare vette pedalabili che si avvicinano ai 3000. Vedremo... Intanto il giro è stato maestoso, con una porzione del giro su vie dove ancora non avevo mai messo le ruote, ovvero dalla parte alta del Forte di Fenestrelle, passando per il colle delle Finestre, toccando la Cima Ciantiplagna, fino alla Punta del Gran Serin; da qui su vie già battute furante il toru dell'Assietta. 21/08/2016 Seconda mia esperienza nel comprensorio 13 laghi / Conca Cialancia. Stesso percorso di due anni fa per l'andata (anche perchè credo sia l'unico possibile!), ma discesa diversa, tanto per cambiare. per il vallone (ripidissimo) che scende verso Miandette. Il percorso "classico" è senz'altro più bello, ma anche questo non è male... Poi il bello sta essenzialmente nell'area in quota dei 13 laghi. 17/12/2016 Meno male che la testa sta attaccata bene sul collo, sennò rischierei prima o poi di dimenticarmi anche quella! Nell'ultimo mese sono riuscito a partire da casa senza casco ben due volte! Ma oggi ho raggiunto il top. Temperature polari e la brutta sorpresa di trovare tutte le fonti d'acqua asciutte, perchè gelate o preventivamente chiuse appunto per non farle gelare e rovinare. Sto a secco già da un bel po' anche perchè stupidamente partito con due dità d'acqua nella borraccia, contando nel rifornimento lungo strada in una delle varie fonti. Giunto all'apice della salita al colle del Colletto, mi tolgo lo zaino per mangiare la merenda di metà mattinata e mi metto a gironzolare per qualche metro lì intorno, visto che c'erano delle chiazze di neve, valutando se valeva la pena di mettereun po' di neve nella borraccia per berla dopo che si era sciolta. Ma lascio perdere; magari gli animali ci hanno fatto le loro cose. Prendo la discesa verso Serre Moretto e solo dopo oltre 3km e circa 200 metri di dislivello mi acocrgo che non porto lo zaino sulle spalle, restato vicino al tronco della merenda!!! Forsennata risalita a ritroso, nella speranza di ritrovarlo lì, (e pensare che le salite per oggi erano finite!), con la gola arsa per la sete arretrata. Finalmente arrivo, ma lo zaino è sparito. Prima opzione, scendere alla vicina locanda del Crò, dove potrebbero averlo lasciato, considerando che le probabilità che qualcuno potesse rubarlo erano veramente scarse, contenendo un cellulare da 15€ e alcuni attrezzi per bici e che in giro per monti di solito c'è brava gente... Seconda opzione tornerò a casa e aspetto una chiamata, contando sulla buona iniziative di chi lo ha ritrovato, che, preso il telefono, dovrebbe aver provato a chiamare i vari contatti, per ritrovare il proprietario (almeno così avrei fatto io). Invece fatte poche centinaia di metri verso la locanda, vedo in lontananza lungo la strada un paio di persone e pian piano individuo una di queste con addosso il mio zaino e l'altra al telefono, che stava già tentando di ritrovarmi. Li ringrazio infinitamente, anche per l'intraprendenza. Tutto bene alla fine. Se non che da lì per la successiva mezz'ora un susseguirsi di telefonate da parte di tutti quelli che erano stati contattati direttamente ed indirettamente, per l'allarme della mia scomparsa oramai lanciato tra Umbria e Piemonte, da parte di mamma, moglie, suocera, ecc... :-)